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Una tenda a caduta installata davanti a un balcone o a una portafinestra intercetta la radiazione solare prima che raggiunga vetri, pavimento e superfici interne.
Le guide laterali mantengono il telo in posizione durante la discesa e ne limitano gli spostamenti provocati dalle correnti d’aria, quindi, rendono la schermatura più stabile rispetto a un semplice rullo libero con barra terminale.
La presenza delle guide non rende però ogni modello adatto a qualsiasi balcone esposto.
Tenda a caduta con guide laterali - Tendaggi Mania
Il comportamento della tenda cambia a seconda che si tratti di:
Anche il tessuto modifica l'effetto ottenuto da questi schermi solari.
Una rete molto aperta lascia passare più aria e conserva il contatto visivo con l’esterno; una trama più fitta scherma maggiormente ma può ridurre la ventilazione del balcone.
La scelta giusta è quella che considera l’esposizione e l’obiettivo prevalente.
Nelle tende a caduta libera il telo scende verticalmente e viene mantenuto disteso soprattutto dal peso della barra terminale.
Il sistema è semplice, ma il bordo inferiore può oscillare e il tessuto può gonfiarsi per l'azione delle raffiche di vento.
Le guide laterali controllano la traiettoria della barra e, in alcuni modelli, trattengono anche i bordi del telo.
Il movimento rimane più ordinato e la tenda può essere utilizzata in aperture alte nelle quali un telo libero sarebbe più instabile.
La differenza diventa evidente su balconi ai piani elevati e in facciate esposte.
In ogni caso, la tenda deve essere richiusa quando non sussistono le condizioni ammesse dal costruttore, perché la guida riduce il movimento, ma non può eliminare l'azione del vento.
I cavetti in acciaio e i tondini sottili guidano la barra terminale lasciando il bordo del tessuto libero.
La soluzione ha un impatto visivo contenuto e permette all’aria di passare lateralmente.
Il telo, però, può incurvarsi, vibrare o uscire parzialmente dal piano quando il vento agisce sulla parte centrale.
Tenda da sole in tessuto chiaro con guide laterali e braccetti - Tendaggimania
Nella foto sopra di Tendaggimania tenda da sole per balcone con guide laterali e braccetti.
Questa soluzione è adatta soprattutto a balconi protetti e a tende di dimensioni non eccessive; se l’obiettivo è chiudere un fronte molto esposto, la sola guida della barra potrebbe non offrire la stabilità desiderata.
Cavi e tensionatori devono rimanere sempre correttamente regolati per garantire uniformità nella discesa del tessuto e per evitare sollecitazioni eccessive a carico dei fissaggi.
Le guide in alluminio possono accogliere cursori collegati alla barra terminale.
Il telo rimane libero lungo i lati, ma la parte inferiore non può allontanarsi molto dal piano previsto.
Rispetto ai cavetti, le guide rigide offrono generalmente un movimento più preciso e proteggono meglio i componenti scorrevoli.
La fessura tra tessuto e guida consente una certa ventilazione e rende il sistema meno simile a una chiusura continua.
Ciò significa anche che può lasciare entrare luce laterale e ridurre la privacy in corrispondenza dei bordi, quindi, occorre valutare l'esposizione.
Inoltre, la guida deve essere perfettamente allineata: una parete fuori piombo o un parapetto irregolare generano attriti, rumori e usura dei cursori.
Nei sistemi comunemente definiti ZIP, come il dettaglio nella foto seguente di Saxun, lungo i bordi del telo troviamo un profilo flessibile simile a una cerniera, che scorre dentro apposite guide.
Il tessuto viene così trattenuto lungo l’intera altezza e mantiene una superficie più tesa.
L’assenza della fessura laterale migliora la continuità visiva e può limitare l’ingresso di luce dai bordi.
Queste tende da sole vengono scelte spesso per gestire grandi portefinestre, logge, pergole e balconi molto soleggiati.
Dettaglio sistema ZIP - Saxun
La maggiore stabilità si ottiene però se si rispettano criteri precisi: dimensioni, guida, cassonetto, barra terminale, fissaggi e tipo di tessuto determinano il risultato finale.
Ad esempio, quando una raffica di vento deforma il telo, il bordo deve poter muoversi nel profilo senza strappare o uscire dalla guida.
La manutenzione è fondamentale per evitare che depositi di sporco compromettano lo scorrimento.
La tenda può essere installata vicino alla portafinestra, sul filo esterno della loggia oppure in una posizione intermedia.
Una schermatura prossima al vetro intercetta direttamente il sole che colpirebbe il serramento, però bisogna lasciare uno spazio sufficiente perché il calore non rimanga intrappolato contro il vetro e perché maniglie e ante possano muoversi.
La posizione della tenda deve essere studiata considerando:
La tenda collocata sul bordo esterno ha il vantaggio di ombreggiare anche il pavimento e gli arredi del balcone, però, una volta abbassata quasi completamente, può far sì che l'aria calda ristagni, soprattutto se parapetti e pareti laterali riducono il ricambio.
Su un balcone profondo può essere utile schermare il fronte nelle ore più critiche lasciando una fascia inferiore o laterale per il passaggio dell’aria.
Un balcone esposto a sud riceve il sole con traiettorie differenti rispetto a uno orientato a est o a ovest.
Sul lato sud, la soletta del balcone superiore può schermare parte della radiazione più alta nelle ore centrali, mentre una tenda verticale diventa utile quando il sole è più basso o l’oggetto è poco profondo.
A est il problema si concentra soprattutto al mattino, mentre con esposizione a ovest la tenda affronta il sole diretto nel pomeriggio, quando le superfici hanno già accumulato calore.
Tende a caduta verticale con cassonetto - Brianzatende
Le esposizioni intermedie e gli edifici d’angolo richiedono di considerare anche l’irraggiamento laterale.
Il consiglio: osservare il balcone nelle ore più calde, tracciando il percorso dell’ombra, perché una schermatura molto ampia non è necessariamente efficace se il sole entra dal fianco e colpisce comunque il vetro.
Nella foto sopra di Brianzatende tende a caduta verticale a cassonetto.
Una tenda esterna intercetta una parte della radiazione prima che attraversi il vetro.
Una tenda interna, invece, agisce dopo che la radiazione ha attraversato la vetrata e una parte dell’energia è già penetrata negli ambienti interni.
Può migliorare il comfort visivo, ma normalmente non controlla il guadagno solare con la stessa efficacia di una protezione collocata davanti al serramento.
La UNI EN 14501:2025 classifica le proprietà termiche e visive dei dispositivi di protezione solare: fattore solare, trasmittanza solare diretta, controllo dell’abbagliamento, uso della luce diurna, privacy, contatto visivo con l’esterno, tipo di telo.
Il fattore solare totale, indicato frequentemente come gtot, descrive la quota di energia solare che raggiunge l’interno attraverso il sistema formato da vetro e schermatura.
Un valore più contenuto indica un minore apporto solare, ma è importante considerare anche:
Lo stesso telo può produrre valori differenti davanti a una vetrata chiara, a un vetrocamera selettivo o a un vetro molto assorbente.
Inoltre, come indicato nella UNI EN 14501, incide anche la posizione del telo rispetto alla vetrata: il fattore solare cambia tra una tenda a caduta verticale davanti alla portafinestra e una tenda inclinata posta lungo il perimetro del balcone.
Il fattore di apertura esprime indicativamente la percentuale di vuoti presenti nella trama.
Un valore basso corrisponde a un tessuto più chiuso, che limita maggiormente il passaggio diretto di luce e la visibilità; al contrario, se è alto, significa che conserva una migliore relazione con l’esterno e favorisce il passaggio dell’aria, ma lascia entrare una quota maggiore di radiazione.
Nei tessuti tecnici per esterni sono disponibili trame molto different con fattori di apertura che oscillano tra il 25% e il 10%, con variazioni rilevanti di trasmissione visiva e comportamento solare.
Non esiste una percentuale migliore in senso assoluto: per schermare una portafinestra a ovest e mantenere visibile il panorama può essere utile una trama intermedia; per aumentare la privacy si può scegliere un tessuto più chiuso che implica anche minore luminosità.
Ridurre i vuoti del tessuto limita la radiazione diretta, ma modifica anche la ventilazione.
Una trama molto fitta può rallentare il ricambio d’aria e trattenere il calore prodotto dalle superfici esterne.
Il tessuto stesso assorbe una parte dell’energia solare e si riscalda.
Tenda da sole a caduta verticale con tessuto microforato - Gani Tende
È quindi opportuno distinguere il comfort del locale interno da quello della zona esterna.
Una schermatura molto chiusa e vicina al vetro può essere efficace per proteggere la stanza; la stessa trama installata per l'outdoor potrebbe rendere questo spazio meno ventilato.
I colori chiari riflettono generalmente una quota maggiore della radiazione incidente, mentre quelli scuri tendono ad assorbirne di più.
Ma contribuiscono a modificare il comportamento della tenda anche:
Questi fattori incidono su trasmissione, riflessione e assorbimento.
Un tessuto scuro può offrire una buona visione verso l’esterno e un controllo efficace dell’abbagliamento, però la superficie può raggiungere una temperatura maggiore sotto il sole diretto.
Un telo chiaro rimane visivamente più leggero e riflette più luce verso l’esterno, ma può produrre abbagliamento sul balcone e rendere meno nitido il panorama.
Il poliestere offre resistenza alla trazione e consente di produrre teli di grandi dimensioni.
Il rivestimento protegge il filo, riduce l’assorbimento d’acqua e rende la superficie più semplice da pulire.
Occorre valutare peso, spessore e rigidità.
Un tessuto più pesante non è automaticamente adatto a una tenda più grande: il motore, il rullo e le guide devono essere dimensionati per quella specifica massa.
Il comportamento al sole dipende anche dalla stabilità del rivestimento ai raggi ultravioletti.
Alcuni tessuti tecnici per tende esterne utilizzano un’anima in fibra di vetro rivestita.
La fibra offre una buona stabilità dimensionale e limita l’allungamento del telo.
Questa caratteristica aiuta a mantenere regolare la superficie nelle tende verticali.
Il comfort ottenuto nello spazio outdoor dipende da più aspetti:
Insieme determinano resistenza all’esterno, maneggevolezza e comportamento in fase di arrotolamento.
La posa è importante, in quanto una lavorazione non corretta può esporre i fili o creare zone più rigide che scorrono male nelle guide.
I tessuti acrilici tinti in massa sono ampiamente utilizzati nelle tende da sole tradizionali e offrono numerose colorazioni.
In una tenda a caduta con guide possono essere impiegati quando il sistema è progettato per quel materiale.
Rispetto a uno screen microforato, una tela acrilica presenta generalmente una superficie più chiusa e limita maggiormente la vista.
La maggiore opacità è utile per ombra e privacy, ma aumenta l’azione del vento e riduce il passaggio dell’aria.
L’arrotolamento può inoltre produrre pieghe e variazioni superficiali più evidenti.
La scelta non dovrebbe partire dall’aspetto cromatico, bensì essere la valutazione di telo, rullo, guide e dimensioni, se compatibili con la configurazione.
Le membrane trasparenti in PVC vengono talvolta utilizzate per proteggere il balcone da vento e pioggia.
Attenzione: non svolgono la stessa funzione di uno screen solare.
La superficie trasparente lascia entrare molta radiazione e può creare un effetto serra nello spazio retrostante, soprattutto quando il balcone è chiuso anche lateralmente.
Il materiale tende inoltre a mostrare graffi, ondulazioni, condensa e depositi.
Il telo trasparente può essere utile per una protezione stagionale, ma richiede una gestione diversa rispetto al tessuto microforato che è certamente più indicato per il comfort estivo.
Uno screen scuro e poco aperto può ridurre la visibilità dall’esterno durante il giorno, quando il balcone o la facciata sono più illuminati rispetto all’interno.
La sera questa relazione si inverte.
La UNI EN 14501 distingue espressamente la privacy notturna dalle altre prestazioni visive, proprio perché il comportamento dipende dalle condizioni luminose sui due lati.
Per un balcone affacciato su edifici vicini è opportuno osservare un campione sia controluce sia con illuminazione interna.
Una trama scelta esclusivamente per la protezione solare può non offrire la riservatezza attesa nelle ore serali.
La tenda deve intercettare la luce diretta senza però trasformare la stanza in uno spazio eccessivamente buio.
Davanti a una postazione di lavoro o a un televisore, una trama più chiusa limita i riflessi e migliora la leggibilità degli schermi.
Tuttavia, in un ambiente già poco illuminato può aumentare la necessità di luce artificiale.
È possibile modulare la luminosità regolando l’altezza della tenda: abbassare il telo soltanto nella parte colpita dal sole mantiene aperta la fascia restante e conserva maggiore luminosità.
Per questo motivo, l'automazione con motore può offrire un vantaggio maggiore rispetto alla ricerca del tessuto più schermante disponibile.
Il cassonetto contiene il rullo e protegge il telo quando la tenda è raccolta.
Un modello chiuso, o protetto da un tettuccio come mostra la foto seguente di Gani Tende limita il deposito di polvere e l’esposizione del tessuto agli agenti atmosferici durante i periodi di inutilizzo.
È particolarmente utile nei balconi scoperti e sulle facciate esposte.
Tenda esterna con tettuccio di protezione - foto Gani Tende
La dimensione del cassonetto dipende da:
L’acqua deve poter defluire e non rimanere nella parte inferiore.
All'occorrenza il motore deve essere raggiungibile agevolmente, senza dover smontare la facciata.
La barra inferiore mantiene il tessuto disteso e trasferisce il movimento alle guide.
Il peso deve essere sufficiente a tendere il telo ma compatibile con motore, rullo e arresti.
Nei sistemi ZIP la barra collabora con i bordi guidati e non rappresenta l’unico elemento di stabilizzazione.
Una barra molto larga e sottile può flettersi al centro.
Evitare che il profilo appoggi direttamente sul pavimento del balcone, dove acqua e sporco possono entrare nelle guide.
La resistenza al vento non si ricava dal solo tessuto né dalla presenza della guida ZIP, seppur entrambi incidano.
La UNI EN 13561:2015 definisce i requisiti prestazionali delle tende e dei tendoni esterni includendo i tendoni a caduta con guide.
Le classi di prestazione sono attribuite sulla base alla resistenza al carico del vento e considerando i pericoli connessi a installazione, uso e manutenzione.
Attenzione: la classe dichiarata per un prodotto riguarda la configurazione valutata con determinate dimensioni, componenti e modalità d’installazione.
Inoltre, resistenza al vento non equivale a 'zero protezione': le turbolenze e le pressioni possono superare le condizioni previste, pertanto, il telo potrebbe deformarsi e la barra vibrare.
È necessario rispettare sempre le istruzioni in merito alle condizioni in cui la tenda va raccolta.
Nei periodi di assenza o durante eventi meteorologici intensi è prudente lasciarla nel cassonetto.
Una sola tenda molto larga produce una superficie continua, ma richiede rullo, barra, tessuto e guide più sollecitati.
Due o più moduli riducono la larghezza di ogni telo e permettono una gestione differenziata dell’ombra: è possibile abbassare soltanto la schermatura davanti alla zona colpita dal sole, lasciando più aperto il resto del balcone.
La divisione introduce montanti intermedi visibili e richiede più motori o una meccanica coordinata che deve seguire il disegno della facciata e gli assi delle portefinestre.
Spesso questa scelta non è prettamente estetica ma dettata da una condizione necessaria per mantenere stabilità e durata.
Un telo alto compie molti avvolgimenti sul rullo.
Lo spessore del pacchetto aumenta progressivamente e può modificare il diametro effettivo, la velocità periferica e la posizione finale della barra.
Cassonetto e motore devono essere selezionati considerando questa variazione.
Un rullo insufficientemente rigido può flettersi al centro, producendo pieghe e differenze di tensione.
Il problema diventa più evidente con teli larghi, pesanti o molto fitti.
Le misure massime indicate dal produttore devono quindi essere rispettate come combinazione di larghezza, altezza e tipo di tessuto.
Il comando manuale riduce la complessità impiantistica e permette di utilizzare la tenda anche in assenza di alimentazione.
Su teli alti e pesanti, l’argano può richiedere numerose rotazioni e diventare poco pratico.
Inoltre, è importante per la sicurezza dell'utente che l’asta di manovra rimanga raggiungibile, senza doversi sporgersi dal balcone.
Tenda da sole motorizzata - Saxun
La motorizzazione della tenda consente arresti intermedi, comandi centralizzati e automazioni legate a sole e vento.
Quindi, risulta particolarmente utile quando la tenda deve essere regolata più volte durante la giornata per mantenere l’ombra sul vetro.
Naturalmente, il motore deve essere accessibile in caso di sostituzione o regolazione dei finecorsa, altrimenti una semplice manutenzione si trasformerebbe in un intervento sulla facciata.
Il sensore di luminosità può abbassare automaticamente la tenda quando l’irraggiamento supera la soglia impostata.
L’automazione evita che il serramento rimanga esposto nelle ore in cui la casa è vuota e aiuta a limitare l’accumulo di calore prima che la temperatura interna aumenti.
Questo sensore deve essere collocato in un punto rappresentativo dell’esposizione e programmato affinché non si verifichino continui movimenti durante passaggi brevi di nuvole.
Il sensore vento ordina la risalita quando rileva una condizione superiore alla soglia impostata.
Esistono dispositivi che misurano la velocità dell’aria sulla facciata e modelli che rilevano le vibrazioni della tenda.
Un sensore commerciale destinato a tende, screen e frangisole, come quello nella foto seguente acquistabile su Amazon, misura il vento e invia il comando di protezione anche in assenza dell’utilizzatore.
Kit centralina sensore vento - Amazon
La soglia deve essere configurata in relazione al prodotto: impostarla troppo alta per evitare risalite frequenti espone la tenda a sollecitazioni non previste.
Una tenda motorizzata può rimanere bloccata durante un’interruzione elettrica.
Se il blackout coincide con un temporale, il sistema potrebbe non essere in grado di ricevere il comando del sensore vento.
Pertanto, è opportuno conoscere il comportamento previsto e valutare motori con manovra di soccorso, alimentazione di emergenza o strategie di chiusura preventiva.
Inoltre, il dispositivo manuale deve essere raggiungibile dall’interno del balcone e utilizzabile senza rimuovere pannelli.
L’automazione non deve mai sostituire abitudini corrette come quella di chiudere la tenda in previsione di un'assenza prolungata.
Motore, cavo, cassette, giunzioni e comandi devono essere idonei alla posizione in cui vengono installati.
Il cavo non dovrebbe correre libero lungo la guida o formare anse nelle quali ristagna l’acqua.
Gli attraversamenti della parete devono essere sigillati e inclinati in modo da non convogliare pioggia verso l’interno.
Le connessioni devono rimanere accessibili e non essere chiuse dentro il cassonetto senza spazio per la manutenzione.
L’impianto fisso deve essere realizzato da personale qualificato, coordinando alimentazione, protezioni e comando con le istruzioni del produttore.
Il cassonetto può essere fissato alla parete, all’intradosso del balcone soprastante o a una struttura indipendente.
La scelta dipende dal supporto resistente e dalla posizione necessaria per allineare le guide.
Fissaggio tenda, valutare posizione e supporti - Gani Tende
Intonaco, rivestimento ceramico e controsoffitto non costituiscono da soli un ancoraggio adeguato.
La soletta in calcestruzzo può offrire un buon supporto, ma bisogna conoscere posizione dei ferri, spessore disponibile ed eventuali impianti.
Su laterizio forato servono tasselli e modalità di posa specifici.
Il cappotto termico non deve essere compresso tra staffa e muratura.
I fissaggi devono raggiungere il supporto resistente mediante elementi capaci di attraversare l’isolante e limitare deformazioni e ponte termico.
Il foro deve inoltre essere protetto dall’ingresso dell’acqua.
Una staffa serrata direttamente sull’intonaco armato può schiacciare l’isolante, fessurare la finitura e perdere stabilità sotto le sollecitazioni della tenda.
In un edificio esistente il tecnico deve conoscere spessore e materiale del cappotto prima di selezionare gli ancoraggi.
Le due guide devono essere parallele e complanari.
Una distanza che cambia lungo l’altezza produce attrito e può far uscire il bordo del telo o bloccare la barra.
La superficie di fissaggio può presentare fughe, rivestimenti, pilastri o variazioni di spessore.
Distanziatori e controtelai devono essere progettati per creare un piano regolare senza lasciare le guide sospese su pochi punti.
La parte inferiore deve ostacolare il deflusso dell’acqua.
Fissare la guida sul pavimento del balcone richiede attenzione all’impermeabilizzazione e agli eventuali impianti presenti nel massetto.
La tenda non deve ridurre la funzione del parapetto né creare elementi facilmente scalabili: guide, traversi e cassonetti aggiunti sul lato interno possono diventare appigli.
La posizione deve essere verificata rispetto all’altezza e alla geometria della protezione esistente.
Il telo non deve essere utilizzato come barriera contro la caduta.
Anche un sistema ZIP ben teso può deformarsi o aprirsi sotto una spinta e non sostituisce parapetti e ringhiere.
Quando la tenda scende davanti alla ringhiera, deve rimanere possibile ispezionare fissaggi e stato del parapetto.
Una schermatura abbassata in modo permanente può nascondere corrosione e distacchi pericolosi.
Uno screen microforato lascia attraversare l’acqua e non deve essere considerato una chiusura impermeabile.
La trama può ridurre l’impatto diretto della pioggia e trattenere parte delle gocce, ma il vento spinge l’acqua attraverso i fori e lungo i bordi.
Un tessuto più chiuso può deviare una quantità maggiore di pioggia, ma non può trasformare il balcone in un locale protetto.
L’acqua scende sulla barra terminale, entra nelle guide e deve poter raggiungere il pavimento senza ristagni.
Il consiglio: la tenda bagnata non dovrebbe rimanere arrotolata per lunghi periodi e, non appena possibile, va lasciata asciugare all'aria prima di chiuderla nel cassonetto.
Il telo non è una copertura rigida contro la grandine.
Una precipitazione intensa può danneggiare la trama, deformare la barra e sollecitare le guide, quindi, la tenda dovrebbe essere raccolta quando sono previste condizioni severe.
Sensori di pioggia e sistemi meteorologici possono contribuire all’automazione, ma richiedono una programmazione coerente altrimenti generano incompatibilità.
In estate un sensore solare potrebbe ordinare la discesa mentre un sensore vento o pioggia richiede la risalita; la priorità di sicurezza deve essere definita dal sistema.
Una trama fitta può limitare l’ingresso di alcuni insetti, soprattutto nei sistemi ZIP che chiudono i bordi laterali.
Non ogni screen è però certificato o costruito come zanzariera, in quanto cassonetto, barra inferiore e collegamenti possono lasciare passaggi sufficienti agli insetti.
Esistono tende a doppia funzione: schermatura solare e zanzariera - Getty Images
Se si desidera una doppia funzione, bisogna scegliere un prodotto dichiarato per entrambe le applicazioni e verificare la chiusura inferiore.
Polvere, pollini e residui atmosferici si depositano sulla trama.
La pulizia ordinaria può essere eseguita con una spazzola morbida o aspirazione delicata, seguendo la direzione del tessuto.
Per il lavaggio si utilizzano acqua e detergenti compatibili con il prodotto.
Evitare l'impiego di solventi, candeggina, spugne abrasive e idropulitrici che possono danneggiare rivestimenti, saldature e bordi.
Anche un getto forte può spingere il telo fuori dalla guida.
Dopo il lavaggio, è importante che la tenda asciughi distesa.
Arrotolare il tessuto umido favorisce aloni e cattivi odori.
Sabbia, insetti e piccoli residui possono accumularsi dentro le guide e ostacolare il movimento.
La pulizia deve essere eseguita con tenda raccolta ed eventuale alimentazione disattivata.
Si utilizzano aspirazione e strumenti morbidi, senza inserire oggetti metallici nei profili.
Evitare di applicare lubrificanti generici, che possono trattenere polvere o deteriorare i componenti plastici, e utilizzare soltanto i prodotti indicati dal costruttore e nei punti specificati.
Piccole ondulazioni possono comparire vicino alle saldature, ai bordi o alla barra terminale e non indicano necessariamente un difetto funzionale.
Invece, occorre verificare lo stato delle guide se:
Il tessuto non dovrebbe essere tirato manualmente per rimetterlo in sede.
Nei sistemi ZIP il bordo può danneggiarsi o uscire dal profilo.
I finecorsa stabiliscono le posizioni superiore e inferiore.
Una regolazione troppo bassa porta la barra a premere sul pavimento o sulle guide.
Una regolazione troppo alta può lasciare parte del telo esposta fuori dal cassonetto.
I motori tubolari richiedono normalmente poca manutenzione ordinaria, ma devono poter essere sostituiti, pertanto, le testate del cassonetto e i collegamenti elettrici non dovrebbero essere sigillati in modo permanente.
Per interventi su motore e finecorsa, rivolgersi a un tecnico specializzato - Getty Images
Quando la tenda si ferma, riparte lentamente o produce rumori, non bisogna insistere con ripetuti comandi, bensì richiedere l'intervento di un tecnico specializzato, perché le cause potrebbero essere molteplici, dalla presenza di ostacoli nelle guide, alla protezione termica del motore, a una regolazione errata.
Una schermatura installata su balcone o facciata può incidere sull’aspetto esterno dell’edificio.
Regole per installare la tenda su balcone condominiale - Getty Images
Nell'ambito di un contesto condominiale, bisogna controllare il regolamento per informarsi in merito a eventuali modelli già approvati, colore, forma del cassonetto e posizione delle guide per non pregiudicare stabilità, sicurezza e decoro architettonico.
Anche le operazioni di fissaggio possono interessare parti comuni quali facciata, parapetto e cappotto, pertanto, è doveroso presentare all’amministratore disegno, colore, dimensioni e modalità di ancoraggio prima di procedere con l'ordine.
Un soggiorno con grande portafinestra si affaccia su un balcone coperto ma aperto lateralmente.
Nel pomeriggio il sole raggiunge l'ambiente interno, riscaldandolo e rendendo difficile utilizzare il televisore.
La prima ipotesi prevede un unico telo molto scuro e quasi chiuso sul filo esterno del balcone: in questo modo si ridurrebbe l’abbagliamento, ma la larghezza elevata e la scarsa ventilazione renderebbero più impegnativo il comportamento al vento e aumenterebbero il ristagno di aria calda nella loggia.
Il fronte viene quindi suddiviso in due moduli ZIP, allineati alle ante della portafinestra, di tessuto con apertura intermedia.
I cassonetti vengono fissati all’intradosso della soletta mediante supporti verificati, mentre le guide sono distanziate dalla facciata per non interferire con il cappotto.
Un sensore solare abbassa i teli nel primo pomeriggio; il comando per il vento ha priorità e li raccoglie quando la facciata diventa troppo esposta.
I due moduli possono essere regolati separatamente.
Il primo dato da raccogliere è l’esposizione reale del balcone, perché tessuto e sistema di guida devono essere proporzionati alle condizioni.
Il tessuto va confrontato attraverso fattore di apertura, trasmissione luminosa, comportamento solare, colore e destinazione esterna per non pregiudicare la ventilazione.
Cassonetto, rullo e barra devono essere dimensionati per larghezza, altezza e peso del telo.
Fissaggi e guide richiedono supporti resistenti, soprattutto su cappotti, rivestimenti e solai esistenti.
Motore e sensori migliorano la gestione, ma non compensano una struttura sottodimensionata.
La tenda più efficace è quella che intercetta il sole nel momento e nel punto giusti, senza chiudere totalmente il balcone, lasciando passare l’aria necessaria a disperdere il calore che rimane all’esterno.
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