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Alla parola libertà, vengono da sempre attribuiti significati diversi, ma fondamentalmente sono tutti concordi nell'affermare che essa è una condizione particolare in cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.
Alla citata definizione di libertà ripresa condividendola, con wikipedia, ne aggiungo un'altra che mi stà particolarmente a cuore, ossia libertà è partecipazione.
In una società civile e democratica, tutti i componenti di essa, devono poter godere in ugual misura senza limitazioni delle stesse possibilità, utilizzare luoghi ed ambienti diversi, per agire, creare, costruire senza costrizioni o impedimenti di sorta.
Per chi è portatore di una disabilità, il senso della parola libertà acquista un valore particolare, legato alla necessità di vivere con gli altri in condizioni di non subalternità.
Per consentire ciò, è stato necessario, promulgare leggi specifiche in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, dalle quali sono scaturite alcune norme che impongono la realizzazione di opere, tese ad agevolare la fruizione degli spazi e delle cose per chi vive una condizione di disabilità.
Accade spesso, che nel realizzare ambienti in cui vivono persone con disabilità, ci si limiti alla mera applicazione di tali norme, senza approfondire la conoscenza dei problemi che quotidianamente una persona disabile deve affrontare.
Sono numerosi i casi di persone che dovendo ospitare, un congiunto con una disabilità, cercano consigli e suggerimenti, su come creare per loro un ambiente idoneo che non ne limiti la fruizione, anche quando non è possibile rispettare alla lettera le norme in materia.
Se ci volessimo attenere solamente, alla normativa vigente in materia, per risolvere tali problemi, appare evidente, come in alcuni casi è impossibile applicarla totalmente, mentre se si osserva con attenzione, quali sono le necessità quotidiane di un disabile anche in relazione alla sua attività principale, si possono individuare degli elementi importanti, da cui far derivare consigli pratici per configurare spazi ed arredi in maniera adeguata, senza stravolgere il resto della casa.
Se l'ambiente da ricavare, va costruito ex novo, il compito per certi versi è più semplice, in quanto tutti gli elementi da inserire nel nuovo ambiente possono essere scelti in origine quanto più rispondenti alle necessità di un disabile.
Una camera per ospitare una sola persona, deve avere una superficie di almeno 11 mq con dimensioni preferibilmente di 3 x 3,60 metri, ciò per consentire sia il movimento in carrozzella che l'utilizzo dei principali elementi di arredo.
Dovendo scegliere le nuove porte, sono da preferire quelle scorrevoli con una larghezza utile di almeno 80 cm. avendo cura di aquipaggiarle con maniglie adeguate alla loro movimentazione.
Occorre inoltre, evitare di creare spazi di disimpegno attorno alla camera ristretti, un tratto di corridoio largo appena 90 cm. consente il transito a malapena della sola carrozzella, mentre sarebbe preferibile lasciare almeno 1,10 m. per consentire anche l'eventuale accompagnamento.
Non sempre, è possibile realizzare un nuovo ambiente dedicato alla persona disabile, più di frequente, capita invece di dover adeguare ambienti già esistenti.
Ed è proprio in queste situazioni, che occorre agire seguendo il buon senso e la praticità, ponendo attenzione a ciò che più è importante per il disabile, indipendentemente dalla rigida applicazione delle leggi in materia.
Le porte interne esistenti a battente, possono essere modificate opportunamente, applicandovi ad altezza adeguata, piccoli accessori come anelli o maniglioni inclinati, oltre a cambiare il verso di apertura là dove occorre.
Le porte provviste di vetri, devono essere modificate, creando in basso, una parte salva piede alta almeno 40 cm. da terra, priva di vetri, cosa realizzabile, applicando un pannello pieno sull'infisso.
Per quanto riguarda l'arredamento interno, i contenitori con ante scorrevoli, sono da preferire a quelli con ante a battente, occorre inoltre evitare pavimentazioni con fughe superiori ai 5 mm. e soglie più alte di un centimetro.
L'ambiente più impegnativo da adeguare, risulta il bagno, specialmente se trattasi di unico bagno disponibile per tutti i componenti del nucleo familiare.
In pratica, si può intervenire in diversi punti, ed in diversi modi, per rendere più fruibile un ambiente così importante, in esso il lavabo preferibilmente di tipo standard alto da terra 80 cm., con bordi arrotondati, dovrà essere privato della colonna sottostante lasciando solo lo scarico a parete al fine di permettere al disabile un facile avvicinamento ad esso, avendo cura di corredarlo di monocomando a leva normale.
Consiglio inoltre, di verificare l'ancoraggio del lavabo alla parete e di rafforzarlo al fine di consentire al disabile anche la possibilità di un appoggio in caso di necessità.
La tazza, deve essere alta da terra 43 cm e provvista di apposito schienale per consentire di mantenere la schiena dritta , utile allo scopo si rivela lo zainetto della cassetta di scarico a cui si può appoggiare il coprivaso.
Al fine di migliorare i movimenti, si può sostituire la vasca con una doccia a filo pavimento, in cui per seduta, potrà essere impiegata una semplice sedia in plastica da giardino, dotata di braccioli, con piano di seduta provvisto di fori al fine di far defluire l'acqua.
Nel vano doccia, è necessario installare la cordicella che attiva l'allarme in caso di necessità, in particolare risulta utile creare su di essa a varie altezze, dei nodi, al fine di rendere più agevole il suo utilizzo anche con le mani insaponate.
Se lo spazio e la disposizione delle aperture lo consentono, si possono spostare i sanitari, cercando di rispettare il più possibile le misure minime previste dalle norme, riferendosi sempre al raggio d'azione della carrozzella in dotazione.
Infine è necessario che la porta a battente di ingresso al wc, abbia apertura verso l'esterno, oppure sia sostituita dove è possibile, con una porta scorrevole esterna, utilizzando l'anta preesistente dotata di maniglione verticale ed ancorata ad un binario soprastante.
Questa breve descrizione, relativa ad alcuni consigli pratici da adottare, non ha certamente la pretesa di essere esaustiva della problematica illustrata, ma vuol essere uno stimolo per realizzare con piccoli interventi, un ambiente più consono e sicuro per le necessità del disabile.
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