Una pavimentazione per esterni, per conservarsi a lungo nel tempo, deve resistere a sbalzi termici, acqua e gelo e irraggiamento, solare e lunare.
Numerosi sono i materiali che si possono usare allo scopo, ma i più diffusi sono quelli naturali come pietra, granito e marmo.
Le pietre sono materiali durissimi e ingelivi, usati per esterni perché particolarmente resistenti agli agenti atmosferici.
Tra le pietre nostrane più diffuse vi sono i serizzi, di colore grigio con grandi cristalli bianchi, le beole, bianche, verdi o grigie, la pietra d’Istria, la pietra di Trani, i travertini, i quarzi e la pietra serena.
I graniti sono rocce dure e compatte, resistenti al gelo, agli sbalzi termici e alla luce.
Tra i più diffusi in Italia vi sono il granito di Biaveno, vicino Domodossola, il granito sardo, bianco o rosa e la sienite Biella.
I marmi sono invece pietre di origine calcarea più tenere e porose e quindi meno resistenti alle intemperie, alle abrasioni e alle macchie, per cui sono meno usati in esterni.
I marmi italiani più diffusi sono il Trani, quello di Carrara, il botticino, il rosso veronese, il lasa bianco, e i verdi provenienti dalla Val d’Aosta.
I marmi sono venati, mentre le pietre e i graniti sono generalmente di colore omogeneo o puntinati.
L’impasto di materiali come sassi, sabbie e pietrisco con acqua e leganti, oppure l’argilla cotta ad alta temperatura e fatta essiccare, permettono di realizzare materiali che hanno la stessa durezza e consistenza delle pietre.
Le ceramiche utilizzate in piastrelle, ad esempio, possono essere un ottimo prodotto per pavimenti esterni, perché sono antigelive, cioè resistenti a temperature inferiori a 0°, per evitare che si spacchino.
La superficie e la pasta devono essere compatte e non porose per evitare che l’acqua infiltrandosi possa ghiacciare e farle rompere.
Il cotto è un materiale poroso cotto in forno a temperature intorno a 1200° C.
Ha colori che vanno dal giallo paglierino al rosso fino al grigio.
La cottura a legna rende il materiale non opaco e ne evita la vetrificazione, rendendolo più resistente e quindi adatto in esterni.
Le marmette cementizie hanno uno spessore di 3-4 cm. Nel formato 50x50 sono spesso rifinite con ciottoli e pietruzze o hanno disegni a rilievo.
Il notevole spessore permette di usarle per pavimenti flottanti o in terrazzi.
La posa avviene a secco su angolari in plastica che hanno lo scopo di tenere le marmette distanziate tra loro e dal sottofondo impermeabilizzato.
Quando piove l’acqua penetra nelle fessure tra le marmette e scivola sulla guaina impermeabilizzante fino agli scarichi. Così non è necessario predisporre uno strato di cemento per il sottofondo, e al tempo stesso, la manutenzione dello strato impermeabile è più semplice.
Il peso notevole rende questo prodotto molto stabile e fa sì che possa essere posato anche direttamente sul terreno.
I mattoni di cemento autobloccanti sono usati per pavimentare vialetti carrabili e parcheggi. Hanno spessori di ca. 7-8 cm e colori come grigio, giallo o rosso.
Si posano direttamente sul terreno o su un letto di sabbia e cemento.
Se sono provvisti di cellette cave si possono riempire di terra e piantumare con erba.
Il legno generalmente non viene usato per esterni perché risente molto dell’umidità.
Ci sono però essenze che fanno eccezione, come il teak ed altri legni esotici simili.
Questi tipi di legni resistono all’acqua perché sono per loro natura impregnati di resine che li rendono idrorepellenti. Per evitare, però, che con il passare del tempo questi legni ingrigiscano, devono essere ingrassati con specifici prodotti che li proteggano.
I pavimenti in teak per esterni sono realizzati con una doppia orditura: una inferiore di supporto ed una superiore di finitura. Possono essere posati su un massetto cementizio o direttamente sul terreno.
Per esterni è meglio, infine, evitare il legno di pino. Questo legno è, infatti, molto nodoso e i successivi processi di bagnatura ed asciugatura tendono a far staccare i nodi.
arch. Carmen Granata