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Come funzionano le barriere tagliafuoco nelle facciate ventilate

Come funzionano le barriere tagliafuoco nelle facciate ventilate, dove si installano e come interrompono la propagazione di fiamme e fumi nell’intercapedine.
Pubblicato il

Perché la camera d’aria di una facciata ventilata richiede attenzione in caso d’incendio


La facciata ventilata funziona grazie a un'intercapedine lasciata tra il rivestimento esterno e gli strati più interni dell'involucro.

In condizioni normali, questo spazio permette all'aria di circolare e contribuisce alla gestione del calore e dell'umidità che raggiungono il retro del rivestimento.

Proprio la continuità della camera d'aria, utile durante il normale funzionamento della facciata, diventa però un elemento da controllare in caso d'incendio.

Se fiamme e gas caldi riescono a entrare nell'intercapedine, possono trovare un percorso verticale relativamente continuo: il riscaldamento dell'aria ne favorisce la risalita e il flusso può interessare porzioni della facciata poste molto più in alto rispetto al punto nel quale è iniziato l'incendio.

facciata ventilataFacciata a doppia pelle ventilata - foto Rockwool



Il rischio non riguarda quindi soltanto la possibilità che bruci il rivestimento esterno.

Devono essere considerati contemporaneamente:

  • parete retrostante
  • isolante
  • sottostruttura
  • membrane
  • giunti
  • elementi di fissaggio
  • ogni elemento presente nella cavità.


Il Codice di prevenzione incendi definisce la facciata a doppia pelle ventilata proprio come una facciata dotata di intercapedine nella quale si attiva una circolazione d'aria naturale o meccanica.

La Regola tecnica verticale V.13, introdotta dal D.M. 30 marzo 2022 per le chiusure d'ambito degli edifici civili, mira tra l'altro a limitare la propagazione di un incendio attraverso facciate e coperture.

Le cosiddette barriere tagliafuoco inserite nella cavità servono essenzialmente a impedire che questo percorso rimanga indisturbato quando si sviluppa un incendio.


Cosa si intende per barriera tagliafuoco nella facciata ventilata


Nel linguaggio di progetto e di cantiere si parla spesso genericamente di barriera tagliafuoco o cavity barrier.

Il principio consiste nell'interrompere o compartimentare la camera d'aria in determinate posizioni, in modo che fiamme e gas caldi non possano utilizzare liberamente l'intercapedine per propagarsi verso altri piani o lateralmente lungo la facciata.

La terminologia normativa italiana è più precisa e varia in relazione alla configurazione.

La V.13 definisce, per esempio, la fascia di separazione come una porzione della chiusura d'ambito dotata di determinate caratteristiche di resistenza e reazione al fuoco, destinata a limitare la propagazione verticale oppure orizzontale dell'incendio.

Per alcune soluzioni relative alle facciate a doppia pelle ventilate non ispezionabili viene invece prevista l'interruzione dell'intercapedine, in corrispondenza di ogni piano, attraverso setti di compartimentazione con prestazioni definite dalla stessa regola tecnica.

Una barriera antincendio conforme, per definirsi tale, deve essere parte di una soluzione progettata per una determinata facciata e deve possedere prestazioni documentate per il modo in cui viene effettivamente installato.


Come si può propagare il fuoco all’interno dell’intercapedine di una facciata ventilata


Un incendio sviluppato all'interno di un appartamento può raggiungere la facciata attraverso una finestra.

Quando il vetro cede o l'apertura è già presente, le fiamme possono uscire all'esterno e investire il piano superiore.

In una facciata ventilata esiste però un secondo possibile percorso: una parte dei prodotti della combustione può penetrare dietro il rivestimento e risalire nella camera d'aria.

Anche un incendio sviluppato all'esterno, per esempio alla base della facciata, può interessare la cavità.

incendio in facciataFiamme che dall'interno di un'unità si propagano sulla facciata dell'edificio - Getty Images



La geometria stretta e verticale dell'inercapedine può favorire un rapido movimento verso l'alto (il cosidetto effetto camino) e l'incendio può interessare materiali che dall'esterno non erano direttamente esposti alla fiamma iniziale.

Il problema diventa più severo se nella stratigrafia sono presenti componenti combustibili o se la cavità attraversa senza interruzioni più piani.

La barriera tagliafuoco deve:

  • deve interrompere la corsa delle fiamme;
  • necessita di un progetto specifico a seconda delle peculiarità della facciata (pensiamo, ad esempio, a una superficie con isolamento a cappotto termico esterno).


Il normale effetto camino può diventare un percorso di propagazione


Durante il funzionamento ordinario, il riscaldamento della faccia esterna può favorire il movimento dell'aria nell'intercapedine.

L'aria più calda sale e viene sostituita da aria proveniente dalle aperture inferiori: è uno dei meccanismi associati al funzionamento della facciata ventilata.

In caso d'incendio le temperature diventano enormemente maggiori e la stessa cavità, che normalmente permette un moderato movimento d'aria, può essere attraversata da gas molto caldi.

A influenzare tale fenomeno ci sono la geometria dell'immobile, le dimensioni dell'intercapedine, il vento, le aperture e i materiali.


Barriere orizzontali per limitare la propagazione verso l’alto


Una barriera disposta orizzontalmente attraversa l'intercapedine lungo la facciata.

Quando entra in funzione impedisce o limita la risalita dei prodotti della combustione oltre quella quota, quindi, la grande cavità verticale viene praticamente suddivisa in porzioni più piccole.

Lo scopo è impedire che un incendio scoppiato in un secondo piano, per fare un esempio, possa percorrere indisturbato l'intercapedine e raggiungere i livelli sovrastanti.

Nella foto seguente, setto orizzontale in lana di roccia FireStop OSCB 44 firmato Rockwool.

FireStop OSBC 44Setto orizzontale FireStop OSBC 44 - Rockwool

A questo scopo, è determinante la posizione delle interruzioni che però non va stabilita distribuendo semplicemente una barriera ogni certa distanza.

La V.13 contiene specifiche soluzioni conformi in funzione della tipologia della facciata.

Per alcune facciate a doppia pelle ventilate non ispezionabili prevede, ad esempio, l'interruzione dell'intercapedine in corrispondenza di ogni piano mediante setti con classe E 30 oppure E 60 per chiusure d'ambito classificate SC.

Necessità e prestazioni del sistema devono quindi essere stabilite dal progetto antincendio specifico per il determinato edificio; non si tratta di parametri applicabili indistintamente su immobili diversi.


Barriere verticali per gestire la propagazione laterale delle fiamme


Una cavità continua può consentire anche uno sviluppo orizzontale delle fiamme, lungo la facciata dunque, raggiungendo così zone appartenenti a compartimenti differenti oppure aggirando elementi separatori.

Per questo motivo nei sistemi di facciata possono essere previsti elementi verticali che delimitano lateralmente determinate porzioni della cavità.

Questa è la funzione dei setti verticali o orizzontali in lana di roccia Rockwool.

In una configurazione tipica, barriere orizzontali e verticali creano una suddivisione coerente con la strategia di compartimentazione dell'edificio.

Attenzione: non esiste una griglia universale da riportare indistintamente dietro ogni facciata ventilata.

È indispensabile considerare tutti questi fattori:

  • posizione dei compartimenti
  • stato dei solai
  • presenza o meno di pareti di separazione
  • aperture
  • soluzione tecnologica della facciata.


Una barriera sempre chiusa interrompe fisicamente la camera d’aria


Il sistema concettualmente più semplice è costituito da un elemento che chiude già in condizioni normali l'intercapedine.

Materiali e caratteristiche dipendono dalla soluzione certificata, ma il principio consiste nel creare una separazione continua tra parete interna e retro del rivestimento o tra gli elementi che definiscono la cavità.

Dal punto di vista antincendio, il percorso è già interrotto prima che inizi l'incendio.

setto verticaleSetto verticale in lana di roccia - Rockwool



Il problema è evidente dal punto di vista della ventilazione: se si chiude completamente una cavità nata per essere ventilata, si può interferire con il normale movimento dell'aria e con il drenaggio dell'acqua.

Ecco spiegato perché una barriera non può essere aggiunta alla fine del progetto antincendio senza verificare come cambierà il percorso dell'aria e dell'acqua.


Le barriere intumescenti possono restare aperte durante l’uso normale


Nelle facciate ventilate esistono anche sistemi definiti open-state, cioè barriere progettate per lasciare deliberatamente una parte della cavità aperta durante il normale esercizio.

L'elemento principale viene installato lasciando un'interruzione calibrata verso il retro del rivestimento in modo tale che attraverso questo spazio l'aria continui a muoversi e l'acqua eventualmente presente nella cavità possa essere drenata.

Sul bordo della barriera viene applicato un materiale intumescente in grado di aumentare il suo volume per andare ad occupare lo spazio lasciato libero: la cavità, normalmente aperta, viene così chiusa in caso d'incendio.

Si tratta di una soluzione utilizzata proprio per conciliare due necessità apparentemente contraddittorie: permettere la ventilazione durante l'esercizio e creare una separazione quando si sviluppa il fuoco.

Ci sono sistemi specifici per rainscreen ventilati che utilizzano un nucleo in lana minerale associato a una striscia intumescente che espande fino a chiudere il passaggio di ventilazione.


Materiale intumescente, non una schiuma generica: come agisce


Non si tratta di riempire la cavità con una normale schiuma da costruzione che si espande durante l'applicazione.

Il materiale intumescente utilizzato nelle barriere antincendio è progettato per modificare il proprio volume quando viene sottoposto a determinate condizioni termiche e fa parte di un componente con prestazioni documentate.

I parametri di spessore, larghezza, posizione e distanza dalla pelle esterna non possono essere modificati arbitrariamente.

Quindi, se una barriera è stata provata per chiudere un determinato spazio libero, lasciarne uno molto maggiore significa uscire dalle condizioni sulle quali si basa la prestazione.

Allo stesso modo, aggiungere più strisce intumescenti in cantiere non equivale necessariamente ad aumentare la sicurezza.


Perché non si può semplicemente riempire la cavità dell'intercapedine con lana minerale


Una facciata ventilata deve conservare una camera d'aria con caratteristiche definite dal progetto.

Riempire indiscriminatamente la cavità con materiale isolante eliminerebbe la ventilazione e potrebbe modificare il drenaggio, il comportamento igrotermico e quello del rivestimento.

La lana minerale può essere parte sia dello strato termoisolante sia di specifiche barriere antincendio, ma le due funzioni non coincidono.

L'isolante della facciata occupa una determinata posizione e può lasciare davanti a sé la camera ventilata.

setto orizzontale Setto orizzontale in lana di roccia per compartimentazione facciate ventilate - Rockwool



La barriera ha invece il compito di interrompere il percorso del fuoco in punti definiti e deve mantenere continuità e prestazioni specifiche.

Anche quando i due elementi sono realizzati con materiali apparentemente simili, forma, densità, orientamento, rivestimenti e sistemi di fissaggio possono essere differenti.


Reazione al fuoco e resistenza al fuoco: due proprietà differenti


Nella progettazione della facciata ricorrono frequentemente due concetti che non devono essere confusi:

  • reazione al fuoco: riguarda il contributo che un materiale può fornire allo sviluppo e alla propagazione dell'incendio;
  • resistenza al fuoco: capacità di un elemento costruttivo di mantenere per un determinato periodo prestazioni definite quando viene sottoposto all'incendio.


Una barriera può quindi utilizzare materiali con una determinata classe di reazione al fuoco e contemporaneamente dover garantire una specifica prestazione di resistenza al fuoco come sistema.

La V.13, per esempio, prevede per le fasce di separazione in facciata materiali con classe di reazione al fuoco non inferiore ad A2-s1,d0 e specifici requisiti di resistenza al fuoco degli elementi che le costituiscono.


Che cosa significano E ed EI nelle prestazioni di una barriera


Nelle classificazioni di resistenza al fuoco la lettera E indica il requisito di tenuta.

Per misurare tale valore, l'elemento deve ostacolare il passaggio di fiamme e gas caldi nelle condizioni della prova.

La lettera I riguarda invece l'isolamento termico, cioè la capacità di limitare l'aumento di temperatura sul lato non esposto secondo i criteri previsti.

Se siamo in presenza di una classificazione EI significa quindi che la barriera tagliafuoco comprende entrambi gli aspetti.

Poiché non tutte le soluzioni di facciata richiedono le stesse prestazioni, è poco significativo acquistare genericamente una barriera EI 60 senza verificare prima se la configurazione sottoposta a prova corrisponda a quella prevista in facciata.

Per valutare la prestazione di una barriera bisogna considerare anche supporto, larghezza della cavità, orientamento dell'elemento e modalità di fissaggio.


Classificazione della chiusura d’ambito


La Regola tecnica V.13 classifica le chiusure d'ambito degli edifici civili nelle categorie SA, SB e SC in funzione delle caratteristiche dell'edificio.

La categoria SC comprende le condizioni più impegnative non rientranti nelle precedenti classificazioni; per alcune soluzioni della tabella dedicata alle facciate a doppia pelle ventilate le prestazioni richieste aumentano proprio per le chiusure di tipo SC.

Questo è uno dei motivi per cui non è corretto ricavare il progetto antincendio osservando soltanto l'altezza della facciata; è importante disporre anche delle seguenti informazioni:

  • destinazione
  • caratteristiche degli occupanti
  • compartimentazione
  • eventuali altre misure della strategia antincendio che possono incidere sulla soluzione finale.


La classificazione deve essere determinata dal professionista antincendio nell'ambito del progetto complessivo.


Continuità della barriera per garantire efficacia in caso di incendio


Una delle criticità più importanti è costituita dalla continuità.

Basti pensare che una barriera realizzata correttamente per quasi tutta la lunghezza ma lasciata aperta in corrispondenza di una staffa o di un cambio di materiale può consentire ai gas caldi di aggirare il dispositivo.

Particolare attenzione richiedono angoli, spigoli, giunzioni tra elementi, staffe della sottostruttura, imbotti delle aperture e intersezioni tra barriere orizzontali e verticali.

I componenti vengono normalmente forniti con indicazioni precise su accostamento, eventuale compressione, fissaggi e trattamento delle giunzioni.

Evitare di colmare un vuoto rimasto in cantiere con un materiale diverso soltanto perché sembra resistente al fuoco, perché potrebbe generare quel fatale punto discontinuo.


Le staffe della facciata possono attraversare la linea di compartimentazione


Il rivestimento esterno viene sostenuto da una sottostruttura fissata alla parete retrostante, quindi, montanti, profili e staffe possono incontrare le barriere.

Il dettaglio deve permettere contemporaneamente alla sottostruttura di sostenere il rivestimento e alla barriera di mantenere la propria continuità.

setto orizzontale con striscia tumescenteSetto orizzontale in lana di roccia con striscia tumescente - foto Rockwool



È controproducente dunque tagliare il materiale intorno a ogni staffa lasciando grandi vuoti.

D'altra parte, la barriera non deve essere compressa o montata in modo diverso rispetto alla configurazione prevista soltanto per adattarsi alla carpenteria già installata.

Progettista della facciata e professionista antincendio devono quindi coordinare i disegni prima della posa.


Fissaggi della barriera, parte integrante del sistema


Durante un incendio il componente deve rimanere nella posizione prevista mentre temperature, pressioni e deformazioni della facciata cambiano.

Il fissaggio non è quindi un semplice accessorio di posa.

Le barriere open-state, in particolare, devono conservare durante il normale esercizio la distanza progettata rispetto al rivestimento e successivamente resistere mentre il materiale reattivo chiude il vuoto.

Produttori di sistemi specifici sottolineano per questo la necessità di una ritenuta meccanica positiva verso il supporto e di staffe installate secondo la configurazione provata.

Importante: sostituire staffe, modificarne l'interasse o utilizzare ancoraggi differenti da quelli previsti può quindi alterare il comportamento.

La modalità di fissaggio della barriera tagliafuoco gioca un ruolo centrale nel contenimento delle fiamme.


Le tolleranze della camera d’aria


Una facciata teoricamente disegnata con una cavità costante può presentare variazioni durante la realizzazione: fuori piombo della parete, staffe regolabili e allineamento del rivestimento modificano localmente la distanza tra isolamento e pelle esterna.

Questo aspetto diventa particolarmente delicato con una barriera che deve lasciare un gap di ventilazione calibrato.

Se il prodotto è previsto per una determinata apertura massima, una zona nella quale la cavità diventa più profonda può superare il campo di applicazione.

Il rilievo del supporto, le tolleranze della sottostruttura e il campo dimensionale ammesso dalla barriera devono essere coordinati prima dell'approvvigionamento.

La misura da verificare è quella realmente costruita, non soltanto quella nominale riportata nella sezione di progetto.


Le barriere tagliafuoco non devono impedire il drenaggio dell’acqua


L'intercapedine non serve esclusivamente alla ventilazione e l'acqua che oltrepassa i giunti del rivestimento deve poter essere gestita e allontanata senza raggiungere strati sensibili dell'involucro.

Inserire elementi orizzontali nella cavità modifica questo percorso.

Una barriera completamente chiusa può richiedere specifici dettagli per evitare l'accumulo dell'acqua nella sua parte superiore.

Una open-state mantiene in condizioni ordinarie un passaggio che può contribuire alla continuità della ventilazione e del drenaggio, purché sia stata progettata proprio per quella configurazione.

Ciò significa che la sicurezza antincendio deve essere raggiunta senza creare problemi di infiltrazioni.

Per ottenere il risultato ottimale, facciatista, progettista dell'involucro e professionista antincendio devono lavorare in modo coordinato sulla stessa sezione costruttiva.


Incendio su superficie ventilata: attenzione alle aperture della facciata


Finestre e portefinestre interrompono la continuità degli strati.

Qui cambiano contemporaneamente isolamento, rivestimento, sottostruttura, impermeabilizzazione e geometria della camera d'aria.

Sono inoltre punti dai quali un incendio interno può raggiungere direttamente l'esterno.

Non significa che ogni finestra debba essere automaticamente circondata dalla stessa barriera indipendentemente dal sistema ma la configurazione di queste aperture deve derivare dalla strategia antincendio, dalla soluzione di facciata e dalle prestazioni documentate.

Rilevante anche il materiale utilizzato per il contorno dell'apertura che deve essere coerente con le caratteristiche previste dal progetto antincendio.


Efficacia delle barriere tagliafuoco: il raccordo con il solaio è uno dei nodi principali


La linea del solaio rappresenta frequentemente il confine tra livelli differenti dell'edificio.

Se la camera d'aria attraversa quella quota senza alcuna interruzione, il fuoco può trovare un percorso che aggira la separazione interna.

Per questo la V.13 attribuisce particolare importanza al rapporto tra compartimentazione e chiusura d'ambito.

facciata continuaFacciata continua o curtain walling - Wikipedia



Nelle facciate semplici e nelle curtain walling (ovvero continua) sono previste fasce di separazione in corrispondenza delle proiezioni degli elementi costruttivi di compartimentazione, mentre per determinate facciate ventilate la tabella V.13-2 prevede l'interruzione della cavità a ogni piano.

Quindi, non è sufficiente un solaio resistente al fuoco se all'esterno una cavità continua permette alle fiamme di superarne il bordo.


Il ruolo delle fasce di separazione nella cavità dell'intercapedine


La fascia di separazione definita dalla V.13 interessa una porzione della chiusura d'ambito con geometria e caratteristiche determinate.

Può quindi coinvolgere più componenti della facciata e non deve essere ridotta mentalmente alla striscia inserita nell'intercapedine.

Per le fasce in facciata la V.13 definisce anche specifici requisiti di reazione e resistenza al fuoco e una geometria finalizzata a limitare la propagazione tra compartimenti.

La cavity barrier può contribuire alla strategia di compartimentazione dell'intercapedine, ma il progetto della chiusura d'ambito deve verificare l'intero nodo.

Confondere i due concetti può portare a installare una buona barriera nella cavità lasciando però inadeguata la restante porzione della facciata.


Rivestimento esterno e isolante devono essere valutati insieme alle barriere


Le barriere sono importanti ma lo è altrettanto il comportamento degli altri materiali, il loro livello di reazione al fuoco, soprattutto se si tratta dei componenti della chiusura d'ambito.

Se il rivestimento, l'isolante, le membrane o altri strati contribuiscono in maniera significativa ad alimentare l'incendio, il problema non può essere risolto semplicemente compartimentando la cavità.

Il concetto da assimilare è che la barriera limita un percorso di propagazione; non rende incombustibile ciò che si trova tra due barriere.

Un buon progetto antincendio è quello che valuta l'insieme della facciata.

Questa è anche la ragione per cui sistemi apparentemente simili dal punto di vista estetico possono avere comportamenti antincendio molto differenti: due edifici rivestiti con le stesse lastre possono utilizzare isolanti, membrane, sottostrutture e barriere completamente diverse.


Quanto incidono nella gestione delle fiamme le membrane nella cavità e gli angoli dell'edificio


Dietro il rivestimento possono essere presenti membrane traspiranti, strati di tenuta all'acqua o altri fogli tecnici.

Sono elementi a volte trascurati quando si osserva una sezione architettonica, mentre devono necessariamente rientrare nella valutazione della facciata quando si parla di comportamento in caso di incendio.

Non conviene aggiungere membrane successivamente facendole passare davanti alla barriera senza verificare il dettaglio, perché anche uno strato apparentemente secondario può modificare la continuità del nodo.

Inoltre, le barriere devono raccordarsi senza lasciare un passaggio aperto in corrispondenza degli angoli della facciata.

Lo stesso vale per rientranze, logge e cambi di quota.

Preoccuparsi solo della sezione verticale nel centro della facciata lascia irrisolti proprio i nodi dei punti nei quali il sistema cambia geometria.


Quando balconi e aggetti interrompono la regolarità della facciata


Un balcone può incontrare la facciata ventilata in corrispondenza di un solaio e creare un nodo completamente diverso dal tratto corrente.

Possono comparire frontalini, sottobalconi, impermeabilizzazioni, soglie, staffe aggiuntive o pensiline.

facciata con balconiBalconi e terrazzi interrompono la continuità della facciata - Pinterest



La strategia antincendio deve essere mantenuta integra attraverso questi cambiamenti.

Non si può interrompere la barriera perché davanti passa la soletta del balcone senza verificare se quest'ultima svolga realmente la funzione prevista nel sistema.


Protezione antincendio degli impianti in facciata


Unità esterne, impianti fotovoltaici, condotti e altri componenti possono trovarsi sulla chiusura d'ambito o nelle sue immediate vicinanze.

La V.13 contiene specifiche indicazioni anche per impianti di produzione o trasformazione dell'energia installati sulla chiusura d'ambito e prevede che la porzione interessata venga adeguatamente protetta e circoscritta secondo le condizioni definite dalla regola tecnica.

In una facciata ventilata bisogna evitare inoltre che i passaggi dei cavi vengano realizzati perforando indiscriminatamente le barriere.

Ad esempio, un nuovo impianto aggiunto dopo alcuni anni può compromettere una compartimentazione originariamente corretta se attraversa il sistema senza un dettaglio antincendio appropriato.


Una barriera può perdere efficacia se viene tagliata per il passaggio di un cavo


Nella pratica molti problemi compaiono successivamente alla posa originaria per soddisfare svariate esigenze.

Prendiamo in considerazione, ad esempio, un installatore che ha bisogno di aggiungere una linea elettrica o un supporto e si trova davanti una fascia di materiale apparentemente isolante, pertanto, la taglia per procedere con il suo intervento: si è così creata una discontinuità.

Gli attraversamenti delle compartimentazioni devono essere gestiti con sistemi appropriati e verificati per la specifica configurazione.

Non è sufficiente richiudere il foro con schiuma o lana avanzata dal cantiere.

La posizione delle barriere dovrebbe quindi essere riportata nella documentazione dell'edificio e resa riconoscibile agli operatori che interverranno successivamente sulla facciata.


Controllare la posa delle barriere tagliafuoco prima di chiudere il rivestimento


Una volta montate le lastre esterne, gran parte della camera d'aria diventa invisibile.

Smontare successivamente il rivestimento per controllare tutte le barriere può essere complesso e costoso.

Di conseguenza, il controllo deve avvenire in fase di montaggio.

È opportuno verificare progressivamente:

  • posizione
  • continuità
  • fissaggi
  • dimensione dei gap previsti
  • raccordi agli angoli
  • interferenze con la sottostruttura.


Le fotografie eseguite prima della chiusura possono documentare ciò che successivamente non sarà più visibile.

Devono però essere organizzate in modo da permettere di riconoscere posizione e piano dell'edificio.


Come riconoscere una barriera mal eseguita


Molti prodotti antincendio utilizzati nelle cavità possono apparire come semplici strisce di lana minerale rivestita.

Osservandoli dopo la posa non è sempre possibile capire prestazioni, campo di applicazione o dimensione massima del vuoto che possono chiudere.

Per questo l'identificazione del prodotto è importante: documentazione tecnica, marcature, certificazioni e istruzioni di posa devono essere coerenti con ciò che è stato effettivamente installato.

La stessa attenzione va dedicata a verificare la larghezza e lo spessore che devono corrispondere al progetto.


Materiali incombustibili, rilevanti ma da soli non bastano per una buona barriera


Utilizzare materiali con buona reazione al fuoco è importante ma non elimina la necessità di studiare la propagazione attraverso la cavità.

Il fuoco può trasportare calore e prodotti della combustione anche lungo una camera formata prevalentemente da materiali non combustibili.

Inoltre può raggiungere finestre e compartimenti posti più in alto.

La funzione della barriera non consiste quindi soltanto nell'impedire che bruci ciò che si trova nella cavità; serve a controllare il percorso stesso di fiamme e gas caldi.

Materiali e compartimentazione sono due parti complementari della strategia antincendio.


Installare una barriera a ogni piano può non bastare in assenza di un progetto completo


Inserire automaticamente una striscia antincendio in corrispondenza di ogni solaio non dimostra che l'intera facciata soddisfi i requisiti.

Devono essere valutati:

  • caratteristiche delle pelli
  • reazione al fuoco
  • raccordi con i compartimenti
  • aperture
  • impianti.


La tabella V.13-2 mostra chiaramente che per le facciate a doppia pelle ventilate esistono configurazioni conformi differenti: in alcune viene interrotta l'intercapedine, in altre la strategia si basa sulle prestazioni della pelle interna o su ulteriori misure.


Come verificare la barriera antincendio di una facciata esistente


La barriere tagliafuoco è nascosta dietro il rivestimento e negli edifici esistenti può non essere disponibile una documentazione completa dei lavori eseguiti.

Ispezioni localizzate, documentazione di cantiere, elaborati originari e identificazione del sistema possono essere necessari per comprendere come sia stata realizzata la cavità.

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Non conviene presumere che l'assenza di problemi visibili dimostri la corretta compartimentazione.

Per interventi importanti su facciate esistenti la valutazione deve essere affidata a professionisti competenti e coordinata con le procedure di prevenzione incendi applicabili.


Manutenzione della cavity barrier


La cavità dell'intercapedine non richiede necessariamente una manutenzione frequente, ma è indispensabile mantenerne l'integrità nel tempo.

Gli interventi successivi sulla facciata sono il momento più delicato:

  • sostituzione di una lastra
  • installazione di un'insegna
  • passaggio di un nuovo cavo
  • modifica dell'isolamento.


Queste variazioni possono interessare direttamente la linea di compartimentazione.

Se durante i lavori una barriera viene rimossa o danneggiata, deve essere ripristinata con una soluzione coerente con il sistema.

Particolare attenzione va dedicata anche a infiltrazioni persistenti che potrebbero interessare componenti non progettati per rimanere continuamente bagnati.


Un esempio pratico di propagazione del fuoco nella cavità


Consideriamo un edificio con rivestimento a lastre e camera ventilata continua su più piani.

Un incendio si sviluppa in un soggiorno e le fiamme escono dalla portafinestra.

Una parte investe direttamente il rivestimento esterno, mentre un'altra raggiunge il retro delle lastre attraverso i giunti e le aperture presenti nella zona.

Senza compartimentazione, i gas caldi possono continuare a risalire nella cavità dietro il rivestimento.

Una barriera orizzontale, se progettata nella posizione corretta, è in grado di interrompere questo percorso.

Se si tratta di un sistema open-state, durante l'uso normale conserva il vuoto necessario alla ventilazione.

Quando viene sottoposto al calore previsto, il materiale intumescente si espande e chiude quel passaggio.

Supponiamo che durante la posa si è creato un vuoto accanto a una staffa: proprio quella zona può diventare il punto debole che consente all'incendio di propagarsi.


Perché il progetto antincendio deve essere coordinato prima della facciata


Il progetto antincendio deve stabilire in anticipo posizione dei solai e dei compartimenti, tipologia e profondità della cavità, sistema di isolamento, sottostruttura, giunti e barriere.

Solo così è possibile verificare che gli elementi antincendio possano essere realmente installati senza interferenze.

Una sezione architettonica che mostra soltanto rivestimento, camera d'aria e isolamento è insufficiente quando l'edificio richiede specifiche misure di compartimentazione.

Il dettaglio antincendio deve diventare un dettaglio costruttivo e centrale della facciata, non secondario.


Fine Articolo
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Barriere tagliafuoco nelle facciate ventilate: funzione, posa e compartimentazione
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