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La ristrutturazione sognata per tanto tempo è finalmente finita.
Conclusi i lavori, però, diventa evidente una situazione fastidiosa: i rumori fra le stanze sono più nitidi.
Non sempre, come vedremo, si pensa a problemi legati all'isolamento acustico.
Voci, passi, suoni dagli ambienti adiacenti risultano improvvisamente più chiari e presenti.
Questo accade anche in assenza di cambiamenti evidenti nella disposizione degli ambienti stessi.
Dopo una ristrutturazione, la percezione sonora fra le stanze cambia - Adobe Stock
Davanti a questa evenienza, si pensa subito a un errore di progettazione o a materiali di bassa qualità.
In realtà, alla base c'è un fenomeno più complesso.
Isolamento termico e isolamento acustico sono due ambiti molto diversi.
Migliorare il primo non significa automaticamente ottenere risultati legati al secondo.
Anzi, in alcuni casi, interventi per trattenere il calore modificano la risposta acustica degli ambienti.
L'isolamento termico può impattare sulla propagazione del suono - Adobe Stock
Materiali come la fibra di cellulosa, utilizzati da aziende di spicco come Ecoisol, superfici continue e chiusure ermetiche nette riducono le dispersioni d’aria, ma cambiano anche il modo in cui il suono si propaga fra gli ambienti della casa.
I rumori, in assenza di interventi mirati all'isolamento acustico, sono interessati da una trasmissione più evidente.
Dopo una ristrutturazione, le pareti interne appaiono quasi sempre identiche a prima. Non bisogna lasciarsi ingannare: il loro comportamento, infatti, può essere cambiato.
Esistono diversi fattori, dalle rasature, ai nuovi rivestimenti fino alle modifiche agli strati interni, che impattano sulla capacità di attenuare i rumori.
In alcuni casi, la stratigrafia risulta più leggera o più rigida, favorendo il passaggio delle vibrazioni.
Ricorda che il rumore non passa solo grazie all'aria, ma anche attraverso le strutture. Sono in tanti, purtroppo, a sottovalutare quest'ultimo aspetto.
I rumori notturni sono causati dai cambiamenti della stratigrafia - Adobe Stock
Il risultato è un cambiamento drastico dell'acustica delle stanze, anche se, in apparenza, tutto sembra rimasto come prima.
La presenza di porte interne - e le loro caratteristiche - contribuisce tantissimo all'isolamento acustico in casa.
Quando si ristruttura, si tende spesso a sostituirle basandosi su comprensibili ragioni estetiche - Garofoli è un'azienda top a tal proposito - e funzionali, bypassando l'impatto sull'acustica.
Le porte interne impattano sull'isolamento acustico della casa - Garofoli
Porte leggere, con battute imprecise o senza guarnizioni - che possono essere in gomma o in PVC - lasciano passare il suono, causando potenziale fastidio a chi vuole ambienti silenziosi in casa.
Le porte interne possono impattare sull'acustica di casa - Adobe Stock
Da ricordare è in ogni caso che, quando si ottimizza l'isolamento verso l'esterno, i rumori interni emergono con maggiore evidenza.
In questi frangenti, la porta interna può rappresentare, a seconda dell'attenzione che le si dedica, un punto a favore o uno problematico.
Dopo una ristrutturazione, è normale che, in casa, siano presenti superfici con materiali rigidi e riflettenti.
Lato estetica e manutenzione sono importanti: la loro presenza può rivelarsi a dir poco soddisfacente.
Bisogna però tenere presente la loro influenza sull'acustica degli ambienti.
Su una superficie liscia, affascinante agli occhi, il suono rimbalza di più.
Ciò implica il suo rimanere per un tempo maggiore nell'ambiente.
Attenzione: si parla di cambiamenti nell'equilibrio acustico, non di isolamento inadeguato.
Molto spesso, questo fenomeno non riguarda tutta la casa con la stessa intensità.
Alcune stanze, infatti, vengono percepite come decisamente più tranquille rispetto alle altre.
Questa differenza non va sottovalutata ed è una messaggera preziosa che ci ricorda che il problema è legato a specifiche combinazioni di superfici, pareti e aperture.
Ignorare questo aspetto porta, di frequente, a effettuare interventi inefficaci, finanche dannosi.
Come è quindi meglio muoversi?
Bisogna osservare con attenzione dove il rumore si concentra e in quali casi assume carattere fastidioso.
Con questo primo passo, è possibile avvicinarsi a capire la natura del problema.
Spesso, in molti si domandano come mai prima della ristrutturazione l'acustica della casa fosse diversa.
La risposta è semplice: molti suoni venivano “assorbiti” da dettagli esteticamente e tecnicamente critici come dispersioni e fessure, senza dimenticare i materiali meno performanti dal punto di vista termico.
Può sembrare paradossale, ma il miglioramento dell'involucro può causare il fastidio legato all'emergere dei suoni, che non vengono più dispersi verso l'esterno o attenuati in modo casuale.
Non tutti i rumori fra le stanze indicano un problema serio di isolamento acustico.
In molti casi, si tratta del rovescio della medaglia di una casa più performante.
Tuttavia, ci sono casi in cui è opportuno approfondire.
Se i rumori risultano eccessivi, localizzati sempre negli stessi punti o peggiorano nel tempo, la situazione va valutata prima che sia troppo tardi.
Bisogna capire se il disagio per i rumori notturni - e non solo - è frutto di un cambio di percezione, più che normale, o di un aspetto critico dell'intervento.
I lavori di ristrutturazione migliorano la casa, su questo non c'è dubbio, ma possono portare alla luce diverse criticità.
I rumori tra una stanza e l’altra rientrano spesso in questa categoria.
Il problema va letto nel suo insieme, senza puntare il dito su un determinato materiale o su una determinata scelta tecnica, così da affrontarlo in modo più consapevole.
Il comfort abitativo non è solo una questione di temperatura o consumi, ma anche di qualità sonora degli spazi.
Alla luce di ciò, per ovviare alla problematica descritta in queste righe, può avere senso valutare l'integrazione di una parete insonorizzata in laterizio o in cartongesso.
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