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Se vuoi costruire una zona pranzo esterna alla tua abitazione, devi tenere presenti diversi fattori: collocare il tavolo all’esterno vicino alla cucina riduce gli spostamenti, facilita il trasporto di stoviglie e permette di utilizzare il giardino con maggiore continuità.
La vicinanza all’edificio concentra però nello stesso punto numerose funzioni: uscita dalla casa, protezione dal sole e dalla pioggia, raccolta dell’acqua, illuminazione, alimentazione elettrica e passaggio delle persone.
Lo spazio non dovrebbe essere dimensionato osservando soltanto il tavolo: servono superfici libere per spostare le sedie, camminare mentre gli altri commensali sono seduti, portare vassoi e raggiungere il giardino senza attraversare continuamente la zona occupata.
Anche il raccordo con la facciata richiede attenzione: una copertura fissata all’edificio raccoglie acqua vicino ai serramenti e può ridurre la luce naturale negli ambienti interni.
Una pavimentazione portata quasi alla quota della portafinestra migliora il passaggio, ma deve impedire che la pioggia raggiunga la soglia.
Il risultato più confortevole nasce quando copertura, pavimento, illuminazione e arredi vengono progettati insieme: aggiungere in momenti diversi una tenda, alcune piastrelle e una lampada può produrre uno spazio formalmente completo ma caldo, poco drenato o difficile da usare durante la sera.
La posizione più breve rispetto alla cucina non è sempre quella migliore, perché la zona pranzo deve essere raggiungibile senza interferire con ante, porte scorrevoli, persiane, tende e percorsi principali.
Una portafinestra centrale può diventare il collegamento diretto per il servizio, mentre un secondo passaggio laterale può consentire di raggiungere il giardino senza attraversare il tavolo.
Quando esiste una sola apertura, la disposizione degli arredi dovrebbe lasciare libero almeno il percorso più utilizzato.
È utile osservare anche ciò che accade all’interno:
Il tavolo non dovrebbe trovarsi esattamente nel punto in cui confluiscono porta, scala, rubinetto esterno, barbecue e accesso al garage.
L’orientamento determina l’orario in cui la zona pranzo riceve sole diretto: tieni conto che un affaccio a est è esposto soprattutto al mattino, mentre quello occidentale può diventare molto caldo nel tardo pomeriggio, proprio quando lo spazio viene preparato per la cena.
A sud, una copertura correttamente dimensionata può schermare il sole estivo più alto e consentire l’ingresso della luce in inverno.
Zona living casa - Pexels
L’efficacia dipende però dalla profondità, dall’altezza e dalla presenza di ostacoli vicini, tieni anche conto che sul lato ovest la radiazione arriva con un’angolazione più bassa e può richiedere schermature verticali mobili.
Il vento deve essere valutato sia durante l’uso sia in condizioni estreme: una corrente moderata migliora il comfort nelle giornate calde, ma può sollevare tovaglie, raffreddare rapidamente i piatti e rendere instabile una tenda.
Siepi, muri e pannelli frangivento possono proteggere il tavolo, purché non chiudano completamente lo spazio.
Una zona riparata su troppi lati trattiene calore, fumo e umidità e può diventare meno confortevole di un’area aperta.
Il tavolo deve essere considerato con le sedie occupate, non soltanto nella sua sagoma chiusa: una sedia arretrata ad esempio aumenta lo spazio necessario e può sovrapporsi al passaggio verso la casa.
I tavoli allungabili richiedono una verifica nella configurazione maggiore: uno spazio comodo per quattro persone può diventare impraticabile quando vengono aggiunti i posti previsti per gli ospiti.
Occorre pensare anche a fioriere, credenze da esterno, barbecue mobili, carrelli e contenitori.
Considera che gli elementi collocati lungo il bordo tendono ad avanzare progressivamente verso l’area utile.
Una copertura dalla pioggia dovrebbe proteggere il tavolo e una parte del passaggio, non soltanto il centro del piano.
Una buona prova consiste nel segnare a terra la sagoma degli arredi e simulare la situazione reale.
La definizione della copertura non dipende dal nome commerciale: contano struttura, stabilità, materiali, possibilità di rimozione, modalità di chiusura e trasformazione effettiva dello spazio.
Il Glossario dell’edilizia libera comprende, tra gli elementi di arredo delle aree pertinenziali:
Lo stesso documento precisa però che devono essere rispettati gli stili urbanistici comunali e le normative di settore, comprese disposizioni strutturali, paesaggistiche e di sicurezza.
Una struttura con copertura rigida permanente, pilastri stabilmente fondati o chiusure laterali può avere un inquadramento diverso.
La verifica deve essere svolta prima dell’acquisto, soprattutto se la copertura è addossata alla casa, modifica la facciata o si trova in un’area vincolata.
Anche i regolamenti condominiali e le caratteristiche architettoniche dell’edificio possono incidere.
La tenda a bracci offre ombra senza pilastri frontali e mantiene libero il pavimento, per cui può essere adatta a una zona pranzo utilizzata prevalentemente nelle giornate asciutte.
Il telo protegge dal sole e, nei modelli espressamente progettati, può sopportare una pioggia moderata nelle condizioni indicate dal fabbricante.
Non dovrebbe però essere confuso con una copertura permanente resistente a qualsiasi evento meteorologico.
Pranzo balcone esterno - Pexels
Devi quindi considerare anche il vento: dimensioni elevate, sporgenza e posizione esposta aumentano le sollecitazioni sui bracci e sui fissaggi.
Sensori per il vento possono chiudere automaticamente la tenda, ma non sostituiscono il corretto dimensionamento né garantiscono l’intervento in caso di assenza di alimentazione o guasto.
La pendenza del telo deve permettere all’acqua di defluire: una superficie quasi orizzontale può formare sacche che deformano il tessuto e sovraccaricano la struttura.
Cassonetto e telo devono rimanere accessibili per pulizia, regolazione e sostituzione.
Considera anche che una tenda installata immediatamente sotto balconi, gronde o corpi illuminanti può non riuscire ad aprirsi completamente.
La pergola offre una struttura indipendente o parzialmente collegata alla casa, sulla quale scorre un telo.
Rispetto alla tenda a bracci, può coprire superfici maggiori e gestire meglio la raccolta dell’acqua, purché telo, guide, pendenza, gronde e scarichi appartengano a un sistema progettato per questa funzione.
I pilastri frontali riducono la libertà di disposizione: devono essere collocati fuori dai passaggi e non interferire con l’arretramento delle sedie.
Quando il telo viene raccolto, la struttura rimane visibile, per cui travi e guide devono essere coordinate con porte, finestre, corpi illuminanti e viste dal soggiorno.
Infine le colonne con pluviale integrato devono convogliare l’acqua verso un recapito controllato e ispezionabile.
Puoi considerare anche una pergola bioclimatica, che utilizza lamelle orientabili che regolano ombra, ventilazione e ingresso della luce.
Quando vengono chiuse, molti sistemi raccolgono l’acqua nelle gronde perimetrali.
L’orientamento delle lamelle incide sul controllo solare: la stessa rotazione può schermare efficacemente una direzione e lasciare entrare il sole basso da un’altra.
Le lamelle non dovrebbero essere considerate una copertura edilizia completamente impermeabile senza esaminare la documentazione del sistema.
Giunti, motori e canalizzazioni possono consentire gocciolamenti durante piogge intense o spinte dal vento, secondo le condizioni dichiarate dal produttore.
Il peso e le azioni del vento richiedono fondazioni e fissaggi adeguati: se la struttura è collegata alla facciata, devono essere controllati tipo di muratura, cappotto, travi, cordoli e posizione degli ancoraggi.
La copertura non può essere fissata soltanto allo strato isolante o alla finitura esterna.
I collegamenti devono raggiungere un supporto resistente, limitando al tempo stesso ponti termici e infiltrazioni.
Una copertura rigida in legno, acciaio, alluminio, vetro o pannelli opachi consente un utilizzo più frequente anche con la pioggia.
La maggiore protezione comporta un’opera generalmente più stabile e rilevante dal punto di vista edilizio e strutturale.
Devono essere valutati peso proprio, vento, neve, accumulo d’acqua, collegamenti all’edificio e comportamento delle fondazioni.
Progetto salotto esterno - Pexels
Le strutture devono essere progettate secondo le Norme tecniche per le costruzioni, aggiornate dal DM 17 gennaio 2018 e modificate nel 2023.
Non basta verificare che i profili sostengano la copertura in condizioni ordinarie: occorre considerare l'effettivo uso.
Una copertura opaca limita il surriscaldamento e protegge bene dalla luce diretta, ma riduce l’illuminazione naturale degli ambienti retrostanti.
Una copertura trasparente mantiene la luminosità e può richiedere schermature aggiuntive per non trasformare la zona pranzo in uno spazio troppo caldo.
Il punto nel quale la copertura incontra l’edificio è esposto spesso a infiltrazioni: affidare la tenuta a un semplice cordone di sigillante applicato tra profilo e intonaco produce spesso una soluzione poco durevole.
Tieni conto di alcune accortezze:
La presenza di balconi, marcapiani e pluviali può modificare il percorso della pioggia.
Prima della posa è utile osservare la facciata durante un temporale, verificando dove si concentrano le colature.
La pioggia raccolta sopra la zona pranzo deve essere allontanata senza cadere davanti all’uscita dalla casa o vicino ai posti a sedere.
La sezione di gronde, bocchettoni e pluviali dipende dalla superficie coperta e dall’intensità di precipitazione assunta nel progetto.
Canali molto sottili integrati nei profili possono risultare discreti, ma devono rimanere pulibili.
Foglie, aghi e insetti si accumulano facilmente nelle strutture vicine agli alberi, per cui se la gronda non è accessibile, la prima ostruzione può far tracimare l’acqua lungo la facciata.
Il pluviale può essere collegato alla rete meteorica o a un sistema di raccolta.
Una copertura retrattile non elimina il problema dell’acqua: quando è aperta deve gestire la pioggia prevista, mentre quando è raccolta lascia la pavimentazione esposta e richiede comunque un drenaggio efficace.
Tieni conto che l’ombra non garantisce automaticamente una temperatura confortevole: una copertura bassa, chiusa lateralmente e realizzata con materiali che si scaldano può trattenere aria calda.
Il calore può essere irradiato dalla pavimentazione, dalla facciata e dall’intradosso della copertura.
Colori molto scuri e superfici metalliche esposte al sole raggiungono temperature elevate e continuano a cedere calore anche dopo il tramonto.
Lo spazio dovrebbe mantenere almeno due direzioni utili alla ventilazione, compatibilmente con il vento e con la privacy, per cui ci sono alcune opzioni da valutare:
Considera che la pavimentazione non costituisce soltanto il piano sul quale appoggiano tavolo e sedie: deve raccordarsi alla soglia della casa, sopportare l’acqua, smaltire la pioggia e rimanere stabile sotto i carichi.
Il pacchetto può comprendere sottofondo, platea o massetto, impermeabilizzazione quando necessaria, strato di posa e finitura.
La soluzione cambia se l’area si trova sopra un locale, su un terrazzo, direttamente sul terreno o su una pavimentazione esistente.
L’acqua deve defluire anche quando la copertura è aperta o non riesce a intercettare la pioggia spinta dal vento.
La pendenza va realizzata nel supporto, non ottenuta soltanto modificando lo spessore dell’adesivo sotto le piastrelle: avvallamenti localizzati trattengono acqua sotto tavolo e sedie e favoriscono sporco, alghe e gelo.
Una pavimentazione esterna quasi a filo con quella interna migliora il passaggio, ma riduce la differenza di quota che protegge il serramento.
Il piano esterno non dovrebbe inclinarsi verso la casa: in prossimità della soglia può essere necessaria una canaletta lineare capace di intercettare l’acqua prima che raggiunga il telaio.
Esterno casa soluzione abitativa - Pexels
Canaletta, impermeabilizzazione e drenaggi del serramento devono lavorare senza interferire.
Coprire i fori di scarico del telaio con il nuovo pavimento può provocare infiltrazioni anche quando la pendenza generale appare corretta.
Il DM 236/1989 richiede, nei casi ai quali si applica, che dislivelli e soglie non ostacolino la mobilità e contiene prescrizioni relative a porte e percorsi.
L’accessibilità deve essere quindi ponderata con attenzione.
La zona pranzo può bagnarsi per pioggia, irrigazione, lavaggi e bevande rovesciate, ma la superficie deve offrire aderenza anche quando è umida.
La norma UNI EN 16165:2021 definisce i metodi di prova per determinare la resistenza allo scivolamento delle superfici pedonali.
La documentazione deve riferirsi al prodotto e alla finitura effettivamente scelti, per cui la generica indicazione “pavimento da esterno” non descrive da sola il comportamento sul bagnato.
Una superficie estremamente ruvida può trattenere grasso, terra e residui alimentari e rendere difficile lo spostamento delle sedie.
La scelta deve bilanciare aderenza, pulizia e comfort.
La resistenza allo scivolamento cambia con usura, depositi biologici e trattamenti: anche un materiale inizialmente adatto diventa pericoloso se rimane coperto da alghe o residui oleosi.
Il gres porcellanato offre bassa assorbenza e disponibilità di formati e finiture differenti, la durabilità dipende però dalla posa completa.
Il supporto deve essere stabile e correttamente frazionato: vuoti sotto le piastrelle possono favorire rotture e accumulo d’acqua, soprattutto in presenza di gelo.
Grandi lastre riducono il numero delle fughe ma richiedono planarità e posa accurata, considera che su una pavimentazione con pendenze articolate possono rendere più difficili i raccordi con canalette e scarichi.
Adesivi, fughe e sigillanti devono essere scelti per uso esterno e per le sollecitazioni previste, mentre i giunti strutturali e di movimento non devono essere coperti rigidamente dalla finitura.
Anche il colore è importante: una tonalità molto scura può riscaldarsi al sole e risultare scomoda a piedi nudi.
Materiali chiari invece limitano l’assorbimento, ma mostrano più facilmente macchie di cibo, foglie e ruggine.
La pietra integra la zona pranzo con il giardino, ma ogni materiale ha assorbimento, resistenza al gelo, rugosità e sensibilità alle macchie differenti.
Una finitura levigata può diventare scivolosa con l’acqua, mentre una superficie molto spaccata offre maggiore presa ma rende instabili sedie e tavoli con piedini piccoli.
Grassi, vino, caffè e prodotti di pulizia possono penetrare nei materiali porosi, per cui eventuali protettivi devono essere compatibili con la pietra e non ridurre eccessivamente l’aderenza.
Spessori irregolari richiedono un sottofondo adatto e una posa capace di mantenere la superficie sufficientemente regolare nelle zone destinate agli arredi.
Prima della scelta è utile osservare un campione bagnato e sporcarne una parte con sostanze comuni, verificando la pulizia dopo il tempo previsto di utilizzo.
Il legno offre una superficie relativamente confortevole e si integra bene con facciate e giardini, deve però poter asciugare su tutti i lati e rimanere separato dai ristagni.
Doghe e sottostruttura devono essere idonee all’esterno e fissate in modo da permettere movimenti, ventilazione e sostituzione degli elementi danneggiati.
L’acqua passa attraverso le fughe e deve trovare sotto il pavimento un piano inclinato con scarichi accessibili.
Una pedana orizzontale sopra una soletta priva di pendenza nasconde il ristagno senza eliminarlo.
Viti, clip e profili devono resistere alla corrosione: soprattutto nelle zone marine o vicino alle piscine, l’ambiente può richiedere componenti specifici.
La manutenzione modifica nel tempo colore e superficie, per cui il progetto dovrebbe accettare l’invecchiamento naturale oppure prevedere trattamenti periodici realistici.
Le doghe in materiale composito richiedono anch’esse ventilazione, interassi e fissaggi conformi al sistema, e non sono immuni da dilatazioni, deformazioni e surriscaldamento.
La superficie può diventare molto calda quando è scura e direttamente esposta al sole, e la valutazione dovrebbe riguardare il prodotto specifico e l’orientamento dell’area.
Pavimenti living - Pexels
I pavimenti sopraelevati consentono di mantenere ispezionabili impermeabilizzazione, canalizzazioni e scarichi.
Il piano visibile può essere orizzontale, mentre quello sottostante deve condurre l’acqua.
Supporti e lastre devono essere dimensionati per carichi, urti e posizione degli arredi, mentre piedini di tavoli e sedie non dovrebbero appoggiare in prossimità di bordi poco sostenuti.
Le fughe aperte lasciano cadere residui alimentari sotto il pavimento, per cui l’area deve poter essere sollevata e pulita senza smontaggi estesi.
Una grande superficie completamente impermeabile aumenta il volume di acqua da raccogliere e riduce l’assorbimento del terreno.
Il Glossario dell’edilizia libera comprende le opere di pavimentazione e finitura degli spazi esterni, ma richiama il rispetto dell’indice di permeabilità eventualmente stabilito dalle regole comunali.
Anche una pavimentazione realizzabile senza titolo in alcune condizioni deve quindi essere verificata rispetto alle regole locali.
Fasce drenanti, aiuole e superfici permeabili possono accompagnare il piano principale, purché non rendano instabile la zona di passaggio.
La pavimentazione sotto tavolo e sedie deve rimanere regolare: l’impiego di ghiaia sciolta in questa fascia rende più difficile lo spostamento degli arredi e il transito con ruote.
Tieni poi conto dell'illuminazione: una singola plafoniera molto luminosa al centro della copertura illumina il tavolo ma può lasciare buio il percorso verso la casa e il giardino.
È preferibile distinguere almeno la luce sul piano del tavolo da quella di orientamento.
La prima consente di vedere cibi, stoviglie e volti, la seconda rende leggibili soglie, gradini, passaggi e bordi della pavimentazione.
L’illuminazione decorativa di pareti e vegetazione completa la profondità dello spazio, ma non dovrebbe diventare troppo intensa.
La distribuzione deve essere controllata dalla posizione seduta: un apparecchio apparentemente schermato per chi è in piedi può risultare abbagliante quando viene osservato dal basso.
Nei piccoli spazi una sospensione centrale può essere sufficiente per il tavolo, integrata da punti discreti lungo i percorsi.
Nelle coperture ampie è preferibile suddividere la luce in più apparecchi a intensità moderata.
La sorgente principale dovrebbe seguire la posizione reale del tavolo: se questo viene spostato frequentemente o allungato, una sospensione fissa può rimanere decentrata.
Un binario elettrificato o più punti predisposti offrono maggiore flessibilità, purché siano adatti all’ambiente esterno e integrati nella struttura.
La luce non dovrebbe trovarsi dietro una persona rispetto al piano, perché il corpo proietta ombra su piatti e stoviglie.
Una distribuzione dall’alto e leggermente diffusa limita le ombre profonde.
Il fascio deve contenere la luce nell’area utile, evitando di illuminare direttamente finestre, proprietà vicine e zone destinate al riposo.
L’altezza dipende da forma dell’apparecchio, apertura del fascio e possibilità di passaggio: una lampada troppo bassa ostacola la vista tra i commensali; una troppo alta disperde la luce e rende meno riconoscibile il centro della zona pranzo.
Non esiste un unico valore di illuminamento da applicare a tutte le zone pranzo domestiche: dimensione del tavolo, colore delle superfici, tipo di apparecchio e luce proveniente dalla casa modificano la quantità necessaria.
Una luce regolabile consente di utilizzare un livello più alto durante preparazione e pulizia e uno più contenuto durante la cena.
Una temperatura di colore calda si coordina generalmente con gli interni residenziali e con materiali naturali.
Invece, mescolare luce molto calda sotto la copertura e apparecchi freddi nel giardino produce una separazione visiva poco gradevole.
Il progetto dovrebbe limitare la luce invadente e l’emissione verso l’alto.
Anche la norma UNI EN 12464-2:2025, pur riferita ai posti di lavoro esterni e non direttamente alla zona pranzo privata, considera qualità dell’illuminazione, comfort visivo e contenimento della luce invadente come aspetti congiunti.
Il grado IP indica il livello di protezione di un apparecchio contro polvere e acqua, secondo la norma CEI EN 60529.
Il valore corretto va scelto in base al luogo di installazione: una zona coperta, un punto esposto alla pioggia, un’area soggetta a irrigazione o a umidità richiedono protezioni diverse.
Il grado IP non garantisce la resistenza a corrosione, raggi UV o urti: anche materiali, guarnizioni e finiture devono essere adatti all’ambiente.
La protezione deve riguardare tutto il sistema: apparecchi, scatole, collegamenti e alimentatori.
La zona pranzo può richiedere prese per piccoli elettrodomestici, lampade portatili, dispositivi elettronici o attrezzature di servizio.
I punti devono essere sufficientemente vicini alle utenze ma lontani dalle zone in cui ristagna acqua, non dovrebbero obbligare a stendere cavi attraverso il passaggio.
Una presa installata all’aperto deve avere componenti e protezioni coerenti con l’esposizione, sportelli e guarnizioni devono rimanere efficaci anche con la spina inserita.
Molto importante è che l’impianto venga progettato e realizzato da un’impresa abilitata.
Il DM 37/2008 si applica agli impianti posti al servizio degli edifici anche quando sono collocati nelle relative pertinenze, mentre la CEI 64-8 costituisce il riferimento per gli impianti elettrici di bassa tensione.
Driver, trasformatori e centraline dovrebbero rimanere in vani asciutti, ventilati e ispezionabili, non murati nei pilastri o sotto la pavimentazione.
Un comando vicino alla portafinestra consente di illuminare lo spazio prima di uscire, mentre un secondo punto esterno evita di dover rientrare.
Considera di inserire dimmer, sensori crepuscolari, sensori di presenza e prodotti simili, ma ricorda che devono essere compatibili con apparecchi e alimentatori.
L’automazione dovrebbe conservare sempre un comando semplice: una cena all’aperto non deve dipendere da un’applicazione o da una connessione funzionante.
La zona di cottura dovrebbe essere vicina al tavolo ma non collocata in modo che fumo, calore e vapori vengano diretti verso i commensali o dentro la casa.
Una copertura può trattenere i prodotti della cottura, soprattutto se vengono aggiunte chiusure laterali.
Barbecue, forni e apparecchi alimentati a gas devono essere utilizzati rispettando distanze, ventilazione e indicazioni del fabbricante.
Grassi e fumo si depositano sull’intradosso della copertura, sui corpi illuminanti e sulle tende, per cui i materiali devono poter essere puliti e non trovarsi troppo vicini a fonti di calore.
La zona cottura dovrebbe avere un piano proprio, evitando che elettrodomestici, utensili e vassoi occupino stabilmente il tavolo destinato ai commensali.
Un rubinetto esterno è utile per pulire pavimento, tavolo e attrezzature, ma deve essere posizionato senza dirigere il tubo attraverso la zona seduta.
L’acqua di lavaggio deve raggiungere gli scarichi o le aree drenanti senza entrare nella casa e senza trasportare grassi verso le aiuole.
Detergenti e residui alimentari possono rendere la superficie scivolosa, per cui la pulizia deve essere compatibile con pietra, legno, gres, fughe e trattamenti protettivi.
Se viene predisposto un lavello esterno, adduzione e scarico devono essere progettati come impianti permanenti e protetti dal gelo dove necessario, con valvole e sifoni accessibili.
Acqua stagnante in gronde, sottovasi, canalette e pozzetti favorisce la presenza di insetti.
Considera che le luci dovrebbero essere orientate verso il tavolo e le superfici, limitando l’emissione diffusa nell’ambiente.
Arredi esterni living - Pexels
Le zanzariere sulle portefinestre riducono l’ingresso degli insetti in casa, ma devono essere coordinate con il passaggio frequente del servizio.
Ventilatori da soffitto possono rendere meno favorevole l’avvicinamento di alcuni insetti e migliorare il comfort, senza sostituire la rimozione dei ristagni.
Il tavolo deve rimanere stabile sulla pavimentazione e tollerare piccoli dislivelli senza oscillare: piedini regolabili possono compensare la pendenza necessaria al drenaggio.
Sedie leggere sono facili da spostare ma possono essere instabili con il vento, mentre materiali e ferramenta devono resistere all’acqua e poter asciugare.
Cuscini e tessili richiedono un contenitore asciutto e ventilato: una cassapanca non impermeabilizzata appoggiata direttamente al pavimento può raccogliere condensa e acqua.
Gli arredi non dovrebbero coprire canalette, botole e punti di ispezione.
La sistemazione più ordinata è quella che permette di pulire e manutenere lo spazio senza smontare ogni volta l’intera zona pranzo.
Ecco un esempio di come comporre un living esterno in sicurezza: una villetta dispone di una portafinestra dalla cucina su un’area pavimentata esposta a ovest.
Il progetto iniziale prevede una copertura trasparente addossata alla facciata e un grande tavolo collocato subito davanti all’uscita.
La simulazione d’uso mostra che il tavolo interromperebbe il passaggio verso il giardino, nel pomeriggio la copertura trasparente lascerebbe entrare il sole basso, mentre l’acqua della terrazza sarebbe indirizzata verso la soglia.
La soluzione viene modificata spostando il tavolo lateralmente e mantenendo un percorso diretto dalla portafinestra al prato.
La copertura utilizza elementi opachi e regolabili, con una schermatura verticale mobile sul lato occidentale.
Davanti alla soglia viene inserita una canaletta raccordata all’impermeabilizzazione, la pavimentazione mantiene una pendenza verso il giardino e utilizza una finitura verificata sul bagnato.
Una luce regolabile viene centrata sul tavolo, mentre piccoli apparecchi separati illuminano soglia e percorso. Prese e driver sono raccolti in una fascia tecnica accessibile.
La copertura non viene dimensionata soltanto per contenere il tavolo: protegge anche le sedie occupate e una parte della zona di servizio.
È questa differenza a rendere lo spazio utilizzabile senza spostare continuamente arredi e persone.
Ecco alcuni errori frequenti nel progettare un living esterno:
Il progetto deve considerare percorsi, sole, vento e collegamento con la casa, il tavolo va dimensionato con sedie e spazio di utilizzo, poi si definisce la copertura più adatta.
Tende, pergole e strutture devono essere scelte in base all’uso e alle condizioni ambientali, integrando anche fissaggi, scarichi e collegamenti alla casa.
Pavimentazione, pendenze e drenaggi devono garantire sicurezza, pulizia e protezione dall’acqua.
L’illuminazione deve coprire tavolo, passaggi e atmosfera, con impianti e componenti adatti all’esterno.
Una buona zona pranzo esterna deve unire comfort da interno e resistenza agli agenti atmosferici.
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