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Usare il balcone come lavanderia esterna in inverno è possibile, ma serve qualche accorgimento per evitare problemi di umidità, freddo e muffa.
Si parte dalla chiusura del balcone. Veranda o vetrate scorrevoli proteggono da pioggia e vento, teli in PVC trasparente (soluzione economica).
Lavanderia e balcone esterno, cosa sapere- Getty Images
Un passaggio da non sottovalutare, è quello di controllare che non entri acqua dal pavimento o dagli infissi.
Senza una buona chiusura l’asciugatura invernale è molto lenta.
La lavanderia sul balcone non è un errore in sé, ma può diventarlo se non è adatto o gestito male. Dipende da come è fatto il balcone e da come lo usi.
Diventaproblematico se: è completamente aperto, fa molto freddo o è sempre in ombra.
Stessa cosa se i panni restano bagnati più di 48 ore, compare odore di umido o muffa, l’umidità rientra in casa, lavatrice e scarichi sono esposti a gelo.
In queste situazioni sì potrebbero verificare: muffe, cattivi odori, usura dei tessuti, problemi strutturali nel tempo.
I panni all’esterno possono sembrare asciutti, ma spesso non lo sono davvero per una combinazione di fattori fisici, soprattutto in inverno o con balconi poco esposti.
L’acqua evapora quando le molecole hanno abbastanza energia, per cui, è bene tenere conto di due variabili: aria calda (evaporazione veloce) e aria fredda (evaporazione lentissima).
In inverno, nebbia, pioggia e aria stagnante portano umidità elevata.
Se l’aria è già quasi satura di vapore acqueo: non può “assorbire” altra acqua dai panni, l’asciugatura si blocca.
È come cercare di asciugare qualcosa con un asciugamano già bagnato.
Il vento aiuta solo se è costante e secco. Su molti balconi l’aria ristagna, il vento non entra davvero e si crea una bolla umida attorno ai tessuti, ottenendo un'evaporazione minima.
Quando l'asciugatura dei panni diventa un problema- Getty Images
Succede spesso che la superficie del tessuto sembra asciutta, l’interno delle fibre è ancora bagnato, quando porti i panni in casa, si sente l'odore di umido.
Ciò si verifica perché l’acqua non è evaporata, è solo raffreddata e temporaneamente “ferma”.
Il sole non serve solo per scaldare l’aria: riscalda direttamente il tessuto, aumenta l’energia delle molecole d’acqua.
Asciugamani, felpe, jeans trattengono molta acqua, hanno strati interni poco ventilati.
All’esterno l’acqua resta “intrappolata” anche dopo giorni.
L’effetto boomerang dell’umidità succede quando i panni, invece di togliere umidità, finiscono per riportarla dentro casa.
È un fenomeno reale e molto comune per il quale stendi i panni (in casa o sul balcone chiuso) ma l’acqua non evapora davvero, resta nelle fibre.
Quando porti i panni dentro (o apri il balcone), con il calore interno, l’acqua evapora tutta insieme.
L’umidità relativa in casa e “ritorna” come un boomerang.
Se il balcone è chiuso ma non ventilato, senza deumidificazione diventa una camera di accumulo di vapore che rientra in casa quando apri e passa attraverso porte e infissi.
I segnali tipici dell’effetto boomerang sono:
Per evitarlo, porta i panni in casa solo quando sono asciutti al 100%.
Spezza l’asciugatura in un primo tempo in casa (aria calda), e poi in un secondo tempo sul balcone e ultimo tempo di nuovo in casa solo se serve.
Usa movimento d’aria: ventilatore sullo stendino anche senza calore fa molta differenza.
Perchè i panni possono non asciugare davvero- Getty Images
Deumidifica, non solo arieggiare: il deumidificatore è una soluzione migliore, sul balcone chiuso funziona benissimo. In casa: vicino allo stendino.
Separa i capi: asciugamani e jeans mai insieme e i capi spessi asciugano altrove o prima.
Tra le aziende da prendere in considerazione per arredare al meglio il balcone di casa vostra: Deghi e Desivero.
Se i panni asciugati all’esterno prendono cattivi odori, le cause più comuni sono queste e per ognuna c’è una soluzione.
Succede perch:
Per evitarlo stendi subito dopo il lavaggio (non lasciare i panni umidi nella lavatrice). Stendi ben distanziati e girali al rovescio.
Sole e vento sono ideali (meglio di ombra fissa).
Il balcone può peggiorare la gestione del calore- Deghi.it
Usa meno detersivo e limita l’ammorbidente. Aggiungi aceto bianco (½ bicchiere) nel cassetto dell’ammorbidente ogni tanto.
Pulisci la lavatrice 1 volta al mese (lavaggio a vuoto a 60–90°C con aceto o prodotto specifico).
Se l’odore è già sui vestiti rifai il lavaggio con bicarbonato (1–2 cucchiai).
Oppure lava a temperatura più alta se il tessuto lo permette e asciuga di nuovo al sole pieno.
Un balcone usato per asciugare i panni può peggiorare la gestione del calore, soprattutto in estate, e il motivo è fisico e abbastanza preciso.
I panni bagnati rilasciano molta umidità. L’aria diventa più umida. Il sudore evapora, ed è peggio, si percepisce più caldo.
Il sole scalda superfici e panni. L’umidità resta intrappolata. L’aria calda e umida entra in casa.
Lavanderia esterna, come combattere i cattivi odori- Desivero.com
I panni stesi fanno da barriera, bloccano il passaggio d’aria e impediscono il raffrescamento naturale per convezione.
L’umidità rallenta il raffreddamento di pavimenti e muri del balcone, che poi rilasciano calore verso l’interno.
Usare il balcone come lavanderia in inverno può sembrare una scelta pratica, ma spesso è solo la meno peggio tra opzioni limitate.
Quando questa soluzione inizia a creare umidità, odori e disagio, è il segnale che non sta funzionando.
Asciugare i panni con delle soluzioni che causano pochi problemi- Getty Images
La gestione della biancheria dovrebbe semplificare la vita quotidiana, non complicarla.
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