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Un serbatoio alimentato automaticamente dalla rete idrica deve interrompere l'ingresso dell'acqua una volta raggiunto il livello previsto.
Dimensioni di un serbatoio da 1000 L - Esto
Nei sistemi più semplici questa funzione viene svolta da una valvola a galleggiante: mentre il livello aumenta, il galleggiante sale e modifica progressivamente la posizione del meccanismo fino alla completa chiusura dell'afflusso.
Quando qualcosa impedisce questo movimento o la valvola non riesce più a garantire la tenuta, l'acqua continua invece a entrare e il livello può raggiungere il bordo del recipiente.
Le cause più comuni comprendono un galleggiante bloccato, una regolazione errata, componenti usurati, presenza di calcare oppure impurità depositate sulla sede della valvola.
Un impianto correttamente realizzato non dovrebbe però affidare la protezione dal trabocco esclusivamente al componente che regola il normale riempimento.
Deve essere considerata anche la possibilità che il galleggiante o la valvola si guastino, predisponendo una via di scarico capace di allontanare l'acqua prima che possa riversarsi nell'ambiente.
La valvola a galleggiante è utilizzata in serbatoi di accumulo, cisterne di servizio, vasche tecniche e numerosi altri recipienti alimentati automaticamente.
Durante il normale utilizzo, il livello dell'acqua diminuisce e il galleggiante scende, provocando la riapertura della valvola e il conseguente reintegro.
Quando il recipiente torna a riempirsi, il galleggiante risale fino alla quota impostata e determina la chiusura dell'ingresso.
Si tratta di un sistema relativamente semplice, ma comprende parti mobili che operano continuamente in presenza di acqua e possono quindi essere interessate da depositi, usura o piccoli disallineamenti.
Anche fenomeni di corrosione dei componenti metallici, quando materiali e caratteristiche dell'acqua li favoriscono, possono alterarne il funzionamento nel tempo.
Per questo motivo un dispositivo che ha lavorato correttamente per molti anni non può essere considerato immune da guasti.
Durante l'installazione è inoltre necessario lasciare al galleggiante spazio sufficiente per completare tutta la propria corsa, evitando interferenze con pareti, tubazioni, coperchi o altri elementi presenti all'interno del recipiente.
Uno dei guasti più frequenti si verifica quando il galleggiante non riesce più a seguire liberamente le variazioni del livello dell'acqua.
Galleggiante in un serbatoio di acqua - Daniele F. Toscana
Può entrare in contatto con la parete del serbatoio, urtare una tubazione oppure essere ostacolato da un componente installato troppo vicino.
Nei modelli dotati di braccio meccanico possono inoltre verificarsi deformazioni o allentamenti che modificano la corsa prevista e impediscono alla valvola di raggiungere la posizione di chiusura.
Depositi di calcare, sedimenti e impurità possono aumentare progressivamente l'attrito nei perni e nei leveraggi, rendendo il movimento meno regolare.
Se il galleggiante rimane in una posizione troppo bassa, il meccanismo continua a comportarsi come se il serbatoio non fosse ancora pieno e mantiene aperto l'ingresso dell'acqua.
Un controllo visivo può quindi verificare se il dispositivo sale senza ostacoli fino alla quota prevista, ma non bisogna forzare manualmente componenti fragili o deformare il braccio per modificare il livello.
Quando il blocco tende a ripetersi, è necessario individuarne la causa anziché limitarsi a sbloccare temporaneamente il meccanismo.
Un galleggiante che raggiunge correttamente la posizione superiore non garantisce necessariamente che la valvola abbia interrotto completamente il flusso.
All'interno del dispositivo possono essere presenti guarnizioni, sedi e otturatori soggetti a usura progressiva, deformazioni oppure accumulo di piccoli residui.
Il braccio può quindi arrivare alla fine della propria corsa mentre una quantità ridotta di acqua continua comunque ad attraversare la valvola.
Inizialmente l'anomalia può presentarsi come un sottile filo d'acqua e sembrare poco importante, soprattutto quando il serbatoio alimenta utenze che consumano periodicamente il contenuto.
Se il prelievo si interrompe per diverse ore, però, anche una portata molto modesta può innalzare progressivamente il livello fino allo scarico di sicurezza o, in sua assenza, fino al bordo.
Questo spiega perché alcuni trabocchi avvengano durante la notte o dopo lunghi periodi senza utilizzo, pur essendo iniziati molto prima.
In questi casi non è sufficiente verificare soltanto la libertà di movimento del galleggiante: occorre controllare anche la tenuta della valvola e lo stato dei componenti interni.
La presenza di acqua dura favorisce la formazione di depositi che possono interessare il perno del galleggiante, i leveraggi, la sede della valvola e altri elementi attraversati dall'acqua.
Calcare sul perno del galleggiante - Daniele F. Toscana
Il movimento può diventare progressivamente meno fluido e la chiusura può avvenire con ritardo oppure risultare incompleta.
Un comportamento simile può essere provocato da sabbia e residui provenienti dalla tubazione, soprattutto dopo interventi sulla rete, manutenzioni o riattivazioni di linee rimaste inutilizzate.
Anche una particella molto piccola depositata sulla sede dell'otturatore può lasciare un passaggio sufficiente a generare un riempimento continuo.
Quando il fenomeno si ripete è quindi utile verificare l'intero sistema di alimentazione, senza concentrarsi esclusivamente sul galleggiante.
L'eventuale installazione di un dispositivo di filtrazione deve comunque essere valutata considerando portata, pressione, caratteristiche dell'impianto e necessità di manutenzione, perché aggiungere un filtro qualsiasi non costituisce automaticamente una soluzione.
Segnali come una chiusura più rumorosa, un riempimento insolitamente lento oppure acqua che continua a entrare dopo il raggiungimento del livello abituale meritano sempre un controllo.
Alcune valvole utilizzano galleggianti cavi realizzati in materiale plastico o metallico.
Se l'elemento si danneggia e permette all'acqua di penetrare all'interno, la sua capacità di galleggiamento diminuisce e il meccanismo può non riuscire più a esercitare la forza necessaria per portare la valvola alla completa chiusura.
Il difetto non è sempre immediatamente evidente perché il componente può continuare a muoversi, ma raggiungere una quota inferiore rispetto a quella originaria.
In altri casi il galleggiante rimane parzialmente sommerso o reagisce con maggiore lentezza alle variazioni del livello.
Quando si sospetta questo tipo di problema è opportuno osservare la posizione assunta dal componente durante il riempimento e confrontarla con quella prevista dal costruttore.
Se è necessaria la sostituzione, il nuovo elemento deve essere compatibile con il meccanismo esistente per dimensioni, attacco e capacità di azionamento.
Utilizzare un galleggiante semplicemente perché può essere collegato alla stessa asta non garantisce infatti un funzionamento corretto, soprattutto quando peso, volume o geometria differiscono sensibilmente dal componente originale.
La valvola a galleggiante non dovrebbe interrompere il riempimento soltanto pochi millimetri sotto il bordo superiore del serbatoio.
Tra il livello normale dell'acqua e la quota alla quale interviene lo scarico di sicurezza deve rimanere uno spazio sufficiente per garantire il corretto funzionamento del sistema.
Questa differenza di altezza permette di assorbire piccole oscillazioni e consente soprattutto al troppo pieno di intervenire prima che l'acqua possa raggiungere il bordo.
Non esiste una distanza universale valida per ogni recipiente, perché la regolazione dipende dalla geometria del serbatoio, dalla posizione degli attacchi, dalla portata in ingresso e dalle caratteristiche dello scarico.
Per questo motivo non è consigliabile piegare o modificare arbitrariamente il braccio del galleggiante con l'obiettivo di utilizzare qualche litro in più di capacità.
Dopo qualsiasi sostituzione o regolazione bisogna verificare la relazione tra quota di chiusura, imbocco del troppo pieno e bordo libero.
Una modifica apparentemente minima può infatti ridurre sensibilmente il margine di sicurezza disponibile in caso di mancata chiusura della valvola.
Il troppo pieno costituisce una protezione essenziale quando il dispositivo che controlla normalmente il livello non riesce più a interrompere l'alimentazione.
Sezione di un serbatoio di acqua con troppo pieno - Daniele F. Toscana
È formato da un'apertura o da un raccordo collocato sopra il normale livello di esercizio ma sufficientemente sotto il bordo del recipiente.
Se la valvola rimane aperta, l'acqua sale fino a raggiungere questo punto e viene convogliata lungo un percorso predisposto, evitando che il serbatoio tracimi direttamente nell'ambiente.
Per svolgere correttamente questa funzione lo scarico deve essere capace di gestire la quantità d'acqua che potrebbe entrare durante il guasto.
Se la valvola rimanesse completamente aperta, infatti, la portata da smaltire sarebbe molto superiore rispetto a quella prodotta da una semplice perdita della guarnizione.
Il dimensionamento dipende dalla sezione disponibile, dal dislivello, dalla lunghezza della tubazione, dal numero di curve e dalle eventuali restrizioni presenti lungo il percorso.
Non è quindi corretto indicare un diametro universale valido per qualunque serbatoio: alimentazione e scarico devono essere valutati come parti dello stesso sistema.
La presenza di un tubo di troppo pieno non garantisce automaticamente che il serbatoio sia protetto dal trabocco.
Infografica dimensioni del tubo del troppo pieno - Daniele F. Toscana
Se la capacità dello scarico è inferiore alla portata che può entrare attraverso la valvola guasta, una parte dell'acqua viene allontanata ma il livello continua comunque ad aumentare.
Il fenomeno può risultare ingannevole perché lo scarico appare funzionante, mentre il recipiente si avvicina lentamente al bordo.
Per questo motivo la verifica non dovrebbe limitarsi ad accertare che una piccola quantità d'acqua riesca a passare attraverso il raccordo.
Devono essere considerate la massima portata prevista, la configurazione della tubazione e le perdite di capacità causate da curve, restringimenti o tratti con pendenza sfavorevole.
Anche la posizione verticale dell'imbocco è importante: se viene collocato troppo in basso riduce inutilmente la capacità utile del serbatoio, mentre una quota eccessivamente alta lascia poco spazio prima del vero trabocco.
Il normale riempimento deve quindi arrestarsi prima dell'imbocco del troppo pieno, lasciando un margine adeguato tra le diverse quote di funzionamento.
Far uscire un tubo dal serbatoio non è sufficiente se l'acqua viene poi riversata nello stesso locale nel quale si vuole evitare l'allagamento.
Il percorso deve terminare in un punto capace di ricevere e allontanare la portata prevista senza creare nuovi rischi.
Quando tecnicamente possibile, uno scarico per gravità offre il vantaggio di continuare a funzionare anche in caso di interruzione dell'alimentazione elettrica.
Una pompa può essere necessaria in configurazioni particolari, ma introduce ulteriori elementi soggetti a guasto, come alimentazione, sensore e comando.
Anche il terminale merita attenzione: quando è visibile può segnalare immediatamente che il troppo pieno è entrato in funzione e che esiste un'anomalia nel controllo del livello.
Uno scarico completamente nascosto può invece consentire alla valvola difettosa di continuare a disperdere acqua per molto tempo.
Il percorso deve inoltre rimanere ispezionabile e libero, perché insetti, sedimenti o protezioni troppo fitte possono ridurre progressivamente la sezione disponibile e compromettere la capacità di evacuazione proprio nel momento in cui diventa necessaria.
La protezione contro il trabocco e quella contro la contaminazione della rete idrica sono due funzioni differenti.
Galleggiante per serbatoio dell'acqua - Muyrted
Galleggiante e troppo pieno controllano principalmente il livello del recipiente, ma non impediscono automaticamente che acqua potenzialmente contaminata possa tornare verso la rete di alimentazione.
Quando il serbatoio è collegato a un impianto di acqua potabile deve quindi essere valutato anche il rischio di riflusso, scegliendo la configurazione o il dispositivo di protezione appropriato in funzione delle caratteristiche dell'impianto.
Il riferimento tecnico aggiornato è la UNI EN 1717:2026, in vigore dal 30 luglio 2026, che definisce una metodologia di analisi del rischio di inquinamento per riflusso e tratta le modalità di protezione dell'acqua potabile.
Anche la UNI 9182:2014 fornisce criteri per progettazione, installazione, collaudo e impiego degli impianti di distribuzione dell'acqua destinata al consumo umano.
La scelta della protezione non dovrebbe quindi essere improvvisata collegando direttamente il troppo pieno a una tubazione potenzialmente soggetta a riflusso, ma valutata sulla configurazione reale dell'impianto.
Quando il serbatoio fa parte dell'impianto idrico di un edificio, la realizzazione e le eventuali modifiche devono essere valutate anche rispetto al DM 37/2008, che comprende tra gli impianti disciplinati quelli idrici e sanitari posti al servizio degli edifici.
Gli interventi di installazione, trasformazione o ampliamento dell'impianto devono quindi essere affidati, nei casi previsti dal decreto, a imprese abilitate, distinguendoli dalle semplici operazioni di manutenzione ordinaria.
Per gli impianti destinati all'acqua potabile assume inoltre rilievo il D.Lgs. 18/2023 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, che nella propria definizione comprende anche le acque fornite mediante cisterne.
Sul piano tecnico, la UNI 9182:2014 contiene indicazioni relative agli impianti di alimentazione e distribuzione dell'acqua destinata al consumo umano ed è da utilizzare insieme alla serie UNI EN 806.
La UNI EN 1717:2026 riguarda invece la protezione dal riflusso.
Il riferimento applicabile deve sempre essere valutato in base alla destinazione del serbatoio, alle caratteristiche dell'acqua e alla configurazione effettiva dell'impianto.
Nei locali in cui un allagamento potrebbe produrre conseguenze rilevanti è possibile aggiungere al sistema un sensore di livello indipendente dal normale galleggiante.
Il dispositivo può essere posizionato a una quota superiore rispetto al livello di esercizio e utilizzato per attivare un segnale acustico, inviare una notifica oppure comandare la chiusura di un'elettrovalvola sulla linea di alimentazione.
Questa soluzione può limitare sia il rischio di allagamento sia la quantità d'acqua dispersa attraverso il troppo pieno.
La sicurezza aumenta però soltanto quando il secondo dispositivo introduce una reale indipendenza dal primo sistema di controllo.
Due contatti azionati dallo stesso galleggiante, per esempio, possono essere entrambi inutilizzabili se la causa del guasto è il blocco meccanico dell'elemento.
Sensori, centraline e valvole motorizzate introducono inoltre componenti elettrici che richiedono manutenzione e una logica definita anche in caso di blackout o guasto.
Per questo motivo l'automazione viene generalmente considerata una protezione aggiuntiva e non un motivo per eliminare una via passiva di sfioro correttamente dimensionata.
Un rilevatore posizionato sul pavimento svolge una funzione diversa rispetto a un sensore di livello installato nel serbatoio.
Sensore antiallagamento - Daniele F. Toscana
Il primo interviene soltanto dopo che l'acqua è già uscita dal recipiente oppure quando si verifica una perdita proveniente da raccordi, tubazioni o altri componenti dell'impianto.
Può quindi essere particolarmente utile nei locali tecnici interni, nei sottotetti o negli ambienti poco frequentati, perché permette di individuare rapidamente una perdita anomala che altrimenti potrebbe rimanere nascosta per ore.
In alcuni sistemi il rilevatore può comandare automaticamente una valvola generale, interrompendo l'alimentazione e limitando la quantità d'acqua dispersa.
Questa soluzione richiede comunque di valutare quali utenze vengono interessate dalla chiusura, come viene alimentato il dispositivo e quale comportamento assume in caso di guasto o batteria scarica.
Il sensore sul pavimento non deve essere confuso con una protezione preventiva contro il trabocco, perché interviene quando il contenimento è già stato superato.
Può però costituire un ulteriore livello di sicurezza contro guasti differenti da quello della sola valvola a galleggiante.
La tubazione che alimenta il serbatoio dovrebbe essere dotata di una valvola facilmente raggiungibile e chiaramente identificabile, in modo da poter interrompere rapidamente l'afflusso in caso di anomalia.
Una valvola nascosta dietro il recipiente, coperta da pannelli fissi o resa irraggiungibile da materiali depositati nel locale può trasformare un problema relativamente semplice in un'emergenza difficile da gestire.
Nei locali con numerose tubazioni è inoltre utile poter riconoscere immediatamente quale comando interrompe l'alimentazione del serbatoio, evitando di dover provare più rubinetti mentre l'acqua continua a entrare.
L'accessibilità deve essere considerata già durante la progettazione o l'installazione, soprattutto quando il recipiente viene inserito in nicchie, mobili tecnici o strutture di rivestimento.
La ricerca di una maggiore integrazione estetica non dovrebbe infatti compromettere manutenzione e sicurezza.
Galleggiante, valvola di alimentazione, troppo pieno e principali raccordi devono poter essere controllati senza demolizioni o smontaggi complessi.
Quando viene utilizzato un pannello di chiusura è quindi preferibile che sia facilmente removibile e che lasci uno spazio sufficiente per intervenire sui componenti soggetti a usura.
Ogni valvola a galleggiante viene progettata per lavorare entro determinate condizioni di pressione e portata.
Un componente non adatto all'impianto può produrre rumore, chiudere in maniera irregolare oppure essere sottoposto a un'usura più rapida.
Una pressione elevata può inoltre aumentare la quantità d'acqua che entra nel serbatoio quando la valvola rimane completamente aperta, rendendo più gravosa la condizione che il troppo pieno deve riuscire a gestire.
Ridurre la pressione non rappresenta però una soluzione a un galleggiante difettoso, perché una valvola che non chiude continuerà comunque a consentire l'ingresso dell'acqua.
Eventuali problemi di pressione devono quindi essere affrontati come una questione distinta, utilizzando dispositivi adeguati alla rete.
Anche una chiusura molto rapida può generare variazioni di pressione e fenomeni di colpo d'ariete, la cui rilevanza dipende dalla velocità dell'acqua e dalle caratteristiche delle tubazioni.
Rumori secchi durante la chiusura meritano quindi una verifica, evitando modifiche casuali al meccanismo nel tentativo di rallentarne il movimento.
La posizione del recipiente influenza notevolmente le conseguenze di un eventuale guasto.
Dov'è meglio installare il serbatoio dell'acqua - Daniele F. Toscana
Un serbatoio collocato in un sottotetto sopra locali abitati può provocare danni importanti anche con una quantità d'acqua relativamente limitata, perché l'acqua può raggiungere solai, controsoffitti, impianti elettrici e finiture.
In un locale tecnico al piano terra le conseguenze possono essere inferiori se sono presenti superfici impermeabili e sistemi di drenaggio adeguati.
All'esterno il trabocco non deve comunque essere considerato innocuo: una portata continua può raggiungere fondazioni, locali posti a quota inferiore oppure provocare erosione del terreno.
Su balconi e terrazzi occorre prestare ancora maggiore attenzione, perché lo scarico meteorico potrebbe non essere dimensionato per ricevere contemporaneamente precipitazioni e un afflusso continuo proveniente dal serbatoio.
L'acqua può inoltre raggiungere soglie o proprietà sottostanti.
Quando la posizione può ancora essere scelta è quindi preferibile privilegiare un punto che consenta una buona accessibilità, un percorso controllato per gli scarichi e la possibilità di limitare le conseguenze di una perdita accidentale.
La sicurezza idraulica non sostituisce la verifica della capacità della struttura che sostiene il serbatoio.
L'acqua ha una massa di circa un chilogrammo per litro, quindi un recipiente di grande capacità può generare un carico rilevante sul solaio, soprattutto quando il peso viene trasferito su una superficie relativamente ridotta.
Non è quindi sufficiente verificare che sul terrazzo o nel sottotetto esista fisicamente lo spazio necessario per collocare la cisterna.
Quando dimensioni, capacità e posizione determinano un carico significativo, è opportuno rivolgersi a un tecnico competente prima dell'installazione per valutare struttura, appoggio e distribuzione dei pesi.
Anche la base deve rimanere stabile quando il serbatoio raggiunge la massima capacità prevista: cedimenti o deformazioni possono inclinare il recipiente e modificare le quote relative tra galleggiante, troppo pieno e bordo superiore.
Una regolazione corretta eseguita con il serbatoio perfettamente orizzontale può infatti diventare meno efficace se il supporto cede successivamente da un lato.
Il troppo pieno protegge dal sovrariempimento, ma non riduce il normale peso dell'acqua contenuta nel recipiente.
In alcuni locali tecnici può essere utile predisporre sotto il serbatoio una vasca, un bacino o una superficie impermeabilizzata in grado di intercettare piccole perdite provenienti dai raccordi, gocciolamenti durante la manutenzione o modeste fuoriuscite accidentali.
Serbatoio acqua da 3000 L - Suinga
Questa soluzione non deve però essere confusa con il sistema principale di protezione contro un afflusso continuo.
Una vasca priva di scarico, infatti, possiede una capacità limitata e prima o poi si riempie se il serbatoio continua a ricevere acqua dalla rete.
Quando viene previsto un drenaggio, anche questo deve essere dimensionato in relazione alle possibili quantità d'acqua e mantenuto libero nel tempo.
Particolare attenzione è necessaria quando nelle vicinanze sono presenti apparecchiature elettriche oppure aperture attraverso le quali l'acqua potrebbe raggiungere locali adiacenti.
Un pavimento impermeabile, soglie correttamente configurate e uno scarico possono limitare le conseguenze di piccole perdite, ma non sostituiscono il controllo del livello.
Anche i raccordi inferiori devono rimanere accessibili, perché una loro rottura può svuotare il recipiente sul pavimento indipendentemente dal funzionamento di galleggiante e troppo pieno.
In alcuni impianti il serbatoio alimenta una pompa che invia l'acqua alle diverse utenze.
Questa apparecchiatura gestisce però il prelievo dal recipiente e non deve essere confusa con il dispositivo che controlla l'ingresso.
Se il galleggiante rimane bloccato mentre nessuna utenza consuma acqua, il livello continua infatti a salire anche se la pompa è perfettamente funzionante.
Il troppo pieno e gli eventuali sensori di sicurezza devono quindi poter svolgere la propria funzione indipendentemente dalla pompa di rilancio.
Un consumo continuo può inoltre mascherare temporaneamente il difetto della valvola: finché la quantità prelevata è simile a quella che entra, il livello rimane apparentemente stabile.
L'anomalia diventa evidente quando il consumo diminuisce, per esempio durante la notte o quando l'abitazione rimane vuota.
Anche per questa ragione un galleggiante che perde lentamente può restare inosservato per giorni.
Nei sistemi dotati di monitoraggio dei consumi, l'analisi delle portate può aiutare a individuare un riempimento anomalo, ma non sostituisce il controllo diretto dei componenti e delle protezioni installate sul serbatoio.
Un difetto della valvola a galleggiante non provoca necessariamente un trabocco immediato, ma può manifestarsi attraverso piccoli segnali che permettono di intervenire prima che il guasto peggiori.
Serbatoio acqua in giardino connesso alla rete idrica - Suinga
L'indizio più evidente è la presenza di acqua che continua a entrare quando il recipiente ha già raggiunto il normale livello di esercizio.
Anche un rumore di riempimento prolungato, uno scarico continuo dal troppo pieno o un aumento inspiegabile dei consumi meritano una verifica.
Quando non sono presenti altre utenze attive, anche il movimento del contatore dell'acqua può indicare che nell'impianto esiste una perdita o un riempimento continuo, pur senza consentire di stabilirne immediatamente l'origine.
Tra i segnali più comuni rientrano:
Individuare questi sintomi permette di controllare il sistema prima che una piccola anomalia si trasformi in un vero trabocco.
Una manutenzione periodica permette di verificare che sia il normale controllo del livello sia la protezione di emergenza rimangano efficienti.
Quando il serbatoio è facilmente accessibile e l'operazione può essere eseguita in sicurezza, è possibile osservare il movimento del galleggiante durante il riempimento e controllare che la valvola interrompa completamente l'ingresso una volta raggiunta la quota prevista.
Il dispositivo dovrebbe muoversi senza interferenze e non presentare blocchi o attriti evidenti.
Anche l'imbocco del troppo pieno deve rimanere libero da depositi, insetti o materiali che possano ridurne la sezione.
Eventuali retine di protezione devono poter essere facilmente pulite e non ostacolare il deflusso.
Dopo la sostituzione del galleggiante o qualsiasi modifica alla sua regolazione bisogna inoltre verificare nuovamente la distanza tra livello normale, quota dello scarico e bordo superiore.
Nei sistemi provvisti di sensori o allarmi è opportuno controllare periodicamente anche il funzionamento di questi dispositivi.
Serbatoi di grandi dimensioni non devono invece essere ispezionati entrando improvvisamente al loro interno, perché possono presentare rischi da spazio confinato che richiedono procedure specifiche.
Quando l'acqua ha già raggiunto il bordo del serbatoio, la priorità consiste nell'interrompere l'afflusso attraverso la valvola di intercettazione, purché sia possibile raggiungerla senza esporsi a pericoli.
Tentare di svuotare manualmente il recipiente mentre continua a entrare acqua dalla rete difficilmente risolve il problema e può soltanto rallentare temporaneamente l'aumento del livello.
Dopo avere arrestato l'alimentazione è possibile verificare se il galleggiante sia rimasto bloccato oppure se la valvola continui a perdere nonostante il corretto movimento.
Un componente che riprende a funzionare dopo essere stato mosso manualmente non dovrebbe essere considerato automaticamente riparato, perché il difetto può ripetersi quando l'abitazione rimane incustodita.
Se il locale è già allagato e sono presenti prese, quadri o apparecchiature elettriche, bisogna evitare di attraversare zone potenzialmente pericolose o manipolare dispositivi raggiunti dall'acqua.
Una volta fermata la perdita è necessario controllare anche il troppo pieno, perché un trabocco effettivo può indicare che la protezione era assente, ostruita oppure incapace di smaltire la portata in ingresso.
L'utente può limitarsi a semplici controlli visivi quando il galleggiante e la valvola risultano facilmente accessibili e non esistono rischi legati a elettricità, altezza o difficoltà di accesso.
Serbatoio d'acqua connesso alla rete idrica - Suinga
Quando la valvola continua a perdere, il galleggiante tende a bloccarsi oppure è necessario modificare tubazioni e scarichi, è invece opportuno rivolgersi a un professionista qualificato.
Particolare attenzione richiedono il dimensionamento del troppo pieno, la modifica della linea di alimentazione, l'installazione di elettrovalvole e la realizzazione di sistemi destinati alla protezione dal riflusso.
Se l'intervento comporta installazione, trasformazione o ampliamento di un impianto idrico posto al servizio dell'edificio, deve inoltre essere considerato quanto previsto dal DM 37/2008 e nei casi disciplinati, l'intervento deve essere eseguito da un'impresa abilitata.
La semplice manutenzione ordinaria va invece distinta da queste attività.
Per i serbatoi collegati alla rete di acqua potabile bisogna infine valutare anche le prescrizioni igieniche e le corrette modalità di separazione dalla possibile acqua contaminata, facendo riferimento alla destinazione d'uso e alla configurazione specifica dell'impianto.
Un sistema affidabile non dovrebbe dipendere dal corretto funzionamento di un unico componente.
La prima protezione è rappresentata da una valvola a galleggiante correttamente dimensionata, installata lasciando spazio sufficiente per il movimento e regolata in modo da interrompere l'alimentazione prima di raggiungere la quota di emergenza.
Sopra il normale livello deve essere previsto, quando richiesto dalla configurazione, un troppo pieno adeguato alla portata potenzialmente in ingresso e collegato a un recapito capace di ricevere l'acqua senza provocare danni.
La linea di alimentazione deve poter essere intercettata facilmente, mentre nei locali particolarmente sensibili può essere utile aggiungere un sensore indipendente di livello alto o un sistema di rilevamento delle perdite.
Anche posizione, supporto, accessibilità e manutenzione devono essere considerati parte della sicurezza complessiva.
Galleggiante e troppo pieno svolgono quindi ruoli differenti: il primo controlla quotidianamente il riempimento, mentre il secondo interviene quando quel controllo non funziona.
Progettare entrambe le funzioni come parti dello stesso sistema permette di trasformare un possibile allagamento in un guasto più facilmente individuabile e gestibile.
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