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Attrezzatura per tinteggiare

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Tinteggiare da sé le pareti di casa può far risparmiare, ma per farlo è importante avere una buona manualità e conoscere qual è l'attrezzatura giusta da usare.
Attrezzatura per tinteggiare
Arch. Carmen Granata

Attrezzatura base per tinteggiare


Tinteggiare da sé le pareti di casa può far risparmiare fino al 70% rispetto al ricorso ad un imbianchino, vista l’assenza dei costi per la manodopera.
E’ importante però avere una buona manualità e conoscere qual è l’attrezzatura giusta da usare.

Vediamo quindi come si compone l’attrezzatura base per svolgere il lavoro.

Il raschietto ha una lama triangolare a punta e quindi si usa per raschiare i bordi di crepe, in superficie e in profondità. Può essere sostituito anche da un cacciavite.
La spatola serve per la stuccatura di crepe e fenditure.
Le più comuni hanno un manico in legno che le rende poco maneggevoli, mentre quelle che ne sono prive costano anche meno.
La carta vetrata è una carta abrasiva fatta con polvere di vetro, che si usa per livellare le stuccature e rendere le superfici più omogenee. Si distingue in spessori che vanno da 0 a 8 e per le pareti si usano quelle di tipo medio.

Fassa Bortolo: frattazziSpugne, stracci e vecchi pennelli vanno tenuti a portata di mano per eliminare polvere e macchie di pittura da interstizi, fessure e angoli.
La cazzuola serve per applicare la malta, quindi può essere utile per riparare un angolo. E’ un attrezzo formato da un manico che sorregge una lama di acciaio a forma triangolare o trapezoidale.
A seconda dell’uso, può avere punta tonda o quadra, stretta o larga.
Il frattazzo si usa per distendere la malta e allargarla sulla superficie. E’ formato da un manico e da una lama rettangolare in acciaio o in materiale sintetico.

Per svolgere i lavori è anche necessario munirsi di una scala sicura conforme ai requisiti della normativa vigente. Quindi essa sarà munita di dispositivi di protezione, quali un parapetto che si protenda ad almeno 60 cm verso l’alto, una piattaforma rinforzata e piedini antiscivolo.
Esistono anche le cosiddette scale a meccanismo zoppo, che possono essere usate sui gradini o su qualsiasi dislivello. Esse, infatti, sono dotate di montanti asimmetrici che possono essere posizionati ad altezze diverse.
Per risparmiare tempo e fatica si può valutare l’idea di noleggiare un trabattello, dotato di ringhiera protettiva.


Pennelli per tinteggiare


Gamma pennelli: pennellessaMa l’elemento più importante è, naturalmente, il pennello.
Il pennello ideale deve avere forma, dimensione e tipo di setole adatto alla superficie da imbiancare e al tipo di pittura che si usa.
Le setole devono essere fitte perché questo rende più facile e veloce il lavoro.
La ghiera che àncora le setole, per essere solida, deve essere fissata con chiodini supplementari, in modo da aderire perfettamente sia al manico che alle setole.
Il sistema di fissaggio del manico deve garantire una certa solidità col passare del tempo e resistere ai solventi presenti nelle pitture.

L’impugnatura deve essere ergonomica e adattarsi al tipo di mano che userà il pennello.

Per stendere uno smalto sintetico, diluibile solitamente in acqua ragia, si usano pennelli con setole naturali, mentre per il fondo, come il fissativo a base di resine viniliche o all’acqua, si usano fibre sintetiche.
Di solito un pennello di scarsa qualità tende a perdere le setole che rimangono nelle latta.
In genere i pennelli con setole naturali sono più costosi, ma se le fibre sintetiche sono lavorate per essere appuntite il loro prezzo può salire quasi come quello delle naturali.
Incide sul prezzo del pennello anche il tipo di cottura delle setole.
Per stendere una idropittura è sufficiente un pennello con setole a doppia cottura.

Pennellificio  Omega: ovalinaEsistono vari tipi di pennelli, da scegliere a seconda dell’uso.
L’ovalina è un tipo di pennello con la punta rotonda o ovale, ideale per semplificare la tinteggiatura su piani articolati o con scanalature. Il tipo strozzato è una variante con setole strette alla base e larghe all’estremità, usata per applicare la tecnica a tampone nei punti difficili come gli angoli.
Quella con la punta a scalpello serve per ritoccare.

La plafoniera, chiamata erroneamente pennellessa, è il tipo di pennello più grande e serve per trattare superfici molto ampie. Il tipo antigoccia presenta, al posto della ghiera, dei canali alla base delle setole che raccolgono la pittura in eccesso.
La vera e propria pennellessa, invece, detta anche pennello piatto, viene usata per tinteggiare pareti piccole, medie o grandi e quindi varia per ampiezza, spessore e foltezza delle setole.
E’ usata soprattutto per zone limitate come angoli, aree intorno alle finestre o porte.

Pennelli Diana: pennello da radiatoreIl pennello a testa curva è specifico per i radiatori, in quanto è in grado di inserirsi in tutti gli interstizi, grazie alla ghiera piegata e al manico piatto o in tondino d’acciaio.

Il tampone è un pennello a struttura piatta realizzato con setole sottili e fittissime, lavorate a velluto, che, usato sulle pareti, lascia un film omogeneo di pittura senza macchie o schizzi di colature.


Rullo per tinteggiare


Per tinteggiare si può usare anche il rullo, presente in varie dimensioni a seconda dell’impiego.
Il più piccolo, di ca. 10 cm, viene usato per piccole superfici, come quelle degli infissi.
Per imbiancare i muri il rullo migliore è quello da 20 cm con diametro da 8 cm.
Il rullo da 30 cm permette di svolgere il lavoro più velocemente, ma lo rende più difficoltoso a causa del peso maggiore.

Anche il tipo di pelo influisce sul risultato del lavoro. Il rullo in pelo naturale, ad esempio di montone, stende la pittura in maniera più omogenea e senza schizzi, ma è più costoso rispetto a quello in fibre sintetiche.
Il rullo a media densità di pelo cede la pittura in maniera più uniforme e con meno sbavature; quello con pelo rado cede la pittura a macchie con frequenti colature sul pavimento; quello a pelo corto è adatto a stendere pitture più dense su superfici lisce e regolari; infine quello a pelo lungo va bene per muri ruvidi e irregolari dove consente di realizzare uno strato uniforme perché raggiunge il fondo di ogni piccola cavità.

Pennelli tigre: rullo in lana mohair con manicoAlcuni tipi di rullo sono dotati di una specie di carenatura antischizzi, un rivestimento di protezione che permette di ovviare al problema di schizzi e sgocciolature.
Esiste poi un rullo con serbatoio incorporato che viene riempito prima di iniziare il lavoro ed evita di interromperlo per caricare la pittura.

Pennelli Tigre: vaschetta per rulloPer l’uso del rullo vanno presi in considerazione anche appositi complementi.
La vaschetta con griglia ha una superficie inclinata a doppia profondità, che consente di sgocciolare la parte di pittura assorbita in eccesso da un rullo o da un tampone.
La pertica è una prolunga telescopica, allungabile fino a due metri, che si applica al manico del rullo e permette di tinteggiare anche il soffitto senza aver bisogno della scala.

All’occorrenza può essere sostituita da un manico di scopa.

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