Aria di novità nel campo dell’edilizia. E sperimentazioni tecnologiche.
La ricerca sui materiali non si ferma mai e sembra sia arrivata a coinvolgere il calcestruzzo armato.
Non più acciaio, ma fibra di basalto per i rinforzi.
Ma vediamo meglio di cosa si tratta.
In un periodo di forte sperimentazione legata al tema del risparmio energetico e di una sempre maggiore efficienza, molti sono i passi avanti che si sono raggiunti, anche riguardo alle tematiche sui manufatti strutturali.
Da grandi ricerche svolte, sembra che la fibra di basalto possa andare a sostituire, grazie anche alle sue intrinseche caratteristiche fisico-chimiche ed un elevato grado di biocompatibilità, l’acciaio normalmente impiegato per realizzare la struttura degli edifici.
Ma tutto ciò deve essere seguito non solo da ricerche, ma anche da una normativa più ampia e specifica, che non limiti i composti normalmente impiegati in campo edilizio, garantendo la piena applicazione della fibra di basalto nella filiera produttiva.
Nei paesi orientali la fibra di basalto è già abbondantemente utilizzata in diversi settori, che spaziano dalla nautica, all’automotive, con alcuni esempi anche di rinforzo strutturale anche per problemi sismici o dighe. L’ENEA ha compiuto numerosi studi sulla sua applicabilità anche in edilizia, partendo anche da alcune caratteristiche particolari del materiale.
Le fibre di basalto sono fibre minerali molto sottili di basalto, una roccia vulcanica effusiva, composta di plagioclasi, pirosseni e olivine. Il brevetto per la produzione di filamenti di basalto si deve al parigino Paul Dhé nel 1923, ma solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, vari paesi Europei iniziarono a compiere ricerche sull’estrazione del basalto.
Le sue fibre sono ottimi isolanti termici e acustici, mantengono le proprietà meccaniche anche ad alte temperature e sono molto stabili chimicamente, agli agenti aggressivi, sia in ambiente acido che alcalino. Inoltre pur avendo le stesse proprietà meccaniche del ferro, in realtà hanno una densità diversa: ad ogni kg di basalto impiegato corrispondono 2,91 kg di acciaio. E ciò significa che utilizzando queste fibre, vi può essere un risparmio energetico di 9,12 kWh.
A differenza dell’acciaio utilizzato nella armature classiche, la fibra di basalto presenta anche una maggiore durabilità in termini di corrosione e fessurazione, poiché non è soggetto ad attacco da parte di agenti inquinanti.
Ultimo aspetto, ma non meno importante, la fibra di basalto è inserita tra i materiali biocompatibili, che quindi, non creerebbe problemi di smaltimento, una volta dismesso, anche perché non sarebbe necessario separare gli elementi strutturali dalla parte cementizia, a differenza di quanto accade oggi con l’acciaio.
Le fibre di basalto sono vendute sotto molteplici forme molto diverse tra loro, che spaziano da fogli effetto lana, per l’isolamento termico e acustico, al roving, ovvero una matassa continua di fibra per l’industria tessile, fino appunto ai rods, ovvero in tondini, per il rinforzo del cemento in sostituzione dell'acciaio.
Per maggiori informazioni:
www.basaltnet.it
www.enea.it