Bolletta dell'acqua in condominio e problematiche connesse alla ripartizione spese

NEWS DI Ripartizione spese
Il costo della bolletta dell'acqua, in condominio, va ripartito secondo i reali consumi rilevati, oppure in base alle disposizioni del regolamento contrattuale.
26 Gennaio 2016 ore 08:52

Bolletta dell’acqua in condominio


Contatore acquaTra i costi da sostenere, in relazione alle esigenze della vita quotidiana, quello della bolletta dell'acqua è tra i più importanti.

Per le abitazioni in condominio, poi, a questa spesa si accompagnano spesso malumori dovuti agli importi da versare.

Per sintetizzare in un unico termine, quando arriva la richiesta di pagamento da parte dell' amministratore molti di noi dicono: è troppo!

È utile, allora, capire come deve essere ripartita la spesa per la bolletta dell'acqua e quali siano le norme di riferimento.

Prima di analizzare la disciplina normativa è necessaria una premessa.

Quella delle spese condominiali è materia disponibile, ossia i condomini con accordo unanime posso decidere dei criteri di ripartizione personalizzati in deroga a quelli previsti dalla legge.

Che cosa significa ciò?

Significa che il regolamento di condominio (contrattuale), o una delibera adottata con il consenso di tutti i comproprietari, possono stabilire che le spese della bolletta dell'acqua siano suddivise, ad esempio:

a) in parti uguali;

b) sulla base dei millesimi di proprietà;

c) in relazione al numero degli occupanti l'unità immobiliare, ecc.

Quando manca quest'accordo è necessario fare riferimento alla legge.


Ripartizione spese dell’acqua secondo legge


Tre sono le norme di rilievo:

1) l'art. 146, primo comma lett. f, d.lgs n. 196/03 - rubricato Risparmio idrico che sostituisce, abrogandolo, l'art. 5 della legge n. 36 del 1994 - a norma del quale:

Entro un anno dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto, le regioni, sentita l'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, nel rispetto dei principi della legislazione statale, adotta norme e misure volte a razionalizzare i consumi e eliminare gli sprechi ed in particolare a:

f) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa nonché contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano;

2) il decreto della presidenza del consiglio dei ministri (d.p.c.m. n. 62 del 4 marzo 1996), il quale prevede che:

La misurazione dei volumi consegnati all'utente si effettua, di regola, al punto di consegna, mediante contatori, rispondenti ai requisiti fissati dal decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 854, recepente la direttiva comunitaria n. 75/33.

Là dove esistono consegne a bocca tarata o contatori non rispondenti, deve essere programmata l'installazione di contatori a norma.In relazione a quanto disposto dall'articolo 5, comma 1, lettera c), della legge 5 gennaio 1994, n. 36 (oggi art. 146 comma 1 lett f) d.lgs 152 del 2006 N.d.A.), dove attualmente la consegna e la misurazione sono effettuate per utenze raggruppate, la ripartizione interna dei consumi deve essere organizzata, a cura e spese dell'utente, tramite l'installazione di singoli contatori per ciascuna unità abitativa.

E’ fatto obbligo al gestore di offrire agli utenti l'opportunità di fare eseguire a sua cura, dietro compenso e senza diritto di esclusività, le letture parziali e il riparto fra le sottoutenze e comunque proporre procedure standardizzate per il riparto stesso.

Consumo acquaQuello che si introduce, per legge, è il così detto sistema di ripartizione per consumi effettivi.

In sostanza nel condominio , accanto al contatore generale (che solitamente è quello di riferimento per l'ente erogatore è quello che fa fede ai fini della fatturazione) e facendo salve le eventuali diverse disposizioni del regolamento contrattuale o di una deliberazione unanime, devono esserci dei contatori per ogni singola unità immobiliare (così detti contatori di sottrazione) al fine di poter ripartire la spesa in base ai consumi effettivi.

Che cosa può fare il condomino che vuol far applicare questa norma di legge?

Se si è in presenza dei summenzionati regolamenti o delibere, è necessario, prima di ogni cosa, provvedere alla loro modifica che deve essere approvata con il consenso di tutti i partecipanti al condominio.

Superata questa fase, o nel caso di assenza di disposizioni pattizie, il condominio può sollecitare l'assemblea a prendere una decisione del genere, oppure, nel caso di disinteresse dell'assise, rivolgersi al giudice affinché sia questo soggetto a ordinare l'adeguamento dell'impianto idrico alle norme di legge.

Per quanto riguarda le varie voci, diverse dai consumi, che compongono la bolletta (es. costi fissi) il primo documento cui fare riferimento è il contratto con l'ente erogatore.

Può accadere, infatti, che nell'accordo sia specificato quante siano le unità immobiliari che compongono il condominio. In questi casi la spesa andrà ripartita secondo i millesimi di proprietà, salvo diverso accordo tra i condomini.

Che cosa accade se esiste solamente il contatore condominiale e fino alla installazione dei contatori di sottrazione individuali?

Al riguardo è necessario fare riferimento all’art. 1123 c.c. e cioè alla ripartizione del costo dell’acqua in base ai millesimi di proprietà.

In tal senso si è espressa anche la Suprema Corte di Cassazione, secondo la quale il sistema dell'art. 1123 cod. civ. non ammette che, salvo diversa convenzione tra le parti, il costo relativo all'erogazione dell'acqua, con una delibera assunta a maggioranza, sia suddiviso in base al numero di persone che abitano stabilmente nel condominio e che resti di conseguenza esente dalla partecipazione alla spesa il singolo condomino il cui appartamento sia rimasto disabitato nel corso dell'anno. Il comma 1 della citata disposizione, infatti, detta un criterio per le spese di tutti i beni e servizi di cui i condomini godono indistintamente, basato su una corrispondenza proporzionale tra l'onere contributivo ed il valore della proprietà di cui ciascuno condomino è titolare (Cass. 1 agosto 2014 n. 17557).


Bolletta dell’acqua e morosità


Che cosa accade se i condòmini risultano morosi rispetto al pagamento della bolletta dell’acqua.

Al riguardo è necessario guardare alla problematica da due angoli visuali:

a) quella che riguarda il rapporto tra condominio ed ente di erogazione del servizio idrico;

b) quella che riguarda i rapporti interni alla compagine.

Nel primo caso l’ente a fronte di una situazione di morosità attiva la procedura di messa in mora che può portare alla sospensione dell’erogazione del servizio quale conseguenza del mancato pagamento – totale e/o parziale – anche di una sola bolletta. La sospensione è operata verso tutti i condòmini indistintamente (oggetto dell’intervento, infatti, è il contatore condominiale ). Questa procedura che non manca di sollevare polemiche da parte dei condòmini adempimenti quando viene posta in essere è stata criticata anche da associazioni dei consumatori in ragione delle nuove norme dettate dalla così detta riforma del condominio.

Per quanto riguarda i rapporti tra condominio e condòmino, il mal pagatore può star certo che la sua morosità verrà perseguita con un’azione giudiziaria. Laddove la ripartizione del costo dell’acqua sia stato approvato dall’assemblea, non vi sono dubbi sulla possibilità, per l’amministratore di condominio, di ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, così come previsto dall’art. 63, primo comma, disp. att. c.c.

A ciò bisogna aggiungere, poi, che laddove gli venga richiesto l’amministratore deve fornire all’ente gestore del servizio il nome del condomino moroso al fine di consentire l’azione diretta di recupero del credito.

Più dubbia, visto l’essenzialità del bene in questione, la sospensione del servizio idrico da parte dell’amministratore (art. 63 disp. att. c.c.) anche se non sono mancate pronunce giurisprudenziali che l’hanno considerata legittima (cfr. in tal senso Trib. Modena 5 giugno 2015).

In particolare, nella sentenza appena citata è specificato che la sospensione del servizio idrico può essere disposta dall'amministratore anche senza preventiva richiesta giudiziale laddove materialmente sia possibile eseguirla intervenendo su parti di proprietà comune e non su quelle di proprietà del singolo condomino.

riproduzione riservata
Articolo: Bolletta dell'acqua: ripartizione spese in condominio
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Bolletta dell'acqua: ripartizione spese in condominio: Commenti e opinioni


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  • Silvio
    Silvio
    Lunedì 19 Giugno 2017, alle ore 17:34
    Mi sembra che vi siate dimenticati di una cosa importantissima: se ci sono i cosiddetti contatori di sottrazione e se la lettura per i singoli venisse fatta dal gestore o comunicata dall'amministratore al gestore, la spesa sarebbe calcolata con gli scaglioni tariffari ( costo come se si fosse in una casa singola ), mentre se il gestore come fa adesso, vede sempre un totale annuo elevato ( basta essere in 4 condomini per arrivare a 400 m3 ed oltre e quindi entrare largamente nella tariffa massima ) fa pagare il massimo.
    La legge mi pare dica che il gestore dovrebbe far pagare in base agli scaglioni o come indicato sopra proporre un modo per fare i calcoli per scaglioni alle singole utenze. 
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Silvio
      Giovedì 22 Giugno 2017, alle ore 19:35
      Al gestore deve essere comunicato quante sono le utenze singole "dietro" il contatore generale in modo che possa applicare correttamente le tariffe.
      rispondi al commento
  • Martinelli Loredana
    Martinelli Loredana
    Martedì 14 Marzo 2017, alle ore 16:34
    Vorrei delle delucidazioni,   ho acquistato un appartamento in cui ci sono due contatori dell'  acqua,  preciso che è un unico appartamento e che erano stati istallati due contatori per comodità dei vecchi proprietari  in quanto ci abitavano due famiglie,  l' amministratore mi fa pagare due volte il canone acqua e fogna, è lecito? 
    rispondi al commento
  • Roxya
    Roxya
    Martedì 21 Febbraio 2017, alle ore 17:59
    Cosa succede se il mio contatore è guasto e segna più di quanto è l'effettivo consumo?
    L'amministratore può fare la differenza tra contatore del condominio e letture degli altri condomini per rilevare l'effettivo consumo?
    Oppure sono obbligata a pagare in base la lettura (errata) del mio contatore?
    Attestato che il contatore era guasto (perché sostituito con un altro nuovo che adesso da l'effettivo consumo), posso chiedere che mi vengano "stornate" le quote pagate in eccedenza rilevate con il vecchio contatore guasto?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Roxya
      Venerdì 24 Febbraio 2017, alle ore 10:00
      Sì, puoi chiedere un ricalcolo dell'effettivo dovuto cioè di quanto effettivamente consumato.
      rispondi al commento
  • Minoli
    Minoli
    Martedì 7 Febbraio 2017, alle ore 22:12
    Siamo un condominio composto da 17 proprietà immobiliari per un totale di 15 condomini così suddivisi: piano terra 5 attività commerciali; I° piano due appartamenti di cui uno adibito a studio odontoiatrico e l’altro  abitazione; 2° piano uno studio Legale e l'altro abitativo; III°; IV°; V°; e VI° Piano uso abitazione.
    17 contratti con EAAP, fino a quando il conteggio dell'acqua ci veniva addebitato annualmente con il conteggio vecchio sistema  con la lettura annuale procedeva senza creare grosse problematiche.
    Con il trascorrere degli anni l'agenzia dell'EAAP ha cambiato metodologie di conteggio.
    Col sistema attuale con pagamento trimestrale ogni condomino era costretto a pagare la quota per la lettura più volte all'anno con relativo conteggio creava un costo abbastanza significativo, per giunta   per l’effetto dei 17 contratti non superavamo la quota minima di conseguenza non ci veniva addebitato la quota di eccedenza.
    Portare avanti questo sistema ci aumentava la spesa della lettura più volte all'anno e ci rendeva impossibile conteggiare chi consumava più acqua; non avendo un coefficiente da utilizzare. Pertanto a suo tempo deliberammo quanto segue:  di non effettuare più la lettura del contatore, dividere l'importo in 17 quote, dando un abbuono di 10 euro l'anno alle attività commerciali e suddividendo le spese dell'energia elettrica del condomino nel seguente modo: 10% Tab B luce scalinata ; 30% Tab.C Energia Elettrica Ascensore; 60% Tab. D  Energia Autoclave.
    Fin qui nessun male di pancia per nessuno.
    Tutto bene.
    Ora qualcuno vuole cambiare sistema  alla prossima assemblea desiderano  revocare quella delibera a suo tempo approvata e trovare un altro sistema.
    Gentilmente ci affidiamo alla vostra  esperienza siamo qui a chiedere  un sommesso suggerimento in merito.
    Se non Le chiedo molto: desidererei che mi inviaste la comunicazione anche alla mia email. 
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Minoli
      Giovedì 16 Febbraio 2017, alle ore 10:20
      Quello che richiedi può essere domandato al servizio di consulenza (a pagamento) presente sul sito a questo link: Consulenza Legale, Fiscale e Condominiale
      rispondi al commento
  • Flory
    Flory
    Martedì 7 Febbraio 2017, alle ore 11:52
    Devo fare una rettifica: l'amministratrice per un sua errata  comunicazione mi ha fatto pagare E. 71,90 (con semplice ricevuta di pagamento e non su quello preposto dall'ente di riscossione) è legale?
    Può un'amministratore decidere a quanto ammonta il conguaglio e come si dovrebbe calcolare?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Flory
      Martedì 7 Febbraio 2017, alle ore 18:29
      La situazione meriterebbe un approfondimento "carte alla mano".
      rispondi al commento
  • Pietro Zitoli
    Pietro Zitoli
    Lunedì 6 Febbraio 2017, alle ore 17:12
    Sono possessore, di un negozio (ex-Spermercato) ed un piccolo locale uso ufficio 22mq con bagno e, il condominio, mi ha inviato il pagamento dell'acqua di ca. E.500 per il locale piccolo, che non è locato e, non transitato da alcuno, io vivo a 350 Km di distanza per cui non posso andare.
    Cosa pensate dabba fare ?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Pietro Zitoli
      Martedì 7 Febbraio 2017, alle ore 18:28
      Le alternative sono tre:a) o c'è una perdita nelle tue tubature:b) o qualcuno usa il "piccolo locale" a tua insaputa:c) o l'amministratore ha sbagliato.Devi verificare cosa è successo e poi rispondere di conseguenza: della perdita e dell'utilizzo indebito rispondi tu (in questo ultimo caso salvo rivalsa se individui il responsabile). L'errore dell'amministratore, invece, puoi contestarlo.
      rispondi al commento
      • Pietro Zitoli
        Pietro Zitoli Lucag1979
        Venerdì 10 Febbraio 2017, alle ore 13:57
        Perdite, non ce ne sono, (giu' ci sono i garage e, se ci fossero perdite, qualcuno avrebbe da ridire);il locale è chiuso a chiave, sia con porta che con saracinesca;Ho già contestato all'Amministratore la mia quota, definendola errata, e, mi hanno detto che rivedranno i conteggi, speriamo, sia vero.
        rispondi al commento
  • Flory
    Flory
    Venerdì 3 Febbraio 2017, alle ore 12:06
    Per il  vecchio appartamento dei miei, attualmente vuoto, pago i canoni trimestrali fissi.
    La nota dolente è la voce del conguaglio (diff. contatore generale) sempre più alto.
    L'ultimo di ben 197,72 E con incremento costante (da 188,19).
    Mi chiedo, come calcola l'amministratrice questa voce in assenza di consumo nell'appartamento?
    È possibile correre ai ripari, trovando una soluzione che consenta di contenere costi sempre più alti?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Flory
      Lunedì 6 Febbraio 2017, alle ore 16:25
      Sicuramente si può fare qualcosa, ma per capire cosa bisogna leggere le carte, così è impossibile darti una risposta. Prova a chiedere una consulenza (servizio a pagamento) qui: Consulenza Legale, Fiscale e Condominiale
      rispondi al commento
  • Mario
    Mario
    Mercoledì 16 Novembre 2016, alle ore 13:52
    Ho una attivita' commerciale, per la precisione un bar, nello stabile condominiale, composto da circa 30 unità abitative in parte appartamenti ed in parte ad uso ufficio.
    La mia è l'unica attività commerciale dello stabile. Premesso questo il condominio ha stipulato con l'acquedotto un contratto di fornitura ad uso domestico residente.
    Ogni unità immobiliare ha un proprio contatore di sottrazione. L'amministratore da diversi anni procedere al riparto dei consumi, giustamente dalle letture dei singoli contatori, ma nel mio caso, in quanto attività commerciale non mi applica le agevolazioni previste invece per fasce nel caso di abitazioni.
     É corretto questo riparto tenuto conto che il contratto generale con l'acquedotto prevede delle agevolazioni per gli utenti?
    rispondi al commento
    • Lucag1979
      Lucag1979 Mario
      Lunedì 21 Novembre 2016, alle ore 18:13
      Escludere l'unità immobiliare commerciale dalle agevolazioni domestiche è corretto da un punto di vista sostanziale, ma la stessa cosa andrebbe fatta adeguando il contratto prevedendo l'uso misto.
      rispondi al commento
  • Fabio
    Fabio
    Venerdì 11 Novembre 2016, alle ore 14:59
    L'articolo mi sembra chiaro ma, quello che stavo cercando era la suddivisione in scaglioni nel caso di un condominio dove c'è un contatore per la fatturazione ed ognuno in casa ha un contatore per l'effettivo consumo.
    Gli scaglioni si applicano alle singole utenze oppure sul consumo del contatore principale usato per la fatturazione?
    Ed esistono scaglioni agevolati per i condomini, nel caso che gli scaglioni si applichino al contatore principale?
    rispondi al commento
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