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Nel bagno la pavimentazione passa continuamente da condizioni asciutte a situazioni molto più critiche.
Acqua uscita dalla doccia, piedi bagnati, residui di sapone, creme e prodotti cosmetici possono ridurre l'aderenza anche di una superficie che normalmente non presenta problemi.
Scegliere una piastrella antiscivolo sembra quindi una precauzione ovvia.
La difficoltà consiste nel capire quanta resistenza serva realmente.
Bagno con piastrelle antiscivolo - Gemini
Una superficie molto strutturata può offrire caratteristiche favorevoli sul bagnato ma trattenere maggiormente residui, calcare e sporco.
Su tutto il pavimento di un bagno domestico potrebbe risultare inutilmente impegnativa da pulire.
Una finitura estremamente liscia è più semplice da mantenere, ma può diventare scivolosa proprio nelle zone nelle quali si cammina appena usciti dalla doccia.
In un bagno domestico è utile distinguere almeno la pavimentazione ordinaria dalla zona direttamente interessata dall'acqua.
Davanti al lavabo possono cadere alcune gocce, ma il pavimento rimane generalmente asciutto per gran parte del tempo.
Davanti alla doccia, invece, una persona appoggia il piede bagnato direttamente sulla piastrella.
All'interno di una doccia filo pavimento la condizione è ancora differente: l'acqua scorre sulla superficie durante tutto l'utilizzo e possono essere presenti shampoo, bagnoschiuma e altri residui.
Il prodotto adatto al centro del bagno non deve quindi essere scelto automaticamente anche per la doccia.
Molte collezioni ceramiche vengono realizzate proprio con più finiture della stessa estetica, permettendo di utilizzare una superficie relativamente facile da pulire nella zona ordinaria.
Oltre ad una versione con maggiore resistenza allo scivolamento nella parte maggiormente bagnata.
Le sigle R9, R10, R11, R12 e R13 sono molto diffuse nelle schede tecniche del gres porcellanato e delle piastrelle antiscivolo.
Derivano dalla classificazione storicamente associata alla prova su rampa con operatore calzato.
All'aumentare della classe aumenta l'angolo raggiunto nelle condizioni definite dal metodo di prova.
R9 costituisce il livello iniziale di questa classificazione, seguito progressivamente da R10 fino a R13.
Il numero non rappresenta però direttamente una percentuale di sicurezza né permette di prevedere in modo assoluto come si comporterà una persona scalza su un pavimento coperto da acqua e sapone.
Nelle schede dei prodotti destinati alle aree bagnate si incontrano frequentemente anche le lettere A, B e C.
Questa classificazione è associata alle prove di resistenza allo scivolamento a piedi nudi su superficie bagnata e va quindi letta in modo differente rispetto alla scala R.
La progressione va da A verso C, con condizioni progressivamente più impegnative nella prova.
Un gres può essere indicato, per esempio, come R10 B oppure R11 C.
Le due sigle non costituiscono un'unica scala: riportano risultati riferiti a metodi e condizioni differenti.
Anche collezioni recenti destinate a bagno e outdoor vengono commercializzate con superfici differenziate, per esempio naturale R9, R10 B e strutturata R11 C.
Per un pavimento utilizzato frequentemente a piedi nudi, quindi, la classificazione specifica per quella condizione offre un'informazione particolarmente utile.
La combinazione delle due indicazioni genera facilmente un equivoco. R10 non corrisponde alla classe B e R11 non corrisponde automaticamente alla C.
Un prodotto può ottenere una determinata classificazione nella prova con calzature e una diversa valutazione nella prova a piedi nudi.
Quando si confrontano due gres per una doccia è quindi necessario leggere entrambe le informazioni, quando disponibili, senza tentare di trasformare una nell'altra.
Lo stesso principio vale confrontando prodotti dichiarati secondo metodi differenti.
Una tabella reperita online che converte direttamente R10, R11 o R12 in coefficienti ottenuti mediante altre prove dovrebbe essere considerata con molta cautela.
Quando il progetto rientra nelle condizioni disciplinate dalla normativa sulle barriere architettoniche, va considerato anche il D.M. 14 giugno 1989 n. 236.
Il decreto definisce pavimentazione antisdrucciolevole quella per la quale il coefficiente di attrito misurato con metodo BCRA supera 0,40 nelle condizioni previste: cuoio su pavimento asciutto e gomma dura standard su pavimento bagnato.
Precisa inoltre che la condizione asciutta o bagnata deve essere scelta in relazione alle normali condizioni del luogo. Si tratta quindi di un'altra metodologia.
L'evoluzione delle lavorazioni superficiali permette di ottenere gres con microtexture relativamente poco percepibili ma con prestazioni antiscivolo superiori rispetto alle normali superfici lisce.
I produttori utilizzano denominazioni commerciali come grip, soft grip, anti-slip o altre espressioni simili.
Questi termini non identificano però una classe normativa universale.
Pavimento antiscivolo - Gemini
Due piastrelle chiamate Grip possono avere prestazioni e texture molto differenti.
È necessario quindi controllare sempre i risultati dichiarati nella scheda tecnica.
Il vantaggio delle microtexture ben progettate consiste nel poter mantenere una superficie meno aggressiva alla mano e alla spugna rispetto alle tradizionali piastrelle fortemente strutturate.
Sono particolarmente interessanti nei bagni residenziali, dove l'esigenza di pulire frequentemente la superficie pesa quanto quella di avere una buona aderenza.
Le superfici con rilievi marcati creano piccole depressioni nelle quali acqua e detergenti possono fermarsi più facilmente.
Se l'acqua domestica è ricca di sali, l'evaporazione può lasciare depositi chiari proprio nelle parti più difficili da raggiungere.
Con il tempo la superficie appare opaca o chiazzata non perché il gres si sia rovinato, ma perché la texture trattiene residui.
Il fenomeno può diventare particolarmente evidente con gres molto scuri.
La scelta estetica dovrebbe quindi considerare la frequenza con cui la superficie dovrà essere pulita e il tipo di acqua presente nell'abitazione.
Nel bagno il principale problema di manutenzione non è sempre lo sporco tradizionale.
L'acqua evapora e può lasciare carbonati e altri residui minerali.
Su una piastrella liscia questi depositi sono relativamente facili da raggiungere con la pulizia ordinaria.
All'interno di una texture profonda possono invece aderire alle microasperità.
La tendenza aumenta nella doccia perché il ciclo bagnatura-asciugatura viene ripetuto continuamente.
Pavimento del bagno antiscivolo - Gemini
La superficie deve quindi essere scelta considerando anche la disponibilità a eseguire una manutenzione regolare.
Un bagno utilizzato quotidianamente da quattro persone sottopone il pavimento della doccia a condizioni molto differenti rispetto a un bagno di servizio utilizzato saltuariamente.
In una doccia tradizionale il piatto costituisce una superficie distinta dal resto del bagno.
Nella walk-in filo pavimento, invece, lo stesso rivestimento può continuare dall'ambiente alla zona doccia.
Esteticamente la continuità è molto efficace, ma tecnicamente le due porzioni lavorano in condizioni differenti.
Dentro la doccia il pavimento rimane bagnato per molti minuti e viene percorso a piedi nudi.
Doccia a raso con il pavimento - Gemini
Per questo è importante verificare la prestazione specifica della finitura scelta per questa destinazione e non limitarsi al fatto che la stessa collezione sia dichiarata genericamente adatta al bagno.
Se la versione naturale non offre caratteristiche sufficienti per la zona doccia, è possibile utilizzare la variante grip mantenendo colore e formato coordinati.
Esistono sistemi nei quali un grande elemento in gres viene lavorato per realizzare il fondo della doccia.
Le caratteristiche devono essere quelle dichiarate per quello specifico utilizzo.
Non basta prendere una normale grande lastra da pavimento, tagliarla e presumere che sia automaticamente adatta a diventare un piatto doccia.
Doccia a raso con il pavimento - Gemini
Devono essere risolti scarico, pendenza, bordi, sigillature e supporto.
Anche la resistenza allo scivolamento deve essere verificata nella finitura utilizzata.
Una doccia filo pavimento viene scelta anche per eliminare il gradino.
Una variazione di quota tra due piastrelle oppure un profilo sporgente nella zona di ingresso può però introdurre un punto di inciampo.
Il dettaglio deve essere curato soprattutto quando vengono utilizzati due spessori o due finiture differenti.
Il cambio di prodotto non dovrebbe alterare la continuità del piano finito.
Anche il bordo della canaletta deve essere installato alla quota corretta rispetto alle piastrelle.
L'assenza di lucidatura può far sembrare una piastrella sicura.
Una superficie matt può però avere caratteristiche di attrito molto differenti a seconda della microstruttura.
Allo stesso modo, due gres esteticamente quasi identici possono ottenere risultati diversi nelle prove.
Piastrella antiscivolo - Gemini
La sensazione ottenuta passando la mano sulla piastrella non sostituisce quindi la scheda tecnica.
Il campione serve a valutare tatto e manutenzione; la prestazione antiscivolo deve essere verificata sui dati dichiarati.
La capacità di recuperare l'equilibrio diminuisce in presenza di difficoltà motorie, quindi uno scivolamento che per una persona giovane provocherebbe soltanto un movimento improvviso può avere conseguenze molto più importanti.
In questi bagni è opportuno prestare particolare attenzione alla pavimentazione delle zone bagnate e ai percorsi utilizzati per entrare e uscire dalla doccia.
La resistenza allo scivolamento deve essere integrata con appoggi, maniglioni quando necessari, assenza di dislivelli, dimensioni della doccia e disposizione degli elementi.
Una superficie molto aderente non compensa un ambiente nel quale non esistono punti di presa e lo spazio costringe a movimenti difficili.
La sicurezza deve essere progettata come sistema.
Dopo stuccatura e lavorazioni possono rimanere residui cementizi sulla piastrella.
Una superficie fortemente strutturata li trattiene più facilmente.
La pulizia finale deve quindi essere eseguita con metodo e prodotti compatibili con il sistema di posa, rispettando i tempi previsti.
Un velo di residui lasciato sulla microtexture può alterare colore, tatto e facilità di manutenzione sin dall'inizio.
Non bisogna interpretarlo come caratteristica inevitabile delle piastrelle antiscivolo.
Una posa correttamente completata deve consegnare la superficie nelle condizioni per cui è stata progettata.
Una pavimentazione del bagno esistente può essere problematica soltanto quando è coperta da residui oppure risultare intrinsecamente poco adatta alla zona bagnata.
La distinzione è importante.
Se il problema compare progressivamente e il pavimento appare velato, una pulizia tecnica approfondita può riportare alla luce la superficie originale.
Se il gres è sempre stato molto scivoloso appena bagnato, la causa può invece essere la finitura stessa.
Un tecnico può valutare il caso e, quando necessario, utilizzare metodi strumentali appropriati per caratterizzare la superficie.
Non conviene affidarsi soltanto alla sensazione ottenuta strofinando la piastrella con la mano.
Se l'acqua rimane sistematicamente davanti al lavabo o alla doccia, bisogna capire da dove provenga.
Può esistere una contropendenza, una doccia aperta troppo corta, una guarnizione deteriorata oppure un problema di scarico.
Scegliere una superficie molto ruvida riduce una parte del rischio ma non elimina la causa.
La pavimentazione migliore è quella che lavora prevalentemente nelle condizioni previste dal progetto.
L'acqua della doccia dovrebbe rimanere nella zona bagnata e raggiungere rapidamente lo scarico.
La scelta dovrebbe partire dalla mappa reale dell'acqua.
Bisogna individuare quali superfici rimarranno normalmente asciutte, quali verranno raggiunte occasionalmente dagli schizzi e quali saranno percorse a piedi nudi mentre sono bagnate.
Per la doccia e le altre zone maggiormente esposte è utile verificare anche le prestazioni riferite al calpestio a piedi nudi, senza limitarsi alla sola classe R.
Nei progetti soggetti a specifici requisiti normativi, la conformità deve inoltre essere verificata secondo il metodo effettivamente richiesto e non mediante conversioni approssimative tra classificazioni diverse.
Piastrelle antiscivolo - Gemini
Successivamente va osservata la superficie reale.
Una microtexture ben progettata può offrire un compromesso migliore, in un normale bagno domestico, rispetto a un rilievo estremamente aggressivo difficile da mantenere libero da calcare e sapone.
Infine è utile portare a casa un campione, bagnarlo e verificare quanto facilmente possa essere pulito, senza utilizzare questa prova domestica per sostituire i dati tecnici sulla resistenza allo scivolamento.
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