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L'applicazione del parquet su pavimentazioni già esistenti è molto richiesta soprattutto nell'ambito delle ristrutturazioni leggere.
Il motivo è molto semplice ed è legato alla comodità delle demolizioni minime, un vantaggio nei casi in cui la casa rimane abitata.
Nella pratica quotidiana, la semplicità spesso messa in primo piano in fase di progetto non sempre è realtà effettiva e a fare la differenza ci pensa la presenza di determinate condizioni.
Parquet sul pavimento già esistente? Una scelta da ponderare - Adobe Stock
Se non sussistono già in partenza, dopo diversi mesi possono emergere problemi tecnici rilevanti.
Per chi ama stare al passo con i trend di interior design la domanda sorge spontanea: è possibile, senza demolizioni complete, virare verso un effetto più caldo e moderno?
La posa parquet su pavimento esistente è un intervento molto richiesto - Adobe Stock
Ebbene sì, si può ottenere questo risultato posando il parquet sul pavimento già esistente, a patto che quest'ultimo sia stabile, planare e ben aderente al massetto.
In assenza di questi requisiti, ogni intervento diventa un rischio.
Quando si parla di parquet, si apre un mondo.
Per apprezzare la bellezza di questa pavimentazione, ad esempio, è bene considerare proposte di eccellenze come Berti.
Diverse sono le alternative fra essenze e trattamenti.
Il parquet massello, nella maggior parte dei casi, non è adatto.
Richiede infatti un incollaggio diretto sul massetto, che deve essere regolare e in piano.
Inoltre, patisce le irregolarità e gli alti livelli di umidità.
Non mancano i vantaggi, che vanno dalla resistenza alla bellezza estetica, ma se si sceglie la posa su pavimento esistente non compensano i contro.
Diverso è il caso del parquet prefinito multistrato, soluzione tecnicamente molto valida.
Apprezzato in generale da chi vuole un risultato rapido - è calpestabile già 24 ore dopo la posa - garantisce un'ottima stabilità lato dimensioni.
A seconda delle situazioni, si può optare per l'incollaggio o per la posa flottante.
In questo secondo caso, grazie alla posa a secco, è possibile procedere agevolmente a un'eventuale successiva rimozione.
L'analisi delle caratteristiche del pavimento già esistente è imprescindibile.
Fondamentali sono criteri come la stabilità e l'assenza di piastrelle che si muovono o suonano a vuoto.
Inoltre, è essenziale che sia planare, privo di zone di dislivello e di problemi di umidità o infiltrazioni.
Quando manca la verifica iniziale, capita spesso che i problemi sopra citati vengano notati dopo mesi di uso quotidiano degli spazi domestici.
Se si nota la presenza di una piastrella leggermente sollevata, non bisogna trascurare la situazione.
Da criticità apparentemente piccole come questa possono nascere problematiche rilevanti, a partire dai cedimenti visibili sul parquet sovrastante.
Non esistono scorciatoie: se il pavimento già esistente non è adeguato, bisogna intervenire preventivamente per renderlo tale.
La posa flottante è molto richiesta in quanto rapida e non invasiva.
Tecnica a secco che vede il rivestimento appoggiato su un tappetino isolante, è una valida alleata in caso di presenza di irregolarità e aiuta a ottimizzare l'isolamento acustico.
Chi la sceglie per i propri pavimenti, riferisce nella quotidianità una sensazione di maggiore elasticità al calpestio.
Bisogna sempre considerare l'aumento dello spessore del pavimento che, ovviamente, ha un effetto su porte, soglie e dislivelli.
La posa del parquet su pavimento può essere incollata o flottante - Adobe Stock
La posa incollata, maggiormente solida, è la scelta giusta per chi cerca un pavimento tradizionale.
Rispetto a quella flottante, è necessaria una preparazione più accurata del pavimento sottostante.
Garantisce, nel momento in cui tutti gli step tecnici sono curati, performance tecniche migliori rispetto a quella flottante.
Bypassare l'aumento di quota del pavimento è un errore molto grave quando si vuole posare il parquet prefinito su un pavimento già esistente.
Tra parquet, materassino e collanti, anche pochi millimetri possono impattare su dettagli come le porte interne e i battiscopa.
Fondamentale è non ignorare questo aspetto: il rischio è di trovarsi davanti a situazioni problematiche come i gradini fuori norma, senza dimenticare la necessità di intervenire sulla lunghezza delle porte.
Si può posare il parquet su un pavimento esistente se in casa è presente il riscaldamento a pavimento.
Si tratta, però, di un'operazione delicata, in quanto il rivestimento aggiuntivo ha un impatto sulla trasmissione di calore.
In questi casi, la scelta del parquet e della modalità di posa richiede particolare attenzione.
Si può procedere anche in presenza di riscaldamento a pavimento - Adobe Stock
Per quanto riguarda l'essenza, tra le opzioni migliori figura il rovere, che ha dalla sua parte anche l'effetto estetico gradevole.
È il top per chi ha una casa ben illuminata dalla luce naturale e si può acquistare da aziende come CP Parquet.
In generale, è bene tenere presente il fatto che la demolizione non è sempre da demonizzare.
A volte, infatti, può avere senso, con vantaggi pratici legati al comfort, rimuovere il pavimento sottostante.
La posa del parquet su pavimento esistente ha il suo perché quando il rivestimento originario è in ottime condizioni e nei casi in cui budget e condizioni logistiche rendono necessario un intervento rapido.
Questo accade nel caso già menzionato degli immobili abitati o nelle seconde case, contesti dove i tempi rapidi del cantiere sono decisivi.
I pavimenti instabili, la presenza di dislivelli importanti e gli impianti che necessitano di un intervento tecnico sono tutte controindicazioni alla posa del parquet su un rivestimento già esistente.
Anche in case di pregio, situazioni dove il parquet è fondamentale per l'impatto estetico, questa soluzione può risultare un compromesso poco coerente.
Il parquet su pavimento già esistente richiede una base stabile - Adobe Stock
In tali frangenti, la demolizione iniziale si rivela spesso un investimento provvidenziale, che aiuta a prevenire problemi futuri.
Posare il parquet su un pavimento con problemi strutturali non li risolve, ma li maschera temporaneamente.
Quando le condizioni sono giuste, è una strada che può cambiare le sorti di un immobile, aumentandone il valore di mercato.
La scelta corretta non deve basarsi sul timore dei tempi lunghi del cantiere, ma sulla valutazione realistica dello stato di partenza e sull'uso quotidiano degli spazi.
È questa consapevolezza, più che la tecnica di posa, a determinare il successo dell'intervento.
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