Il ciclo produttivo, che determina l’attività edilizia, è suddiviso in singole fasi, caratterizzate ciascuna da una netta distinzione operativa.
In ognuna di esse è necessario eseguire un approfondimento di carattere funzionale poiché, ogni soluzione costruttiva adottata, contribuisce in parte all’efficienza di ogni singola porzione dell’edificio.
Nella pratica, in mancanza d’indicazioni specifiche di base, una valutazione sommaria potrebbe in seguito limitare determinate scelte tecniche.
Si prenda ad esempio il massetto sottopavimento, ossia lo spessore che intercorre tra il piano rustico della soletta e la piastrella.
In genere, questo spazio è considerato come volume tecnico (passaggio tubazioni e cappa per isolamento termo-acustico), e quindi non compreso nel calcolo della cubatura dell’edificio.
Tuttavia, prima di procedere all’esecuzione della struttura in cemento armato e in funzione di alcune necessità di carattere tecnico, è necessario stabilire fin da subito lo spessore di questa cappa.
Il primo passo è di determinare la caratteristica tecnica di ogni singolo impianto sotto pavimento che si andrà a collocare.
La prima valutazione riguarda il sistema di smaltimento delle acque (bianche o nere), in cui, oltre al diametro delle condotte, si considera anche lo spazio necessario per la pendenza delle tubazioni (dallo scarico fino alla colonna discendente).
Quest’aspetto è evidentemente condizionato dalla posizione del servizio igienico e della cucina, rispetto alle dorsali impiantistiche, e quindi dalla possibilità di variare le tramezzature interne.
Un’altra variabile è costituita dalla posa di impianti che, in passato, erano visti come accessori di lusso.
In questa categoria rientrano: l’aspirapolvere centralizzato, la climatizzazione degli ambienti e la domotica.
Il sommarsi di queste singole reti impiantistiche comporta, in alcuni punti, la sovrapposizione delle condotte e di conseguenza un maggiore ingombro.
Questo problema è accentuato se, all’interno dell’alloggio, va collocato un impianto di riscaldamento a pavimento.
Per questi problemi, non è raro riscontrare casi in cui le maestranze rimuovono parti della caldana, ossia della parte resistente del solaio, per far posto a condotte o a eventuali sovrapposizioni.
A parte questo argomento, un altro tema da affrontare, riguarda lo spessore dell’isolamento termico.
Per questa condizione è necessario fare un’analisi preventiva della trasmittanza del solaio, posto a separazione tra ambienti riscaldati o freddi.
In funzione di queste caratteristiche, che variano: per
punto geografico e tipo di materiale utilizzato (calcestruzzo cellulare, conglomerato con polistirene espanso, ecc.), è determinato lo spessore medio della cappa isolante.
Oltre questo, nella valutazione dell’altezza del massetto, si deve tenere conto anche dell’ingombro: di un eventuale telo antirumore, della malta di allettamento per la posa della piastrella e lo spessore di quest’ultima.
Vi sono tuttavia in commercio prodotti (isolanti, sistemi radianti a pavimento, ecc.) dagli spessori più ridotti, in grado di garantire analoghe prestazioni.
arch. Emanuele Distefano