|
La camera da letto viene occupata per molte ore consecutive, spesso con porta e finestre chiuse.
Durante la notte la respirazione degli occupanti produce anidride carbonica e vapore acqueo e questo contribuisce a modificare la qualità dell'aria.
In una stanza poco ventilata la situazione può diventare evidente al mattino: aria percepita come pesante, vetri appannati, condensa nella parte bassa dei serramenti.
Aprire la finestra il mattino seguente può non bastare per ventilare la stanza - Getty Images
Aprire la finestra resta un metodo efficace per effettuare un ricambio rapido, ma non garantisce una ventilazione continua durante tutta la notte.
In inverno comporta inoltre una perdita di calore e può essere poco pratico in presenza di rumore esterno, pioggia, vento, traffico o problemi di sicurezza.
Una Ventilazione Meccanica Controllata puntuale, cioè un apparecchio di ventilazione meccanica installato direttamente sulla parete esterna di un singolo ambiente, può assicurare un ricambio controllato senza realizzare una rete di canalizzazioni attraverso l'intera abitazione.
L'efficacia di questa soluzione dipende da:
Installare semplicemente una ventola sulla parete non equivale a progettare una buona ventilazione.
La soluzione è particolarmente interessante nelle abitazioni esistenti nelle quali non è prevista una ventilazione controllata centralizzata e realizzare controsoffitti o condotti sarebbe troppo invasivo.
Può essere valutata dopo la sostituzione di vecchi serramenti con modelli molto più ermetici, infatti, vengono meno gli spifferi incontrollati che, unitamente all'evidente beneficio energetico, portano anche alla diminuzione del ricambio d'aria.
Una ventilazione puntuale è utile anche nelle camere affacciate su strade rumorose, dove dormire con la finestra socchiusa può essere poco confortevole, oppure in zone climatiche nelle quali mantenere aperture prolungate comporta forti dispersioni.
Non deve però essere considerata automaticamente il rimedio per qualsiasi problema di muffa o umidità che possono avere origine da infiltrazioni d'acqua o ponti termici.
L'umidità che si produce all'interno della stanza nelle ore notturne fa aumentare il vapore che, entrando in contatto con superfici fredde, si palesa il mattino seguente sotto forma di condensa sui vetri della finestra.
Trovare frequentemente condensa al mattino, soprattutto con due persone nella stanza e porta chiusa, può suggerire che il ricambio d'aria sia insufficiente rispetto alla produzione di umidità.
Condensa sul vetro della finestra - Getty Images
Bisogna osservare se tale fenomeno si ripete e controllare l'umidità interna: particolare attenzione va prestata ad angoli, spallette delle finestre, pareti dietro gli armadi.
Una VMC può ridurre la concentrazione di umidità nell'aria, ma non aumenta automaticamente la temperatura superficiale di un ponte termico.
La respirazione produce continuamente anidride carbonica.
La CO2 viene spesso utilizzata come indicatore della qualità della ventilazione negli ambienti occupati, perché la sua concentrazione tende ad aumentare quando il ricambio d'aria rispetto al numero di persone è insufficiente.
Gli altri fattori che determinano la qualità dell'aria sono:
In una camera da letto, però, un sensore di CO2 può essere molto utile per capire quanto rapidamente peggiorano le condizioni durante la notte e se la ventilazione adottata riesce a mantenere un ricambio coerente con l'occupazione.
Prima di trapanare la parete e procedere all'installazione di una VMC, può essere utile monitorare per qualche settimana i valori di temperatura, umidità e CO2.
Un piccolo datalogger permette di capire cosa avviene realmente durante la notte.
Se i valori restano buoni anche con finestre chiuse, la necessità di una VMC può essere meno evidente.
Se invece la CO2 cresce rapidamente ogni notte e l'umidità aumenta contemporaneamente, esiste una motivazione concreta per migliorare il ricambio dell'aria di questo ambiente.
Naturalmente, possono verificarsi differenze sensibili in base alla stagione: in inverno l'aria esterna fredda contiene generalmente meno umidità e, una volta riscaldata, può contribuire efficacemente ad asciugare l'ambiente; in estate il comportamento è differente e dipende dalle condizioni climatiche esterne.
Un normale estrattore espelle aria dalla stanza: per ogni metro cubo rimosso, una quantità simile deve però entrare nell'abitazione attraverso finestre, infiltrazioni, griglie o altri locali.
Una VMC puntuale può essere progettata secondo principi differenti.
Le soluzioni proposte da De Faveri, ad esempio, gestiscono un flusso continuo di immissione o estrazione: unità con due flussi contemporanei dotate di recuperatore di calore e sistemi reversibili che alternano periodicamente il verso dell'aria.
Nel recupero di calore, l'energia dell'aria interna espulsa viene trasferita almeno in parte all'aria esterna entrante, riducendo la perdita termica rispetto all'apertura prolungata della finestra.
Il rendimento dichiarato del recuperatore va però letto insieme a portata, condizioni di prova, consumi elettrici e comportamento reale dell'apparecchio.
Nelle unità reversibili un ventilatore lavora per un certo periodo estraendo aria dalla stanza attraverso un elemento accumulatore.
Il materiale interno assorbe parte del calore dell'aria espulsa.
Successivamente il ventilatore inverte il flusso: l'aria esterna attraversa lo stesso elemento e recupera una parte dell'energia precedentemente accumulata e questo ciclo viene ripetuto continuamente.
VMC biflusso - De Faveri
La soluzione permette di utilizzare un singolo foro attraverso la parete, ma il flusso nella stanza cambia periodicamente direzione.
Per ottenere un comportamento più equilibrato nell'abitazione, alcuni sistemi permettono di far lavorare due o più apparecchi in modo coordinato: quando uno estrae, l'altro immette.
Alcuni apparecchi puntuali dispongono invece di due flussi separati.
L'aria esausta viene estratta e quella esterna viene immessa contemporaneamente, attraversando uno scambiatore di calore.
Questa configurazione può offrire una ventilazione più continua rispetto al sistema alternato.
Richiede però un apparecchio più articolato e generalmente una sezione di installazione maggiore.
Anche in questo caso bisogna valutare la portata disponibile alla velocità effettivamente utilizzabile durante la notte, in quanto impostare la massima portata potrebbe generare un livello di rumore alquanto sgradevole durante il sonno.
Per una camera da letto il dato interessante non è soltanto quanti metri cubi all'ora può raggiungere la macchina, ma quanti ne può fornire restando acusticamente accettabile per otto ore consecutive.
Non è sufficiente basarsi sulla superficie della camera per dimensionare correttamente una VMC.
Una camera matrimoniale di 14 m² occupata da due persone durante tutta la notte ha esigenze differenti rispetto alla stessa stanza utilizzata da una sola persona.
La VMC deve essere proporzionata alle dimensioni della stanza e al numero di occupanti - Unsplash
I parametri da considerare sono: volume del locale, numero degli occupanti, livello di qualità dell'aria richiesto e modalità con cui l'aria può attraversare l'ambiente.
La progettazione della ventilazione viene effettuata sulla base dei criteri tecnici applicabili all'edificio e delle prestazioni dichiarate dall'apparecchio.
Durante la notte ogni rumore diventa più percepibile e anche piccole variazioni periodiche di velocità possono essere più fastidiose di un suono costante.
Per questo la rumorosità della VMC deve essere verificata alle diverse velocità previste e non soltanto attraverso il valore più favorevole riportato in evidenza nella documentazione commerciale.
Occorre distinguere inoltre tra potenza sonora dell'apparecchio e livello sonoro rilevato in determinate condizioni e distanze.
Impostare l'apparecchio sulla modalità notturna ha senso soltanto se tale portata ridotta è in grado di fornire il ricambio d'aria sufficiente per gli occupanti della stanza.
Per ridurre il rumore si può essere tentati di utilizzare sempre la velocità minima.
Se però la portata diventa troppo bassa rispetto a due persone che dormono con porta chiusa, la CO2 continuerà ad aumentare e il beneficio sulla qualità dell'aria resterà limitato.
DF VMC mono flow - De Faveri
L'equilibrio corretto deve quindi essere trovato tra ventilazione e comfort acustico: è preferibile scegliere un apparecchio che riesca a fornire la portata normalmente necessaria a una velocità moderata piuttosto che una macchina costretta a lavorare ogni notte al massimo regime.
Per fare la scelta giusta, è necessario conoscere le prestazioni alle diverse velocità, non soltanto il dato massimo.
Bisogna considerare che realizzare un foro attraverso la facciata implica una modifica nella prestazione acustica della parete.
In una camera da letto affacciata su una strada trafficata questo aspetto può essere determinante.
Il vantaggio di poter dormire con la finestra chiusa verrebbe in parte perso se il dispositivo creasse un nuovo percorso molto efficace per il rumore esterno.
Gli apparecchi per la VMC possono utilizzare configurazioni, silenziatori e componenti progettati per limitare questa trasmissione.
Nella scelta è quindi utile controllare anche i dati acustici relativi all'isolamento rispetto al rumore esterno.
La qualità acustica dell'intervento dipende inoltre dalla posa e dalla sigillatura attorno al condotto.
La VMC puntuale deve attraversare una parete che comunichi direttamente con l'esterno, salvo sistemi specificamente progettati in modo differente.
La posizione interna dovrebbe permettere una buona diffusione dell'aria senza creare un getto fastidioso verso letto, scrivania o zona di permanenza.
Meglio evitare che l'immissione sia diretta a breve distanza verso il viso di chi dorme.
La posizione esatta va determinata considerando:
Non esiste quindi un'altezza universale valida per tutte le VMC.
Generalmente, si opta per la collocazione nella parte superiore della parete perché riduce l'interferenza con mobili e persone, ma deve essere verificata rispetto alla manutenzione, al comportamento dei flussi e alla possibilità di raggiungere filtri e componenti.
Una VMC installata immediatamente sopra o accanto alla testata può ridurre la lunghezza del percorso dell'aria nella stanza.
Può inoltre rendere più percepibili rumore del ventilatore e eventuali variazioni di pressione o flusso.
Se l'apparecchio immette aria relativamente più fredda durante alcune condizioni invernali, il getto può essere avvertito direttamente dagli occupanti.
L'installazione della VMC in questo punto della camera da letto non è necessariamente un errore, semplicemente occorre ponderare attentamente altezza, direzione della bocchetta, portata della macchina.
Il consiglio: quando esiste la possibilità di scegliere, è opportuno valutare una posizione che permetta all'aria di percorrere una porzione maggiore della stanza prima di raggiungere la zona notte.
Una ventilazione adeguata è quella che, oltre ad introdurre un certo volume d'aria nella stanza, consente la circolazione del flusso nuovo all'interno dell'ambiente mentre l'aria esausta deve poter uscire dal locale.
Se la VMC immette aria immediatamente accanto alla principale via di trasferimento verso il corridoio, una parte del flusso può seguire un percorso molto breve senza interessare adeguatamente la zona del letto.
Questo fenomeno si chiama cortocircuitazione del flusso.
Il concetto da tenere presente è che la VMC deve far sì che ingresso e uscita dell'aria favoriscano il lavaggio dell'ambiente.
Se una VMC immette aria nella camera, una quantità corrispondente deve poter uscire.
Se la porta è molto aderente al pavimento e completamente chiusa, il trasferimento verso il corridoio può essere limitato.
Il locale tende allora a pressurizzarsi leggermente e la portata reale dell'apparecchio può cambiare.
Ventilazione della camera da letto mantenendo la porta chiusa - Getty Images
La stessa considerazione vale al contrario per un apparecchio che estrae aria: deve esistere un percorso attraverso il quale l'aria di compensazione possa entrare.
La progettazione della ventilazione deve quindi considerare anche i passaggi di trasferimento tra locali.
Questo aspetto è particolarmente importante in camera da letto, dove la porta rimane spesso chiusa proprio durante le ore in cui il ricambio è più necessario.
Creare un'apertura tra camera e corridoio migliora il passaggio dell'aria ma può favorire anche il passaggio del rumore.
Nel caso in esempio, conversazioni, televisione e altre attività domestiche svolte nelle altre stanze possono diventare maggiormente percepibili da chi si trova in camera da letto per riposare.
Trasferimento d'aria equivale anche a trasferimento di rumori provenienti dagli altri ambienti della casa - Getty Images
Per questo ventilazione e acustica devono essere progettate insieme.
Quando serve un trasferimento significativo e l'isolamento acustico è importante, possono essere valutate soluzioni specifiche che obbligano l'aria a seguire un percorso mentre limitano la trasmissione diretta del suono.
La posizione interna della VMC non può essere scelta senza preoccuparsi della facciata esterna dove possono esserci, ad esempio, pluviali, balconi, cassonetti, unità di climatizzazione, elementi architettonici.
La bocchetta deve inoltre rimanere accessibile quando è necessario controllarla.
Occorre evitare configurazioni nelle quali l'aria espulsa venga immediatamente ripresa dall'apparecchio secondo modalità diverse da quelle previste dal costruttore.
Per unità accoppiate devono essere rispettate anche le distanze e le posizioni indicate dal sistema.
Una VMC puntuale richiede normalmente un foro di diametro significativo attraverso l'intero spessore della parete.
Prima di realizzarlo, è opportuno verificare la presenza di:
Negli edifici con struttura in cemento armato è necessario identificare correttamente tamponamenti ed elementi strutturali.
Se il foro interessa parti strutturali o situazioni non chiaramente identificabili, la posizione deve essere valutata da un tecnico competente.
Nel condotto possono verificarsi fenomeni legati alla condensa, in funzione della tipologia dell'apparecchio e delle condizioni climatiche.
Per questo alcuni sistemi richiedono una determinata inclinazione del passaggio attraverso la parete.
Il manuale del modello fornisce le indicazioni in merito alla pendenza e specifica come deve essere realizzato il foro, come installare il manicotto e come gestire eventuale acqua.
Una posa non corretta può portare umidità verso l'interno della parete o dell'apparecchio pregidicandone il buon funzionamento.
Inoltre, l'installazione deve provvedere accuratamente alla sigillatura del raccordo esterno per impedire infiltrazioni meteoriche.
Ogni apparecchio ammette un determinato intervallo di spessore della parete o specifici accessori di prolunga.
Nei muri storici molto spessi oppure nelle facciate con cappotto importante bisogna verificare la compatibilità prima dell'acquisto, infatti, non è consigliabile prolungare arbitrariamente il condotto con elementi non previsti.
Lunghezza e geometria influenzano la portata e il comportamento del ventilatore, quindi, il dato deve essere controllato sulla scheda di installazione insieme al diametro del carotaggio.
Attenzione: non sottovalutare nemmeno una parete molto sottile, perché può richiedere adattamenti specifici.
Quando la parete è isolata a cappotto, il foro interrompe localmente il pacchetto isolante e la tenuta della facciata.
Il manicotto deve essere raccordato in modo da evitare infiltrazioni d'acqua e degrado dell'isolamento.
La posa deve inoltre limitare la creazione di un ponte termico significativo attorno al condotto.
La finitura esterna deve mantenere la continuità meteorica della facciata senza impedire la rimozione dei componenti che devono rimanere sempre agevolmente ispezionabili per manutenzione.
Installare la VMC vicino a un serramento può semplificare il carotaggio perché la zona è spesso libera da grandi mobili.
Bisogna però prestare attenzione a:
In particolar modo nei serramenti con monoblocco isolante la zona attorno alla finestra contiene elementi che non dovrebbero essere forati casualmente.
La bocchetta di aerazione non deve risultare nascosta dalle tende e all'esterno, persiane, tapparelle e sistemi oscuranti devono potersi muovere senza interferire con la griglia della VMC.
Una parete esterna viene spesso occupata da un armadio, però non è una scelta ottimale per l'installazione della VMC.
Nasconderla sopra o dietro il mobile, anche se può sembrare esteticamente vantaggioso, rischia di compromettere seriamente diversi aspetti:
Prima di scegliere la posizione, bisogna conoscere la modalità con cui si estrae il filtro e lo spazio necessario davanti al pannello, perché un apparecchio montato pochi centimetri sopra un armadio alto può risultare visibile ma impossibile da aprire correttamente.
La VMC movimenta continuamente aria e utilizza filtri secondo la configurazione del prodotto.
Quelli sull'aria esterna trattengono particelle e impediscono che una parte dello sporco raggiunga direttamente l'ambiente e lo scambiatore.
Se questo componente non viene pulito, o sostituito secondo quanto indicato dal produttore, la portata può diminuire e il ventilatore può trovarsi a lavorare in condizioni differenti.
La manutenzione deve essere semplice abbastanza da essere effettuata realmente.
Una VMC che richiede scala, smontaggio di una tenda e spostamento di un armadio per raggiungere il filtro rischia di tradursi in manutenzione trascurata, o quantomeno maggiormente dilazionata nel tempo, rispetto a un apparecchio installato in una posizione comoda ed accessibile.
La ventilazione e la purificazione dell'aria svolgono funzioni differenti.
La VMC introduce aria esterna e rimuove quella interna, mentre un purificatore ricircola generalmente l'aria della stanza attraverso specifici sistemi filtranti.
VMC puntuale per il benessere in camera da letto - De Faveri
La capacità della VMC di trattenere particolato dipende dal filtro effettivamente installato e dalle caratteristiche dell'apparecchio.
Non è quindi corretto attribuirle automaticamente le prestazioni di un purificatore dedicato.
D'altra parte, un purificatore non elimina l'anidride carbonica prodotta dagli occupanti perché non effettua normalmente un ricambio con l'esterno.
In una camera con CO2 elevata serve ventilazione, non soltanto filtrazione.
Aprire la finestra introduce l'aria esterna senza filtrazione.
Una VMC può offrire il vantaggio di farla passare attraverso il filtro previsto dal sistema.
In una zona con traffico intenso questo aspetto può diventare rilevante.
Occorre però verificare quale classe e tipologia di filtrazione siano realmente disponibili e quale effetto abbia un filtro più efficiente sulla portata dell'apparecchio.
VMC quando l'abitazione si trova in un contesto fortemente inquinato - Unsplash
Un filtro con maggiore resistenza richiede un ventilatore capace di mantenere il flusso necessario.
Non tutti i modelli puntuali consentono gli stessi livelli di filtrazione, pertanto, la scelta deve essere effettuata considerando contemporaneamente qualità dell'aria esterna, portata, rumorosità e frequenza di manutenzione.
Ridurre l'umidità interna può diminuire il rischio di condensazione superficiale e quindi una delle condizioni che favoriscono la formazione di muffa.
Questo rende la ventilazione particolarmente utile in camere con elevata produzione notturna di umidità e superfici fredde.
Se però la parete si bagna a causa di acqua proveniente dall'esterno, da una tubazione o dal terreno, la VMC non elimina la fonte.
Lo stesso vale per ponti termici particolarmente severi: migliorare il ricambio riduce il vapore disponibile, ma la superficie può continuare a essere molto fredda.
Ventilare senza diagnosticare può migliorare il sintomo lasciando irrisolta la causa costruttiva.
Una camera può presentare valori di umidità apparentemente normali al centro del locale e manifestare muffa dietro un grande armadio.
Il mobile riduce la circolazione dell'aria sulla superficie e la parete può rimanere più fredda rispetto alle parti esposte.
La VMC migliora il ricambio generale, ma non garantisce automaticamente una forte movimentazione dietro un arredo accostato quasi completamente al muro.
Macchie di muffa sulla parete - Getty Images
Valutazione: aumentare indiscriminatamente la portata della VMC per asciugare una zona che rimane completamente chiusa dall'arredo può essere meno efficace di un intervento mirato sul ponte termico.
Una VMC con recuperatore trasferisce parte dell'energia dell'aria in uscita a quella in ingresso.
Il principio permette di ventilare limitando la perdita termica rispetto a un ricambio equivalente effettuato aprendo direttamente la finestra, tuttavia, il recupero non è totale.
Esistono dispersioni, consumo elettrico dei ventilatori e prestazioni che variano al cambiare delle condizioni di funzionamento.
Il rendimento dichiarato va quindi interpretato nelle condizioni della prova utilizzata dal produttore.
Nell'uso reale la valutazione deve considerare anche quanto spesso il sistema viene lasciato acceso: un apparecchio molto efficiente ma spento per gran parte della notte perché troppo rumoroso può provvedere a un ricambio inferiore rispetto a una macchina leggermente diversa ma utilizzata con continuità.
Anche con recupero di calore, l'aria nuova può entrare a una temperatura inferiore a quella interna.
La differenza dipende da temperatura esterna, efficienza dello scambio e portata.
Per questo la direzione del flusso è importante in camera da letto: una corrente relativamente fresca può risultare fastidiosa se diretta verso il viso o il letto, anche se la temperatura media della stanza rimane confortevole.
La posizione ha lo scopo di favorire la miscelazione con l'aria interna prima che il flusso raggiunga direttamente gli occupanti.
La ventilazione meccanica controllata ricambia l'aria, ma non possiede necessariamente la capacità refrigerante di un sistema di climatizzazione.
Se all'esterno ci sono temperatura e umidità elevate, introdurre aria esterna non raffredda automaticamente la camera.
Il recuperatore può limitare parte dello scambio energetico tra interno ed esterno, ma non deve essere confuso con un climatizzatore.
Alcuni sistemi dispongono di modalità estive o bypass secondo la specifica configurazione, ma la funzione dell'apparecchio rimane quella di ventilare.
In una camera da letto molto calda, quindi, può essere conveniente valutare unitamente VMC e climatizzazione, invece di aspettarsi che la prima sostituisca la seconda.
Alcuni sistemi possono modificare automaticamente la portata in base a sensori ambientali.
La CO2 è particolarmente interessante in camera perché segue l'occupazione: quando la stanza è vuota il fabbisogno di ventilazione legato alle persone diminuisce; durante la notte aumenta.
Schema DF Box per VMC puntuale - De Faveri
Un controllo automatico può quindi ridurre il ventilatore nelle ore di non utilizzo e aumentarlo quando necessario.
Anche sensori di umidità possono essere utili, soprattutto in ambienti nei quali il problema principale è l'accumulo di vapore.
Un sensore installato direttamente nel getto dell'aria nuova può rilevare valori più bassi rispetto alla concentrazione media della zona occupata.
Allo stesso modo, collocarlo troppo vicino al volto di una persona durante il sonno può produrre misure localmente elevate.
La posizione deve quindi essere rappresentativa dell'ambiente ed è necessario rispettare le indicazioni del produttore del sensore per altezza, distanze e condizioni di installazione.
Una VMC puntuale installata in una camera non ventila automaticamente in modo uniforme quella confinante, soprattutto quando entrambe le porte rimangono chiuse, quindi, nel caso in cui l'abitazione presenti più camere con problemi analoghi, è opportuno progettare più unità.
Nei sistemi reversibili è possibile, quando previsto, coordinare apparecchi accoppiati affinché le fasi di immissione ed estrazione risultino complementari.
La progettazione, per risultare efficace, deve però considerare l'intera abitazione: installare una macchina in ogni stanza senza definire come l'aria passa tra i locali può creare pressioni e flussi differenti da quelli immaginati.
A differenza della camera da letto, bagno e cucina producono grandi quantità localizzate di vapore, odori e altri contaminanti.
Negli impianti di ventilazione centralizzati si tende per questo a organizzare i flussi dalle zone più pulite verso quelle di servizio, dove avviene l'estrazione.
Con sistemi puntuali ogni ambiente può avere una macchina propria, ma è comunque utile evitare una progettazione casuale in cui le varie unità lavorino l'una contro l'altra.
La VMC della camera deve essere inserita nella strategia complessiva della casa, soprattutto se esistono già aspiratori in bagno, cappa con scarico esterno o altri sistemi meccanici.
Una cappa da cucina con espulsione all'esterno può movimentare una portata molto maggiore rispetto a quella di una piccola VMC da camera.
Quando viene accesa, la pressione interna dell'abitazione può cambiare se non esistono sufficienti aperture di compensazione.
Cappa di aspirazione della cucina che può influenzare la pressione interna - Getty Images
Lo stesso vale per aspiratori potenti situati nei bagni.
Questo non significa che tali apparecchi impediscano l'installazione della VMC puntuale, ma che la ventilazione deve essere considerata come un sistema complessivo.
Il principale vantaggio della VMC puntuale è evitare una rete di condotti distribuita attraverso controsoffitti e cavedi.
Il foro interessa principalmente la parete della stanza e l'alimentazione elettrica deve essere portata all'apparecchio secondo le indicazioni del prodotto.
Questo la rende interessante nelle abitazioni già finite, dove realizzare una VMC centralizzata richiederebbe lavori molto più estesi.
Il limite è che ogni apparecchio deve essere gestito, pulito e alimentato singolarmente, quindi, l'utente deve fare questa valutazione soprattutto se le stanze da ventilare sono molte.
Non esiste una soluzione migliore in assoluto: dipende dalla fase dei lavori, dalla planimetria e dal numero di ambienti coinvolti.
La VMC richiede elettricità per il ventilatore e l'elettronica.
Il percorso dei cavi deve quindi essere definito insieme alla posizione sulla parete.
Una canalina esterna può essere accettabile in una ristrutturazione minima, mentre in un intervento più esteso è possibile predisporre l'alimentazione sottotraccia.
La posizione non dovrebbe costringere a utilizzare prolunghe o collegamenti provvisori.
Inoltre, devono essere rispettate le prescrizioni elettriche del prodotto e l'installazione deve essere eseguita da personale abilitato quando l'intervento riguarda l'impianto elettrico fisso.
Anche l'eventuale collegamento tra più apparecchi coordinati va previsto prima delle finiture.
Con il passare del tempo filtri e componenti interni accumulano sporco.
La resistenza al passaggio dell'aria aumenta e la portata può diminuire.
In alcune macchine il ventilatore cerca di compensare aumentando il proprio regime, con possibile variazione del rumore e del consumo elettrico.
Una VMC che dopo qualche mese sembra diventata meno efficace non è quindi necessariamente sottodimensionata, ma è opportuno verificare lo stato dei filtri e della griglia esterna che deve rimanere libera, senza depositi di insetti o foglie.
Oltre ai filtri, alcuni apparecchi prevedono la manutenzione del recuperatore o di altre parti interne.
La procedura varia in funzione della tecnologia.
Per questo l'accessibilità frontale è un requisito progettuale, infatti, una posizione molto alta può risultare scomoda da raggiungere.
Meglio accettare qualche centimetro in più di visibilità e avere un componente che può essere realmente mantenuto e, soprattutto, gestito in totale sicurezza onde evitare spiacevoli incidenti domestici.
Una camera molto grande, occupata da più persone oppure collegata a una zona notte complessa può richiedere portate superiori a quelle che una singola macchina riesce a fornire in modalità silenziosa.
In altri casi il problema non riguarda soltanto la camera, ma l'intera abitazione.
Se soggiorno, studio e altre stanze presentano costantemente CO2 elevata e umidità, installare una sola unità nella camera risolve soltanto una parte della ventilazione.
Quando sono necessari numerosi apparecchi puntuali è utile confrontare costi, rumore, manutenzione e consumi con un sistema centralizzato o decentralizzato più articolato.
La soluzione puntuale è particolarmente efficace quando il problema è localizzato o quando i lavori devono rimanere limitati, non necessariamente quando tutta la casa necessita di una nuova strategia di ventilazione.
La soluzione è particolarmente sensata quando il monitoraggio mostra un ricambio insufficiente durante la notte e non è praticabile una VMC centralizzata.
Prima dell'acquisto, però bisogna valutare il numero abituale di occupanti, le dimensioni della camera e la portata che l'apparecchio riesce a fornire alla velocità realmente utilizzabile di notte, affinché il sonno non venga disturbato dal rumore della ventola.
La posizione di installazione ottimale è quella su una parete direttamente verso l'esterno, lontano dal getto diretto sul letto, con sufficiente spazio attorno per raggiungere i componenti da mantenere puliti e controllati.
Se la stanza presenta un problema di muffa, va accertato che non esistano infiltrazioni o ponti termici che richiedono un intervento sull'involucro.
Una VMC puntuale funziona bene quando garantisce il ricambio d'aria necessario durante le ore in cui la camera è realmente occupata, con un livello di rumore che permetta di lasciarla accesa tutta la notte.
Attiva da decenni nel settore del foro finestra, DE FAVERI è un punto di riferimento per chi cerca soluzioni complete e coordinate per isolamento termico, acustico e ventilazione controllata.
L'azienda progetta e produce in Italia sistemi modulari pensati per migliorare l'efficienza energetica degli edifici senza interventi invasivi, combinando innovazione, ricerca sui materiali e attenzione al comfort abitativo.
Dalla coibentazione dei cassonetti alle unità di ventilazione decentralizzate, ogni prodotto nasce per garantire prestazioni elevate, installazioni rapide e lunga durata.
Un approccio tecnico e affidabile che unisce qualità costruttiva e semplicità di utilizzo.