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Un'unità esterna del condizionatore installata in pieno sole può lavorare in condizioni meno favorevoli rispetto a una collocata in una zona ombreggiata e ben ventilata.
Unità esterna del condizionatore - Getty Images
Nelle giornate estive più calde, il condensatore deve infatti disperdere il calore assorbito dagli ambienti verso un'aria esterna già molto calda.
Questo può comportare un leggero aumento dei consumi elettrici e una riduzione dell'efficienza complessiva, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Tuttavia, nella maggior parte degli impianti moderni la sola esposizione al sole non è sufficiente a compromettere il funzionamento del climatizzatore.
Entrano infatti in gioco anche altri fattori, come la libera circolazione dell'aria attorno all'unità, la pulizia delle batterie alettate, la corretta installazione e la manutenzione periodica.
Per questo motivo un condizionatore al sole non rappresenta automaticamente un problema, ma merita alcune attenzioni per garantire prestazioni ottimali.
L'unità esterna ha il compito di espellere il calore sottratto agli ambienti interni attraverso lo scambiatore di calore e la ventola.
Se il climatizzatore è esposto direttamente ai raggi solari, le superfici metalliche si riscaldano e l'aria circostante raggiunge temperature molto elevate.
In queste condizioni il calore viene ceduto con maggiore difficoltà e il compressore può essere costretto a lavorare più a lungo per ottenere lo stesso risultato.
I climatizzatori sono comunque progettati per funzionare anche durante le giornate più torride, ma quando temperatura esterna, irraggiamento solare e scarsa ventilazione si sommano, l'efficienza diminuisce.
Il fenomeno è particolarmente evidente se l'unità è collocata in nicchie poco ventilate, su balconi chiusi o in cortili dove il calore ristagna senza possibilità di dissiparsi rapidamente.
L'incremento dei consumi dovuto all'esposizione diretta al sole esiste, ma raramente è così elevato come spesso si pensa.
Condizionatore inverter - Foto Getty Images
Nei moderni climatizzatori inverter la regolazione elettronica della potenza permette di adattare continuamente il funzionamento alle reali necessità, limitando gli sprechi energetici.
Se però il compressore deve operare con temperature di condensazione più elevate, il tempo necessario per raggiungere la temperatura impostata può aumentare, con un conseguente assorbimento di energia leggermente superiore.
L'entità del fenomeno dipende da numerosi fattori, tra cui:
In molti casi la differenza è modesta, mentre diventano molto più rilevanti altri aspetti, come filtri sporchi, batterie ostruite dalla polvere o una potenza del climatizzatore non adeguata alle dimensioni dell'ambiente.
Molti utenti hanno la sensazione che il climatizzatore raffreddi meno durante le giornate particolarmente afose.
Impostazione temperatura condizionatore - Getty Images
In parte questa impressione è corretta, ma non dipende esclusivamente dal sole che colpisce l'unità esterna.
Quando la temperatura esterna aumenta, cresce anche il carico termico dell'edificio: pareti, tetto, finestre e superfici vetrate accumulano calore che deve essere continuamente rimosso dall'impianto.
Il climatizzatore lavora quindi in condizioni più gravose e può impiegare più tempo per mantenere la temperatura desiderata.
Se l'unità esterna riceve anche il sole diretto nelle ore più calde, l'efficienza può ridursi ulteriormente, ma il fenomeno è generalmente limitato nei sistemi correttamente dimensionati.
È invece più probabile avvertire un calo delle prestazioni quando il climatizzatore è sottodimensionato oppure richiede manutenzione.
Creare una zona d'ombra può essere utile, purché venga realizzata correttamente.
L'obiettivo è limitare il riscaldamento dovuto ai raggi solari senza compromettere la libera circolazione dell'aria attorno all'unità esterna.
Una piccola tettoia, una schermatura superiore o una copertura studiata appositamente possono contribuire a mantenere temperature leggermente inferiori sulla superficie del climatizzatore.
Occorre però evitare soluzioni improvvisate che ostacolino il flusso d'aria della ventola, come pannelli troppo vicini, mobili, teli o coperture avvolgenti.
Se il calore non riesce a disperdersi correttamente, le prestazioni possono addirittura peggiorare rispetto a un'unità completamente esposta al sole.
Per questo motivo qualsiasi sistema di ombreggiamento dovrebbe lasciare sempre ampio spazio libero sui lati e davanti alla macchina.
Spesso il sole viene considerato il principale responsabile delle scarse prestazioni del climatizzatore, quando in realtà esistono problemi molto più frequenti.
Pulizia dei filtri - Getty Images
Tra questi rientrano:
Anche posizionare oggetti davanti alla ventola, accumulare materiali sul balcone o installare il climatizzatore in spazi molto chiusi può limitare la capacità di dissipare il calore.
Un ulteriore errore consiste nell'impostare temperature interne troppo basse rispetto all'esterno, costringendo il compressore a lavorare continuamente alla massima potenza.
In molte situazioni correggere queste criticità produce benefici molto maggiori rispetto a qualsiasi intervento destinato esclusivamente a schermare il sole.
Non sempre un raffrescamento meno efficace indica un guasto.
Durante le giornate più calde è normale che il climatizzatore impieghi più tempo per raggiungere la temperatura desiderata e che il compressore rimanga acceso più a lungo.
Motore del condizionatore installato a terra - Daniele F. Toscana
Esistono però alcuni segnali che meritano attenzione, come aria in uscita poco fresca anche dopo diversi minuti di funzionamento, cicli continui senza risultati soddisfacenti oppure consumi elettrici insolitamente elevati rispetto agli anni precedenti.
Se questi sintomi compaiono esclusivamente durante le ondate di caldo intenso e scompaiono con temperature più miti, è possibile che il sole e le condizioni ambientali abbiano un ruolo.
Se invece il problema persiste anche in giornate meno calde, è opportuno verificare lo stato dell'impianto e richiedere un controllo tecnico.
La posizione scelta durante l'installazione può influenzare il rendimento dell'intero impianto.
Quando possibile, è preferibile collocare l'unità esterna in una zona naturalmente ombreggiata durante le ore più calde oppure su una parete che riceva meno irraggiamento diretto.
Ancora più importante è garantire uno spazio sufficiente attorno alla macchina affinché la ventola possa aspirare ed espellere l'aria senza ostacoli.
Le indicazioni riportate dal produttore sulle distanze minime devono essere sempre rispettate, evitando nicchie troppo strette o angoli dove il calore tende ad accumularsi.
Anche una corretta altezza dal pavimento e un supporto stabile contribuiscono al buon funzionamento dell'impianto.
Una progettazione attenta permette spesso di ridurre gli effetti del sole senza ricorrere successivamente a modifiche o schermature aggiuntive.
Un leggero calo di efficienza durante le giornate estive più torride rientra normalmente nel comportamento previsto di qualsiasi climatizzatore.
Motore del condizionatore installato in alto - Daniele F. Toscana
Non è quindi necessario intervenire ogni volta che l'unità esterna è esposta al sole.
Conviene invece valutare possibili miglioramenti se il climatizzatore fatica costantemente a raffrescare gli ambienti, i consumi aumentano in modo evidente oppure l'installazione presenta problemi come scarsa ventilazione o ostacoli al passaggio dell'aria.
In molti casi una manutenzione accurata, la pulizia delle batterie e un corretto posizionamento dell'unità consentono di recuperare gran parte dell'efficienza perduta.
Se invece l'impianto è datato o sottodimensionato rispetto alla superficie da climatizzare, può essere opportuno valutare con un tecnico soluzioni più efficaci, piuttosto che attribuire ogni problema alla semplice esposizione al sole.
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