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La presenza di acqua in un tubo corrugato elettrico esterno può dipendere da infiltrazioni attraverso cassette di derivazione, raccordi, pozzetti, giunzioni interrate oppure da fenomeni di condensazione.
Corrugati di vari diametri - Auprotec
Il punto nel quale viene rilevata l'acqua non coincide necessariamente con quello di ingresso, perché il liquido può percorrere diversi metri all'interno della canalizzazione e accumularsi nelle zone più basse.
Il problema interessa soprattutto gli impianti che alimentano illuminazione da giardino, cancelli automatici, prese esterne, citofoni e altre apparecchiature esposte agli agenti atmosferici.
Un corrugato interrato non deve essere considerato automaticamente impermeabile, poiché la sua capacità di impedire l'ingresso dell'acqua dipende dalle caratteristiche del sistema, dalle giunzioni e dalle modalità di installazione.
Inoltre, una quantità limitata di umidità non comporta necessariamente un guasto elettrico, mentre un'infiltrazione che raggiunge morsetti o dispositivi può compromettere la sicurezza dell'impianto.
Per individuare la causa bisogna quindi esaminare l'intero percorso della canalizzazione, distinguere le infiltrazioni meteoriche dalla condensa e verificare l'idoneità dei cavi presenti.
La soluzione corretta consiste nell'eliminare, dove possibile, il punto di ingresso e gestire l'eventuale accumulo d'acqua senza compromettere la protezione delle connessioni elettriche.
In commercio esistono diverse tipologie di tubi corrugati elettrici, progettate per rispondere a differenti esigenze di installazione.
Le principali differenze riguardano il materiale, la resistenza meccanica, la destinazione d'uso e la possibilità di realizzare collegamenti a tenuta d'acqua.
Le tipologie più diffuse comprendono:
È importante ricordare che la resistenza allo schiacciamento non equivale all'impermeabilità.
Anche un cavidotto interrato particolarmente robusto può riempirsi d'acqua quando le giunzioni o le estremità non garantiscono un'adeguata tenuta.
Le estremità delle canalizzazioni rappresentano alcuni dei punti più vulnerabili alle infiltrazioni, soprattutto quando il tubo raggiunge una cassetta esterna esposta direttamente alla pioggia.
Cassetta di derivazione - Getty Images
L'acqua può penetrare attraverso raccordi deteriorati, guarnizioni non più efficienti, fori realizzati in modo improprio oppure passaggi dei cavi privi di una tenuta adeguata.
Una cassetta apparentemente integra può quindi raccogliere acqua al proprio interno e trasferirla ai corrugati collegati, anche quando questi non presentano alcuna rottura lungo il percorso.
Il fenomeno è particolarmente significativo negli ingressi superiori, perché l'acqua che scorre sulla parete della scatola o lungo un cavo può raggiungere più facilmente l'apertura.
Anche la geometria del collegamento contribuisce al problema: un cavo proveniente dall'alto può accompagnare le gocce verso il pressacavo, anziché favorirne l'allontanamento.
Quando una derivazione collega più tubazioni, un unico punto di infiltrazione può provocare la presenza di acqua in diversi tratti dell'impianto.
Per questo motivo, durante una verifica professionale, è importante controllare contemporaneamente lo stato delle guarnizioni, la compatibilità dei raccordi e le condizioni delle terminazioni.
La presenza di un coperchio integro, da sola, non dimostra infatti che l'intero sistema conservi il grado di protezione previsto.
L'acqua può raggiungere una canalizzazione anche attraverso un apparecchio elettrico installato all'estremità opposta rispetto al punto nel quale compare il problema.
Una lampada esterna, una presa da giardino, una fotocellula del cancello oppure una scatola incassata nella facciata possono diventare vie di ingresso quando le guarnizioni sono deteriorate o l'installazione non garantisce una protezione adeguata.
In particolare, una scatola incassata può ricevere umidità dalla muratura, da una sigillatura perimetrale danneggiata oppure dal raccordo con un dispositivo montato sulla parete.
Se il corrugato parte dalla parte inferiore del vano, l'acqua può scendere lungo il tubo e raggiungere un pozzetto distante diversi metri.
Un elemento utile per la diagnosi è la relazione tra infiltrazione e pioggia battente, soprattutto quando il problema compare soltanto durante precipitazioni accompagnate da vento proveniente da una determinata direzione.
Non bisogna inoltre trascurare gli impianti di irrigazione, che possono bagnare ripetutamente apparecchiature non sufficientemente protette.
La verifica deve quindi considerare il collegamento con la muratura, la posizione degli ingressi e l'esposizione effettiva del dispositivo.
Intervenire esclusivamente sul corrugato, senza controllare l'apparecchiatura collegata, può lasciare irrisolta la causa dell'infiltrazione e favorire il ripetersi del problema.
Le canalizzazioni installate nel terreno si trovano in condizioni diverse rispetto ai tubi posati all'interno dell'abitazione, perché sono circondate da un ambiente nel quale l'umidità può essere presente per lunghi periodi.
Corrugati interrati - Edo
I pozzetti elettrici esterni possono ricevere acqua attraverso il coperchio, le pareti, i passaggi delle tubazioni oppure direttamente dal terreno circostante.
Durante precipitazioni abbondanti, il livello dell'acqua può salire fino a raggiungere gli imbocchi dei corrugati, consentendo al liquido di penetrare all'interno.
In queste situazioni è importante stabilire la direzione dell'infiltrazione, distinguendo il caso in cui l'acqua esce dal tubo e si riversa nel pozzetto da quello nel quale è il pozzetto stesso ad alimentare la canalizzazione.
Un altro possibile ingresso è rappresentato da una giunzione interrata non adeguata o deteriorata, attraverso la quale possono penetrare anche sabbia e particelle di terreno.
La presenza di residui solidi provenienti dal corrugato può quindi suggerire una discontinuità del tubo, senza tuttavia dimostrare da sola dove si trovi il difetto.
Non tutta l'umidità riscontrata in una linea interrata indica necessariamente un guasto, ma un accumulo importante e ricorrente richiede una valutazione.
La posa nel terreno deve infatti prevedere componenti compatibili con le condizioni ambientali, evitando che l'acqua possa raggiungere connessioni e apparecchiature non predisposte per tale esposizione.
La conformazione della canalizzazione influisce soprattutto sul punto nel quale l'acqua può accumularsi, anche quando non rappresenta la causa diretta dell'infiltrazione.
Corrugati elettrici interrati - Edo
Un corrugato flessibile interrato può presentare avvallamenti dovuti a una posa irregolare, ad assestamenti del terreno oppure a modifiche successive del percorso.
Quando un tratto si trova a una quota inferiore rispetto alle estremità, l'acqua può raccogliersi in quella zona e rimanervi anche dopo la cessazione delle precipitazioni.
Una situazione differente riguarda lo schiacciamento del tubo, che può essere provocato da carichi eccessivi, riempimenti non adeguati oppure dall'impiego di prodotti con caratteristiche meccaniche insufficienti rispetto alla posa prevista.
La deformazione riduce lo spazio disponibile, ostacola il passaggio delle sonde e può comprimere i cavi, ma non determina automaticamente una sacca d'acqua, che dipende dalla geometria complessiva del percorso.
Anche le giunzioni interrate meritano attenzione, perché un raccordo separato o non compatibile con l'applicazione può permettere l'ingresso di acqua e terreno.
Se durante la manutenzione una sonda incontra sempre un ostacolo nello stesso punto, non è opportuno esercitare una forza eccessiva.
Potrebbe infatti essere presente una deformazione meccanica che richiede una localizzazione del difetto e, nei casi più gravi, la sostituzione del tratto danneggiato.
La presenza di acqua all'interno di una canalizzazione non dipende necessariamente dalla pioggia, perché determinate condizioni ambientali possono favorire la formazione di condensa.
Il fenomeno si verifica quando aria contenente una quantità sufficiente di vapore acqueo entra in contatto con superfici la cui temperatura è inferiore al punto di rugiada.
Questo può accadere nei corrugati che attraversano muri esterni, locali non riscaldati oppure tratti di terreno più freddi rispetto agli ambienti collegati.
Se le estremità consentono scambi d'aria, il vapore può condensare sulle pareti interne e produrre un accumulo progressivo di umidità.
La quantità dipende dalle differenze di temperatura, dall'umidità dell'aria e dalla possibilità che nuovo vapore raggiunga continuamente la superficie fredda.
Per tale ragione, la condensa deve essere considerata soprattutto quando il fenomeno compare anche durante lunghi periodi senza precipitazioni.
Se invece dal tubo fuoriesce una quantità consistente d'acqua immediatamente dopo ogni temporale, è generalmente più ragionevole verificare prima le infiltrazioni meteoriche.
La distinzione è importante anche per scegliere l'intervento: una sigillatura indiscriminata potrebbe non risolvere il problema, mentre una corretta gestione della condensazione richiede soluzioni coerenti con le condizioni termoigrometriche e con la sicurezza dell'impianto.
La presenza di acqua nel tubo non comporta automaticamente il danneggiamento dei cavi, ma la sicurezza dipende dalle caratteristiche dei materiali e dalle condizioni effettive di installazione.
Corrugato elettrico con acqua dentro - Daniele F. Toscana
Occorre distinguere i conduttori isolati privi di guaina protettiva dai cavi dotati di una guaina esterna, senza presumere che questi ultimi siano sempre idonei all'immersione prolungata.
Un cavo progettato per determinate condizioni di posa può tollerare l'umidità prevista dal costruttore, mentre un prodotto non compatibile con l'ambiente potrebbe deteriorarsi nel tempo.
Particolare attenzione va riservata ai cavi senza guaina, per i quali devono essere adottate precauzioni affinché non rimangano a contatto con acqua accumulata all'interno delle condutture.
La situazione diventa più delicata quando il liquido raggiunge giunzioni, morsetti, terminali oppure apparecchiature che non possiedono una protezione adeguata.
L'umidità persistente può favorire fenomeni di corrosione e compromettere le condizioni dei collegamenti elettrici, anche quando l'isolamento del cavo appare esternamente integro.
Se una canalizzazione è rimasta allagata, non è quindi sufficiente svuotarla e ripristinare immediatamente l'alimentazione.
Un elettricista deve valutare l'idoneità dei componenti e, quando necessario, eseguire una misura dell'isolamento con strumenti appropriati, individuando eventuali deterioramenti non riconoscibili attraverso una semplice osservazione.
Quando l'interruttore differenziale interviene durante le precipitazioni, è necessario verificare se l'umidità abbia raggiunto una parte dell'impianto nella quale si verifica una dispersione di corrente.
Quadro elettrico - Getty Images
Il differenziale elettrico confronta la corrente che attraversa i conduttori attivi del circuito e interviene quando rileva uno squilibrio superiore alla soglia prevista.
La causa potrebbe trovarsi in una presa esterna, in una lampada, nei collegamenti di un'automazione oppure all'interno di una cassetta nella quale è penetrata acqua.
Un corrugato allagato costituisce quindi un indizio importante, ma non permette di identificare automaticamente il componente responsabile dello scatto.
Anche quando il circuito torna a funzionare dopo l'asciugatura, l'eventuale deterioramento dell'isolamento o delle connessioni può rimanere presente e ripresentarsi durante le piogge successive.
Non è opportuno continuare a riarmare ripetutamente la protezione nella speranza che il problema scompaia, perché il comportamento dell'impianto potrebbe indicare una condizione di pericolo.
Il circuito interessato deve essere messo in sicurezza e sottoposto alle verifiche necessarie da parte di personale qualificato.
L'intervento dell'elettricista serve a individuare sia la dispersione sia l'origine dell'umidità, evitando riparazioni limitate all'asciugatura delle parti visibilmente bagnate.
La protezione di una canalizzazione esterna dipende dall'insieme dei componenti installati e non esclusivamente dalle caratteristiche del tubo.
Infografica protezione IP - Daniele F. Toscana
Cassette, raccordi, pressacavi e apparecchiature devono essere scelti considerando il grado di esposizione alla pioggia, agli spruzzi, ai getti d'acqua e all'eventuale allagamento.
Il grado di protezione IP, definito dalla norma CEI EN 60529, indica attraverso la seconda cifra il livello di protezione dell'involucro rispetto all'ingresso dell'acqua secondo specifiche condizioni di prova.
Un dispositivo IP44, per esempio, offre una protezione contro gli spruzzi, mentre un involucro IP65 è protetto contro i getti d'acqua secondo le prove previste dalla norma, senza che ciò lo renda automaticamente idoneo all'immersione.
La scelta deve comunque dipendere dalle condizioni reali e dalle prescrizioni applicabili all'installazione.
Anche la tenuta dei raccordi deve essere mantenuta dopo il montaggio, perché fori aggiuntivi, pressacavi incompatibili o guarnizioni danneggiate possono compromettere la protezione dell'insieme.
Per quanto riguarda le sigillature, non è corretto considerarle sempre inutili: sistemi progettati per lo specifico impiego possono contribuire a impedire le infiltrazioni.
È invece rischioso applicare indiscriminatamente schiume o sigillanti alle estremità senza conoscere il percorso dell'acqua, perché il liquido potrebbe rimanere intrappolato o raggiungere altre cassette.
La sigillatura del passaggio nella muratura, inoltre, non garantisce da sola la tenuta interna della canalizzazione.
La ricerca dell'infiltrazione dovrebbe partire dalla ricostruzione del percorso della canalizzazione, evitando di attribuire automaticamente il problema al punto nel quale viene rilevata l'acqua.
Il primo elemento da considerare è la relazione con la pioggia, verificando se il tubo si riempia dopo ogni precipitazione oppure soltanto durante temporali intensi e accompagnati da vento.
Successivamente occorre individuare le cassette, gli apparecchi e gli eventuali pozzetti collegati, prestando particolare attenzione alle terminazioni collocate a quote superiori.
Un pozzetto asciutto dal quale esce acqua attraverso un corrugato può suggerire un ingresso distante, mentre un vano che si allaga prima delle tubazioni può indicare un problema legato al livello dell'acqua nel terreno o al drenaggio.
Anche eventuali tracce di ossidazione, aloni e depositi all'interno delle cassette, osservabili durante un'ispezione in sicurezza, possono fornire informazioni utili su infiltrazioni precedenti.
La presenza di terra proveniente dal tubo può invece indirizzare verso una discontinuità interrata, senza permettere una diagnosi definitiva.
Quando le verifiche visive non sono sufficienti, il tecnico può ricorrere a controlli mirati per localizzare il problema.
Chi nota acqua proveniente da un corrugato può raccogliere alcune informazioni utili senza aprire cassette elettriche o intervenire sui collegamenti.
Terriccio dentro un corrugato - Daniele F. Toscana
È possibile osservare dall'esterno le condizioni dei pozzetti accessibili, verificando se siano allagati, se i coperchi risultino danneggiati oppure se siano presenti raccordi visibilmente staccati.
È altrettanto utile annotare quando compare l'acqua, quali apparecchiature sono collegate alla linea e se il fenomeno coincide con precipitazioni particolarmente intense.
Le fotografie del problema possono aiutare l'elettricista a ricostruire l'andamento dell'infiltrazione, soprattutto quando l'acqua scompare prima del sopralluogo.
Queste osservazioni devono però essere effettuate senza toccare cavi, apparecchi o parti elettriche bagnate e senza esporsi al contatto con acqua potenzialmente interessata da un guasto.
Non bisogna aprire cassette contenenti collegamenti alimentati, manipolare morsetti oppure tentare di estrarre cavi elettrici dalla canalizzazione.
Se un pozzetto contiene contemporaneamente acqua e componenti elettrici, è preferibile evitare qualsiasi intervento diretto e far mettere in sicurezza il circuito.
La presenza di scatti del differenziale, odore di bruciato o funzionamenti intermittenti rende ancora più importante una verifica professionale, perché l'assenza di danni visibili non esclude un problema all'isolamento.
L'intervento corretto dipende dalla posizione del difetto e dalle caratteristiche dell'impianto, perché non esiste una soluzione valida per tutte le canalizzazioni.
Giunto tra due corrugati - Soma
Quando l'acqua proviene da una cassetta, può essere necessario sostituire guarnizioni deteriorate, raccordi incompatibili oppure componenti che non garantiscono più il grado di protezione richiesto.
Se l'infiltrazione avviene attraverso una giunzione interrata danneggiata, potrebbe invece servire la localizzazione del raccordo e la sostituzione del tratto interessato.
Nei pozzetti soggetti ad allagamento, l'intervento può richiedere una revisione del sistema di drenaggio, delle quote di ingresso delle tubazioni o della protezione dei collegamenti.
L'asciugatura del corrugato può essere necessaria durante le operazioni di manutenzione, ma non costituisce una riparazione definitiva quando la causa rimane presente.
Anche l'applicazione di materiali sigillanti deve essere valutata in funzione del prodotto e della configurazione, evitando di bloccare percorsi di evacuazione dell'acqua previsti dal progetto.
Il tecnico deve inoltre controllare lo stato dei cavi, delle guaine e dei terminali, sostituendo i componenti che non risultano più idonei.
Il ripristino deve quindi comprendere sia l'eliminazione dell'infiltrazione anomala sia la verifica della sicurezza elettrica, con particolare attenzione ai circuiti che hanno già manifestato dispersioni o interventi delle protezioni.
La progettazione e la realizzazione delle canalizzazioni elettriche esterne devono rispettare le disposizioni applicabili agli impianti e le norme tecniche pertinenti.
Il riferimento principale per gli impianti elettrici di bassa tensione è la norma CEI 64-8, la cui nona edizione è entrata in vigore il 1° novembre 2024.
La Parte 5 disciplina la scelta e l'installazione delle condutture, considerando anche le influenze ambientali e la presenza d'acqua.
In particolare, le prescrizioni della sezione 522.3 richiedono di adottare precauzioni contro i danni provocati dall'acqua e di prevederne la gestione quando possa accumularsi o condensare.
Per i gradi di protezione degli involucri si fa riferimento alla CEI EN 60529, mentre per i sistemi di tubi interrati assume rilievo la CEI EN 50626-1, pubblicata nel 2023, che ha sostituito la precedente CEI EN 61386-24, rimasta applicabile fino al 21 luglio 2026.
Il DM 37/2008 disciplina inoltre le attività di installazione degli impianti posti al servizio degli edifici e delle relative pertinenze, comprese le categorie di impianti elettrici indicate nel decreto.
La scelta dei materiali, la protezione dei collegamenti e l'eventuale gestione dell'acqua devono quindi essere valutate nel quadro delle condizioni effettive di posa.
Una canalizzazione correttamente progettata deve garantire la sicurezza dell'impianto anche in presenza dell'umidità prevedibile nell'ambiente di installazione.
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