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Fusione di due unità immobiliari: cosa c'è da sapere

La fusione di due o più unità immobiliari ha un grande vantaggio: dare maggior spazio alle esigenze della famiglia, conservando i vantaggi destinati alla prima casa.
25 Gennaio 2019 ore 13:20 - NEWS Leggi e Normative Tecniche

Fusione o accorpamento immobiliare?


Avere una casa grande, con tanto spazio a disposizione, capace di soddisfare le svariate esigenze di una famiglia, è un desiderio comune a molti.

Per tutti coloro che possiedono una casa di modeste dimensione, nulla è perduto.
Nel caso in cui chi abita sopra, sotto o accanto decida di vendere, l'intera unità immobiliare o parte di essa, è concretamente fattibile un ampliamento.

Acquisto di immobile o parte di esso per fusione

L'unione, quindi, di due o più unità immobiliari che siano adiacenti, ovvero sullo stesso piano o su due piani sovrapposti, è definita fusione o accorpamento immobiliare.
Nel caso due appartamenti siano contigui, adiacenti, comunicanti o confinanti tra loro, accatastati come unità immobiliari distinte, è dunque possibile fonderli, per dare origine a un'unica abitazione e poter quindi continuare a beneficiare della agevolazioni riservate alla prima casa, tra cui la cancellazione dell'IMU.

Viceversa, qualora si acquisti un secondo immobile e non si proceda all'accorpamento, non si potrà beneficiare dei vantaggi riservati alla prima casa.
Per accorpare due unità immobiliari è necessario che il proprietario sia unico e che si effettuino tutti i lavori necessari, come la variazione di tramezzi, le aperture ed eventuali modifiche degli impianti elettrici, per dimostrare che l'immobile è effettivamente uno solo.

Comprare una porzione di immobile


Una alternativa valida, qualora non sia disponibile l'intero appartamento contiguo, o non si abbia la possibilità economica di acquistarlo per intero, è quella di acquistare, solo una porzione di immobile contigua alla propria e poi procedere all'accorpamento.

La procedura è la stessa dell'accorpamento tra due appartamenti e richiederà per diventare effettiva, così come nel caso dell'acquisto dell'intera unità immobiliare, la presentazione del progetto, la dichiarazione al Comune di inizio lavori e la pratica di fusione catastale.

In questo caso particolare entrambe le rendite catastali subiranno una modifica, l'immobile ampliato, ovviamente aumenterà la sua rendita conseguente alla fusione, mentre l'appartamento che è stato ridotto diminuirà la sua rendita conseguente al frazionamento, con rideterminazione anche dei rispettivi millesimi di proprietà.


Fusione immobili: quando si può fare?


Condizione necessaria per operare una fusione di due o più unità immobiliari, è che queste siano collocate su uno stesso piano o anche su piani diversi ma sovrapposti e che risultino appartenere al medesimo proprietario.

Casi in cui è possibile la fusione immobiliare

Fusione immobili: quando non si può fare?


In merito ai casi in cui non sia ammissibile la fusione di due unità immobiliari l'Agenzia delle Entrate nella circolare N. 27/E del 13 giugno 2016 ha chiarito che:
- non è, di norma, ammissibile la fusione di unità immobiliari, anche se contigue, quando per ciascuna di esse sia riscontrata l'autonomiafunzionale e reddituale, e ciò indipendentemente dalla titolarità di tali unità.

Tuttavia, se a seguito di interventi edilizi vengono meno i menzionati requisiti di autonomia, pur essendo preclusa la possibilità di fondere in un'unica unità immobiliare i due originari cespiti in presenza di distinta titolarità, per dare evidenza negli archivi catastali dell'unione di fatto ai fini fiscali delle eventuali diverse porzioni autonomamente censite, è necessario presentare due distinte dichiarazioni di variazione, relative a ciascuna delle menzionate porzioni.

Tali dichiarazioni di variazione prevedono, in particolare, che venga specificato nelle note e in planimetria la porzione di unità immobiliare relativa alle due parti e la rendita di competenza associata a ciascuna di dette porzioni, in ragione della relativa consistenza.

L'Ufficio competente dell'Agenzia delle Entrate, immediatamente dopo la registrazione in banca dati catastale delle menzionate dichiarazioni di variazione, provvede a inserire, negli atti relativi a ciascuna porzione immobiliare, una annotazione in cui viene indicata l'unione di fatto dei due subalterni e la rendita attribuita a ciascuna porzione di unità immobiliare ai fini fiscali.


Fusione immobili ai fini fiscali: cosa significa


Ai fini fiscali la fusione o accorpamento di due unità immobiliari in una nuova e unica unità è concesso a patto che siano eseguiti i necessari lavori di adeguamento e venga successivamente effettuata iscrizione in Catasto edilizio urbano con la categoria più appropriata relativamente alle caratteristiche proprie dell'unità immobiliare intesa nel suo complesso.
La fusione di due o più immobili, consente dunque di costituire una unità immobiliare, ovvero di costituire una nuova unica particella o subalterno catastale che comprende le due di partenza.

In questo modo alla nuova particella generata corrisponderà un rendita catastale dell'immobile proporzionalmente maggiore rispetto alla precedente, poiché è variata la consistenza, ma di contro si otterrà un risparmio fiscale nettamente superiore all'aggravio di spese dovuto all'aumento di metratura dell'immobile.

Un elemento da non sottovalutare in questo tipo di operazioni è quello legato all'aumento di superficie conseguente alla fusione. Una delle condizione fondamentali affinché la nuova unità immobiliare non diventi un bene di lusso, e quindi perda le agevolazioni di prima casa, è infatti che la superficie non superi i 240 mq complessivi.

Si ricorda infatti che rispetto alle imposte IMU e TASI, si procede quindi secondo la regola generale:

1. l'esenzione è riconosciuta se l'abitazione principale è classificata nelle categorie catastali da A2 ad A7;

2. l'esenzione non è riconosciuta per quelle unità immobiliari accatastate come immobile di lusso e/o di pregio, cioè che rientrano nelle categorie A1, A8 e A9.


Come procedere alla fusione di immobili


L'accorpamento di due unità immobiliari è considerato un intervento di manutenzione straordinaria, pertanto per realizzarlo è necessario presentare al Comune una delle due seguenti pratiche:

- CILA, Comunicazione di Inizio Lavori, nel caso in cui i lavori non richiedano interventi sulle parti strutturali, ad esempio aprire un vano in un muro non portante;

- SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, nel caso in cui i lavori richiedano interventi sulle parti strutturali, ad esempio aprire un vano porta in un muro portante o costruire una scala per collegare due appartamenti sovrapposti.

Scala di collegamento tra due unità immobiliari sovrapposte
Terminati i lavori, il tecnico incaricato comunicherà la variazione catastale avente per oggetto la fusione, che consisterà praticamente nella soppressione dei subalterni identificativi delle unità immobiliari esistenti prima dei lavori e la conseguente individuazione di un nuovo subalterno identificativo della nuova unità immobiliare derivata dalla fusione.


Fusione immobili e bonus ristrutturazioni



L'accorpamento o anche il frazionamento di due unità immobiliari rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, per cui è tra gli interventi che godono della detrazione fiscale IRPEF prevista dal Bonus casa, su un importo massimo di spesa di 96.000 euro.

Il D.L. Sblocca Italia 133/2014 ha infatti specificato che rientrano nella manutenzione straordinaria i lavori di frazionamento/accorpamento con esecuzione di opere anche se comportano la variazione delle superficie delle singole unità immobiliari, nonché del carico urbanistico, a patto che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso.

riproduzione riservata
Articolo: Accorpamento di due unità immobiliari
Valutazione: 3.40 / 6 basato su 92 voti.

Accorpamento di due unità immobiliari: Commenti e opinioni



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  • Perico
    Perico
    Giovedì 22 Luglio 2021, alle ore 20:23
    Volevo comprare una casa in un centro storico (Bitonto) ma poco prima della vendita l'immobiliaria e il Notaio mi hanno informato che le case nella comune appaiono in realtà come due immobili separati, soltanto che il vecchio propietario ha già fatto una fusione delle 2 case, ma a quanto pare non l'ha notificato alla comune e adesso l'immobiliaria e il Notaio mi vogliono fare la trattativa vendendomi la casa come una sola ma facendomi fare una promessa di unirle entro 18 mesi (anche se come Ho detto prima l'unione è già presente).
    È in primo Luogo possibile fare una fusione di due immobili un un centro storico?
    E come l'unione è già stata fatta dal vecchio propietario avrò alcuni problemi legali dato a dovrei chiamare un geómetra per fare la fusione?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Perico
      Venerdì 23 Luglio 2021, alle ore 20:06
      L'accorpamento di due unità immobiliari non è preclusa nei centri storici. In ogni caso prima di procedere all'acquisto Le consiglio di consultare il regolamento edilizio vigente nel comune di Bitonto, attraverso un tecnico di Sua fiducia, che Le darà il via libera all'impegnativa nel rogito. Naturalmente tutto ciò non era nei patti iniziali e, pertanto, anche il prezzo pattuito deve tener conto dell'impegno economico che Lei dovrà sostenere per l'onere della pratica e della figura professionale incaricata. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Dario bergamaschi
    Dario bergamaschi
    Giovedì 22 Luglio 2021, alle ore 08:53
    Buongiorno, io e mia moglie abbiamo acquistato in comproprietà tramite mutuo a luglio 2020 2 unità immobiliari contigue da soggetti venditori diversi (1 da mio suocero e 1 da altri comproprietari) In una delle 2 unità già ci viviamo dal 2000 e fino a luglio 2020  eravamo in regime di locazione gratuita presso parenti (l'unità di proprietà di mio suocero). Ora questa unità risulta la nostra prima casa mentre quella contigua seconda casa. A febbraio 2021 è stata aperta la scia per ristrutturazione edilizia detrazioni 50/65, scia e ristrutturazione che interessa entrambe le unità e che porterà a fine lavori, tra qualche mese, all'unione delle 2 unità in una unica unità con successivo ri-accatastamento e nuova particella catastale. Tra le altre cose sto affrontando la spesa della sostituzione infissi in entrambe le unità e sfrutterò lo sconto in fattura dove vanno precisati i dati catastali. Se vengono fatte 2 distinte fatture per ogni unità immobiliare potrò usufruire di doppio tetto massimo di €96000 x 2 essendo attualmente una la prima casa e una la seconda casa, anche se poi in futuro diverranno una unica unità? Farei la stessa cosa ad esempio anche con l'impresa edile a cui per ora ho saldato un acconto dei lavori con fattura intestata a me e numero civico della prima casa, la seconda fattura la intesterei a mia moglie e riferimento civico della seconda casa, un po' da smezzare sia le fatture tra me e mia moglie, sia le fatture tra prima e seconda casa. Un paio di precisazioni che non so se fanno differenza: l'unità che risulta prima casa è costituita solo da una camera e la cucina. Il bagno invece utilizziamo uno presente in una terza unità contigua alle nostre 2 (con dati catastali ancora diversi), dove vivono i suoceri e ora raggiungibile tramite 2 porte interne in comune che con i lavori verranno chiuse per consentire di separarci da loro. Ultima precisazione, la camera e la cucina hanno dati catastali diversi da quelli dei suoceri perché acquistate successivamente da mio suocero e fino al nostro acquisto risultava a lui come seconda casa. La porzione invece in cui abitano solo loro è in comproprietà tra entrambi i suoceri. Grazie, cordiali saluti, Dario Bergamaschi
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Dario bergamaschi
      Giovedì 22 Luglio 2021, alle ore 16:43
      Lei ha la facoltà di beneficiare della detrazione fiscale su entrambi gli immobili con un tetto di spesa complessivo di 192.000,00 euro iva compresa. Naturalmente va tenuta una doppia contabilità lavori con conseguenti fatture separate per unità immobiliari a cui devono corrispondere pagamenti separati. Va da sé che al momento della fusione tra i due cespiti, l'unità derivata dovrà avere un proprio bagno, altrimenti l'accorpamento non può avvenire. Sul fatto che al termine dell'intera operazione possa godere della detrazione su entrambe le unità immobiliari è normale; ad inizio lavori è il momento dove vengono determinate le condizioni per godere dei benefici della legge, non alla fine. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Dario bergamaschi
        Dario bergamaschi Pasquale
        Giovedì 22 Luglio 2021, alle ore 17:33
        Pasquale la ringrazio per la puntuale risposta, questo articolo così come la sua precisazione oltre che tutte le sue risposte agli altri utenti sono state utilissime, descritte in modo chiaro e particolareggiato. Complimenti
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Dario bergamaschi
          Giovedì 22 Luglio 2021, alle ore 18:07
          La ringrazio anche a nome degli altri utenti di lavorincasa.it. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Eugenio67
    Eugenio67
    Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 08:15
    Mi scusi, box ( non bix!). Aggiungo che la metratura totale e' 270 mq. Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Eugenio67
      Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 11:15
      Grazie per la precisazione. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Eugenio67
    Eugenio67
    Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 08:08
    Buongiorno pasquale. Spero possa aiutarmi, come gia fatto altre volte, in altre sezioni del sito Lavorincasa.Stiamo per acquistare una villetta su 3 piani ( pt, p1, p2), che risulta essere divisa in 3 appartamenti distinti ( ci sono 3 contatori enel infatti). Per poter acquistare come 1° casa occorre in fase di rogito accorpare i 3 piani in un'unica unita' immobiliare ( che di fatto lo e' gia, basta aprire una porta a piano terra che collega alla scala interna che porta ai piani superiori). Ho letto pero' che la superficie totale non deve superare i 240 mq, perche' senno' verrebbe considerata casa di lusso con conseguente perdita dei benefici 1° casa, e pagamento obbligatorio dell'imu. E' effettivamente cosi? In questo caso cosa mi consiglia, dato che x praticita' noi vorremmo possibilmente farla diventare una casa unica. Attaccati alla casa ci sono anche 3 bix. Noi siamo gia in separazione dei beni dall'atto di matrimonio. Grazie
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Eugenio67
      Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 11:13
      Quanto da Lei appurato risponde al vero. Il rischio di trovarsi censiti nella massima categoria catastale è concreto. In questi casi si cerca di ottimizzare l'acquisto ponendo in essere due ipotesi: la prima è quella di impegnarsi in sede di rogito alla fusione di due unità immobiliari abitative con annesso box pertinenziale; la seconda è quella di procedere alla fusione delle due unità immobiliari di maggiore consistenza e l'accorpamento dei tre box. InIIn questo modo pagherà l'imposta di registro al 2% su tutto, lasciando a fisco  la più piccola delle tre. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Eugenio67
        Eugenio67 Pasquale
        Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 11:32
        Una precisazione: i 270 mq, indicati dall'agenzia, di solito sono commerciali, e nn calpestabili. Nel computo della metratura ( fatto con l'accorpamento) vanno considerati i metri commerciali, o calpestabili(superficie interna)? Inoltre, i 3 box, cosi come la grande scala interna che collega i piani, vanno conteggiati nella metratura? Grazie
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Eugenio67
          Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 11:56
          Nella soglia dei 240 mq. oltre alla superficie utile netta calpestabile, sono compresi anche gli ingombri delle tramezzature interne e le murature perimetrali. Restano esclusi dal conteggio le logge, i balconi, terrazze, scale, box-auto, ecc. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
          • Eugenio67
            Eugenio67 Pasquale
            Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 15:03
            Grazie pasquale! Per murature perimetrali cosa si intende? Mi spiego meglio:  questa casa ha dei vecchi muri ( forse in sasso o parte in sasso) che, dall'esterno dell'edificio, all'interno sono larghi circa 55 cm. Il conteggio/rilevazione andrebbe quindi fatto dall'interno dei muri (escludendo cosi i 55 cm), e' corretto? Grazie ancora
            rispondi al commento
            • Pasquale
              Pasquale Eugenio67
              Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 16:07
              Nel calcolo della superficie utile netta sono compresi anche i muri portanti esterni dello spessore fino a 50 cm.  Per ulteriore conferma, Le riporto quanto rilevato dal sito online dell'AdE catasto.it  - " La superficie catastale, intesa al catasto fabbricati, rappresenta la somma delle varie tipologie di superficie di una unità immobiliare urbana, dalla parte principale presa per intero, inclusi lo spessore dei muri sino ad un massimo di cm 50, agli accessori diretti ed indiretti considerati nella percentuale come stabilito dall'allegato C del DPR del 23 Marzo 1988 n° 188"- .  Cordiali saluti.
              rispondi al commento
              • Eugenio67
                Eugenio67 Pasquale
                Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 16:25
                Ma allora, in pratica, devo misurare da muro esterno a muro esterno, i 4 lati della casa? E la grande e larga scala interna che collega i piani?
                rispondi al commento
                • Pasquale
                  Pasquale Eugenio67
                  Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 19:46
                  Sì, se gli spessori dei muri perimetrali sono inferiori a 50 cm. La superficie della scala interna deve essere detratta dal conteggio dei metri quadri. Cordiali saluti.
                  rispondi al commento
              • Eugenio67
                Eugenio67 Pasquale
                Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 16:51
                Ma allora, in pratica, devo misurare da muro esterno a muro esterno, i 4 lati della casa? E la grande e larga scala interna che collega i piani?
                rispondi al commento
                • Pasquale
                  Pasquale Eugenio67
                  Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 19:47
                  Sì, la scala non va nel conto dei metri quadri. Cordiali saluti.
                  rispondi al commento
                  • Eugenio67
                    Eugenio67 Pasquale
                    Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 20:05
                    Buonasera Pasquale mi perdoni se la importuno ancora ma era per avere ben chiaro tutta questa cosa qua  . .Volevo sapere un particolare: questa cosa dei 240 metri dove la posso trovare cioè c'è una normativa anche nell'agenzia delle Entrate qualche cosa che si può leggere??  Inoltre Appunto questa normativa dei 240 metri quadri complessivi riguarda solo la parte abitativa -perché questa casa avrebbe anche un sottotetto che ha un altezza buona , cioe' ci si cammina agevolmente e in più ha anche 4/ 500 mq di giardino-  Anche queste cose vanno in questo conteggio pure i 240 metri è solo riferito all' abitativo residenziale cioè solo la casa? Grazie ancora
                    rispondi al commento
                    • Pasquale
                      Pasquale Eugenio67
                      Lunedì 19 Luglio 2021, alle ore 13:08
                      Come avevo già risposto ad una precedente domanda, l'accorpamento in un unico contesto le aree esterne rientrano nel computo complessivo, anche se in una minima percentuale, a far "scattare" la categoria di "Immobili di Lusso". I riferimenti normativi ristretti, rispetto ad una più vasta normativa, da poter consultare ed approfondire l'argomentazione sono i seguenti: 1) Decreto del 2 agosto 1969 - Min. Lavori Pubblici Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, e successive modifiche ed integrazioni; 2) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 23 marzo 1998, n. 138; 3) Sentenza Corte di Cassazione n. 9202 depositata il 6/05/2016 e molte altre.In ogni caso, vista la complessità della materia e dell'oneroso investimento economico da sostenere, Le consiglio di affidarsi ad bravo professionista di Sua fiducia ed operante nella zona interessata che, attraverso un esame accurato degli incartamenti e da un sopralluogo in loco, potrà darLe un parere tecnico sull'intera operazione, compreso la quantificazione dei costi conseguenti dall'eventuali fusioni immobiliari. Cordiali saluti. 
                      rispondi al commento
                      • Eugenio67
                        Eugenio67 Pasquale
                        Lunedì 19 Luglio 2021, alle ore 15:07
                        Grazie del consiglio e del suo tempo. Cordialita'
                        rispondi al commento
  • Giovanni
    Giovanni
    Venerdì 16 Luglio 2021, alle ore 20:54
    Con la fusione di due appartamenti c'è bisogno del posto auto?
    Mi spiego meglio, ai fini urbanistici devo applicare la legge 112/89? ( legge Tognoli? )
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Giovanni
      Domenica 18 Luglio 2021, alle ore 10:58
      Non è richiesto l'obbligatorietà di un garage o di un posto auto. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Guido
    Guido
    Venerdì 16 Luglio 2021, alle ore 14:08
    Nel caso che vengano ristrutturati e messi in comunicazione in maniera da formare una unica unità immobiliare con bagno in comune, un immobilie A4 e un C1 al piano terra, quali problemi vanno incontro con la Legge se volessi usarli come abitazione entrambi?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Guido
      Venerdì 16 Luglio 2021, alle ore 19:05
      Il problema riguarda il locale a destinazione commerciale.  Va verificato se il C/1 ha i requisiti tecnici minimi previsti dal regolamento edilizio comunale per trasformarlo in abitativo-residenziale. Cordiali saluti. 
      rispondi al commento
  • Alessandra
    Alessandra
    Venerdì 9 Luglio 2021, alle ore 17:21
    Articolo molto interessante.
    Avrei bisogno di un chiarimento: io e il mio futuro marito stiamo acquistando un appartamento adiacente al nostro per fare, in un secondo momento, l'accorpamento e rendere i due immobili un'unica unità immobiliare e continuare a usufruire delle agevolazioni prima casa.
    Mio marito è già proprietario dell'appartamento adiacente in cui viviamo, è necessario che sia lui ad acquistare l'appartamento accanto per fare poi la fusione oppure posso acquistarlo a nome mio dato che non ho nessun immobile intestato e sarebbe prima casa.
    È indispensabile fare la separazione dei beni?
    Inoltre, avendo chiesto un mutuo per effettuare l'acquisto del nuovo appartamento su cui la banca ha messo un'opoteca, si può fare l'accorpamento dei due immobili?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Alessandra
      Lunedì 12 Luglio 2021, alle ore 19:56
      La soluzione più soddisfacente sotto il profilo economico è che sia il Suo futuro marito ad acquistare l'appartamento, impegnandosi nel rogito notarile, a procedere alla fusione entro un anno dall'acquisto. In questo caso pagherebbe un'imposta ipocatastale del 2%, oltre alle spese ed onorario del notaio. Dall'altra parte Lei, optando per la separazione dei beni, potrebbe usufruire dei benefici sulla prima casa appena ce ne sarà la possibilità. L'altra soluzione più onerosa e di acquistare la meta della casa intestata a Suo marito e procedere all'acquisto del nuovo appartamento in comproprietà in pari quota, impegnandosi di procedere alla fusione alle stesse condizioni indicate in precedenza. In questo caso la separazione dei beni è ininfluente. Riguardo all'ipoteca bancaria, l'Istituto di Credito non Le creerà nessun problema. Cordiali saluti. 
      rispondi al commento
  • William
    William
    Mercoledì 7 Luglio 2021, alle ore 17:35
    Ho molta preoccupazione riguardo i tempi, sembra un anno dal momento dell'acquisto.
    Qual'è il vero documento o ricevuta che devo avere in mano dai tecnici e che mi salvi dall'essere controllato dall'AdE e di non poter usufruire dell'agevolazione della prima casa?
    SCIA al comune?
    Ricevuto da agenzia del terrirorio?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale William
      Giovedì 8 Luglio 2021, alle ore 12:28
      Innanzitutto volevo tranquillizzarLa che la pandemia ha fatto slittare i tempi canonici e che potrà chiedere conferma ai tecnici incaricati. I documenti che attestano l'avvenuta fusione sono la visura catastale dell'eseguito o la ricevuta di presentazione e la chiusura della Scia. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • William
        William Pasquale
        Giovedì 8 Luglio 2021, alle ore 14:34
        Molto gentile!
        Bene, Io per ora ho la ricevuta da parte dell'Agenzia del Territorio con i nuovi catasti e sto facendo la sca (segnalazione certificata agibilità), spero che sto a posto così!
        Rimane un dubbio, quando e quale documento fa da spartiacque per capire come saldare l'IMU?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale William
          Giovedì 8 Luglio 2021, alle ore 15:52
          La data della variazione catastale rappresenta lo "spartiacque" per saldare la vecchia pendenza Imu e passare all'esenzione. Cordiali saluti.
          rispondi al commento
  • Simonam
    Simonam
    Lunedì 5 Luglio 2021, alle ore 22:43
    Sono comproprietaria con mio fratello di un immobile che però è accatastato come due appartamenti distinti (gli appartamenti sono uguali e contigui, praticamente uno sopra l'altro); le percentuali di prorietà sono diverse.
    Vorremmo vendere l'immobile e stiamo facendo un accorpamento.
    Ai fini catastali (e non solo fiscali) come possiamo procedere affinchè i due appartamenti diventino un unico immobile?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Simonam
      Giovedì 8 Luglio 2021, alle ore 12:21
      Sì, a condizione che le rispettive quote di possesso siano paritarie tra Lei e Suo fratello. Per questa cessione di quote è necessario un atto notarile oneroso. Nel Suo caso, Le consiglio di accollarsi l'onere della fusione nella futura vendita in modo che il promissario acquirente acquisti separatamente da ciascuno di Voi le rispettive unità immobiliari, con la promessa di procedere alla fusione entro un anno dalla stipula. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
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