Spese condominiali e privacy dei condomini, che cosa si può comunicare

NEWS DI Condominio30 Gennaio 2013 ore 15:43
Le spese condominiali dei singoli condomini con lo specifico riferimento della somma e del nome del debitore possono essere conosciute da tutti i condomini e quindi mettere a repentaglio la privacy dei condomini stessi?
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Il rendiconto consuntivo delle spese condominiali può entrare in contrasto con la privacy dei singolo condomini?
Privacy per i condominiA chiedercelo l'amministratore di un condominio che, più specificamente, ci chiede:
Sono l'amministratore di un condominio (6 unità abitative) e, nel presentare il rendiconto annuale nella versione consuntiva e preventiva, è sorta una piccola discussione in merito alla privacy dei condomini in quanto sui riepiloghi si è messo in evidenza la spesa ripartita per singola unità (Cognome e nome).
Come si può fare per rispettare la privacy e la completezza dei documenti?
Ringrazio per la cortesia e complimenti per il sito.


Utilizziamo questo spazio informativo per dare una risposta completa al quesito postoci dal professionista.
Innanzitutto diamo la risposta schietta per poi motivarla: lei può inviare a tutti i condomini il prospetto contenente il nome e cognome dei comproprietari e le rispettive somme da dare o ricevere a conguaglio senza che ciò leda la privacy di nessuno.
Il suo dubbio è stato il dubbio di tanti nel corso degli anni, tant'è che il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto più volte in materia e non solamente con riferimento alla conoscibilità della posizione contabile dei singoli condomini.
In uno degli ultimi provvedimenti, reso dopo l'entrata in vigore del d.lgs n. 196 del 2003, si leggono quelli che in linea generale sono i comportamenti che amministratore e condomini possono e devono tenere.
Qui di seguito, per maggiore chiarezza, riportiamo i passaggi principali , anche quelli che non hanno specifica attinenza con il quesito del nostro lettore.


Affinché il trattamento di dati personali effettuato nell'ambito dell'attività di amministrazione del condominio si svolga nell'osservanza del principio di liceità (previsto all'art. 11 del Codice), in termini generali, possono formare oggetto di trattamento da parte della compagine condominiale unitariamente considerata - di regola con l'ausilio dell'amministratore di condominio (nell'eventuale veste di responsabile del trattamento ai sensi degli artt. 4, comma 1, lett. g), e 29 del Codice) - le sole informazioni personali pertinenti e necessarie rispetto allo svolgimento delle attività di gestione ed amministrazione delle parti comuni ed idonee a determinare, secondo le regole del codice civile (artt. 1117 ss. c.c.), le posizioni di dare ed avere dei singoli partecipanti (siano essi proprietari o usufruttuari: cfr. art. 67 disp. att. c.c.).


2.1. Le informazioni trattate possono riguardare non solo tutta la compagine condominiale unitariamente considerata (ad esempio, i dati relativi a consumi collettivi del condominio), ma possono altresì riferirsi a ciascun partecipante, individualmente considerato, in quanto necessarie ai fini dell'amministrazione comune: queste ultime consistono, ad esempio, nei dati anagrafici e negli indirizzi dei partecipanti, elementi la cui reciproca conoscenza può risultare indispensabile per consentire la regolare convocazione dell'assemblea (alla luce delle disposizioni contenute nell'art. 66 disp. att. c.c.), nonché per verificare la validità delle deliberazioni dalla stessa adottate (ad esempio, ai fini dell'impugnazione ex art. 1137 c.c.).
Del pari, possono formare oggetto di trattamento anche le quote millesimali attribuite a ciascuno dei condomini e i dati personali necessari a commisurarle o, comunque, rilevanti per la determinazione di oneri nell'ambito condominiale (art. 68 disp. att. c.c. e art. 1123 c.c.); dalle quote millesimali è dato altresì ricavare il quorum per la regolare costituzione dell'assemblea (quorum costitutivo) e per la validità delle deliberazioni adottate (quorum deliberativo), secondo quanto disposto dall'art. 1136 c.c. Le informazioni personali appena menzionate, riferibili a ciascun partecipante, possono essere trattate per la finalità di gestione ed amministrazione del condominio, a seconda dei casi, ai sensi dell'art. 24, comma 1, lett. a), b) o c) del Codice.


Spese condominiali2.2. Anche per esercitare i controlli in ordine all'esattezza dell'importo dovuto a titolo di contributo per la manutenzione delle parti comuni e per l'esercizio dei servizi comuni, ciascun partecipante può essere informato in ordine all'ammontare della somma dovuta dagli altri; in ragione delle regole sul mandato, che (per costante giurisprudenza) trovano applicazione per regolare il rapporto tra i partecipanti e l'amministratore, questi informa i singoli partecipanti degli eventuali inadempimenti, sia nelle usuali forme del rendiconto annuale (art. 1130 c.c.), come pure, in ogni tempo, a seguito dell'esercizio del potere di vigilanza e controllo spettante a ciascun partecipante al condominio sull'attività di gestione delle cose, dei servizi e degli impianti comuni (cfr. Cass., 26 agosto 1998, n. 8460; Cass., 29 novembre 2001, n. 15159; v. altresì, Provv. Garante 16 luglio 2003) (Amministrazione dei condomìni - Provv. Garante 18 maggio 2006 (G.U. n. 152 del 3-7-2006).

Si badi, però, le forme di comunicazione debbono essere sempre personalizzate o comunque riferibili ad un numero ben individuato di persone.
Per dirla con specifico riferimento al quesito formulato: il rendiconto non può essere pubblicato sulla bacheca condominiale.

In tal senso ed in più occasioni la Corte di Cassazione ha avuto modo di precisare che fermo il diritto di ciascun condomino di conoscere, anche, anche su propria iniziativa, gli inadempimenti altrui nei confronti della collettività condominiale - l'affissione nella bacheca dell'androne condominiale, da parte dell'amministratore, dell'informazione concernente le posizioni di debito del singolo partecipante al condominio, risolvendosi nella messa a disposizione di quel dato in favore di una serie indeterminata di persone estranee, costituisce un'indebita diffusione, come tale illecita e fonte di responsabilità civile, ai sensi degli artt. 11 e 15 del codice (Cass. ord. 4 gennaio 2011 n. 186).

riproduzione riservata
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