Cosa fare se un cane abbaia in continuazione in condominio

Se un cane abbaia in condominio si può contattare l'amministratore, un legale, l'ASL, o in casi gravi, anche carabinieri e polizia.
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Cosa fare se un cane abbaia in condominio


Se un cane abbaia in continuazione è possibile rivolgersi all'amministratore condominiale, contattare un legale, l'ASL, le guardie zoofile, oppure, se il problema include tutto il vicinato, coinvolgere la Procura della Repubblica, Carabinieri o Polizia.

Premettiamo che in un condominio non esistono regole che vietino di tenere in casa gli amici a quattro zampe.

A questo punto, però, è necessario comprendere quando vengono superati dei limiti oggettivi: quando l'abbaiare di un cane crea realmente disturbo.

Cane in condominio - PexelsCane in condominio - Pexels

Il regolamento condominiale, per esempio, può vietare che il cane venga lasciato solo in casa o sul balcone nel corso della notte.

Tra gli obblighi che potrebbero essere introdotti c'è anche quello che prevede l'insonorizzazione dei singoli appartamenti in modo che i latrati e i guaiti possano arrecare disturbo agli altri vicini.

Alcuni regolamenti possono fissare degli orari entro i quali i vari condomini non possono fare dei rumori che possano infastidire gli altri vicini.

Nel momento in cui si dovessero verificare queste situazioni, il padrone deve prestare la massima attenzione al proprio cane: nel caso in cui dovesse essere refrattario a qualsiasi tipo di ordine potrebbe doverlo portare ad un corso di addestramento, decisione che corrisponde a quanto imporrebbe il giudice nel caso in cui si dovesse finire in Tribunale.


Padrone di un cane che non rispetta il regolamento condominiale


Se il cane abbaia nelle ore più assurde e diventa un vero e proprio disturbo per gli altri abitanti del condominio, il proprietario non sta rispettando i vincoli del regolamento condominiale, il quale può prevedere delle sanzioni che possono arrivare a 200 euro, importo che può lievitare a 800 euro in caso di recidiva.

Sanzioni civili il cui ricavato andrà a confluire direttamente nelle casse del condominio e per le quali l'amministratore deve ottenere il via libera dell'assemblea.

L'amministratore ha la possibilità di agire contro di lui attraverso un'azione civile, il cui scopo è quello di far rispettare le clausole inserite all'interno del regolamento.

Nel momento in cui si dovesse venire a verificare questa situazione, non è necessario che l'amministratore sia in possesso di un mandato dell'assemblea per conferire un incarico ad un avvocato di propria fiducia e per adire le vie legali, ma nella maggior parte dei casi, preferisce comunque sottoporre la questione alla votazione dell'assemblea condominiale.


Cosa fare se il regolamento condominiale non prevede sanzioni


Nel caso in cui il regolamento condominiale non dovesse contenere delle clausole specifiche relative al possesso degli amici a quattro zampe è possibile chiedere l'intervento dell'Asl, delle Guardie zoofile, Procura della Repubblica, Carabinieri o Polizia.

Nel caso di ASL o Guardie Zoofile, potrebbe portare alla luce una situazione di maltrattamento o malnutrizione.
I pubblici ufficiali hanno l'autorità di verificare se l'ambiente nel quale vive l'animale è conforme alla legge e se, soprattutto, ci sono delle situazioni più spiacevoli.

Altra strada da percorrere, da parte dei condomini molestati, è coinvolgere la Procura della Repubblica, i Carabinieri o la Polizia: in questo caso siamo davanti ad una forma di tutela penale.

Un cane che abbia - PexelsUn cane che abbia - Pexels

Ma attenzione: perché l'abbaiare del cane costituisca a tutti gli effetti il reato di disturbo della quiete pubblica, è necessario che il latrato dell'animale arrivi a tutti i condomini o agli edifici circostanti.

Se la situazione fosse realmente questa, i condomini coinvolti hanno la possibilità di presentare una querela entro tre mesi dall'ultimo episodio.

A questo punto si aprirà un processo penale con costituzione di parte civile della vittima, la quale avrà addirittura la possibilità di ottenere un risarcimento in denaro.

La Corte di Cassazione, nel momento in cui si vengono a verificare queste situazioni, ritiene che sia possibile disporre anche il sequestro preventivo del cane, qualora si ritenesse che il reato possa essere reiterato (è il caso, per esempio, delle persone che passano molto tempo fuori casa).


Quando contattare l'avvocato per l'abbaiare di un cane


Nel caso in cui l'abbaiare del cane non infastidisca molte persone, l'unica soluzione da intraprendere è quella di contattare un avvocato, che possa avviare una causa civile con il padrone dell'animale.

Il giudice, una volta che la causa si sia conclusa, potrà ordinare al padrone dell'animale di:

  • far cessare immediatamente le molestie;

  • provvedere ad insonorizzare l'appartamento;

  • imporre la frequenza al cane di appositi corsi di addestramento;

  • vietare che il cane venga lasciato da solo in case per dei lunghi periodi;

  • fissare una somma che deve essere versata a titolo di sanzione per ogni giorno nel quale i provvedimenti del giudice non vengono adempiuti.


È importante, ad ogni modo, per riuscire a vincere la causa, dimostrare che l'abbaiare del cane superi la normale tollerabilità.

Per farlo non è necessario richiedere ed effettuare una perizia fonometrica: sono sufficienti le testimonianze delle persone che hanno sentito i latrati del cane più volte.


Quando rivolgersi alla polizia se il cane abbaia


Non sempre è possibile chiamare la polizia nel momento in cui un cane disturba il vicinato. Gli agenti hanno competenza solo e soltanto quando viene disturbata la quiete pubblica. Ossia quando si è in presenza di un reato. Come abbiamo visto in precedenza questa situazione si viene a verificare nel momento in cui l'abbaiare del cane disturba un numero indeterminato di persone.
Quando si è davanti ad un rumore non eccessivo, alzare il telefono e chiamare la polizia non serve in alcun modo a risolvere il problema.


Inquilino in affitto e cane che abbia, come comportarsi


Se l'inquilino non rispetta le regole condominiali riguardo i disturbi creati dall'abbaio del suo cane, il locatore è obbligato a sfrattarlo, nel caso in cui non volesse essere perseguito legalmente dal condominio.

Cani su balcone in condominio - Getty ImagesCani su balcone in condominio - Getty Images

Con la sentenza n. 975/2024, il Tribunale di Bergamo ha dovuto affrontare il caso di un condominio che ha voluto agire nei confronti del locatore di un appartamento.

Il motivo del contendere era determinato dal fatto che il proprietario dell'immobile non avesse preso dei provvedimenti nei confronti dell'inquilino, per far in modo che quest'ultimo rispettasse il regolamento condominiale per quanto riguardava la custodia dell'animale.

I giudici hanno ricordato che il conduttore è obbligato ad osservare le clausole del regolamento.


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  • Giiuseppe Rizzo
    Giiuseppe Rizzo
    6 giorni fa
    Nel condominio dove abito ci sono due famiglie che hanno dei barboncini che abbiano continuamente, anche perchè i loro balconi sono contigui e quindi dal divisorio in vetro che divide il balcone si affrontano in una gara a chi abbiaia più a lungo.
    Sono state fatte delle segnalazioni all'amminsitratore il quale ha poi girato le lamentele ai diretti interessati, ma senza risultati.
    Dobbiamo solo fare un esposto alla Procura della Repubblica per fare intervenire le forse dell'ordine?
    rispondi al commento
    • Pierpaolo Molinengo
      Pierpaolo Molinengo Giiuseppe Rizzo
      6 giorni fa
      Bungiorno. Prima di rivolgersi alla Procura della Repubblica le suggerisco di sentire quanto i cani disturbano.
      Perché per chiamare in causa le autorità è necessario che il latrato dei cani disturbi tutto il vicinato.
      In altre parole quando c'è un disturbo della quiete pubblica.
      In caso contrario può contattare un avvocato e vedere se ci sono i presupposti per andare davanti ad un giudice e chiedere che cessino immediatamente le molestie.
      rispondi al commento
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