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Vuoti sotto le fondazioni: quando una perdita d’acqua diventa critica

Come le perdite d’acqua possono indebolire il terreno sotto le fondazioni, quali segnali osservare e quali indagini servono per individuare vuoti e cedimenti.
Pubblicato il

Come una perdita d’acqua può modificare il terreno sotto una casa


Una tubazione che perde nel sottosuolo non provoca necessariamente un semplice accumulo di umidità.

Soletta espesta a causa di infiltrazioni Soletta ceduta a causa di infiltrazioni - Daniele F. Toscana



In determinate condizioni, l'acqua può modificare progressivamente la struttura del terreno intorno alle fondazioni, trascinare le particelle più fini e creare zone meno addensate o vere cavità.

Il fenomeno dipende dal tipo di terreno, dalla quantità d'acqua dispersa, dalla velocità del flusso, dalla durata della perdita e dalla presenza di un percorso attraverso il quale il materiale asportato possa allontanarsi.

Nei terreni granulari, soprattutto quando sono presenti sabbie, ghiaie o riporti eterogenei, un flusso concentrato può favorire la migrazione delle particelle e instaurare fenomeni di erosione interna.

Nei terreni coesivi e poco permeabili, invece, l'acqua può rimanere più localizzata, aumentando il contenuto d'acqua e modificando consistenza e caratteristiche meccaniche del materiale.

Il problema diventa particolarmente insidioso quando il terreno soprastante riesce inizialmente a sostenersi nonostante la perdita di materiale sottostante.

In questi casi il dissesto può svilupparsi senza produrre subito segnali evidenti in superficie e manifestarsi soltanto quando pavimentazioni, terreno o fondazioni hanno già iniziato a muoversi.

Per questo una perdita interrata prolungata deve essere valutata considerando anche le possibili conseguenze geotecniche e strutturali, oltre alla semplice riparazione della tubazione.


Non tutte le perdite producono cavità nel terreno


La presenza di una tubazione danneggiata non significa automaticamente che sotto l'edificio si sia formato un vuoto.

Affinché avvenga una significativa asportazione del terreno, l'acqua deve riuscire non soltanto a circolare nel sottosuolo, ma anche a trascinare particelle verso una zona nella quale possano essere allontanate.

Consolidamento delle fondanzioni Consolidamento delle fondazioni - Uretek



Una perdita lenta confinata in un terreno molto poco permeabile può soprattutto aumentarne l'umidità e modificarne localmente le caratteristiche meccaniche senza creare una cavità vera e propria.

Una situazione differente può verificarsi nei riporti scarsamente compattati, dove l'acqua può favorire assestamenti localizzati anche senza un evidente fenomeno erosivo.

Nei terreni granulari, invece, un flusso concentrato può trasportare sabbia e particelle fini, soprattutto quando esiste a valle un drenaggio, una fognatura lesionata, una vecchia trincea molto permeabile oppure una discontinuità già presente.

Anche la pressione della condotta influenza l'evoluzione del fenomeno.

Una tubazione di adduzione può alimentare continuamente la dispersione finché il guasto non viene individuato, mentre uno scarico normalmente perde in concomitanza con il suo utilizzo.

Per questo la diagnosi non deve stabilire soltanto dove si trovi il tubo danneggiato, ma anche come l'acqua abbia interagito nel tempo con il terreno circostante.


Acquedotto, fognature e pluviali possono produrre effetti differenti


Una perdita sotterranea può provenire dalla rete di acqua potabile, dall'irrigazione, dagli scarichi fognari oppure da una condotta destinata alle acque meteoriche.

La funzione della tubazione influenza sia la quantità d'acqua dispersa sia il modo nel quale il sottosuolo viene interessato dal fenomeno.

Una linea idrica in pressione, per esempio, può continuare a perdere anche quando nessuno utilizza gli apparecchi domestici e mantenere per settimane lo stesso settore del terreno sottoposto a un flusso continuo.

Una fognatura lesionata presenta generalmente un comportamento intermittente, ma può creare condizioni particolarmente sfavorevoli quando attraverso una rottura entrano anche particelle del terreno.

In questo caso la condotta può diventare una via di asportazione attraverso la quale parte del materiale viene progressivamente allontanata insieme alle acque di scarico.

Anche i pluviali interrati meritano attenzione, perché durante precipitazioni intense possono convogliare quantità considerevoli d'acqua.

Una rottura vicino all'edificio può concentrare ripetutamente il flusso nello stesso punto e modificare progressivamente le condizioni del terreno.

Prima di attribuire un cedimento direttamente alle fondazioni è quindi necessario ricostruire le reti interrate presenti, verificando percorso, stato e funzione delle tubazioni che attraversano la zona interessata.


Le vecchie trincee possono guidare l’acqua lontano dalla perdita


Quando viene installata una tubazione si realizza uno scavo che viene successivamente riempito con materiale naturale oppure con un riporto differente da quello circostante.

Fase di consolidamento delle fondazioni Fase di consolidamento delle fondazioni - Uretek



Granulometria, permeabilità e grado di compattazione possono quindi essere diversi rispetto al terreno indisturbato presente ai lati della trincea.

Questa discontinuità può diventare un percorso preferenziale lungo il quale l'acqua riesce a spostarsi con maggiore facilità.

Una perdita localizzata vicino alla fondazione può quindi produrre effetti anche a diversi metri dal punto nel quale si trova il tubo danneggiato.

L'acqua può seguire il vecchio scavo dell'impianto e raggiungere pozzetti, drenaggi o altre zone nelle quali trova una via di deflusso.

Per questo una depressione superficiale o una zona costantemente bagnata non coincidono necessariamente con la posizione esatta della rottura.

Esiste inoltre un secondo meccanismo che non richiede la formazione di una vera cavità.

Se il materiale utilizzato per chiudere lo scavo era stato compattato inadeguatamente, la presenza d'acqua può favorirne un ulteriore assestamento e provocare avvallamenti nelle superfici sovrastanti.

La ricostruzione della storia degli scavi realizzati intorno all'edificio può quindi fornire informazioni molto utili durante la diagnosi e aiutare a interpretare anomalie apparentemente distanti tra loro.


Quando il terreno perde consistenza può cambiare l’appoggio della fondazione


Una fondazione trasferisce i carichi dell'edificio al terreno sottostante e deve poter contare su condizioni di appoggio compatibili con il comportamento previsto della struttura.

Se una parte del terreno viene asportata, dilavata oppure fortemente allentata, possono cambiare la rigidezza del terreno e la distribuzione delle pressioni sotto la fondazione.

Non è necessario che si formi una grande cavità perché inizino a manifestarsi deformazioni significative.

Una zona localmente più comprimibile può infatti provocare un cedimento differenziale, cioè uno spostamento maggiore di una parte della costruzione rispetto alle porzioni adiacenti.

Una deformazione pressoché uniforme può generalmente essere assorbita meglio dalla struttura rispetto a spostamenti molto differenti tra punti vicini.

Quando un angolo o un tratto della fondazione scende maggiormente, muri, pilastri e solai devono adattarsi alla nuova geometria e possono comparire fessure o deformazioni.

Il fenomeno deve quindi essere valutato considerando insieme terreno e fondazioni, evitando di interpretare automaticamente ogni crepa come prova di una cavità sottostante.

Anche variazioni relativamente diffuse delle caratteristiche meccaniche del terreno possono alterare il comportamento dell'edificio.

Il dato importante non è soltanto l'eventuale presenza di un vuoto, ma la modifica delle condizioni di appoggio nel volume di terreno effettivamente interessato dai carichi.


Avvallamenti, crepe e porte fuori squadro devono essere valutati insieme


Una pavimentazione che si abbassa non significa necessariamente che abbia ceduto anche la fondazione.

Un vuoto oppure un assestamento può interessare il sottofondo di un marciapiede, di un cortile, di un massetto o di una pavimentazione controterra lasciando sostanzialmente stabile la struttura portante.

Inflitrazione grave in un locale seminterrato Infiltrazione grave in un locale seminterrato - Uretek



La prima verifica consiste quindi nel comprendere quale elemento si muova realmente e quale strato abbia perso il proprio sostegno.

Il quadro diventa più significativo quando all'avvallamento si associano crepe recenti, porte che iniziano contemporaneamente a chiudersi male, pavimenti che assumono una pendenza nuova oppure distacchi tra pareti e superfici orizzontali.

Nessuno di questi segnali, considerato singolarmente, dimostra comunque la presenza di una cavità sotto la fondazione, perché può avere anche cause differenti e del tutto locali.

Un elemento particolarmente utile è la cronologia del dissesto: una depressione comparsa in pochi mesi insieme a un consumo anomalo d'acqua richiede un'indagine diversa rispetto a una pavimentazione rimasta irregolare per molti anni.

Quando diverse anomalie risultano concentrate nella stessa zona e coincidono con la possibile presenza di una perdita interrata, diventa opportuno verificare se esista una relazione tra il guasto idraulico e la deformazione osservata nell'edificio.


Il contatore può rivelare una perdita ma non il danno nel sottosuolo


Quando il problema riguarda una condotta idrica in pressione, il contatore può fornire un primo indizio utile.

Consolidamento delle fondazioniConsolidamento delle fondazioni - Uretek



Se tutte le utenze vengono chiuse ma continua a essere registrato un passaggio d'acqua, è necessario escludere cassette WC, irrigazione automatica, apparecchi collegati alla rete e altri consumi non evidenti.

Una volta eliminate queste possibilità, il sospetto di una perdita nascosta diventa più concreto.

Il contatore non permette però di stabilire dove si trovi il difetto e soprattutto non indica quali conseguenze abbia prodotto nel terreno.

Una perdita relativamente consistente ma individuata rapidamente potrebbe non aver determinato alcuna erosione significativa, mentre una dispersione più piccola rimasta attiva per molto tempo potrebbe avere modificato maggiormente le condizioni del sottosuolo.

Prima di procedere con demolizioni estese è quindi opportuno ricostruire il percorso delle tubazioni attraverso progetti, fotografie di cantiere, pozzetti e punti ispezionabili.

Per le linee in pressione possono essere impiegati strumenti acustici, correlatori e altre tecniche di ricerca delle perdite, mentre sulle reti di scarico possono risultare utili videoispezioni e prove specifiche.

Anche termografia e traccianti possono trovare applicazione in determinate condizioni, ma nessun metodo rappresenta una soluzione universale. La scelta dipende da profondità, materiale della tubazione, accessibilità e caratteristiche del terreno.


Come verificare se esiste davvero una cavità sotto la casa


Individuare il punto nel quale una tubazione perde non permette di sapere automaticamente quali siano le condizioni del terreno circostante.

Consolidamento con resina espandente Consolidamento con resina espandente - Uretek



Il sottosuolo può essere soltanto più umido, può avere perso parte del proprio addensamento oppure può presentare una cavità effettiva.

Per distinguere queste situazioni sono necessarie indagini differenti rispetto a quelle utilizzate per localizzare il guasto idraulico.

Quando le condizioni lo consentono possono essere realizzati saggi diretti, ma scavare accanto oppure sotto una fondazione richiede particolare cautela.

La rimozione incontrollata del materiale potrebbe infatti alterare ulteriormente le condizioni di sostegno della struttura.

In altre situazioni possono essere utilizzate indagini geofisiche, sondaggi geognostici e prove in sito, scelte in funzione della profondità e della natura del terreno.

Il georadar può essere utile per individuare anomalie nel sottosuolo, ma il risultato dipende molto dalle condizioni locali.

Terreni argillosi, elevata umidità, armature e profondità possono limitare la leggibilità del segnale.

Inoltre un'anomalia può derivare da una tubazione, da un cambio di materiale oppure da un riempimento differente e non rappresenta necessariamente un vuoto.

Nei casi più delicati, le indagini possono essere integrate con il rilievo delle quote dell'edificio per verificare se siano già avvenuti spostamenti.


Le indagini sul terreno devono essere proporzionate al problema


Quando il fenomeno interessa il terreno di fondazione, il riferimento tecnico nazionale è rappresentato dalle Norme Tecniche per le Costruzioni approvate con il D.M. 17 gennaio 2018.

Il Capitolo 6 dedica particolare attenzione alla caratterizzazione geologica e geotecnica del sottosuolo e prevede che le indagini siano programmate in funzione delle caratteristiche dell'opera, dell'intervento e del cosiddetto volume significativo di terreno.

Questo significa che non esiste un'unica prova da eseguire automaticamente ogni volta che compare una depressione vicino a una casa.

Numero, profondità e tipologia delle verifiche devono essere stabiliti sulla base del modello geotecnico che occorre costruire e delle condizioni effettivamente osservate.

Se il dissesto interessa una costruzione esistente e coinvolge elementi strutturali, possono inoltre diventare pertinenti le disposizioni del Capitolo 8 relative alla valutazione della sicurezza e agli interventi sul costruito.

La normativa non prescrive quindi che ogni sospetta cavità debba essere cercata con georadar oppure attraverso uno scavo diretto.

La diagnosi deve derivare dall'integrazione tra rilievi dell'edificio, ricostruzione delle reti, caratteristiche del terreno e indagini adeguate al caso.

Questo approccio permette anche di evitare verifiche invasive non necessarie e di concentrare gli approfondimenti nella zona realmente interessata dal possibile dissesto.


Riempire una cavità non significa necessariamente consolidare il terreno


Quando viene individuato uno spazio vuoto sotto una pavimentazione o vicino a una fondazione, può sembrare sufficiente riempirlo con calcestruzzo o con una malta molto resistente.

Lavori di consolidamento delle fondazioniLavori di consolidamento delle fondazioni - Uretek



In realtà, prima di scegliere l'intervento, occorre conoscere la geometria del dissesto, verificare che la perdita sia stata eliminata e comprendere se il problema riguardi una cavità definita oppure un volume più ampio di terreno allentato.

Colmare soltanto lo spazio visibile può lasciare zone indebolite nelle immediate vicinanze.

Anche la scelta di un materiale molto più rigido rispetto al terreno circostante deve essere valutata, perché può modificare localmente la distribuzione delle rigidezze e delle condizioni di appoggio.

L'obiettivo non consiste quindi nel pompare indiscriminatamente il materiale più resistente disponibile, ma nel ripristinare condizioni compatibili con il comportamento della struttura.

Tra le soluzioni disponibili rientrano anche tecniche basate sulle iniezioni di resina. Uretek Italia Spa, azienda specializzata nel consolidamento dei terreni di fondazione, utilizza sistemi a iniezione di resine espandenti progettati per migliorare le caratteristiche del terreno e intervenire anche in presenza di vuoti all'interfaccia tra fondazione e sottosuolo.

La scelta di questo tipo di intervento deve comunque seguire una diagnosi del dissesto e una valutazione delle condizioni geotecniche effettivamente presenti.


Se la fondazione si è già mossa deve essere controllata anche la struttura


Interrompere la perdita e migliorare le condizioni del terreno non significa riportare automaticamente l'edificio nella geometria precedente.

Utilizzo di un fessurimentro assiale Utilizzo di un fessurimentro assiale - Uretek



Se il movimento ha già prodotto deformazioni, è necessario verificare il quadro fessurativo, le quote della costruzione e gli elementi strutturali che possono essere stati coinvolti.

In alcuni casi può essere sufficiente stabilizzare la causa del dissesto e procedere successivamente con il ripristino delle lesioni, mentre situazioni più importanti possono richiedere interventi specifici sulle fondazioni.

Il consolidamento deve quindi essere scelto dopo aver compreso quale sia il meccanismo che ha provocato il cedimento del terreno.

Uretek Italia Spa interviene, tra gli altri ambiti, nel consolidamento dei terreni di fondazione attraverso tecnologie a iniezione di resine espandenti, con modalità che prevedono anche il controllo dell'intervento e verifiche delle caratteristiche del terreno prima e dopo le lavorazioni.

Questi sistemi possono rappresentare una soluzione quando le caratteristiche del dissesto ne consentono l'impiego, evitando di considerare l'iniezione come una risposta automatica a qualsiasi crepa.


Quando esistono movimenti attribuibili alle fondazioni, l'analisi deve infatti riguardare l'intero sistema terreno-struttura.

Anche un eventuale recupero di quota richiede valutazioni specifiche, perché modificare nuovamente la posizione di una parte dell'edificio può produrre effetti sulle porzioni che nel frattempo hanno trovato un nuovo equilibrio.


La riparazione deve partire dalla perdita e concludersi con il monitoraggio


La sequenza degli interventi è importante quanto la tecnologia impiegata. Il primo passaggio consiste nell'individuare e interrompere la sorgente d'acqua, perché qualsiasi consolidamento eseguito mentre la dispersione rimane attiva lavorerebbe in condizioni destinate a modificarsi nuovamente.

Crepe su facciata esterna Crepe su facciata esterna - Uretek



Una volta riparata la tubazione è possibile valutare con maggiore affidabilità quale porzione del terreno sia stata realmente interessata.

La fase successiva consiste nel distinguere tra aumento dell'umidità, perdita di addensamento, erosione delle particelle e presenza di vuoti localizzati.

Solo dopo questa diagnosi può essere definito l'eventuale intervento sul terreno oppure sul sistema di fondazione.

Se il quadro precedente indicava movimenti dell'edificio, può essere opportuno controllare nel tempo quote, fessure e altri indicatori attraverso un monitoraggio programmato.

Anche il momento nel quale vengono ripristinati intonaci e pavimentazioni ha la sua importanza.

Chiudere immediatamente una crepa può migliorare l'aspetto della parete, ma elimina un riferimento utile per capire se il fenomeno sia ancora in evoluzione.

Quando necessario, la lesione può quindi essere misurata nel tempo prima del ripristino definitivo.

Questo approccio permette di verificare che la causa sia stata stabilizzata e riduce il rischio di intervenire soltanto sugli effetti visibili lasciando irrisolto il problema nel sottosuolo.


Come prevenire erosioni e assestamenti vicino alle fondazioni


La prevenzione inizia dalla conoscenza delle reti interrate presenti intorno all'edificio.

Il percorso delle tubazioni dovrebbe essere documentato dopo nuove costruzioni e ristrutturazioni, mentre pozzetti e collegamenti importanti dovrebbero rimanere facilmente ispezionabili.

Ricostruire una rete sconosciuta quando compare un problema aumenta infatti tempi e demolizioni necessarie per individuare il punto interessato.

Anche alcuni segnali apparentemente secondari meritano attenzione.

Un aumento non spiegato dei consumi, una zona che rimane costantemente bagnata, un pozzetto nel quale compare sabbia oppure un avvallamento recente vicino alla facciata possono indicare anomalie da approfondire.

Lo stesso vale per il sistema di smaltimento delle acque meteoriche, perché un pluviale interrato danneggiato può scaricare ripetutamente grandi quantità d'acqua nella stessa zona senza produrre immediatamente una perdita visibile.

Quando una tubazione viene sostituita, deve essere curato anche il riempimento dello scavo. Materiali non adeguati o scarsamente compattati possono assestarsi nel tempo e creare percorsi preferenziali per l'acqua.

Questa attenzione diventa ancora più importante in prossimità delle fondazioni, dove alterazioni del sottosuolo possono influenzare direttamente le condizioni di appoggio.

Una corretta gestione delle acque superficiali e delle reti interrate riduce quindi sia il rischio di perdite sia quello che un semplice guasto impiantistico evolva in un problema geotecnico.


Quando un avvallamento vicino alla casa richiede un controllo rapido


Una piccola depressione nel giardino o nel cortile non implica automaticamente un problema strutturale, ma alcuni segnali richiedono particolare prudenza.

Se l'abbassamento del terreno avviene rapidamente, compare una cavità aperta oppure il fenomeno interessa direttamente la zona adiacente alle fondazioni, non è opportuno limitarsi a riempire il vuoto e continuare a utilizzare l'area senza ulteriori verifiche.

La necessità di un controllo aumenta quando contemporaneamente compaiono nuove fessure nell'edificio, pavimenti che cambiano quota, distacchi evidenti oppure porte che perdono rapidamente l'allineamento.

Anche una perdita importante ancora attiva deve essere interrotta rapidamente, perché continuerebbe ad alimentare le condizioni che hanno prodotto il dissesto.

Quando esiste il rischio che una cavità si estenda sotto una zona percorribile, può inoltre essere prudente limitarne temporaneamente l'accesso.

Deve essere evitato soprattutto lo scavo improvvisato accanto o sotto una fondazione nel tentativo di verificare personalmente l'estensione del problema.

Il materiale apparentemente instabile potrebbe essere ancora parte dell'appoggio della struttura e la sua rimozione potrebbe peggiorare la situazione.

Il percorso corretto consiste nel localizzare la perdita, ricostruire l'estensione della zona alterata e decidere soltanto dopo le eventuali misure di messa in sicurezza.


Come mettere in sicurezza un possibile vuoto sotto le fondazioni


La presenza di un avvallamento vicino a una casa deve essere interpretata ricostruendo l'intero meccanismo che lo ha prodotto.

Occorre individuare le reti presenti, cercare eventuali perdite e confrontarne la posizione con crepe e deformazioni osservate sulla costruzione.

Inserimnto cannula per consolidare la fondazioneInserimento cannula per consolidare la fondazione - Uretek



Successivamente bisogna stabilire se il terreno abbia realmente perso materiale, se sia semplicemente meno addensato oppure se il dissesto riguardi soltanto gli strati che sostengono una pavimentazione.

Questa distinzione determina anche il tipo di intervento: un assestamento superficiale può richiedere il ripristino del sottofondo, mentre una perdita delle caratteristiche del terreno di fondazione può rendere necessario un consolidamento progettato in funzione delle condizioni geotecniche e della struttura.

Se sono già avvenuti movimenti significativi, la valutazione deve comprendere anche gli effetti sull'edificio e non soltanto il volume apparentemente vuoto.

L'acqua che penetra nel sottosuolo non produce quindi sempre gli stessi effetti.

Quando trova materiali facilmente asportabili e una via attraverso la quale trasportarli, può trasformare progressivamente un semplice problema idraulico in un dissesto che coinvolge terreno e fondazioni.

Individuare questo percorso prima di chiudere una cavità o riparare soltanto le finiture permette di comprendere l'origine del fenomeno e di scegliere una soluzione coerente con il reale problema geotecnico.


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Vuoti sotto le fondazioni per perdite d’acqua: come si formano e come individuarli
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