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Come sostituire il generatore mantenendo l’impianto esistente

Quali verifiche fare prima di sostituire caldaia o generatore mantenendo radiatori e tubazioni esistenti: temperature, pulizia, regolazione e compatibilità.
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Sostituire il generatore senza rifare tutto l’impianto, è possibile?


Sostituire una vecchia caldaia o un altro generatore non significa necessariamente rifare radiatori, tubazioni e distribuzione.

In molte abitazioni l'impianto esistente può essere mantenuto, a condizione che sia in buono stato e compatibile con le caratteristiche della nuova macchina.

Il generatore non funziona isolatamente, ma è il componente che trasferisce una determinata quantità di calore all'acqua e il circolatore deve riuscire a farla passare attraverso le tubazioni e i terminali devono essere in grado di cederla agli ambienti alle temperature previste.

caldaiaInstallazione della nuova caldaia, cosa implica - Ariel Energia



Una rete datata può essere ancora perfettamente utilizzabile; al contrario, un impianto relativamente recente può presentare portate insufficienti o terminali non idonei al nuovo regime di funzionamento.

Passare da una vecchia caldaia a gas a una moderna caldaia a condensazione comporta generalmente modifiche meno profonde rispetto al passaggio da una caldaia tradizionale a una pompa di calore.

Nel secondo caso, infatti, è necessario capire quanta potenza riescono a cedere i termosifoni con acqua a temperatura sensibilmente inferiore.


La potenza della vecchia caldaia non indica quanto calore serve alla casa


In fase di sostituzione della caldaia, uno degli elementi che non dovrebbero essere copiati automaticamente è la potenza del generatore esistente: una caldaia da 30 kW non dimostra che l'edificio necessiti di 30 kW per essere riscaldato.

Nelle caldaie combinate una potenza elevata è spesso legata alla produzione istantanea di acqua calda sanitaria, mentre il carico effettivo del riscaldamento può essere molto inferiore.

Inoltre l'edificio può essere modificato nel corso degli anni: sostituzione dei serramenti, isolamento della copertura, cappotto o chiusura di dispersioni precedentemente importanti riducono notevolmente il fabbisogno.

Se la nuova macchina viene scelta semplicemente replicando la taglia precedente, si rischia di installare nuovamente un generatore sovradimensionato.

Con una caldaia a condensazione questo può tradursi in frequenti cicli di accensione e spegnimento quando il carico è ridotto.

Con una pompa di calore può produrre altre criticità, soprattutto se la macchina non riesce a modulare sufficientemente nelle mezze stagioni.


Sostituire la caldaia: osservare prima come lavora l’impianto esistente


Quando il vecchio generatore è ancora funzionante, il periodo precedente ai lavori può fornire molte informazioni.

È utile osservare:

  • se tutti i radiatori raggiungono temperature simili
  • se alcune stanze rimangono sistematicamente fredde
  • se il circolatore produce rumori
  • se la pressione rimane stabile tra impianto freddo e caldo.


Anche la temperatura di mandata utilizzata è significativa.

Se l'abitazione mantiene il comfort con acqua a temperatura moderata, la distribuzione possiede un buon margine per lavorare con generatori efficienti a bassa temperatura.

Se invece occorre mantenere la caldaia a temperatura molto alta anche quando il clima non è particolarmente rigido, bisogna capire il motivo.

Non necessariamente serve sostituire i radiatori, potrebbe trattarsi di filtri sporchi o valvole bloccate.


Verificare i radiatori considerando la temperatura con la nuova caldaia


Un radiatore vecchio non è automaticamente inadeguato: ghisa, acciaio e alluminio possono continuare a svolgere la propria funzione per molti anni se il terminale è integro e la superficie disponibile è sufficiente.

La domanda utile è quanta potenza quel radiatore sarà in grado di fornire alle nuove temperature, in quanto questo valore diminuisce man mano che si riduce la temperatura media del terminale rispetto all'ambiente.

Un radiatore che riusciva a coprire il carico con acqua molto calda può diventare insufficiente se la nuova macchina deve essere fatta lavorare a temperatura molto più bassa.

Al contrario, molti vecchi impianti possiedono radiatori abbondantemente dimensionati; dopo interventi di isolamento, la stessa superficie può consentire di ridurre sensibilmente la mandata mantenendo il comfort.

Il consiglio è dunque quello di verificare ogni termosifone, stanza per stanza, prima di pianificarne la sostituzione totale.


Test a mandata ridotta


Se la vecchia caldaia consente di modificare normalmente la temperatura del riscaldamento, una prova durante una fase climaticamente significativa può essere molto indicativa.

Si può ridurre gradualmente la mandata e osservare se le stanze continuano a raggiungere il setpoint con un funzionamento sufficientemente prolungato.

Se quasi tutta la casa rimane confortevole e soltanto una stanza non raggiunge il valore desiderato, non è detto che l'intero impianto sia incompatibile con temperature inferiori: quel locale potrebbe avere un terminale sottodimensionato o una portata insufficiente.

In tal caso, meglio valutare di intervenire su un solo radiatore anziché costringere il nuovo generatore a produrre acqua più calda per tutta l'abitazione.


Nuova caldaia a condensazione con i vecchi termosifoni


Il passaggio da una vecchia caldaia a una moderna caldaia a condensazione è una delle situazioni nelle quali la distribuzione esistente può essere mantenuta più facilmente.

La caldaia può infatti produrre anche acqua a temperature simili a quelle utilizzate in precedenza, quando realmente necessarie.

Il vantaggio si ottiene però cercando di abbassarle per la maggior parte della stagione.

nuova caldaia ma utilizzo dei vecchi termosifoniQuando è possibile continuare ad utilizzare i vecchi termosifoni - Getty Images



Temperature di ritorno contenute
favoriscono la condensazione e consentono al generatore di recuperare una parte maggiore del calore presente nei prodotti della combustione.

Installare una caldaia a condensazione e continuare a inviare sempre acqua molto calda ai radiatori può ridurre una parte del vantaggio disponibile, pertanto, la sostituzione è quindi anche l'occasione per rivedere curva climatica, valvole termostatiche e bilanciamento.


Dalla vecchia caldaia alla pompa di calore: controlli da effettuare


Con una pompa di calore il problema delle temperature diventa centrale.

La macchina lavora in genere in condizioni più favorevoli quando deve produrre acqua a temperatura relativamente bassa.

Aumentando la temperatura richiesta all'impianto, il compressore deve svolgere un lavoro maggiore e prestazioni ed efficienza cambiano.

Non basta quindi acquistare una pompa di calore dichiarata in grado di raggiungere temperature elevate; occorre verificare quante ore all'anno sarebbe costretta a lavorare in quelle condizioni.

Se tutti i radiatori richiedono continuamente una mandata molto elevata, la sostituzione del solo generatore potrebbe non essere la soluzione più coerente.

Se invece l'impianto riesce a mantenere il comfort con temperature moderate per gran parte della stagione, i radiatori esistenti possono rappresentare una base interessante anche per una riqualificazione verso la pompa di calore.


Un sistema ibrido può consentire di conservare i terminali esistenti


Quando l'impianto a radiatori richiede temperature contenute per gran parte dell'anno ma valori superiori durante le condizioni climatiche più gravose, una configurazione ibrida può essere una possibilità progettuale.

La pompa di calore copre le condizioni nelle quali lavora favorevolmente, mentre la caldaia interviene secondo la strategia di bivalenza prevista.

Eco Wind 24-28-35Caldaia a condensazione Eco Wind 24-28-35 - Ariel Energia



Questo permette di non dimensionare necessariamente l'intera distribuzione sulle sole esigenze della pompa di calore nel giorno più freddo.

Non significa però che qualsiasi vecchio impianto diventi automaticamente adatto a un sistema ibrido.

È indispensabile verificare:

  • portate
  • qualità dell'acqua
  • terminali
  • regolazione.


L'ibrido riduce alcune rigidità del passaggio completo all'elettrico, ma non rende irrilevante il funzionamento della rete.


Nuovo generatore e tubazioni esistenti che devono garantire la portata


Il diametro delle tubazioni non viene valutato soltanto in base alla possibilità fisica di collegare i nuovi raccordi, in quanto una rete deve trasportare la quantità di acqua necessaria con perdite di pressione compatibili con il circolatore.

Questo aspetto diventa particolarmente importante quando cambiano temperatura e salto termico di progetto.

La stessa potenza può essere trasportata utilizzando combinazioni diverse di portata e differenza tra mandata e ritorno.

Se il nuovo sistema richiede una portata superiore rispetto a quella gestita in precedenza, alcune tubazioni molto piccole o percorsi fortemente resistenti possono diventare un limite.

Il controllo dovrebbe essere effettuato sull'intera rete, compresi collettori, valvole, detentori, raccordi e terminali.


Vecchi impianti con tubazioni grandi: compatibilità con il nuovo generatore della caldaia


Le reti realizzate con tubi di grande sezione vengono spesso considerate superate perché occupano molto spazio e contengono una grande quantità di acqua.

Un volume d'acqua elevato aumenta l'inerzia e può ridurre la rapidità con cui la temperatura cambia quando il generatore entra in funzione.

Con una pompa di calore o con una caldaia modulante questo può contribuire, in alcune configurazioni, a rendere più stabile il funzionamento.

Eco Wind Easy 24Caldaia a condensazione Eco Wind Easy 24 - Ariel Energia



Occorre valutare le dispersioni delle tubazioni, soprattutto quando attraversano locali non riscaldati.

Una vecchia rete non coibentata che corre per molti metri in cantina può perdere una quota di energia prima che l'acqua raggiunga i radiatori.

Quindi, l'intervento efficace consiste nel riqualilficare tali tubazioni isolando i tratti accessibili.


Stato e materiale delle tubazioni dell'impianto di riscaldamento


Acciaio, rame, materiali plastici e sistemi multistrato hanno caratteristiche e modalità di invecchiamento differenti.

Una rete metallica può risultare ancora in buone condizioni dopo molti anni, mentre un tratto più recente può presentare giunzioni problematiche o danni locali.

Prima di procedere alla sostituzione del generatore, è utile controllare:

  • perdite evidenti
  • corrosioni esterne
  • raccordi deteriorati
  • segni di precedenti riparazioni.


Installare un generatore nuovo su una rete che richiede continui rabbocchi significa rimandare un problema che continuerà a interessare anche la nuova macchina.


Qualità dell’acqua dell’impianto, quanto incide sulle prestazioni del nuovo generatore


Un circuito chiuso può contenere nel tempo ossidi, fanghi, particelle magnetiche e altri residui.

Questi materiali possono derivare dalla corrosione delle parti metalliche, da precedenti lavorazioni o dall'ingresso ripetuto di nuova acqua nel sistema.

Anche se un vecchio generatore può aver tollerato per anni queste condizioni, ora uno scambiatore moderno, una valvola di regolazione o un circolatore elettronico potrebbero risultare più sensibili alla contaminazione.

Per questo motivo la sostituzione del generatore è il momento corretto per controllare l'acqua in base alle direttive della UNI 8065:2019, e decidere quali operazioni di pulizia e trattamento siano necessarie.


Come lavare l’impianto


Davanti a una rete vecchia si tende talvolta a considerare obbligatorio un lavaggio chimico molto energico, in realtà, la scelta deve invece essere proporzionata alle condizioni reali.

Un impianto che mostra forte presenza di fanghi può richiedere un intervento approfondito; una rete pulita e correttamente mantenuta può necessitare di una procedura differente.

Prodotti e modalità di pulizia devono essere compatibili con metalli, guarnizioni, valvole e terminali presenti.

Dopo l'intervento di pulizia, per evitare che il problema si ripresenti, è opportuno controllare:

  • qualità dell'acqua di riempimento
  • aria nel circuito
  • necessità di ulteriori dispositivi di protezione.


Defangatore e filtro a protezione del nuovo generatore


In molte riqualificazioni viene installato un dispositivo destinato a separare le impurità circolanti.

La configurazione dipende dal tipo di impianto e dalle prescrizioni del generatore.

Un separatore magnetico può risultare particolarmente utile in presenza di particelle ferromagnetiche derivanti dai componenti in acciaio.

Eco Wind Aurum 24-28-35Caldaia a condensazione Eco Wind Aurum 24-28-35 - Ariel Energia



Il must have è l'accessibilità per ciascuno di questi dispositivi: posizionarli dietro una controparete, ad esempio, significa rendere difficile proprio la manutenzione per cui vengono installati.

Durante i primi periodi dopo un intervento su una rete vecchia, il dispositivo può raccogliere quantità di materiale superiori rispetto alla fase successiva, pertanto, la pulizia deve quindi essere considerata nel programma di manutenzione.


Impianto che richiede frequenti rabbocchi d'acqua


Un circuito di riscaldamento chiuso non dovrebbe richiedere continui reintegri d'acqua in condizioni normali.

Se la pressione scende frequentemente, è necessario individuarne la causa.

Può esserci una perdita, un problema al vaso di espansione, uno scarico attraverso la valvola di sicurezza oppure un'altra anomalia.

Aggiungere continuamente acqua introduce nel circuito nuovi sali e ossigeno e può favorire processi indesiderati.

Sostituire soltanto il generatore senza risolvere la causa dei rabbocchi significa sottoporre anche la nuova macchina alle stesse condizioni.


Vaso di espansione: va verificato sul volume totale dell’impianto


Il vaso di espansione assorbe l'aumento di volume dell'acqua durante il riscaldamento.

La sua capacità deve essere coerente con il volume del circuito e con le temperature previste.

Una nuova caldaia può integrare un proprio vaso, ma non significa che questo sia automaticamente sufficiente per qualsiasi rete esistente.

Vecchi impianti con grandi radiatori e tubazioni di sezione importante possono contenere molta acqua; se viene aggiunto anche un accumulo inerziale, il volume cresce ulteriormente.

Bisogna interpellare un tecnico per una verifica:

  • se aumentano fortemente le pressioni passando da impianto freddo a caldo
  • in caso di interventi della valvola di sicurezza
  • per oscillazioni anomale.


Anche il dimensionamento e la precarica del vaso devono essere controllati da personale qualificato come lo staff tecnico di Ariel Energia.


Circolatore della nuova caldaia: potrebbe lavorare diversamente rispetto al vecchio


Una vecchia caldaia può aver utilizzato per anni una pompa a velocità fissa.

Le moderne caldaie e pompe di calore utilizzano frequentemente circolatori elettronici con logiche di regolazione differenti.

La semplice presenza di una pompa più moderna non garantisce che l'impianto sia automaticamente bilanciato: prevalenza e portata devono essere compatibili con le perdite della rete.

Se la pompa spinge troppo, possono comparire rumori sulle valvole e portate eccessive nei circuiti più favoriti.

Al contrario, quando spinge troppo poco, i terminali più lontani possono non ricevere l'acqua necessaria.

Conservare tubazioni e radiatori è possibile, ma richiede che la nuova pompa venga adattata alla rete e non semplicemente lasciata con una configurazione standard.


L'importanza del bilanciamento idraulico


Quando la temperatura di mandata è molto alta, un radiatore che riceve poca acqua può comunque riuscire talvolta a fornire una quantità sufficiente di calore.

Abbassando la temperatura, questo margine diminuisce e i difetti di distribuzione diventano più evidenti.

Un radiatore vicino alla caldaia può scaldarsi molto rapidamente mentre quello terminale resta tiepido.

Aumentare nuovamente la mandata risolve apparentemente il problema, ma rinuncia al vantaggio del nuovo regime di funzionamento.

termosifoneBilanciamento dell'impianto con i vecchi termosifoni in ghisa - Getty Images



Il bilanciamento ha lo scopo di distribuire correttamente le portate.

Detentori, valvole di preregolazione, collettori e circolatore devono essere coordinati affinché ogni ambiente riceva l'energia richiesta.

In molte riqualificazioni la possibilità di lavorare a temperatura inferiore dipende più dal bilanciamento che dall'età dei radiatori.


Nuova caldaia e vecchie valvole termostatiche


Una valvola può essere presente sul radiatore e sembrare perfettamente funzionante, ma dopo molti anni lo stelo interno può muoversi con difficoltà oppure il corpo può non consentire una regolazione efficace delle portate.

Le valvole termostatiche sono utili per limitare l'apporto nei locali che ricevono sole, calore interno o hanno minori dispersioni.

Non dovrebbero però essere utilizzate per compensare continuamente una temperatura di mandata troppo elevata.

Se quasi tutte rimangono costantemente molto chiuse, il generatore sta probabilmente producendo acqua più calda del necessario nelle condizioni del momento.

La sostituzione del generatore è quindi l'occasione per verificare anche il sistema di regolazione dei terminali.


Caldaia modulante o pompa di calore con impianto suddiviso in più zone: le criticità


Una casa suddivisa in molte piccole zone permette di controllare indipendentemente gli ambienti, ma riduce talvolta drasticamente il carico disponibile.

Se rimane aperta una sola zona, il generatore può trovarsi a riscaldare un volume d'acqua molto piccolo.

Una caldaia a condensazione può raggiungere rapidamente la propria potenza minima e iniziare a effettuare cicli brevi.

Una pompa di calore necessita inoltre di portate e volumi d'acqua compatibili con quanto previsto dal produttore, anche durante condizioni particolari come lo sbrinamento nel caso delle macchine aria-acqua.

L'organizzazione precedente dell'impianto non deve quindi essere considerata automaticamente compatibile soltanto perché funzionava con la vecchia caldaia.


Accumulo inerziale con la nuova caldaia


Quando emerge un problema di volume minimo, separazione idraulica o stabilità della portata, può essere valutato un accumulo tecnico.

Non dovrebbe però diventare un componente aggiunto automaticamente a qualsiasi impianto esistente.

Un puffer introduce volume, ingombro, dispersioni e ulteriori componenti; la sua capacità deve essere scelta in base alla funzione richiesta.

Può servire a garantire una determinata inerzia, separare primario e secondario oppure gestire più generatori e circuiti.

Se invece il problema deriva semplicemente da una temperatura di mandata eccessiva o da una rete sbilanciata, aggiungere un serbatoio può rendere più complesso l'impianto senza correggere la causa principale.


Regolazione con impianto monotubo


Non tutte le reti a radiatori sono costruite allo stesso modo.

Negli impianti monotubo, più terminali sono serviti lungo un anello e il funzionamento di ogni radiatore dipende anche da ciò che accade a monte.

La temperatura dell'acqua cambia lungo il percorso e le valvole devono essere compatibili con lo schema.

Abbassare molto la mandata o sostituire indiscriminatamente le valvole può modificare il comportamento degli ultimi terminali.

Prima di progettare il nuovo generatore è quindi importante identificare correttamente la distribuzione esistente.

Una rete monotubo può essere mantenuta, ma non deve essere regolata come se fosse un impianto moderno con ogni radiatore collegato indipendentemente a un collettore.


Impianti a colonne: possono essere mantenuti ma con una corretta verifica


Negli edifici condominiali o nelle abitazioni più datate sono frequenti distribuzioni a colonne verticali.

In questi casi il bilanciamento può dipendere dalla configurazione dell'intero montante e non soltanto dalle valvole del singolo appartamento.

Se il generatore è autonomo ma la rete interna utilizza più colonne, bisogna capire come vengono alimentati i diversi rami.

Impianto in condominioImpianto a colonne in contesto condominiale - Getty Images



Alcune stanze possono ricevere portate molto differenti.

La sostituzione della caldaia può essere effettuata senza rifare le colonne quando dimensioni e stato sono adeguati, ma la regolazione del nuovo circolatore deve rispettarne le caratteristiche.


Il vecchio termostato può limitare le funzioni del nuovo generatore


Un generatore moderno può essere in grado di modulare la potenza, regolare climaticamente la mandata e comunicare con sensori ambiente evoluti.

Collegarlo a un semplice termostato che fornisce soltanto un comando on-off può significare non sfruttare tutte queste possibilità.

Non è necessario sostituire qualsiasi termostato in ogni intervento, ma conviene verificare cosa supporta la nuova macchina.

termostatoIl termostato ambiente deve coadiuvare il nuovo generatore - Getty Images



Un comando modulante compatibile può ridurre progressivamente la richiesta quando l'ambiente si avvicina al setpoint.

Una sonda esterna può invece permettere di adattare la temperatura dell'acqua alle condizioni climatiche.

Questi interventi costano e invadono molto meno rispetto al rifacimento di tubazioni e radiatori e incidono notevolmente sul comportamento dell'impianto.


La regolazione climatica può valorizzare un impianto esistente


In un circuito a radiatori mantenuto dopo la sostituzione della caldaia, la compensazione climatica rappresenta spesso uno degli adeguamenti più utili.

Con clima mite, la centralina abbassa la temperatura di mandata; quando il clima diventa più rigido, la aumenta.

Questo permette di utilizzare radiatori esistenti con temperature più contenute per buona parte della stagione, senza pretendere che lavorino sempre al valore necessario nella condizione più fredda.

Con una caldaia a condensazione migliora la possibilità di ottenere temperature di ritorno favorevoli.

Con una pompa di calore la regolazione climatica è ancora più importante perché evita di produrre acqua più calda di quanto realmente necessario.

Il generatore cambia, ma la distribuzione può diventare più efficiente soprattutto grazie al modo in cui viene controllata.


Nuovo impianto e temperatura dei termosifoni che cambia


Dopo la sostituzione del generatore, è frequente e normale notare che i termosifoni non sono caldi come in precedenza.

Se il vecchio generatore inviava acqua molto calda per brevi periodi e quello nuovo lavora a temperatura inferiore per più tempo, il radiatore risulterà meno caldo al tatto.

temperatura dei termosifoniCome cambia la temperatura dei termosifoni con il nuovo generatore - Getty Images



Il criterio corretto è verificare se l'ambiente riesce a raggiungere e a mantenere il setpoint con consumi e funzionamento coerenti.

Un radiatore tiepido che mantiene continuamente 20 °C nella stanza sta svolgendo correttamente il proprio compito.

Aumentare la temperatura soltanto per recuperare la sensazione del vecchio radiatore bollente può peggiorare l'efficienza senza aumentare il comfort.


Stanze che rimangono fredde: verificare l'isolamento delle tubazioni


Una parte della potenza prodotta può essere dispersa prima di raggiungere gli ambienti utili quando le tubazioni attraversano cantine, autorimesse, sottotetti o vani tecnici freddi.

Nei vecchi impianti questi tratti possono essere completamente privi di coibentazione o avere isolanti deteriorati.

Se le tubazioni sono facilmente accessibili, intervenire su questo aspetto può essere molto meno invasivo che sostituire la rete.

L'isolamento deve essere scelto in funzione del diametro e delle temperature del circuito, mantenendo accessibili valvole e componenti soggetti a manutenzione.

Ridurre le dispersioni della distribuzione aiuta anche quando si passa a temperature più basse, perché una maggiore quota del calore prodotto raggiunge effettivamente i terminali.


Passaggio alla caldaia a gas: controllare il relativo impianto


Mantenere radiatori e tubazioni del riscaldamento non significa che tutta la parte a monte del generatore possa essere ignorata.

Nel caso di una caldaia a gas devono essere verificate:

  • le condizioni dell'impianto di adduzione
  • stato della ventilazione o aerazione
  • sistema di evacuazione dei prodotti della combustione.


La UNI 7129-4 disciplina anche la messa in servizio dopo la sostituzione di un apparecchio nell'ambito degli impianti domestici e similari cui si applica.

Un generatore di diversa potenza o tipologia può richiedere verifiche del sistema fumario e del collegamento gas.

La possibilità di mantenere la rete dei radiatori non rende quindi l'intervento una semplice operazione di scollegamento e ricollegamento.


La caldaia a condensazione richiede anche la gestione della condensa


Sostituendo una vecchia caldaia tradizionale con un apparecchio a condensazione compare un elemento che potrebbe non essere presente nell'impianto precedente: lo scarico della condensa.

La nuova macchina produce acqua durante il recupero del calore dai prodotti della combustione.

Eco Wind Design 24-28-35Caldaia a condensazione Eco Wind Design 24-28-35 - Ariel Energia



Occorre quindi disporre di un percorso di scarico correttamente realizzato secondo le condizioni applicabili.

Non è sufficiente individuare una presa gas, due tubi del riscaldamento e l'acqua sanitaria per concludere che il punto esistente sia automaticamente adatto.

Un'accurata verifica di questo collegamento, unitamente a quella del nuovo sistema di evacuazione dei fumi, è indispensabile.


Con la pompa di calore deve essere controllata anche la parte elettrica


Il passaggio da un generatore a combustione a una pompa di calore sposta una quota significativa del consumo verso l'energia elettrica.

Oltre a radiatori e tubazioni bisogna quindi verificare alimentazione, linea dedicata, protezioni e potenza disponibile secondo le caratteristiche della macchina.

Inoltre, devono essere considerati gli altri carichi contemporanei dell'abitazione: piano a induzione, forno, climatizzazione, ciascuno di questi elementi può coincidere con il funzionamento della pompa di calore.

L'eventuale adeguamento dell'impianto elettrico può essere necessario anche quando la distribuzione idraulica viene mantenuta integralmente.


Locale tecnico per i nuovi componenti che devono essere accessibili


Un nuovo generatore può richiedere componenti differenti rispetto al precedente: filtri, separatori, pompe, valvole, accumuli o bollitori possono aumentare lo spazio necessario.

Inserire tutto nello stesso piccolo armadio che conteneva la vecchia caldaia può portare a raccordi molto compressi e componenti impossibili da raggiungere.

L'impianto deve essere progettato pensando anche alla manutenzione futura.

Defangatori, vasi, valvole e circolatori dovrebbero poter essere controllati e sostituiti senza smontare il generatore o demolire rivestimenti.

Mantenere l'impianto esistente non significa ridurre al minimo assoluto lo spazio dedicato alla parte nuova.


Quando conviene intervenire solo su una parte della rete: esempio pratico


Consideriamo una casa con dieci radiatori e una vecchia caldaia impostata da anni a temperatura elevata.

Prima della sostituzione viene eseguita una prova a mandata più bassa: il risultato sono nove stanze che mantengono il comfort, mentre una camera ubicata in angolo rimane più fredda.

Il controllo mostra che il radiatore di quella stanza è sensibilmente più piccolo rispetto al fabbisogno e che la portata è già corretta.

La soluzione non è la sostituzione di tutti i radiatori bensì aumentare la superficie del solo terminale critico.

In questo modo, il nuovo generatore può lavorare con temperatura inferiore nell'intera abitazione.

La parte più importante della riqualificazione non è quindi la quantità di componenti sostituiti, ma l'individuazione di quelli che limitano realmente il sistema.


Criticità nascoste di una rete apparentemente ben funzionante


Il fatto che i radiatori si siano scaldati per molti anni non dimostra che la distribuzione sia in condizioni ottimali.

Una vecchia caldaia ad alta temperatura può compensare una portata mediocre fornendo acqua molto calda.

Una pompa di circolazione sovradimensionata può mascherare uno sbilanciamento consumando più elettricità e creando elevate velocità.

Un generatore molto potente può recuperare rapidamente la temperatura dopo ogni spegnimento.

Quando si installa una macchina più efficiente e si cerca di lavorare a bassa temperatura, questi problemi diventano più visibili.


Il collaudo del nuovo generatore deve essere effettuato sull’intero impianto


Installato il nuovo generatore, è necessario verificare:

  • che l'acqua circoli correttamente
  • che i terminali ricevano la portata prevista
  • che pressione e temperature rimangano stabili.


In un impianto a radiatori bisogna controllare anche le stanze più lontane dal generatore e non soltanto quelle immediatamente vicine.

La regolazione iniziale della curva climatica può richiedere ulteriori affinamenti durante il funzionamento reale.

Il primo periodo di esercizio serve anche a controllare eventuali perdite sui vecchi raccordi, soprattutto quando la rete è stata svuotata e nuovamente riempita durante i lavori.


Conservare la documentazione dell’intervento


La sostituzione o modifica degli impianti rientra nel quadro disciplinato dal D.M. 37/2008 secondo il tipo e la portata dell'intervento.

Le opere devono essere eseguite da imprese abilitate nei casi previsti e accompagnate dalla documentazione richiesta.

Il consiglio è conservare dichiarazioni, schemi, manuali e dati delle regolazioni iniziali che si riveleranno utili anche negli anni successivi: quando sarà necessario sostituire una pompa, modificare un circuito o verificare una valvola, il tecnico potrà conoscere come era stato configurato il sistema.

La documentazione è particolarmente importante negli impianti riqualificati solo in parte, perché consente di distinguere chiaramente ciò che è rimasto della rete precedente da ciò che è stato aggiunto o modificato.


Come decidere cosa mantenere e cosa adeguare


La scelta dovrebbe essere effettuata componente per componente, evitando sia il rifacimento automatico di tutto sia la volontà di conservare qualsiasi elemento a ogni costo.

I radiatori possono rimanere se riescono a coprire il fabbisogno alle temperature previste.

Le tubazioni possono essere conservate se sono integre e garantiscono portate compatibili con il nuovo sistema.

Valvole e detentori devono permettere il bilanciamento, mentre l'acqua del circuito deve trovarsi nelle condizioni richieste dal nuovo generatore.

Quando si passa a una caldaia a condensazione diventa opportuno rivedere anche temperature e regolazione climatica.

Passando a una pompa di calore, invece, è determinante la verifica della potenza dei terminali a bassa temperatura.

Mantenere l'impianto esistente è conveniente quando le parti che si conservano permettono al nuovo generatore di lavorare nelle condizioni per cui è stato progettato.


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Sostituire il generatore senza rifare l’impianto: controlli su radiatori e tubazioni
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