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Sono certa che molti di voi hanno in casa una Dracaena Fragrans, sempreverde da appartamento nota come Tronchetto della Felicità, di solito costituita da uno o due tronchi su cui troneggiano ciuffi di lunghe foglie di un bel verde brillante: si tratta di una pianta che affonda le sue origini nell'Africa tropicale, dunque adatta a luoghi in cui il clima sia caldo-umido.
È una pianta da appartamento che, oltre a essere bella da vedere, pare sia in grado di combattere l'inquinamento indoor poiché assorbe le sostanze tossiche – note come VOC, composti organici volatili - presenti anche negli arredi o nelle pitture: l'esempio più celebre è dato dalla formaldeide, contenuta nelle finiture dei mobili.
A prima vista sembrano talmente simili da confonderle ma in realtà Tronchetto della Felicità e Yucca sono ben diverse tra loro: tanto per cominciare, appartengono a famiglie diverse - la Yucca fa parte delle Agavacee, mentre la Dracaena appartiene alle Liliacee.
A differenza del Tronchetto, la Yucca è una pianta da esterno e presenta un tronco più spesso: le foglie, poi, sono appuntite e di un verde scuro pressochè uniforme dunque facilmente distinguibili da quelle del Tronchetto, di un bel verde carico con le tipiche striature bianche o gialle al centro.
Le sue origini tropicali rendono questa pianta adatta a climi caldo-umidi, facendo attenzione a non esporla direttamente ai raggi del sole: durante l'inverno occorrerà collocarla in punti della casa lontani da termosifoni e correnti d'aria. Le sue bellissime foglie hanno bisogno di un po' di attenzione in più poiché la polvere è una loro acerrima nemica: per pulirle e renderle lucide è sufficiente passare con delicatezza un batuffolo di ovatta imbevuto di acqua e latte.
L'annaffiatura varia al variare delle stagioni: d'inverno occorrerà dare acqua alla pianta con moderazione, verificando prima se il terreno superficiale è asciutto, dal momento che essa risente non poco dei ristagni d'acqua. Per questa ragione sarebbe opportuno nebulizzarla utilizzando uno spruzzino.
Con la bella stagione sarà necessario intensificare le annaffiature, da effettuarsi di buon mattino o in serata. Saranno proprio le foglie ad indicarvi lo stato di salute della pianta: se le punte sono secche sarà necessaria più acqua mentre la presenza di macchie giallognole che partono dalle punte fino a coprire l'intera foglia sono sintomo di un'eccessiva irrigazione.
La prima operazione di solito si effettua solo durante la bella stagione per due volte al mese: il concime ideale è ricco di azoto e potassio e va mischiato all'acqua di irrigazione. La presenza di macchie scure lungo i bordi delle foglie è sintomo di un eccesso di concimazione: occorrerà dunque sospendere tale operazione per un periodo di almeno tre mesi.
Quanto al rinvaso, esso andrà fatto una o due volte l'anno, a seconda della crescita della pianta: sul fondo del vaso dovrà essere realizzato uno strato di palline di argilla, per favorire il drenaggio dell'acqua, che verrà coperto dalla torba per circa tre quarti della capienza del vaso.
A questo punto è possibile sistemare delicatamente la pianta e coprirla col terriccio rimanente, avendo cura di compattarlo per bene ed annaffiare abbondantemente: se volete, potete aggiungere del concime minerale granulare per nutrire al meglio la pianta.
Avete notato delle strane forme bianche, di piccole dimensioni ed un po' appiccicose, in prossimità dell'attacco tra il tronco e le foglie? Molto probabilmente si tratta di cocciniglie, insetti che si nutrono della linfa dei fusti causando la loro perforazione e quella delle foglie.
Nei casi più semplici è possibile utilizzare una soluzione composta da acqua e sapone di marsiglia: una volta nebulizzata sui punti attaccati dagli insetti, occorre aspettare almeno mezz'ora per poi risciacquare. Se il problema non si risolve, bisognerà ricorrere ad insetticidi specifici ed eventualmente a rimuovere le foglie più malate.
Altri insetti dannosi per la salute della vostra pianta sono gli afidi: sono parassiti che tendono a posizionarsi sulle parti più verdi delle foglie per nutrirsi dei succhi cellulari, provocando deformazioni delle stesse e, nei casi più gravi, il rallentamento della crescita della pianta. Esistono in commercio prodotti biologici – di solito a base di piretro - in grado di risolvere questo problema.
Un'ultima considerazione va fatta sui danni causati dall'esposizione diretta della pianta ai raggi del sole: essa può provocare la perdita di intensità del colore delle foglie ed addirittura farle seccare. Il rimedio è quello di spostare il Tronchetto in un luogo meno illuminato ed eliminare le foglie secche: se necessario, provvedete a nebulizzare dell'acqua direttamente sulle foglie.
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