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Travi del solaio attaccate dai tarli: come capire se il danno è superficiale o strutturale

Quando le travi del solaio vengono attaccate dai tarli, è fondamentale capire se il danno è superficiale o strutturale. Ecco cosa sapere nel dettaglio.
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Travi del solaio attaccate dai tarli: danno superficiale o strutturale


Le travi del solaio, nel momento in cui vengono attaccate da dei tarli, possono subire un danno di duplice entità.

Il danno in questione può infatti essere superficiale o strutturale.

Esistono ovviamente delle differenze sostanziali di cui tenere conto.

Tutto ciò che riguarda un danno superficiale, comprende gli strati estetici o di finitura di un edificio.

Trave attaccata dai tarliTrave attaccata dai tarli - Gemini



Il danno strutturale si verifica invece quando coinvolge in profondità gli elementi portanti dell'edificio.

Un attacco subito dalle travi del solaio da parte dei tarli, può portare ad un bivio come quello appena descritto.


Il danno che si può verificare in base alla specie


In base alla specie che prenderà di mira le travi del solaio in questione, il danno può essere di portata differente.

Definiti anche come "capricorni" per via della loro conformazione, i cerambicidi sono degli insetti appartenenti alla categoria dei tarli del legno.

Essi attaccano infatti travi e tetti realizzati in legno, riuscendo così a causare dei danni potenzialmente ingenti.

Il loro pericolo principale risiede nella loro abilità primaria.



Ovvero, quella di scavare delle gallerie profonde a tal punto da compromettere la stabilità strutturale dell'edificio.

Allo stesso modo, anche le termiti possono portare a delle conseguenze come quella descritta sopra.


Come distinguere i danni alle travi del solaio


Il problema principale dei danni subiti dalle travi di un solaio, è dovuto al fatto che molto spesso l'entità del danno non si limiti soltanto ai fori.

Risulta infatti molto più complicato capire se l'infestazione è ancora attiva, e quanto potrebbe aver eroso la sezione resistente della trave.

Fori su una trave in legnoFori su una trave in legno - Gemini



Nel momento in cui un tarlo colpisce degli elementi portanti come quello citato nel corso di questo articolo, si ha a che fare con un danno strutturale.

Con il loro operato, i tarli possono ridurre la sezione resistente del legno dall'interno, arrivando così a compromettere la sicurezza dell'edificio in questione.

La distinzione in questione permette di calibrare il proprio intervento in base all'entità del danno. Ciò permetterà di evitare che la situazione peggiori in maniera ulteriore.


Come riconoscere la specie dal foro


La dimensione del foro, rappresenta a tutti gli effetti un indizio di quanto sia grave la situazione in corso. Motivo per cui, conoscerle le varie caratteristiche, è fondamentale.

Il tarlo comune, per esempio, è in grado di realizzare dei fori di circa 2-3 mm perfettamente circolari.

Allo stesso modo, il cosiddetto Lyctus Brunneus è in grado di produrre dei fori della stessa larghezza.

Foro ravvicinato su una traveForo ravvicinato su una trave - Gemini



Un'altra specie da tenere sotto particolare osservazione, è quella del già citato capricorno delle case.

Quest'ultima specie è infatti in grado di realizzare dei fori di sfarfallamento ovale di circa 4x7 mm.

Allo stesso modo, le sue larve possono scavare delle gallerie dal diametro di 10 mm.

Cosa che metterebbe a dura prova la stabilità delle travi interessate.


Come stimare l'età dell'infestazione


Tramite alcuni dettagli, si può addirittura risalire a dettagli utili come una stima dell'età dell'infestazione.

Indicativamente, i fori "nuovi" hanno un colorito più chiaro rispetto a quelli che sono invece maggiormente datati.

Si tratta di una delle modalità di analisi più semplici in assoluto, per capire l'entità in termini di tempo di un fenomeno di infestazione.

Infestazione strutturale su una trave in legnoInfestazione strutturale su una trave in legno - Gemini



Grazie a questa distinzione, si può infatti capire con una certa precisione quando il processo di cui sopra potrebbe aver avuto inizio.

In caso di foro recente, si potrà intervenire per evitare il peggio.

Nel caso in cui il foro sia invece datato, il peggio potrebbe già essere in corso.


Segnali che indicano un'infestazione attiva


Tra i segnali chiave che si possono cogliere vi rientra il rosume fresco, il quale indica un campanello d'allarme quale della segatura finissima composta da fibre di legno.

Un altro segnale potenzialmente indicativo potrebbe essere a sua volta la contrapposizione di fori nuovi e chiari, rispetto a dei fori più datati e scuri.

Il legno che suona vuoto è a sua volta un segnale che bisogna cogliere.

Ciò potrebbe tuttavia indicare anche un'infestazione risolta, e non più in corso.

Il legno che si sfarina o che cede sotto pressione, può essere anch'esso il segnale di un'infestazione in corso d'opera.


Come capire se un'infestazione è "solo" superficiale


Per capire se un'infestazione è soltanto di carattere superficiale, è necessario portare il proprio focus non sul movimento dei tarli, ma su cosa il loro avvento ha causato.

Infatti, il legno potrebbe essersi indebolito fino ad aumentare il rischio di cedimento. In questo caso, il passaggio da danno superficiale a strutturale sarebbe dietro l'angolo.

La valutazione di cui sopra dipende principalmente da tre fattori.

Il primo riguarda il danno in sè, il quale potrebbe apparire datato o nuovo.

Infestazione superficiale su una trave in legnoInfestazione superficiale su una trave in legno - Gemini



Il secondo fattore da analizzare riguarda invece la perdita di consistenza del legno.

La terza e ultima opzione, porta a interrogarsi sulla funzione dell'elemento colpito.

Nel caso delle travi di un solaio, elemento strutturale per definizione, la risposta viene da sè.


Tecniche di diagnosi professionali


Esistono alcune tecniche di diagnosi professionali che possono essere eseguite per rendersi conto della gravità (o meno) della situazione.

L'ispezione visiva strumentale avviene secondo la normativa UNI 11119:2004 e viene messa in pratica tramite strumenti a percussione quali martelli o cacciaviti.

Anche la prova resistografica può essere a sua volta indicativa: permette infatti di rilevare in tempo reale lo stato di avanzamento dei parametri di rotazione.

Resistografia su una traveResistografia su una trave - Gemini



Possono rivelarsi molto utili anche le prove penetrometriche, che aiutano a misurare la forza applicata per risalire alle proprietà fisico-meccaniche del legno.

Ciò viene fatto grazie ad una sfera d'acciaio di 10 mm di diametro e 5 mm di profondità nella superficie.


Soluzioni di consolidamento per danno strutturale


Prima di applicare qualsiasi tecnica di consolidamento post tarlo del legno, sarà necessario intervenire tramite una bonifica preliminare.

Successivamente, possono entrare in gioco tecniche utili come il consolidamento superficiale con resina epossidica fluida.

La tecnica in questione dovrà essere applicata a pennello, con catalisi lenta così da impregnare il legno a sufficienza.

Protesi in resina su una traveProtesi in resina su una trave - Gemini



Un'altra tecnica altrettanto gettonata riguarda l'utilizzo delle protesi realizzate in resina o in legno alle teste di trave.



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Travi del solaio attaccate dai tarli: come capire se il danno è superficiale o strutturale
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