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Un serramento può avere vetri isolanti, profili performanti e una posa corretta, ma continuare a lasciare una zona fredda sopra la finestra se il cassonetto della tapparella non è stato considerato come parte dello stesso nodo.
Il vano che contiene il rullo interrompe la continuità della parete e ospita contemporaneamente parti mobili, aperture di ispezione, passaggio dell'avvolgibile e collegamenti con le guide laterali.
In un cassonetto tradizionale questi elementi possono creare un percorso molto più favorevole all'aria e al rumore rispetto al resto dell'involucro.
Dettaglio struttura cassonetto flottante - De Faveri
Il problema viene spesso percepito in due modi:
Freddo e rumore possono dipendere dagli stessi passaggi d'aria, ma non sempre hanno la medesima causa.
Prima di isolare il vano conviene quindi capire se il problema riguarda trasmissione attraverso i materiali, infiltrazione d'aria oppure entrambe.
Nei vecchi edifici il cassonetto è spesso realizzato come un vano ricavato nella muratura immediatamente sopra il serramento.
La parete esterna può essere relativamente spessa, mentre nella zona del rullo resta soltanto un pannello sottile verso l'ambiente interno e una chiusura verso l'esterno molto meno isolata rispetto al resto della facciata.
Si forma quindi un ponte termico geometrico e costruttivo.
A causa della dispersione termica, la temperatura della superficie interna scende e può essere percepita come fredda anche quando non entra aria attraverso fessure evidenti.
Il fenomeno è particolarmente evidente durante le giornate fredde: la parete attorno alla finestra può risultare relativamente uniforme mentre il pannello del cassonetto è sensibilmente più freddo.
In questa situazione la sola sigillatura dei giunti migliora la tenuta all'aria, ma non elimina necessariamente la dispersione attraverso il pannello e le pareti del vano.
La sensazione di freddo viene spesso interpretata come prova certa di ingresso d'aria.
In realtà il corpo umano percepisce anche lo scambio radiativo con le superfici circostanti.
Sedersi vicino a un cassonetto molto freddo può quindi risultare poco confortevole anche in assenza di una corrente vera e propria.
Se la temperatura del pannello è bassa ma l'aria vicino ai giunti rimane ferma, il problema è prevalentemente termico.
Se invece si avverte un movimento localizzato lungo lo sportello, il passaggio della cinghia o i bordi laterali, è presente anche una perdita di tenuta.
Le due condizioni possono convivere, ma la distinzione è importante perché un intervento limitato all'isolamento interno può lasciare invariati gli spifferi, mentre una semplice guarnizione non corregge un cassonetto costituito da pochi millimetri di materiale non isolato.
L'isolamento acustico di una finestra dipende dalla continuità dell'intero sistema.
Anche un serramento con un vetro molto performante può offrire un risultato deludente se sopra di esso rimane un cassonetto leggero e non ermetico.
Avvolgibile in alluminio Arialuce - De Faveri
Una fessura di pochi millimetri lungo lo sportello di ispezione può consentire il passaggio diretto dell'aria e contemporaneamente ridurre in modo importante la prestazione acustica.
Lo stesso vale per il foro della cinghia, per i raccordi laterali e per l'apertura attraverso la quale scorre la tapparella.
Questo spiega perché, dopo aver sostituito soltanto la finestra, alcuni proprietari percepiscano un miglioramento acustico inferiore alle aspettative.
La percezione acustica in una stanza non permette sempre di identificare con precisione il punto di ingresso del suono.
Il rumore può passare:
Avvicinandosi al pannello di ispezione, ai bordi laterali e al foro della cinghia si può individuare un aumento percepibile del rumore.
Il controllo rimane indicativo naturalmente, non può sostituire una misura fonometrica, ma è utile per orientare l'intervento.
Se il rumore appare concentrato nella parte alta della finestra, il cassonetto merita certamente una verifica.
Se invece è altrettanto intenso lungo tutto il perimetro del serramento, il problema può coinvolgere anche la posa.
Il pannello che consente di raggiungere il rullo deve poter essere rimosso per manutenzione, ma quando è chiuso dovrebbe garantire una buona continuità con il resto del cassonetto.
Nei modelli datati è frequente trovare sportelli semplicemente appoggiati o fissati con viti senza una guarnizione perimetrale efficace.
Con il tempo il pannello può deformarsi, le viti possono perdere pressione oppure la finitura può creare piccoli distacchi e questo genera una fessura continua lungo il perimetro.
Prima di intervenire conviene quindi controllare se il pannello aderisce in modo uniforme, se presenta deformazioni e se esiste una guarnizione ancora elastica.
Un pannello che deve rimanere ispezionabile non dovrebbe essere sigillato in modo permanente con materiali che ne impediscano la futura apertura.
Per un controllo domestico non servono necessariamente strumenti complessi.
Con il cassonetto chiuso si può utilizzare una sottile striscia di carta lungo i bordi dello sportello:
Questa semplice prova aiuta a localizzare differenze tra una zona e l'altra poi, naturalmente, bisogna interpellare un tecnico qualificato per un'analisi più accurata e, quando necessario, a prove di pressurizzazione dell'edificio.
Nei sistemi manuali la cinghia attraversa il cassonetto e raggiunge l'avvolgitore.
Il passaggio deve consentire alla fettuccia di muoversi liberamente e non può essere chiuso rigidamente.
Nei vecchi sistemi questo foro può diventare un collegamento quasi diretto con l'interno del vano.
Dal punto di vista acustico la situazione è altrettanto critica, perché il rumore trova un percorso privo della massa e della tenuta presenti nel resto della finestra.
Tapparella motorizzata gestibile con telecomando - foto Getty Images
Esistono passacinghia progettati per limitare le infiltrazioni mantenendo il movimento della cinghia.
La loro compatibilità dipende però dalla configurazione del cassonetto e dalle dimensioni della fettuccia.
Se si decide di motorizzare la tapparella ed eliminare la cinghia, il vecchio foro deve essere chiuso correttamente e non semplicemente coperto con una placchetta decorativa.
L'avvolgitore può essere installato in una scatola incassata nella parete.
In alcuni edifici il vano interno comunica con cavità o passaggi che favoriscono infiltrazioni.
L'aria fredda percepita vicino alla placca non proviene quindi necessariamente dal foro superiore della cinghia, in quanto può entrare attraverso la scatola stessa.
La soluzione può essere rimuovere la placca durante un intervento tecnico e controllare il raccordo con la muratura, senza ostacolare il movimento del meccanismo.
Il telo dell'avvolgibile scorre all'interno di guide verticali.
Questi elementi devono consentire il movimento senza attriti eccessivi e per questo non possono essere completamente sigillati come il telaio di una finestra.
Il vano della tapparella non può essere trattato come se fosse un volume completamente stagno verso l'esterno.
L'intervento corretto è quello che consente di separare bene il cassonetto dall'ambiente interno e isolare le sue superfici, non impedire il movimento dell'avvolgibile riempiendo guide e aperture con sigillanti.
Bloccare o restringere il percorso della tapparella per ottenere una maggiore tenuta può compromettere il funzionamento del sistema.
L'avvolgibile deve salire dalla guida, avvolgersi sul rullo e scendere nuovamente.
Necessitando quindi di un'apertura continua, non è possibile progettare l'isolamento del cassonetto come una chiusura completa del vano verso l'esterno.
Gli interventi più efficaci cercano di creare un involucro isolato e sufficientemente ermetico sul lato interno, lasciando lo spazio necessario al movimento.
Avvolgibile modello MD55 - De Faveri
Materiali isolanti collocati troppo vicino al telo possono essere toccati dalla tapparella durante l'avvolgimento, danneggiarsi o provocare attriti.
Prima di scegliere lo spessore dell'isolamento bisogna quindi osservare il diametro massimo assunto dal rullo con la tapparella completamente sollevata.
Uno degli errori progettuali più facili da compiere consiste nel misurare lo spazio libero del cassonetto con tapparella abbassata: in quella condizione quasi tutto il telo si trova nelle guide e il rullo occupa poco volume.
Quando la tapparella viene sollevata, invece, le stecche si avvolgono attorno all'asse e il diametro aumenta sensibilmente.
L'isolante applicato sulle pareti interne deve quindi essere dimensionato considerando il massimo ingombro reale.
Prima dell'intervento è utile sollevare completamente la tapparella e controllare le distanze tra avvolgibile, pannello di ispezione, parete esterna e parte superiore del vano.
Pochi centimetri di materiale aggiunti senza questa verifica possono creare sfregamenti.
Applicare un piccolo pannello isolante soltanto dietro lo sportello può migliorare la superficie più fredda ma lasciare numerose vie laterali: la dispersione può attraversare il pannello frontale, la parte superiore, le spallette laterali e i raccordi con il serramento e la muratura.
L'intervento di coibentazione termica dovrebbe quindi cercare continuità, compatibilmente con lo spazio disponibile e con il movimento del rullo.
Nei sistemi specifici per la riqualificazione dei cassonetti vengono spesso utilizzati elementi flessibili o pannelli sagomati per seguire il vano senza interferire con l'avvolgibile.
Il risultato dipende più dalla continuità del sistema che dalla presenza di un singolo materiale con elevato potere isolante.
La prestazione teorica dell'isolante viene spesso valutata attraverso la sua conducibilità termica.
Nel cassonetto è però altrettanto importante il modo in cui viene installato.
Un pannello performante lasciato con fessure centimetriche lungo i lati permette all'aria del vano freddo di raggiungere direttamente lo sportello o altre superfici interne.
Isolamento termico e tenuta all'aria devono essere progettati insieme.
Attenzione: questo non significa riempire ogni cavità con schiuma espandente senza controllo, perché ci sono parti che devono rimanere removibili e altre devono poter essere raggiunte durante la manutenzione.
La schiuma viene spesso utilizzata perché riempie rapidamente irregolarità e vuoti.
Nel cassonetto deve essere impiegata soltanto nei punti compatibili con questo tipo di sigillatura.
Applicarla vicino al rullo, alle guide o ai meccanismi può impedire movimenti e future manutenzioni.
Può inoltre espandersi più del previsto e deformare elementi leggeri.
L'impiego della schiuma poliuretanica non deve sostituire la corretta progettazione del nodo finestra che ha lo scopo, tra l'altro, di garantire il risparmio energetico.
Quando viene sostituita una finestra lasciando il vecchio cassonetto, il raccordo tra nuovo telaio e struttura esistente merita particolare attenzione.
Può rimanere una discontinuità sopra il traverso del serramento o lungo i lati.
La fessura può essere nascosta da coprifili e finiture e quindi non risultare visibile dall'interno ma rumore e aria possono attraversarla.
Una posa in opera accurata è fondamentale - De Faveri
In questo caso isolare lo sportello del cassonetto non risolve totalmente il problema: bisogna controllare anche il nodo tra telaio, controtelaio, cassonetto e muratura.
È una delle ragioni per cui la sostituzione del serramento dovrebbe comprendere una verifica dell'intero foro finestra, non soltanto del nuovo profilo; perciò è determinante affidarsi a veri professionisti del settore come De Faveri.
La sostituzione di vecchi serramenti con finestre molto più ermetiche modifica il modo in cui l'aria attraversa l'abitazione.
Prima dell'intervento, gli spifferi erano distribuiti tra guarnizioni, telaio, giunti e cassonetto, problema eliminato dalla posa del nuovo infisso.
Di conseguenza, ora la parte non trattata (il cassonetto appunto) palesa tutte le sue criticità.
Può sembrare che il cassonetto abbia iniziato a disperdere soltanto dopo i lavori, mentre in realtà era già debole e semplicemente rappresenta ora il percorso prevalente.
Questa vale sia per gli spifferi d'aria fredda sia per il rumore proveniente dall'esterno.
Quando vetro e serramento migliorano molto, il rumore residuo proveniente dal cassonetto diventa più riconoscibile.
Per questo la riqualificazione del foro finestra dovrebbe possibilmente valutare serramento, cassonetto e giunti nello stesso intervento.
Una termocamera permette di rappresentare le differenze di temperatura superficiale.
Durante condizioni climatiche adatte può mostrare chiaramente un pannello del cassonetto più freddo rispetto alla parete circostante oppure ponti termici localizzati lungo i bordi.
Questa verifica va effettuata con attenzione perché:
Una termografia eseguita quando interno ed esterno hanno temperature quasi uguali fornisce informazioni molto meno utili.
Lo strumento non vede direttamente l'aria che entra, ma può evidenziare il raffreddamento provocato da infiltrazioni.
Quando l'edificio viene messo in depressione durante un blower door test, l'aria esterna viene richiamata attraverso le discontinuità dell'involucro.
Le infiltrazioni diventano più evidenti e possono essere localizzate con strumenti appropriati.
Applicata al foro finestra, la prova permette di distinguere con maggiore precisione perdite dal cassonetto, dai giunti di posa o da altri punti.
Questo test è utile quando l'edificio presenta problemi diffusi di tenuta, quando si vuole verificare una ristrutturazione energetica o quando gli spifferi rimangono difficili da localizzare nonostante interventi successivi.
Un cassonetto definito rumoroso può presentare due problemi completamente differenti:
Il telo può urtare contro la guida, il rullo può essere disassato, i cuscinetti possono essere usurati oppure il motore può trasmettere vibrazioni alla struttura.
Aggiungere materiale fonoisolante al cassonetto può attenuare parte del suono percepito nella stanza, ma non corregge un rullo che funziona male.
La diagnosi deve quindi iniziare osservando quando compare il rumore.
Quando il telo si avvolge sul rullo deve formare una spirale relativamente regolare.
Stecche deformate, attacchi non corretti o piccoli disallineamenti possono produrre un colpo a ogni rotazione, di conseguenza, la rumorosità varia con la posizione della tapparella.
Il problema viene spesso attribuito al motore perché compare soltanto durante il movimento, ma può essere completamente meccanico.
Aprendo lo sportello durante un intervento tecnico è possibile osservare il comportamento del rullo, mantenendo naturalmente le condizioni di sicurezza e senza avvicinarsi alle parti in movimento.
Attenzione: la correzione di attacchi, supporti o telo deve essere affidata a personale competente quando richiede smontaggi o regolazioni del sistema motorizzato.
Eliminare la cinghia riduce un'importante possibile infiltrazione d'aria, ma introduce un motoriduttore all'interno del rullo.
Durante il funzionamento vengono prodotte vibrazioni che possono propagarsi attraverso staffe e struttura del cassonetto.
La rumorosità dipende dal motore, dal suo montaggio e dalla rigidità delle parti a cui viene collegato.
Una motorizzazione non dovrebbe quindi essere valutata soltanto per comodità ed eliminazione della cinghia.
Consideriamo, ad esempio, una camera da letto: se la tapparella viene azionata presto al mattino o tardi la sera, il comfort acustico può avere un peso importante.
Un sottile pannello in legno, MDF, PVC o altro materiale può vibrare sotto l'azione del suono proveniente dal vano.
La sua massa ridotta limita la capacità di attenuare determinate frequenze.
Per migliorare l'isolamento acustico non basta quindi sempre aggiungere un materiale morbido.
La prestazione dipende da:
L'intervento deve però rimanere compatibile con il peso che cerniere o fissaggi possono sostenere e con la necessità di aprire il pannello.
Rendere lo sportello molto pesante senza adeguare i supporti può creare deformazioni e nuove fessure.
Un pannello con bassissima conducibilità termica riduce efficacemente il passaggio del calore, ma non è automaticamente il materiale migliore per bloccare il rumore.
L'isolamento acustico richiede anche massa, tenuta all'aria e gestione delle vibrazioni.
Materiali fibrosi o porosi possono assorbire parte dell'energia sonora all'interno del vano, ma se lo sportello resta leggero e pieno di fessure il miglioramento può essere limitato.
Per un cassonetto contemporaneamente freddo e rumoroso è quindi utile realizzare un sistema multistrato compatibile con lo spazio disponibile.
Non sempre il materiale più spesso è quello più efficace: conta la combinazione delle funzioni e soprattutto la continuità dell'intervento.
Rullo, supporti, motore, attacchi del telo e altri componenti possono richiedere interventi nel tempo.
L'isolamento deve essere progettato affinché possano essere raggiunti.
Rivestire tutte le parti con pannelli incollati in modo permanente può migliorare inizialmente la prestazione ma trasformare la sostituzione del motore in una demolizione.
Lo sportello deve restare apribile e i materiali applicati sul pannello dovrebbero essere compatibili con il suo smontaggio.
Anche guarnizioni e sigillature devono poter essere sostituite quando si usurano.
Il vano della tapparella può essere interessato anche da acqua proveniente dalla facciata, dalla finestra o da elementi superiori.
Macchie, legno gonfio, intonaco degradato o isolamento bagnato non devono essere semplicemente coperti, perché sono il campanello d'allarme di un foro finestra non correttamente progettato.
Un materiale isolante umido può perdere una parte delle prestazioni e nascondere la progressione del problema.
Prima della riqualificazione è quindi necessario verificare che il cassonetto sia asciutto e che gli elementi esterni allontanino correttamente l'acqua meteorica.
La superficie interna più fredda raggiunge più facilmente condizioni favorevoli alla condensazione.
Se l'umidità dell'ambiente è elevata, la zona sopra la finestra può quindi manifestare annerimenti o muffa prima del resto della parete.
Macchie di muffa attorno alla finestra - Getty Images
L'isolamento del cassonetto può aumentare la temperatura superficiale interna, mentre una corretta ventilazione riduce il contenuto di vapore nell'aria.
I due interventi possono essere complementari.
È però necessario controllare che non esista una vera infiltrazione d'acqua, perché in quel caso il problema non è soltanto termoigrometrico.
Non tutti i sistemi sono costituiti dal classico vano interno con sportello frontale.
Nei serramenti recenti possono essere presenti cassonetti esterni, sistemi compatti coibentati o monoblocchi che integrano avvolgibile, guide e isolamento.
Monoblocco per finestra con avvolgibile - De Faveri
Quando un sistema moderno manifesta dispersioni, la causa può essere più facilmente collegata a posa, raccordi, guarnizioni o discontinuità locali rispetto alla costruzione stessa del cassonetto.
Non è quindi corretto applicare automaticamente la riqualificazione pensata per un vecchio vano in muratura.
Quando il vecchio vano presenta dimensioni molto grandi, pannelli sottili e numerosi punti di infiltrazione, aggiungere isolamento può non essere sempre la soluzione più razionale.
In alcuni interventi è possibile sostituire o riqualificare in maniera più profonda il sistema dell'avvolgibile mantenendo il serramento, a seconda della configurazione costruttiva.
La fattibilità dipende da muratura, accessibilità, guide, rullo e finiture.
Bisogna fare questa valutazione quando il cassonetto è molto deteriorato o quando l'obiettivo comprende un miglioramento acustico importante.
Infatti, un intervento leggero può correggere piccoli difetti, mentre un nodo costruttivo molto debole può richiedere una trasformazione più completa.
Si può considerare una camera nella quale, durante l'inverno, la zona sopra la finestra risulta molto fredda e il traffico esterno è chiaramente percepibile.
Avvicinando la mano al centro dello sportello non si sente un movimento d'aria evidente, ma lungo il bordo inferiore e vicino al passacinghia compare una corrente.
Il pannello centrale ha probabilmente una resistenza termica insufficiente, mentre i giunti laterali e il passaggio della cinghia presentano una perdita di tenuta.
Applicare soltanto una guarnizione eliminerebbe una parte dello spiffero e del rumore, ma lascerebbe il pannello freddo.
Optare invece per rivestire il pannello con dell'isolante aumenterebbe la temperatura superficiale ma lascerebbe aria e suono attraversare i giunti.
La soluzione corretta è quella che prevede un intervento sia di isolamento sia di tenuta.
Una volta riqualificato il cassonetto è utile controllare che la tapparella possa compiere tutta la corsa senza sfregamenti.
La prova va effettuata più volte, osservando soprattutto il comportamento con telo completamente avvolto.
Occorre verificare anche l'apertura dello sportello, la possibilità di raggiungere rullo e motore e la continuità delle guarnizioni.
Tenuta del cassonetto dopo l'intervento di riqualificazione - De Faveri
Sul piano del comfort termico, a parità di condizioni climatiche, la superficie interna dovrebbe risultare meno fredda e gli spifferi lungo i giunti dovrebbero essersi ridotti.
Per quanto riguarda la rumorosità, una valutazione strumentale è necessaria quando si vuole quantificare la prestazione acustica; nell'uso domestico è comunque possibile verificare se il punto superiore della finestra rimane ancora chiaramente più rumoroso rispetto agli altri.
Se è prevista a breve la sostituzione delle finestre, trattare separatamente il cassonetto pochi mesi prima può portare a rifare parte dei raccordi, pertanto, è più efficace progettare contemporaneamente serramento, cassonetto, guide, spallette e davanzale.
In questo modo il nodo di posa può essere studiato con continuità termica e tenuta all'aria.
Questo non significa che un cassonetto non possa essere riqualificato autonomamente quando i serramenti sono ancora validi ma, in caso contrario, programmare entrambi gli interventi congiuntamente riduce il rischio di lasciare nuovi punti deboli tra componenti sostituiti in momenti diversi.
Per chi desidera migliorare l'efficienza energetica della propria casa o edificio, affidarsi a un'azienda specializzata è fondamentale.
DE FAVERI, realtà italiana con sede a Refrontolo (Treviso), opera dal 1961 nel settore dei controtelai e dei cassonetti monoblocco, distinguendosi per l'attenzione alla qualità e alla personalizzazione.
Grazie a un'esperienza maturata in oltre sessant'anni di attività, l'azienda progetta e realizza sistemi su misura capaci di coniugare isolamento, funzionalità ed estetica.
Ogni prodotto nasce da una filiera controllata e da una costante ricerca di materiali innovativi, nel pieno rispetto delle normative e dell'ambiente.
Il team tecnico di De Faveri supporta progettisti, imprese e privati in tutte le fasi, dalla consulenza alla posa, garantendo risultati duraturi e soluzioni perfettamente integrate nell'involucro edilizio.