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Quando le temperature scendono sotto lo zero, le tubazioni esterne dell'impianto idrico possono congelare, provocando interruzioni dell'erogazione dell'acqua e, nei casi più gravi, rotture con conseguenti infiltrazioni.
Tubatura in rame ghiacciata - Daniele F. Toscana
Il rischio riguarda soprattutto i tubi esposti all'aria, ma può interessare anche rubinetti da giardino, raccordi, contatori, pozzetti e condotte che attraversano ambienti non riscaldati.
Il congelamento dell'acqua provoca un aumento di volume che può sottoporre i componenti dell'impianto a sollecitazioni elevate.
Il problema diventa particolarmente critico quando si forma un tappo di ghiaccio capace di intrappolare acqua in un tratto della condotta, determinando un incremento della pressione interna durante il processo di congelamento.
Le rotture possono manifestarsi in corrispondenza di giunzioni, raccordi, gomiti o corpi valvola, ma anche lungo le pareti delle tubazioni.
Una lesione può inoltre rimanere temporaneamente nascosta perché il ghiaccio impedisce la fuoriuscita dell'acqua, mentre durante il disgelo può comparire una perdita improvvisa.
Per prevenire questi inconvenienti occorre valutare l'esposizione al freddo e scegliere tra diverse soluzioni, dalla coibentazione termica allo svuotamento delle linee inutilizzate, fino all'impiego di sistemi di riscaldamento specifici per le condotte che devono rimanere operative durante l'inverno.
Per individuare le zone dell'impianto maggiormente esposte al congelamento non è sufficiente osservare i tubi completamente scoperti, perché anche brevi tratti nascosti o parzialmente protetti possono raggiungere temperature inferiori allo zero.
Le situazioni più critiche si verificano generalmente nei punti in cui cambiano le condizioni ambientali, come negli attraversamenti delle pareti, nelle risalite dal terreno e nei collegamenti tra tubazioni realizzate con materiali differenti.
Anche la presenza di raccordi metallici può influenzare gli scambi termici, poiché il metallo possiede una conducibilità maggiore rispetto a molti materiali plastici.
Questo non significa necessariamente che un componente metallico si raffreddi sempre più rapidamente, perché il comportamento dipende anche dalla massa, dalla geometria e dalle condizioni di installazione.
Un altro fattore importante è l'esposizione al vento, che accelera lo scambio di calore con l'ambiente circostante e può portare più rapidamente il tubo a una temperatura vicina a quella dell'aria esterna.
Le tubazioni installate su terrazze aperte, facciate particolarmente esposte e passaggi tra edifici possono quindi richiedere protezioni più accurate rispetto a quelle collocate in zone riparate.
Durante l'ispezione conviene prestare attenzione alle interruzioni dell'isolamento, alle giunzioni tra materiali differenti e soprattutto ai punti nei quali si sono già verificati episodi di congelamento, perché costituiscono indicazioni utili per individuare le criticità dell'impianto.
I rubinetti da giardino costituiscono uno degli elementi più vulnerabili dell'impianto idrico esterno, perché contengono cavità e componenti nei quali possono rimanere piccole quantità d'acqua anche dopo la chiusura.
Rubinetto esterno coperto di brina - Pixabay
La protezione deve comprendere il corpo del rubinetto, il raccordo di collegamento e il tratto di tubazione che attraversa la parete dell'edificio.
In particolare, una guaina isolante interrotta in prossimità della muratura può lasciare scoperta una zona sottoposta a forti variazioni di temperatura.
Quando il collegamento dispone di una valvola interna dedicata, durante i mesi invernali può essere conveniente chiudere l'alimentazione e scaricare l'acqua contenuta nella diramazione esterna, verificando che il percorso consenta effettivamente il drenaggio.
Un'alternativa è rappresentata dai rubinetti antigelo, progettati per collocare l'organo di chiusura in una zona più protetta e consentire, nei modelli predisposti, lo svuotamento della parte esposta.
Per questi dispositivi è fondamentale rispettare le istruzioni del produttore, che possono prevedere una leggera pendenza verso l'esterno per favorire il deflusso dell'acqua.
Inoltre, lasciare collegato un tubo flessibile può impedire il corretto svuotamento di alcune configurazioni, compromettendo il funzionamento antigelo del rubinetto.
Prima dell'arrivo del freddo è quindi consigliabile scollegare tubi da giardino, lance e raccordi rapidi, provvedendo a svuotarli e riporli in un luogo protetto.
Una tubazione non deve necessariamente trovarsi all'aperto per essere soggetta al congelamento, perché anche garage, cantine, depositi e locali tecnici non riscaldati possono raggiungere temperature sufficientemente basse durante periodi prolungati di freddo.
Contatore dell'acqua ghiacciato - Getty Images
Il rischio aumenta quando il tubo corre vicino a pareti perimetrali, porte metalliche o aperture di ventilazione, soprattutto se si trova in una zona attraversata da correnti d'aria provenienti dall'esterno.
Anche i contatori dell'acqua collocati in nicchie o cassette poco protette possono essere esposti al gelo.
Uno sportello metallico sottile, ad esempio, non costituisce necessariamente una barriera termica sufficiente, mentre un pozzetto superficiale può risentire rapidamente delle condizioni meteorologiche.
Per migliorare la protezione si possono utilizzare materiali isolanti compatibili con l'ambiente di installazione, evitando però di ostacolare la lettura del contatore o l'accesso ai dispositivi di intercettazione.
Nel caso dei contatori gestiti dal servizio idrico è importante attenersi alle indicazioni del gestore, senza manomettere sigilli, collegamenti o componenti di sua competenza.
Particolare attenzione deve essere riservata anche agli spazi nascosti dietro contropareti, pannellature e rivestimenti, dove la circolazione di aria fredda può favorire il congelamento senza che il proprietario riesca a individuare immediatamente il punto interessato.
La presenza di un vano chiuso, quindi, non garantisce automaticamente una protezione adeguata, soprattutto quando l'isolamento dell'involucro è discontinuo.
Il terreno offre una protezione naturale contro le variazioni della temperatura esterna, ma non garantisce che le tubazioni interrate siano sempre al riparo dal gelo.
Trincea con tubi dell'acqua - Daniele F. Toscana
La possibilità che l'acqua congeli dipende da diversi fattori, tra cui il clima locale, la durata delle temperature negative e le caratteristiche del terreno.
La profondità di posa rappresenta uno degli elementi più importanti, perché gli strati superficiali del suolo risentono maggiormente delle oscillazioni termiche.
Non esiste tuttavia una profondità universalmente valida per tutte le zone geografiche, poiché il livello raggiunto dal gelo varia in funzione delle condizioni climatiche e delle caratteristiche del sito.
Particolarmente vulnerabili sono i punti nei quali la tubazione si avvicina alla superficie o emerge dal terreno per alimentare una fontanella, una doccia esterna oppure un impianto di irrigazione.
In queste situazioni la protezione deve considerare anche i raccordi e le connessioni presenti nella zona di transizione, perché isolare esclusivamente il tratto verticale potrebbe lasciare scoperta la parte più esposta.
Quando una condotta interrata ha già subito episodi di congelamento, è opportuno verificare se il problema dipenda da una posa superficiale, da un tratto emergente o da altre condizioni locali.
Se il fenomeno si ripete, un tecnico può valutare l'opportunità di modificare il percorso della condotta, aumentare la profondità di installazione oppure adottare protezioni specifiche, tenendo conto delle caratteristiche dell'impianto.
La coibentazione delle tubazioni esterne permette di rallentare gli scambi termici con l'ambiente, riducendo la velocità con cui l'acqua contenuta nella condotta perde calore.
È importante ricordare, però, che un isolante non produce energia termica e non può impedire indefinitamente il congelamento dell'acqua quando la tubazione rimane esposta a temperature sufficientemente basse.
La scelta del materiale dipende dal diametro della tubazione, dall'esposizione agli agenti atmosferici e dalle prestazioni richieste.
Tra le soluzioni più utilizzate troviamo:
Quest'ultimo è impiegato soprattutto quando le condizioni di installazione sono compatibili con le proprietà del materiale.
Per le tubazioni direttamente esposte alla pioggia e al sole può essere necessario aggiungere un rivestimento protettivo esterno, capace di difendere l'isolante dai raggi ultravioletti, dall'umidità e dai possibili danneggiamenti meccanici.
Non tutte le guaine comunemente utilizzate negli ambienti interni, infatti, sono adatte a un'esposizione prolungata agli agenti atmosferici.
La coibentazione deve essere applicata in modo continuo, comprendendo anche gomiti, derivazioni e raccordi, perché eventuali interruzioni possono creare punti vulnerabili nei quali il calore viene disperso più rapidamente.
Particolare attenzione va riservata alle valvole e agli altri componenti che richiedono controlli periodici.
In questi casi è preferibile utilizzare protezioni rimovibili, in modo da mantenere accessibili gli elementi dell'impianto senza compromettere l'efficacia dell'isolamento.
Lo svuotamento costituisce una delle soluzioni più efficaci per proteggere dal gelo le condotte che non devono rimanere operative durante l'inverno.
Isolante per tubi - Amazon
Questa possibilità riguarda soprattutto le linee destinate all'irrigazione, alle docce esterne, alle cucine da giardino e ad altre utenze utilizzate soltanto nella stagione calda.
Per effettuare correttamente l'operazione occorre innanzitutto individuare la valvola di intercettazione che separa la diramazione interessata dal resto dell'impianto, evitando di interrompere l'alimentazione alle utenze che devono continuare a funzionare.
La semplice chiusura della valvola e l'apertura del rubinetto terminale non assicurano necessariamente uno svuotamento completo.
La presenza di contropendenze e sacche può infatti trattenere acqua in alcuni tratti, rendendo necessario l'utilizzo di punti di scarico predisposti.
Gli impianti di irrigazione richiedono particolare attenzione perché possono comprendere collettori, elettrovalvole, filtri e dispositivi dotati di cavità nelle quali rimane acqua anche dopo l'interruzione dell'alimentazione.
Per alcuni sistemi è prevista una procedura di messa a riposo che può comprendere il drenaggio manuale, quello automatico oppure lo svuotamento mediante aria compressa.
Quest'ultima operazione deve essere eseguita con attrezzature e pressioni compatibili con l'impianto, attenendosi alle indicazioni del produttore e preferibilmente affidandosi a personale competente, poiché una pressione eccessiva può danneggiare tubazioni e componenti.
Prima dell'inverno conviene inoltre svuotare e riporre filtri smontabili, lance e altri accessori stagionali, controllando che l'acqua non rimanga intrappolata nei loro elementi interni.
Quando una tubazione deve continuare a funzionare durante l'inverno e la sola coibentazione non offre una protezione sufficiente, può essere necessario ricorrere a un cavo scaldante progettato per impedire il congelamento dell'acqua.
Cavo scaldatubi - Heninhill
Questi sistemi utilizzano energia elettrica per fornire calore alla condotta e possono essere realizzati con differenti tecnologie, tra cui i cavi autoregolanti, capaci di modificare la propria potenza termica in funzione della temperatura locale.
La scelta deve considerare il materiale e il diametro della tubazione, le temperature previste, le condizioni di installazione e le caratteristiche dell'isolamento.
Non tutti i prodotti sono infatti adatti a essere installati su tubazioni plastiche o direttamente esposti agli agenti atmosferici.
È inoltre necessario verificare le protezioni elettriche richieste, la compatibilità con l'ambiente di posa e le eventuali indicazioni relative alla presenza di umidità.
Se l'intervento comporta la realizzazione o la modifica di un impianto elettrico fisso, trova applicazione il DM 37/2008, secondo il relativo campo di applicazione, con gli obblighi previsti per gli interventi eseguiti dalle imprese abilitate.
Per quanto riguarda gli impianti destinati alla distribuzione di acqua per il consumo umano, la UNI EN 806-2 costituisce un riferimento tecnico per la progettazione e considera anche la necessità di proteggere le tubazioni dalle condizioni termiche esterne.
Il cavo scaldante rappresenta quindi una soluzione da valutare soprattutto quando la linea non può essere svuotata o trasferita in una zona più protetta, tenendo conto anche del consumo energetico e della necessità di garantire il funzionamento del sistema durante i periodi più freddi.
Se durante un periodo di gelo un rubinetto smette improvvisamente di erogare acqua, mentre le altre utenze dell'abitazione continuano a funzionare normalmente, una possibile causa è la formazione di ghiaccio all'interno della tubazione.
Cosa fare con i tubi congelati - Daniele F. Toscana
Prima di intervenire è importante individuare la valvola di intercettazione della linea interessata e verificare, per quanto possibile, se siano presenti deformazioni, fessure o altri segnali di danneggiamento.
Quando si sospetta una rottura, è prudente interrompere l'alimentazione prima di procedere allo scongelamento, perché una lesione potrebbe essere temporaneamente ostruita dal ghiaccio e manifestarsi soltanto quando l'acqua torna a circolare.
Lo scongelamento deve avvenire in modo graduale, evitando fiamme libere, acqua bollente e dispositivi che possano surriscaldare o danneggiare i materiali della condotta.
Nei tratti accessibili può essere possibile utilizzare una fonte di calore moderata, purché adatta al materiale del tubo e alle condizioni ambientali, senza compromettere guarnizioni, raccordi e rivestimenti.
Se invece la parte congelata si trova all'interno di una parete, sotto il pavimento oppure in una zona non raggiungibile, è preferibile richiedere l'intervento di un idraulico per evitare danni durante le operazioni.
Una volta ripristinato il flusso, bisogna controllare attentamente i possibili punti di perdita, osservando raccordi, pareti e superfici circostanti.
La verifica è importante anche quando il rubinetto sembra funzionare normalmente, perché una piccola lesione potrebbe provocare un'infiltrazione non immediatamente visibile.
La prevenzione del congelamento dovrebbe iniziare prima dell'arrivo delle temperature più rigide, attraverso un controllo dei collegamenti idrici presenti all'esterno e negli ambienti non riscaldati dell'edificio.
L'ispezione permette di individuare eventuali protezioni deteriorate, raccordi scoperti e punti nei quali la tubazione risulta particolarmente esposta al freddo.
Il primo intervento consiste nel verificare le condizioni delle guaine isolanti, prestando attenzione alla presenza di tagli, schiacciamenti o giunzioni aperte che potrebbero ridurne l'efficacia.
È importante controllare anche rubinetti, raccordi e valvole, cercando eventuali gocciolamenti o tracce di umidità che possono indicare la presenza di piccole perdite.
Il controllo dovrebbe estendersi alle cassette dei contatori, alle nicchie e ai pozzetti, dove l'ingresso di aria fredda può aumentare il rischio di congelamento.
Particolare attenzione va riservata alle tubazioni che emergono dal terreno o attraversano le pareti esterne, soprattutto nei tratti privi di un'adeguata protezione termica.
È inoltre opportuno individuare le linee utilizzate stagionalmente, come quelle destinate all'irrigazione, che possono essere intercettate e svuotate prima dell'inverno.
Se l'impianto dispone di cavi scaldanti o altri sistemi di protezione attiva, occorre verificarne il corretto funzionamento seguendo le indicazioni del produttore.
Durante l'ispezione non bisogna trascurare le piccole perdite già presenti, perché l'umidità può compromettere le prestazioni di alcuni materiali isolanti e favorire la formazione di ghiaccio sulle superfici.
La scelta degli interventi dipende anche dall'utilizzo effettivo della condotta: una tubazione destinata esclusivamente all'irrigazione può essere svuotata durante la stagione fredda, mentre una linea che alimenta un'utenza indispensabile potrebbe richiedere una protezione permanente.
Una corretta manutenzione preventiva consente quindi di ridurre il rischio di congelamento, limitando la possibilità di rotture delle tubazioni e di successive perdite d'acqua durante il disgelo.
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