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Utilizzare un impianto di climatizzazione è divenuto sempre più indispensabile nel corso dei decenni, presso abitazioni oltre che luoghi di lavoro, per ovvi motivi specialmente d'estate.
In tal senso è utile provvedere con una adeguata manutenzione che riguarda vari elementi come lo scarico della condensa o il sifone di scarico, elementi spesso neanche considerati dalla maggior parte degli utilizzatori.
Pulizia dei filtri di un condizionatore - Getty Images
In assenza di una adeguata manutenzione, in particolar modo nei periodi antecedenti rispetto a quelli di utilizzo, possono svilupparsi varie problematiche.
Uno su tutti è evidenziato da cattivi odori che sono dovuti proprio agli elementi appena evidenziati.
Non sempre però la causa di cattivi odori è una sola, quindi può essere necessario ispezionare l'impianto di climatizzazione.
I cattivi odori possono essere anche sintomo di umidità eccessiva e stagnante, ma anche danneggiamenti dell'impianto e delle varie condutture.
Sono tutti elementi questi c vanno attenzionati per evitare problematiche più complesse da risolvere in un secondo momento.
Qualsiasi impianto di climatizzazione presenta nella sua forma più comune una sezione esterna adibita allo scarico condensa.
Generalmente ha la forma di un contenitore che va a raccogliere l'acqua demineralizzata che viene espulsa dall'impianto durante il funzionamento.
Tra il climatizzatore e la vaschetta vi è un tubo.
La sezione di scarico condensa quindi è un elemento indispensabile per qualsiasi impianto di climatizzazione, anche se naturalmente lo scarico non è sempre uguale.
I sistemi che presentano una vaschetta interna.
Questa può infatti scaturire cattivi odori come quelli causati da muffa e di umidità, conseguenza della risalita dell'umidità che permane attraverso il condotto.
Nei climatizzatori portatili solitamente lo scarico di condensa viene accumulato in un contenitore interno, per quelli più grandi il contenitore (tanica) si trova esternamente.
Si consiglia d ripulire con sufficiente frequenza il contenitore con l'acqua espulsa. Così facendo si evitano ristagni e cattivi odori.
Come ogni sifone, anche quello di scarico ha un ruolo preciso e definito, ovvero quello di sviluppare una sorta di ostacolo vero e proprio.
Esso impedisce la risalita dei cattivi odori, anche se diventa indispensabile se il climatizzatore risulta essere collegato in modo diretto ad una tubazione come quella del lavandino oppure al sistema fognario.
Ci sono vari tipi di sifone di scarico dalle dimensioni differenti, anche se il più comune per gli impianti di climatizzazione sono costituiti prevalentemente dal sifone a secco.
Questo prevede l'impiego di un sistema contenente una sfera o una sorta di tappo che che garantisce l'apertura e la chiusura del passaggio di aria in base alla presenza di acqua.
Il tappo porta l'oggetto collocato all'interno del sifone ad alzarsi con il livello del liquido che riscende non appena l'umidità scompare.
Il sistema a secco risulta essere particolarmente utile nei contesti dove il condizionatore non viene impiegato così di frequente.
Produttori italiani come Tecnosystemi spa propongono tra gli altri anche un nuovo modello adatto agli impianti orizzontali, che presenta proprio il sistema con la sfera piazzata in un corpo trasparente infrangibile, in quello che è un sifone di ultima generazione a secco di tipo antiodore.
Sifone a secco orizzontale antiodore -Tecnosystemi Spa
Esistono anche sistemi che sfruttano il tradizionale sifone, ad esempio a struttura verticale.
Sifone verticale antiodore - Gm Termoidraulica
Un esempio concreto può essere quello fornito da Gm Termoidraulica , che risulta adatto agli impianti di climatizzazione esterni con scarico condensa in verticale, in varie dimensioni.
Naturalmente possono esistere altri motivi che portano la formazione di odori sgradevoli presso l'impianto di scarico.
Quasi ogni problematica può essere anticipata e quindi arginata con un po' di attenzione.
Tra i casi più frequenti di cattivi odori figurano:
La presenza di batteri e muffe può compromettere la salute - Getty Images
L'odore di gas indica la mancanza improvvisa di sostanza refrigerante.
Il che può anche evidenziare una perdita di questa sostanza indispensabile per il corretto funzionamento dell'intero sistema di climatizzazione.
La puzza di marcio può essere causata dalla presenza di funghi o batteri direttamente nella vaschetta di scarico condensa, così come il poco gradevole olezzo di muffa che può trovare causa nella mancata pulizia dei filtri.
Nella maggior parte dei casi è opportuno procedere con una pulizia e sanificazione totale almeno una volta l'anno.
Di contro, la detersione di elementi come i filtri viene consigliata almeno ogni 2-3 mesi in particolare se è presente un utilizzo intenso.
Interventi radicali di manutenzione e pulizia necessitano l'operato di personale qualificato allo scopo al fine di evitare danni.
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