Preparazione dei fondi di posa per pavimenti

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Per ottenere un pavimento impeccabile che duri nel tempo, bisogna prestare attenzione alla sua posa in opera, ma in particolar modo al sottofondo esistente o nuovo.
Preparazione dei fondi di posa per pavimenti

Cos'è il sottofondo di posa


Quando si fanno dei lavori di ristrutturazione, oppure quando si progetta una casa ex novo si presta molta attenzione all'aspetto che riguarda le pavimentazioni.

Se stiamo facendo dei lavori di ristrutturazione vorrà dire che la superficie sulla quale andremo a posare in opera il nuovo pavimento sarà esistente e potrà essere di qualsiasi tipo, da un pavimento con piastrelle, oppure un pavimento in legno, potrà essere integro oppure dissestato, piano o in pendenza, potrà presentare dei gradini o meno. Gli scenari possibili ai quali possiamo andare incontro sono molteplici, l'importante è sapere come comportarsi.

fondo di posa pavimento Questo però potrebbe essere anche un massetto o un altro tipo di superficie, soprattutto se stiamo considerando case ex novo. Quindi con il termine fondo di posa per definizione andiamo ad indicare la superficie sulla quale andremo a posare in opera il nostro nuovo pavimento. Ovviamente assicurarsi che questo venga preparato in maniera corretta garantisce un ottimo risultato nel tempo, sia da un punto di vista tecnico che estetico.

Le caratteristiche importanti da considerare quando si considera il sottofondo di una pavimentazione, sono la resistenza meccanica, la tecnologia anti-ritiro così da evitare fessurazioni e altre forme di imperfezioni.


Tipi di sottofondo


Massetto


Quando il sottofondo è un massetto dobbiamo tener presenti alcuni aspetti importanti, prima tra tutti, la composizione. Infatti la scelta corretta degli inerti, in particolare della sabbia, diventa determinante poiché da questo elemento dipende principalmente il tempo che il massetto che stiamo realizzando impiega per asciugarsi. Ovviamente i tempi richiesti dovranno essere quanto più rapidi possibili, ma questo dipende principalmente dal tipo di sabbia che utilizziamo. Infatti l'uso di una sabbia fine può prolungare il tempo di attesa dell'asciugamento anche di diverse settimane.

Altro elemento da considerare è la presenza o meno della rete elettrosaldata, che talvolta non serve o viene posizionata male sul fondo, e quindi è inutile. La necessità o meno di avere la rete metallica elettrosaldata all'interno del massetto del pavimento è legata al fatto che questa conferisce elasticità al massetto ed è quindi necessaria se il nostro pavimento sarà soggetto a flessioni. Talvolta però la rete viene utilizzata con una funzione diversa, ovvero quella di evitare le fessurazioni dovute alla maturazione.

Ma per ovviare a questo problema senza dover ricorrere alla rete metallica si possono utilizzare delle fibre rinforzate.

impasto per sottofondoAltro aspetto molto importante riguarda le modalità con cui si realizza l'impasto del massetto. La tecnologia moderna, oggi ci permette di utilizzare delle miscelatrici a pompa, soprattutto per la loro comodità e velocità.

Ma talvolta può accadere che l'uso di queste macchine compromette la bontà dell'impasto, soprattutto quando si utilizzano prodotti a presa rapida specie nei periodi caldi.

L'uso della betoniera come macchina miscelatrice sicuramente vede una lavorazione più delicata. La lavorazione dei massetti è una cosa che richiede una certa cura in quanto spesso, negli impasti avviene una separazione tra cemento e inerti, che si evidenzia per la formazione di grumi sferoidali, una sorta di palline, che compromettono la buona riuscita del lavoro. Per evitare la formazione di questi grumi bisogna seguire questo ordine.

Bisogna dapprima mettere tutta l'acqua necessaria per l'impasto, poi il 70% degli inerti, poi tutto il legante. Successivamente bisogna far girare per un paio di minuti e quando si sarà raggiunta una consistenza plastico/fluida si potrà procedere aggiungendo il restante 30% degli inerti.

I massetti inoltre possono essere di due tipologie, ancorati o galleggianti. Di solito i massetti più diffusi sono quelli di tipo galleggiante, perché, essendo staccata dalla struttura, la pavimentazione è meno soggetta a sollecitazioni di tipo strutturale. Si tenga però conto che in questo caso il massettodovrà avere uno spessore minimo di 4 cm, così da garantirgli l'autoportanza e quindi la resistenza sufficiente in caso di carichi accidentali. Se lo spessore dovesse essere inferiore il massetto potrebbe cedere e fessurarsi.

pavimento in piastrelleSe il massetto è di tipo ancorato, allora il suo spessore potrà essere inferiore a 4 cm, ma dovrà essere incollato al sottofondo attraverso una boiacca costituita in parte da cemento Portland ed in parte da acqua. Altro parametro importante è il tasso di umidità, che nel caso di posa di piastrelle su fondi a base di cemento non è importante, ma nel caso di posa su massetti o intonaci a base gesso diventa fondamentale.

Proprio perché se il tasso di umidità non è adeguato si può incorrere nella formazione di fessure nel massetto durante la fare di indurimento dello stesso, dovuta alla scarsità di acqua al suo interno.


Sottofondi esistenti


Soprattutto se stiamo facendo dei lavori di ristrutturazione, il sottofondo con cui abbiamo a che fare è esistente, e può essere una pavimentazione o anche un massetto preesistente. Prima di procedere con la posa in opera della nuova pavimentazione dobbiamo accertarci dell'affidabilità del sottofondo.

pavimenti esistentiSe stiamo parlando di una pavimentazione che non dovrà essere rimossa, dobbiamo accertarci della sua integrità e della sua planarità perché un sottofondo irregolare, dissestato e con degli avvallamenti comporterà sicuramente problemi alla pavimentazione che andremo a posare in futuro.

Se invece parliamo di un massetto esistente possiamo incorrere in 3 distinti casi:

1- Possiamo trovare una superficie fessurata, a quel punto vedremo una specie di reticolo di capillari piccolissimi, che non sono da ritenersi pericolosi, poiché interessano solo la parte superficiale del manufatto, in altre parole non sono, nè saranno in futuro, soggetti a movimento.

2- Se il sottofondo è crepato, vorrà dire che le fessure sono molto più evidenti delle precedenti, per questo vengono chiamate crepe e hanno dimensioni che possono variare da pochi decimi a diversi millimetri, e interessano gran parte, o la totalità, dello spessore del sottofondo. Le dimensioni delle crepe cambiano con il cambiare delle stagioni o il variare del tasso di umidità. Prima di posare il nuovo pavimento, sarà quindi indispensabile chiuderle definitivamente con dei prodotti collanti.

3- L'ultimo caso è quello del soffondo sfarinato, ovvero un sottofondo che oramai ha perso la sua consistenza e che quindi al primo tocco anche semplicemente della mano o incisione con un chiodo tende a sgretolarsi. In questo caso allora, prima di procedere con la posa in opera del nuovo pavimento, si dovrà dare una maggiore consistenza al sottofondo trattandolo con prodotti specifici.

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