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Una veranda con copertura in vetro riceve la radiazione solare attraverso una superficie inclinata o quasi orizzontale, esposta per molte ore durante la stagione calda.
L’energia attraversa la vetrata, viene assorbita da pavimento, arredi e pareti e viene poi restituita all’ambiente sotto forma di calore.
Pareti in vetro a chiusura della veranda esterna - Pinterest
Il vetro non è l’unico elemento responsabile.
Anche telai metallici, pavimenti scuri, pareti addossate alla casa e arredi esposti al sole accumulano energia.
Se lo spazio dispone di poche aperture, l'aria calda rimane concentrata nella parte superiore e la temperatura continua ad aumentare.
La veranda può quindi risultare molto più calda dell’esterno, anche quando le vetrate laterali vengono aperte parzialmente.
Il raffrescamento deve avvenire per sinergia di più fattori:
La strategia più efficace è la riduzione preventiva della radiazione.
Prima di progettare le soluzioni estive occorre stabilire come verrà utilizzata la veranda esterna.
Uno spazio stagionale, separato dalla casa e destinato principalmente alla primavera e all’autunno, può tollerare variazioni termiche maggiori.
Una veranda utilizzata come ampliamento del soggiorno, invece, richiede condizioni termiche più stabili.
La presenza di una porta tra veranda e casa è determinante: quando può essere chiusa, l’ambiente vetrato può funzionare come uno spazio filtro.
Se il collegamento rimane permanentemente aperto, il calore accumulato si trasferisce alla zona giorno e aumenta il carico dell’impianto di raffrescamento.
Una veranda utilizzata prevalentemente in fascia serale può sfruttare schermatura diurna e ventilazione notturna.
Uno studio o una zona pranzo utilizzati nel pomeriggio richiedono invece un controllo solare efficace mentre il sole è ancora presente.
La copertura vetrata riceve il sole in modo differente rispetto a una finestra verticale.
Anche una veranda orientata a nord può essere colpita dalla radiazione diretta attraverso il tetto durante le ore centrali dell’estate.
L’inclinazione determina la potenza dei raggi solari, oltre alla facilità con cui pioggia e sporco vengono allontanati.
Una superficie poco inclinata resta esposta a lungo al sole alto e richiede particolare attenzione a schermatura e drenaggio.
Edifici vicini, balconi, alberi e muri possono ridurre l’irraggiamento in alcune ore, ma occorre considerare che l’ombra cambia con la stagione e con l’orario.
Una veranda addossata a una facciata occidentale può ricevere sole intenso dalle chiusure laterali nel tardo pomeriggio, anche se il tetto è parzialmente protetto da un balcone.
Una struttura esposta a sud può invece beneficiare di una schermatura orizzontale, purché dimensionata rispetto alla geometria reale.
La scelta del vetro della veranda non dovrebbe basarsi soltanto sulla trasmittanza termica che indica quanto calore attraversa la vetrata.
Questa informazione è importante in inverno e durante il funzionamento del climatizzatore, ma non descrive da sola l’energia solare che entra nella veranda.
Il fattore solare, indicato generalmente con la lettera g, rappresenta invece la quota complessiva di energia solare trasmessa verso l’interno direttamente e indirettamente.
Un valore più contenuto limita il carico estivo.
La trasmissione luminosa indica invece quanta luce visibile attraversa il vetro.
Sistema chiusura-apertura a pacchetto per le pareti vetrate della veranda - ZaZa Design
Ridurre fortemente il fattore solare può comportare una minore luminosità.
La UNI EN 410:2011 è il riferimento per le caratteristiche luminose e solari delle vetrate per edilizia.
Il progetto corretto, dunque, è quello che unisce protezione dal calore e mantenimento della luce naturale.
Nella foto sopra di Zaza Design il perimetro vetrato della veranda si apre e chiude a pacchetto.
Un rivestimento basso emissivo viene utilizzato principalmente per limitare gli scambi termici per irraggiamento attraverso il vetrocamera e migliorare l’isolamento.
Il controllo solare riguarda, invece, la quantità di energia proveniente dal sole che attraversa il sistema.
Alcuni prodotti combinano entrambe le funzioni, ma la presenza della dicitura basso emissivo non dimostra che la vetrata sia adatta a una copertura fortemente esposta.
Il confronto deve essere svolto sui dati dichiarati dell’intera vetrata, comprendendo composizione delle lastre, rivestimenti, intercapedini e gas.
Il vetro selettivo è adatto quando si desidera ridurre gli apporti solari mantenendo una trasmissione luminosa relativamente elevata.
Può essere particolarmente utile sulle coperture che non possono essere schermate in modo permanente oppure quando la veranda deve rimanere luminosa anche con le tende aperte.
La selettività non azzera l’abbagliamento: una piccola quota di sole diretto può comunque colpire tavoli, schermi, pavimenti e persone.
La composizione del vetro selettivo deve essere definita anche rispetto alla sicurezza della copertura.
Trattamenti solari, tempra e stratificazione devono essere coordinati dal progettista e dal produttore del vetrocamera.
Il semplice utilizzo di vetro temprato non è sufficiente a definire l’intera sicurezza della copertura.
La composizione idonea dipende da:
La UNI 7697:2021 stabilisce criteri per la scelta dei vetri nelle applicazioni edilizie in relazione alla sicurezza, mentre la UNI 11895:2023 si applica specificamente alle coperture, pensiline e tettoie vetrate.
Spessori, trattamenti e numero delle lastre richiedono un'attenta valutazione, considerando anche vento, neve, dimensione dei pannelli, appoggi e geometria della struttura.
Una schermatura esterna intercetta il sole prima che attraversi la copertura.
Una schermatura interna interviene quando la radiazione ha già oltrepassato il vetro, quindi, può migliorare il comfort visivo, ridurre l’abbagliamento e proteggere gli arredi, ma il calore assorbito rimane all'interno della veranda.
Ecco spiegato perchè, quando la priorità è limitare il surriscaldamento, la protezione esterna è generalmente la prima soluzione da valutare.
La UNI EN ISO 52022-1:2018 fornisce un metodo per stimare le caratteristiche solari e luminose del sistema formato da schermatura e vetrata.
Una tenda esterna scorrevole può ombreggiare gran parte del tetto e lasciare il vetro completamente libero durante le stagioni meno calde.
Il telo deve rimanere distanziato dalla vetrata; in questo modo, l’intercapedine permette all’aria riscaldata di disperdersi e impedisce che il tessuto trasferisca direttamente calore al vetro.
Una distanza insufficiente può provocare contatti durante il vento, accumulo di foglie e difficoltà di pulizia.
Al contrario, se la distanza è eccessiva, aumenta l’ingombro e le azioni sulla struttura.
Le guide devono seguire correttamente la pendenza e impedire che il telo formi sacche.
Il sistema deve inoltre disporre di una posizione di sicurezza per vento, pioggia intensa, grandine e neve, definita dal produttore.
Lamelle fisse o orientabili permettono di bloccare la radiazione diretta lasciando passare parte della luce diffusa, come nella foto seguente di Soliso Europe.
L’orientamento corretto è quello che segue il percorso del sole.
I sistemi orientabili offrono maggiore flessibilità, ma richiedono motori, sensori e manutenzione, poiché polvere, foglie e ghiaccio possono ostacolare il movimento.
Frangisole per schermare il tetto della veranda - Soliso Europe
Una struttura aggiunta sopra il vetro introduce carichi e azioni del vento che devono essere trasferiti alla veranda senza gravare sulle lastre.
Non è corretto fissare una schermatura direttamente ai fermavetri o ai profili senza la verifica del sistema.
La schermatura deve inoltre lasciare spazio per pulizia, sostituzione delle guarnizioni e accesso ai canali di drenaggio.
Un telo stagionale può ridurre il surriscaldamento con un intervento meno complesso, soprattutto su verande utilizzate soltanto in estate.
Deve essere mantenuto teso e separato dal vetro: un telo appoggiato direttamente sulla copertura trattiene sporcizia e acqua, può graffiare la superficie e ostacola il drenaggio.
Funi e ancoraggi devono resistere al vento.
Attenzione: gronde, pluviali, recinzioni leggere non costituiscono automaticamente punti di fissaggio adeguati.
Il montaggio deve poter essere effettuato da terra o mediante sistemi di accesso sicuri.
Evitare soluzioni che implicano di camminare sul tetto vetrato.
Il tessuto deve essere scelto sulla base di trasmissione, riflessione, resistenza agli agenti atmosferici e resistenza al vento.
Tende plissettate, rulli, veneziane e pannelli interni sono protetti dalle intemperie e più semplici da pulire.
Sono soluzioni efficaci per ridurre l’abbagliamento, proteggere arredi e modulare la luce durante il giorno.
Possono essere utilizzati anche quando vincoli edilizi o difficoltà strutturali impediscono l’installazione di una schermatura esterna.
La loro efficacia termica è buona, ma rimane necessario impedire che l’aria surriscaldata resti intrappolata tra tenda e copertura.
Un telo interno molto scuro, ad esempio, assorbe energia e può raggiungere temperature elevate.
Le schermature interne non dovrebbero impedire l’apertura dei serramenti alti, coprire sensori o ostacolare la manutenzione delle vetrate.
L’alternanza tra fasce vetrate e pannelli opachi isolati permette di mantenere luce naturale e vista del cielo riducendo la superficie attraverso la quale entra il sole.
Le parti opache possono ospitare illuminazione, ventilatori, diffusori d’aria e schermature senza gravare direttamente sui vetri.
Un pannello opaco sottile e scuro può surriscaldarsi e irradiare calore verso il basso, quindi, bisogna prestare attenzione a isolamento, finitura esterna adatta e protezione dei bordi.
L’aria riscaldata tende a salire verso la parte più alta della veranda, quindi, in presenza di un’apertura superiore, l’aria calda può uscire.
Affinché il flusso continui, deve entrare aria da un’apertura collocata più in basso.
L’efficacia aumenta generalmente con la distanza verticale tra ingresso e uscita, con la differenza di temperatura e con una sezione di passaggio sufficiente.
Chiusura della veranda e continuità con la zona living - Infissi De.Ma
Una finestra aperta soltanto nella parte bassa non elimina lo strato caldo accumulato sotto il tetto.
Allo stesso modo, un’apertura alta priva di una via d’ingresso può produrre un ricambio limitato.
Nella foto sopra di Infissi De.ma vetrata che racchiude la veranda creando continuità con la zona living.
Le aperture di espulsione dovrebbero trovarsi nel punto nel quale l’aria calda si raccoglie realmente.
In una copertura inclinata il punto più favorevole si trova normalmente vicino alla quota maggiore, ma travi, tende e pannelli possono creare sacche separate.
Lucernari apribili, finestre a vasistas e moduli motorizzati devono consentire il passaggio dell’aria senza convogliare la pioggia all’interno.
Le aperture non devono compromettere la sicurezza contro la caduta, l’intrusione e l’ingresso di insetti.
Zanzariere e protezioni devono essere previste nella sezione aerante, perché la loro aggiunta successiva può ridurre molto il passaggio utile.
Quando le aperture si trovano su lati differenti, il vento può attraversare la veranda e rimuovere calore dalle superfici e dagli occupanti.
Il flusso deve incontrare un percorso libero, quindi, meglio evitare mobili alti, tende chiuse e pannelli divisori in quanto possono deviare l’aria e lasciare zone stagnanti.
Comfort termico per l'angolo relax in veranda - Pinterest
Aprire due finestre vicine sullo stesso lato produce un ricambio meno prevedibile rispetto a ingressi e uscite separati.
Una combinazione efficace può utilizzare ante laterali basse e aperture superiori sul lato opposto.
La UNI EN 16798-1:2019 tratta i parametri dell’ambiente interno relativi, tra l’altro, a comfort termico e qualità dell’aria, confermando la necessità di considerare insieme temperatura, ventilazione e condizioni di occupazione.
Durante una giornata molto calda, nelle ore centrali è spesso utile mantenere le schermature chiuse e utilizzare soltanto il ricambio necessario a evitare l’accumulo sotto il tetto.
Quando la temperatura esterna scende, l’apertura più ampia consente di scaricare il calore accumulato da pavimenti, pareti e arredi.
La ventilazione serale e notturna è particolarmente efficace quando le superfici interne possiedono una certa capacità termica e possono raffreddarsi prima del giorno successivo.
Attenzione ai limiti dell’automazione: può confrontare temperatura interna ed esterna e aprire soltanto quando il ricambio produce un beneficio.
Un semplice timer non tiene conto delle giornate afose, della pioggia e delle variazioni stagionali.
Sensori solari possono chiudere la schermatura prima che il pavimento inizi a riscaldarsi.
Sensori di temperatura possono aprire le finestre alte quando l’aria si accumula sotto la copertura.
Pioggia e vento devono riportare gli elementi mobili nella posizione prevista dal produttore.
Nei mesi freddi l’ingresso del sole può essere utile e l’apertura incontrollata disperdere calore.
Devono rimanere disponibili comandi manuali e una procedura per l’assenza di alimentazione: batterie, sensori e attuatori richiedono ciclicamente sostituzioni.
Se le aperture naturali sono insufficienti, un estrattore collocato nella parte alta può espellere l’aria surriscaldata.
La portata deve essere calcolata rispetto a:
L’estrazione richiede un ingresso d’aria; in assenza di una via dedicata, la ventola può richiamare aria climatizzata dalla casa attraverso porte e fessure, aumentando i consumi.
Griglie e condotti devono limitare l’ingresso di acqua e insetti e il rumore deve essere valutato dalla veranda e dagli ambienti vicini.
Vibrazioni trasmesse ai profili metallici o alla copertura possono essere percepite più del rumore prodotto direttamente dal motore.
Un ventilatore non riduce la temperatura dell’aria, ma aumenta il movimento sulla pelle
e può migliorare la sensazione di comfort.
Anche se utile quando la temperatura non è eccessiva ma l’aria rimane stagnante, non può tuttavia compensare una copertura priva di schermatura che irradia calore direttamente sulle persone.
Ventilatore a soffitto per veranda dotato di luce - Magnovent
Un ventilatore da soffitto, come Cefiro nella foto sopra di Magnovent, richiede altezza e distanza di sicurezza da vetri, tende apribili e strutture.
Il fissaggio deve avvenire su un elemento capace di sopportare peso e vibrazioni, non su un rivestimento leggero.
In una veranda molto bassa possono essere preferibili apparecchi a parete o a pavimento, collocati fuori dai passaggi.
Un climatizzatore può essere necessario quando la veranda è utilizzata come ambiente abitabile anche nelle ore più calde.
La potenza non dovrebbe essere scelta prima di aver definito vetro, schermature e ventilazione.
Ridurre il fattore solare e proteggere la copertura può diminuire significativamente il carico che la macchina deve rimuovere.
Una veranda comunicante con il soggiorno deve essere considerata insieme agli ambienti adiacenti.
La posizione dell’unità interna deve evitare getti diretti sui posti a sedere e tener conto dell’aria calda concentrata in alto.
Lo scarico della condensa deve avere pendenza, accesso e protezione dal gelo quando pertinente.
Una chiusura tra veranda e casa permette di utilizzare i due ambienti con strategie differenti.
Durante il giorno estivo la veranda può rimanere schermata e ventilata senza trasferire aria calda al soggiorno.
La sera, dopo il raffreddamento, il collegamento può essere riaperto.
La porta deve avere dimensioni e modalità di apertura coerenti con il passaggio.
Una grande vetrata scorrevole mantiene la continuità visiva, ma richiede profili, soglia e posa capaci di limitare infiltrazioni d’aria.
Lasciare permanentemente aperto un varco creato per collegare la veranda alla casa può modificare il comportamento energetico dell’intero piano.
La separazione è particolarmente utile nelle verande esistenti che non possono essere migliorate integralmente: non elimina il surriscaldamento, ma impedisce che diventi automaticamente un problema di tutta l’abitazione.
I profili metallici senza interruzione isolante conducono calore tra esterno e interno e possono raggiungere temperature elevate sotto il sole.
Un sistema a taglio termico limita il collegamento diretto tra le parti del telaio. Il beneficio riguarda sia le dispersioni invernali sia la temperatura superficiale interna.
Le facciate continue, quando la veranda utilizza questa tecnologia, sono disciplinate dalla UNI EN 13830:2022, che specifica requisiti relativi a resistenza agli agenti atmosferici, sicurezza e prestazione energetic
Attenzione: ridurre eccessivamente le sezioni per amplificare l'effetto trasparente può complicare drenaggio, dilatazioni, fissaggi e inserimento di vetrocamera prestazionali.
Profili esterni scuri assorbono più energia solare e possono raggiungere temperature elevate.
Questo fenomeno aumenta dilatazioni e sollecitazioni su guarnizioni, giunti e sigillanti.
Il colore deve essere considerato insieme a materiale, lunghezza dei profili ed esposizione.
Veranda chiusa vetrata con profili bianchi - Pinterest
Finiture chiare riducono generalmente l’assorbimento, ma possono produrre riflessi e richiedere una pulizia più frequente.
Nel caso di profili bicolore, la superficie esterna può essere scelta per il comportamento climatico e quella interna per il rapporto con l’arredamento.
Il pavimento riceve la radiazione che attraversa la copertura e può diventare una grande superficie calda.
Materiali molto scuri assorbono una quota maggiore di energia e continuano a rilasciare calore anche dopo che il sole è stato schermato.
Tonalità più chiare limitano l’assorbimento, ma non dovrebbero creare abbagliamento attraverso superfici molto lucide.
Scegliere materiale e colore del pavimento della veranda - Getty Images
Pietra, calcestruzzo e ceramica possiedono una massa capace di accumulare calore: questa caratteristica può essere utile in inverno, ma richiede schermatura e ventilazione notturna durante l’estate.
Legno e materiali resilienti offrono una sensazione superficiale meno calda, ma devono essere compatibili con radiazione ultravioletta, variazioni termiche e possibile condensa.
Un tappeto chiaro può ridurre temporaneamente il riscaldamento di una zona, ma può trattenere polvere e umidità.
Divani, tavoli, tende e pannelli possono assorbire energia e sbiadire se esposti direttamente al sole.
Colori molto scuri aumentano il riscaldamento locale, mentre superfici metalliche o lucide possono riflettere la radiazione verso altri punti della veranda.
Arredi e tessuti incidono sulla quantità di calore trattenuto - Getty Images
Gli arredi non dovrebbero ostacolare le aperture basse né interrompere il percorso dell’aria verso i serramenti superiori.
Inoltre, va considerato che apparecchi elettronici, frigoriferi e cantinette lavorano male in un ambiente che raggiunge temperature elevate.
Alberi decidui e pergolati vegetali possono ombreggiare la veranda durante l’estate e lasciare entrare maggiore radiazione in inverno.
La posizione deve essere studiata rispetto al percorso del sole e alla crescita adulta: una pianta piccola collocata molto vicino alla struttura può non offrire ombra nei primi anni e oltretutto diventare difficile da gestire con l'aumento delle dimensioni.
Attenzione: foglie, fiori e resine aumentano la manutenzione della copertura e possono ostruire gronde e guide delle tende.
Evitare che i rami tocchino il vetro durante il vento: possono produrre graffi, urti e depositi organici.
La vegetazione migliora il microclima circostante, ma non offre una prestazione costante al pari di una schermatura tecnica.
Può essere efficace se introdotta per complementare le altre protezioni solari.
Una copertura vetrata deve smaltire l’acqua attraverso pendenza, profili, gronde e pluviali.
Pertanto, schermature, guide e sensori non devono bloccare il percorso della pioggia.
Le guarnizioni non costituiscono l’unico livello di protezione.
La veranda vetrata deve poter fronteggiare piogge abbondanti - Getty Images
I sistemi vetrati utilizzano normalmente camere e canali capaci di raccogliere l’acqua penetrata nei giunti e condurla all’esterno.
Fori e asole di drenaggio devono rimanere aperti per evitare il confluire dell'acqua verso l’interno della struttura.
La pulizia, se non eseguibile da terra, deve avvenire attraverso passerelle, punti di ancoraggio e apposite modalità di accesso.
La veranda può surriscaldarsi d’estate e presentare condensa in altre stagioni.
Durante le notti fredde il vetro e i profili possono scendere a temperature inferiori rispetto all’aria interna.
In questa condizione, l'umidità prodotta da persone, piante e collegamento con la casa può condensare sulle superfici più fredde.
I punti più delicati della struttura sono ponti termici, distanziatori e giunti.
La condensa deve essere raccolta senza raggiungere legno, cartongesso, pavimenti o impianti elettrici.
Macchie ricorrenti vicino ai bordi possono indicare un problema di ventilazione, una discontinuità termica oppure il degrado della vetrata isolante.
La copertura deve sopportare, oltre al peso proprio, quello di vetri, schermature, vento, eventuale neve, interventi di manutenzione.
Inoltre, l’aggiunta di tende, frangisole, ventilatori o pannelli fotovoltaici modifica carichi e comportamento aerodinamico.
Le norme tecniche per le costruzioni, emanate con DM 17/2018 e successive modifiche del 2023, stabiliscono i criteri generali per la sicurezza strutturale e per le azioni da considerare nel progetto.
La UNI 11895:2023 considera inoltre il comportamento delle coperture vetrate e le conseguenze della rottura dei pannelli rispetto alle persone presenti.
Bisogna evitare deformazioni della struttura che possono modificare l’appoggio dei vetri, comprimere le guarnizioni o creare ristagni.
Nelle verande ampie o integrate nell’abitazione è utile simulare il comportamento durante una sequenza reale di giornate estive.
Il calcolo deve considerare:
La simulazione permette di confrontare configurazioni differenti: vetro più selettivo, schermatura esterna, fasce opache, lucernari più grandi oppure ventilazione meccanica.
Una veranda addossata al soggiorno presenta una copertura interamente vetrata e serramenti laterali scorrevoli.
Nel pomeriggio il pavimento scuro riceve sole diretto e la temperatura rimane elevata anche dopo il tramonto.
La prima ipotesi prevede la sostituzione dell’intera copertura con un vetro molto scuro.
Questa soluzione ridurrebbe gli apporti, ma renderebbe meno luminosi veranda e soggiorno durante tutto l’anno.
Il progetto viene riorganizzato e si opta per la seguente soluzione: aggiunta all'esterno di una schermatura retrattile sopra la parte più esposta, inserimento di due fasce opache isolate e aperture motorizzate vicino al punto più alto.
Il ricambio trasversale è garantito dalle ante laterali, mentre un sensore impedisce l’apertura dei lucernari durante la pioggia.
Il pavimento esistente non viene demolito, ma viene protetto prima che riceva il sole.
Il primo errore è scegliere il vetro soltanto in base alla trasmittanza termica, senza controllare fattore solare e trasmissione luminosa.
Il secondo errore è realizzare una copertura interamente trasparente e prevedere di tenere sempre chiuse tende interne oscuranti.
Il terzo errore è collocare la schermatura all’interno e aspettarsi la stessa efficacia termica di un sistema esterno.
Il quarto errore è appoggiare teli direttamente sulla vetrata o fissarli a profili non verificati.
Il quinto errore è aprire soltanto le finestre basse, lasciando intrappolata l’aria calda sotto la copertura.
Il sesto errore è predisporre aperture alte senza una via sufficiente per l’ingresso dell’aria.
Il settimo errore è installare un estrattore che richiama aria climatizzata dal soggiorno invece che dall’esterno.
L'ottavo errore è scegliere telai scuri e privi di taglio termico.
Il nono errore è sigillare i fori di drenaggio impedendo così all’acqua di uscire dal sistema.
Il decimo errore è climatizzare la veranda lasciandola permanentemente aperta verso l’esterno o verso ambienti non controllati.
La realizzazione o la chiusura di una veranda può modificare superficie, volume, sagoma e prospetti dell’edificio.
Il DPR 380/2001 classifica gli interventi edilizi all’articolo 3, ma titolo, ammissibilità e documentazione dipendono da:
In condominio devono essere esaminati anche proprietà delle strutture, facciata, parti comuni e regolamento.
Una tenda interna produce effetti edilizi differenti rispetto a una nuova copertura opaca o a una struttura esterna permanente.
La copertura deve essere controllata periodicamente osservando guarnizioni, sigillanti, fermavetri, scarichi e differenze tra le lastre.
Aloni all’interno del vetrocamera possono indicare una perdita di tenuta della cavità.
Guide sporche aumentano lo sforzo dei motori e possono impedire il completo rientro.
Elegante binomio legno - vetro - Verande Lombardia
Lucernari e attuatori devono essere testati prima dell'arrivo della stagione calda.
L’utente può pulire le parti accessibili da terra, controllare scarichi e segnalare rumori o movimenti irregolari.
È importante che gli interventi sui vetri di copertura, sulla struttura, sui motori in quota e sugli ancoraggi siano eseguiti da personale qualificato dotato di sistemi di accesso adeguati.
Nella foto sopra di Verande Lombardia elegante soluzione in legno con chiusura laterale in vetro.
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