Le pavimentazioni in pietra per esterni, denotano abbastanza di frequente, sconnessioni, difetti di giunzione, e accumulo di acque meteoriche provocate da un calcolo delle pendenze errato, prima della posa in opera.
Altra fondamentale carenza esecutiva, deriva dalla scarsa conoscenza del comportamento del sottostante terreno, che dovrà sopportare il carico della pavimentazione, indipendentemente dal tipo o formato di pietrame da posare.
Sostanzialmente i terreni, su cui dovrà successivamente disporsi lo strato di sottofondo per poterci posare la pavimentazione, si possono racchiudere fondamentalmente in cinque tipi e cioè pietroso, ghiaioso, sabbioso, limoso, argilloso.
Tra queste cinque tipologie, occorre poi distinguere tra terreni coerenti ed incoerenti, in pratica i terreni incoerenti sono quelli costituiti da granuli sciolti privi di legante (senza acqua), coerenti sono invece quei terreni che tramite tensione capillare dell’acqua, presentano coesione e quindi resistenza a trazione.

Altra cosa importante da conoscere è il grado di compressione del terreno di posa, oltre ad altre caratteristiche che per brevità non vengono descritte, che unitamente a quelle descritte, riducono la classificazione dei suoli praticamente in tre categorie: buono, mediocre, cattivo.
Si considerano buoni, ad esempio i terreni rocciosi, ghiaiosi o sabbiosi compatti, mediocri quelli argillosi umidi, cattivi i suoli paludosi e quelli vegetali.
Una volta stabilito il tipo di terreno, è importantissimo scegliere un sottofondo che sia incompressibile specialmente se dovrà sopportare carichi notevoli.
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Errore da non fare assolutamente nella realizzazione del sottofondo, è quello di rinviare la formazione della pendenza al successivo strato di allettamento.
In pratica è necessario sagomare il massetto alle quote opportune con le stesse pendenze che dovrà avere la pavimentazione.
Realizzato il massetto, bisognerà realizzare lo strato di allettamento per accogliere la successiva posa delle lastre in pietra.
L’allettamento si può realizzare con sola sabbia (è quello storicamente più usato) in particolare per la posa dei cubetti di porfido, importantissima è la scelta della sabbia che deve essere priva di terra o altro materiale estraneo.
La sabbia può essere miscelata al cemento quando occorre realizzare grandi superfici pavimentate, mentre la malta cementizia risulta utile per pavimentazioni in lastrame, piastrelle, ecc.
Altro importante elemento da calcolare è la pendenza da impostare, affinchè le acque meteoriche non ristagnino, nel caso del porfido, ad esempio è consigliabile che sia non minore del 1,5%.
arch. Francesco Oliva