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Certificato di idoneità alloggiativa

NEWS Leggi e Normative Tecniche17 Agosto 2011 ore 16:53
Il certificato di idoneità alloggiativa attesta i requisiti igienico sanitari di un alloggio, assumendo come parametri la superficie calpestabile e il numero di abitanti. Viene richiesto agli stranieri per ottenere il permesso di soggiorno.

Il certificato di idoneita' alloggiativa attesta il numero di persone che possono abitare in un alloggio, in base a dei parametri stabiliti in genere dalle leggi regionali per gli alloggi di residenza pubblica, che usano come parametro la superficie calpestabile della stessa residenza.
L'alloggio si definisce idoneo quando risponde ai requisiti igienico-sanitari stabiliti dalla legge.

Famiglia numerosa di immigratiLe nuove normative in materia di immigrazione, in particolare il D. Lgs. n. 286 del 25/07/1998, Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (aggiornato al 2009), stabiliscono che lo straniero residente in Italia debba abitare in un alloggio che appunto sia idoneo secondo questi parametri.
Lo scopo è quello di garantire anche alle case destinate agli immigrati la presenza di determinati standard qualitativi ed una buona condizione abitativa.

Questo certificato, quindi, può essere richiesto ai cittadini stranieri in diverse circostanze, come nel caso di richiesta o rinnovo di permesso di soggiorno, stipula di un contratto di lavoro, ricongiungimento familiare, rilascio della ex carta di soggiorno, oggi definita permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Il mancato rilascio di questo documento può compromettere gravemente il rilascio del permesso di soggiorno o l'assunzione in un posto di lavoro di un lavoratore straniero, perché l'immigrato deve dimostrare di disporre di un alloggio che rispetti i requisiti minimi di carattere igienico-sanitario.

Contratto d'acquisto o d'affittoIn un primo momento i requisiti di idoneità erano stabiliti dai regolamenti locali, cosa che aveva causato delle ingiustizie sociali perché, ad esempio, un immigrato rischiava di non potersi ricongiungere alla propria famiglia considerata troppo numerosa per il suo piccolo alloggio mentre, ad esempio, nell'appartamento accanto, della stessa metratura, viveva tranquillamente una famiglia italiana altrettanto numerosa.

Così, per eliminare le disparità, è stato assunto come riferimento il Decreto del Ministero della Salute del 5 luglio 1975, che ora funge da parametro per tutto il territorio nazionale.


Tra i documenti che lo straniero dovrà presentare per ottenere il rilascio del certificato, non può mancare il contratto di compravendita, affitto o di comodato d'uso dell'appartamento, registrato e in corso di validità.

Se invece si è ospiti, bisogna presentare la dichiarazione di ospitalità da parte del titolare dell'alloggio, nonché copia dei contratti che ne attestino questa titolarità.

Occorre poi presentare una planimetria catastale dell'immobile, in modo che da essa si possano calcolare i metri quadrati dell'alloggio, il numero di vani, di servizi, la presenza di aperture sufficienti, e così via.

Conformità dell'impianto elettricoViene poi richiesta una certificazione di conformità (D.M. 37/08) degli impianti alimentati a gas metano e impianti elettrici presenti nell'alloggio, rilasciata da un tecnico abilitato, a cui bisogna allegare la visura camerale completa dell'impresa (iscrizione alla camera di commercio), che attesta i requisiti tecnici professionali dell'installatore.

Alcuni comuni richiedono una dichiarazione asseverata di un professionista abilitato incaricato dal richiedente, attestante la presenza dei requisiti di idoneità.

Bisogna comunque ricordare che le modalità, i tempi, i costi e la documentazione necessari per ottenere il certificato variano da Comune a Comune in tutta Italia, per cui è opportuno informarsi ben presso il proprio prima di procedere alla richiesta.

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