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Quando si progetta la cucina, ci si concentra sull'estetica, dedicando tempo alla scelta delle finiture dei mobili e alla disposizione degli elettrodomestici.
Raramente si pensa ai mobili della cucina considerando il microclima che si crea all'interno, in particolare nei vani chiusi e a ridosso delle pareti perimetrali.
Si tratta di un errore che porta all'insorgenza di odori persistenti e di evenienze fastidiose come rigonfiamento dei pannelli e formazione di muffa, non certo il massimo soprattutto se sono state investite cifre importanti per l'arredamento.
L'umidità nei mobili della cucina è un problema da non sottovalutare - Adobe Stock
Le principali cause sono il miglioramento dell'isolamento degli edifici e i ricambi d'aria meno frequenti.
Quando sono presenti questi fattori predisponenti, l'umidità prodotta in cucina tende a ristagnare più facilmente e l'interno dei mobili diventa un ambiente favorevole alla formazione di condensa.
La formazione di condensa avviene quando un flusso di aria calda e umida entra in contatto con una superficie di temperatura inferiore.
In cucina questo accade frequentemente, soprattutto nei mobili installati contro pareti esterne o in prossimità di colonne tecniche non adeguatamente isolate.
L'aria umida, generata per esempio durante la cottura dei cibi, ma anche quando si lavano le stoviglie o si mettono in funzione gli elettrodomestici, viene letteralmente intrappolata all'interno dei vani chiusi.
La cottura dei cibi è un fattore di rischio per la condensa nei mobili - Adobe Stock
Quando il mobile non è ben ventilato, l'umidità non riesce a disperdersi e si deposita sulle superfici dell'elemento di arredo.
Gli effetti peggiorano con il tempo e prevedono la comparsa di aloni, l'insorgenza di muffe localizzate e di odori estremamente fastidiosi.
Non tutti i mobili della cucina sono esposti allo stesso livello di rischio di insorgenza di umidità interna.
Anche i mobili sotto il lavello sono particolarmente vulnerabili.
In questo caso, la causa sono le tubazioni di acqua calda e fredda, che possono causare condensa a causa della differenza di temperatura.
I mobili dispensa in cucina sono particolarmente a rischio di condensa - Adobe Stock
Le colonne dispensa e i mobili a tutta altezza, soprattutto in assenza di apertura posteriore, sono il punto di partenza per la creazione di aria stagnante.
Ancora una volta l'accumulo di umidità, che si può prevenire con quello step essenziale che è la ventilazione.
Uno degli errori più comuni nell'arredamento della cucina è l'installazione di mobili che aderiscono perfettamente alla parete, senza alcuno spazio per la vitale circolazione dell'aria.
Da evitare è anche la chiusura completa dei fondi e dei pannelli posteriori.
Così facendo, si trasforma il mobile in una vera e propria scatola sigillata, dove l'umidità e la condensa hanno campo libero.
Di riflesso, aumenta anche il rischio che i materiali, seppur di qualità come il truciolare e il MDF, si rovinino irrimediabilmente.
In molti pensano, sbagliando, che migliorare la ventilazione dei mobili della cucina voglia dire stravolgere totalmente il progetto.
Nella maggior parte dei casi, è sufficiente predisporre delle piccole aperture laterali o inferiori per garantire un adeguato ricambio d'aria.
Anche l'utilizzo di distanziatori tra mobile e parete, accessori che si possono acquistare facendo riferimento ad aziende come IKEA, crea un'intercapedine che evita il pericoloso contatto tra il mobile e le superfici fredde.
Quando si ha a che fare con i mobili sotto il lavello, è bene lasciare una parte del pannello posteriore aperta o includere una griglia, che aiuta a ridurre l'umidità provocata dalla presenza delle tubazioni.
Si tratta di soluzioni che, se ben gestite, permettono di mantenere un'estetica gradevole e di preservare l'integrità dei mobili.
La scelta dei materiali è fondamentale per prevenire l'insorgenza di umidità nei mobili della cucina.
Pannelli di materiali poco resistenti all'acqua rischiano di gonfiarsi e deformarsi rapidamente, con tutti i danni del caso provocati dalla condensa.
La ventilazione dell'ambiente aiuta a prevenire la muffa in casa - Adobe Stock
La scarsa ventilazione, però, è rischiosa anche per materiali performanti come il già citato truciolare.
La ventilazione da sola non basta se i materiali sono scadenti, ma valorizza le loro prestazioni prolungandone la vita utile.
Una buona cappa aspirante è una condizione necessaria ma non sufficiente per prevenire l'umidità in cucina.
Aziende come STOSA Cucine, realtà con una storia pluridecennale alle spalle, sono la scelta giusta per conciliare estetica e innovazione tecnologica.
Una buona cappa aspirante aiuta a proteggere i mobili della cucina - Adobe Stock
Il motivo per cui la cappa da sola non basta è presto spiegato ed è legato al suo meccanismo di azione, che coinvolge l'aria nell'ambiente e non quella all'interno dei mobili.
Anche con un'aspirazione efficiente, l'umidità può comunque penetrare all'interno dei vani chiusi.
Esistono diversi segnali che devono far pensare a una ventilazione non sufficiente nei vani interni dei mobili della cucina.
Dagli odori fastidiosi e persistenti che permangono anche dopo la pulizia, fino alle superfici interne sempre di bassa temperatura o umide al tatto, senza dimenticare la presenza di piccoli puntini scuri a livello degli angoli: ecco segnali di allarme che non è possibile trascurare.
Anche il rigonfiamento dei pannelli inferiori o il distacco delle finiture sono segnali di un problema strutturale di umidità, nulla di paragonabile ai difetti dei mobili.
Su mobili da cucina già montati è possibile intervenire contro l'umidità.
Un'altra alternativa è la rimozione parziale dei fondi posteriori. Si può anche optare per l'inserimento di griglie di aerazione, avendo massima cura dell'armonia estetica.
La tempestività dell'intervento è cruciale.
Una volta che il materiale si è deformato o che la muffa si è diffusa in profondità, le possibilità di recuperare il mobile si riducono notevolmente.
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