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In molte abitazioni il riscaldamento funziona correttamente, quindi, si hanno termosifoni caldi, temperatura confortevole in soggiorno, cucina e bagno.
Però, a guastare il comfort complessivo della casa, c'è quella stanza che risulta sempre fredda.
È decisamente meno accogliente degli altri ambienti, e richiede una maglia in più o una coperta, soprattutto se si trascorre del tempo inattivi, ad esempio in poltrona a leggere un libro.
Il disagio di quella stanza che rimane sempre fredda - Getty Images
Il problema non è sporadico, si ripete ogni inverno, e purtroppo spesso si tende ad accettarlo come una caratteristica dell'abitazione.
In realtà, una stanza sistematicamente più fredda segnala uno squilibrio, non un problema occasionale.
Prendiamo in considerazione un appartamento di città, con riscaldamento centralizzato o autonomo, con termosifoni dotati di valvole termostatiche.
La camera da letto risulta costantemente più fredda rispetto al soggiorno.
Il termosifone è caldo, ma l'ambiente fatica a scaldarsi.
Spesso si finisce per rassegnarsi al disagio optando per soluzioni tampone come chiudere la porta della stanza fredda oppure ricorrere all'uso di una stufa elettrica.
Quando il termosifone è caldo significa che l'acqua calda arriva correttamente.
Pertanto, non è il singolo radiatore il responsabile di quella stanza della casa che non si scalda: occorre osservare come il calore viene disperso o distribuito.
Alzare la temperatura porta solo a un aumento dei consumi e dei costi - Getty Images
Una stanza può risultare più fredda delle altre anche con un termosifone perfettamente funzionante.
L'esposizione al sole incide notevolmente: stanze rivolte a nord, angoli dell'edificio o locali sopra spazi non riscaldati presentano oggettivamente uno svantaggio termico.
In pratica, durante il giorno accumulano meno calore e lo disperdono più rapidamente.
Questo effetto è amplificato quando la stanza ha due pareti esterne o si trova in una posizione terminale rispetto al resto dell'abitazione.
In questi casi, infatti, anche a parità di impianto di riscaldamento, il comportamento termico cambia rispetto ad altri ambienti della casa.
Un fattore estremamente importante, anche se spesso ignorato, è il movimento dell'aria all'interno dell'abitazione.
Porte chiuse, corridoi lunghi o ambienti poco comunicanti ostacolano il passaggio di aria calda rendendo più difficile la diffusione del calore.
Corridoio lungo, punto di dispersione del calore - Getty Images
In molte abitazioni, la stanza più fredda coincide con quella meno vissuta.
L'aria calda tende a restare negli spazi centrali, mentre i locali periferici faticano a raggiungere la stessa temperatura.
Anche in case apparentemente ben isolate, piccole dispersioni localizzate fanno una grande differenza.
Una finestra meno performante, una parete più fredda o un cassonetto non isolato possono sottrarre calore più velocemente di quanto il termosifone riesca a compensare.
Il risultato è una stanza che non si scalda mai del tutto, pur avendo un impianto funzionante.
La reazione più comune consiste nell'aumentare la temperatura, ma questo porta il resto della casa a scaldarsi di più senza però riuscire ad eliminare lo squilibrio.
Pertanto, la stanza fredda migliora leggermente, ma non raggiunge il livello di comfort termico degli altri ambienti della casa.
Alzare il termostato non elimina lo squilibrio termico - Getty Images
Dunque, problema non risolto e, in aggiunta, aggravio di costi dovuti all'aumento dei consumi.
In presenza di valvole termostatiche, la regolazione influisce molto.
Valvole impostate male o sensibili a correnti d'aria possono limitare l'apporto di calore proprio nella stanza che ne avrebbe più bisogno.
Inoltre, se l'impianto non è stato bilanciato correttamente, l'acqua calda tende a privilegiare i radiatori più vicini alla caldaia o alla colonna principale, penalizzando quelli più distanti.
Questo spiega perché alcune stanze beneficiano a priori di un maggior comfort termico.
L'importanza della corretta regolazione delle valvole termostatiche - Getty Images
Molti notano questo problema solo durante i mesi invernali.
Ciò accade perché le dispersioni diventano più evidenti quando fa più freddo e, quindi, aumenta la differenza tra temperatura interna ed esterna.
Ecco perché durante l'autunno, ad esempio, questo deficit è meno percepibile.
Accettare che una stanza risulti più fredda significa privarsi del comfort in una parte della casa, o comunque utilizzarla in modo limitato.
Per questa ragione sorgono soluzioni-tampone come l'accquisto di stufe elettriche oppure l'abitudine ad isolare la stanza fredda mantenendo la porta chiusa.
Soluzioni tampone per riscaldare l'ambiente - Freepik
Queste scelte, oltre a non essere in grado di restituire il meritato comfort termico, aumentano i consumi.
Inoltre, così facendo si tende a celare la causa reale del disagio posticipando il necessario intervento mirato.
Quando una stanza resta più fredda delle altre, il problema non è quasi mai legato a un singolo termosifone che non scalda.
Generalmente, si è in presenza di uno squilibrio termico dell'abitazione.
Ecco perché è fondamentale individuare dove si perde calore e come quest'ultimo si distribuisce all'interno della casa.
Questa informazione è più utile che continuare ad aumentare indiscriminatamente il termostato.
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