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I termosifoni possono fare rumore anche quando il riscaldamento sembra spento perché radiatori, tubazioni e supporti continuano a reagire alle variazioni di temperatura dell’ambiente e dell’impianto.
Impianto di riscaldamento e rumore termosifone spento - Getty Images
In molti casi si tratta di semplici dilatazioni dei materiali, percepite come ticchettii, schiocchi metallici o piccoli colpi provenienti dal radiatore, dalla parete o dal pavimento.
Il fenomeno è frequente soprattutto in primavera e nelle mezze stagioni, quando gli sbalzi tra giorno e notte sono più marcati.
Non sempre, però, il rumore va liquidato come normale: colpi forti, vibrazioni continue, gorgoglii persistenti o rumori comparsi all’improvviso possono indicare aria nell’impianto, fissaggi troppo rigidi, valvole difettose o una circolazione d’acqua non del tutto interrotta.
Quando si spegne il riscaldamento, l’impianto non diventa immediatamente immobile.
I materiali continuano a subire variazioni dimensionali, anche minime, in base alla temperatura dell’ambiente, all’esposizione al sole e al raffreddamento progressivo delle tubazioni.
Il rumore nasce spesso da questi piccoli movimenti.
Un tubo che si dilata o si contrae dentro una traccia muraria, un radiatore che si assesta sui supporti o una staffa troppo rigida possono produrre schiocchi secchi, ticchettii metallici o colpi isolati.
Il fenomeno è più evidente quando il rumore si ripete sempre negli stessi momenti della giornata, per esempio la sera, quando la casa si raffredda, oppure al mattino, quando alcune pareti tornano a scaldarsi.
La causa più frequente è la dilatazione termica.
Anche se l’acqua calda non sta circolando, tubi e radiatori possono scaldarsi o raffreddarsi per effetto dell’ambiente circostante.
Termosifone vicino alla finestra ed esposto al sole - Getty images
Una stanza molto esposta al sole, una parete esterna, un pavimento che accumula calore durante il giorno o una tubazione incassata in una zona soggetta a sbalzi termici possono bastare a generare piccoli movimenti.
Il problema diventa più percepibile quando le tubazioni non hanno abbastanza spazio per muoversi.
Se sono bloccate da malta, passaggi troppo stretti, staffe rigide o attraversamenti non correttamente isolati, la normale variazione dei materiali si trasforma in rumore.
In questi casi il termosifone sembra la fonte del problema, ma il suono può arrivare in realtà da pareti, pavimenti o colonne verticali dell’impianto.
Un aspetto da tenere presente è che riscaldamento spento non significa sempre impianto completamente inattivo.
L'impianto anche con i termosifone spenti potrebbe essere attivo - Getty Images
Negli impianti centralizzati ad esempio, alcune colonne possono mantenere calore residuo più a lungo rispetto ai radiatori dell’appartamento.
Anche dopo lo spegnimento, l’acqua presente nelle tubazioni può continuare a raffreddarsi lentamente e generare piccoli assestamenti.
In altri casi possono entrare in gioco circolatori, valvole, pompe o componenti dell’impianto che non lavorano in modo percepibile, ma possono comunque trasmettere vibrazioni. Il rumore può quindi presentarsi anche quando il radiatore è freddo al tatto.
Questa distinzione è importante perché aiuta a capire se si tratta di un normale assestamento dei materiali oppure di un comportamento legato al funzionamento residuo dell’impianto.
Anche le valvole possono contribuire ai rumori.
Una valvola termostatica, un detentore regolato male o un componente parzialmente bloccato possono generare piccoli colpi, vibrazioni o fischi, soprattutto se nell’impianto rimane una minima circolazione d’acqua.
Il rumore da valvola è spesso diverso dal semplice ticchettio metallico.
Può somigliare a un ronzio, a una vibrazione intermittente o a un piccolo battito ripetuto.
In alcuni casi compare vicino al corpo valvola, in altri si propaga lungo la tubazione e sembra provenire da un punto diverso.
Se il rumore nasce sempre dallo stesso radiatore, vale la pena osservare se cambia aprendo o chiudendo leggermente la valvola.
Una variazione del suono può indicare che il problema non dipende solo dalla dilatazione dei materiali.
Quando il rumore non è secco ma simile a un gorgoglio, la causa può essere la presenza di aria nell’impianto.
Vecchio modello di termosifone - Getty Images
Dopo mesi di utilizzo, piccole quantità d’aria possono restare intrappolate nei radiatori o nei punti più alti delle tubazioni.
A riscaldamento spento il fenomeno può sembrare meno logico, ma non è impossibile.
L’aria può muoversi lentamente, reagire alle variazioni di temperatura e rendere più evidenti alcuni rumori interni, soprattutto negli impianti meno recenti o non perfettamente bilanciati.
Se il gorgoglio si presenta spesso, uno sfiato dei termosifoni prima della stagione successiva può essere utile.
Se invece il rumore torna subito dopo lo sfiato, può esserci un problema di pressione, caricamento dell’impianto o ingresso d’aria da verificare.
La primavera è una stagione in cui questi fenomeni diventano più evidenti perché l’impianto non lavora più in modo continuo, ma la casa subisce comunque forti variazioni termiche.
Valvola del termosifone - Getty Images
Di giorno alcuni ambienti possono scaldarsi rapidamente per effetto del sole, mentre la sera la temperatura interna può scendere in poco tempo.
Questi passaggi rapidi favoriscono dilatazioni e contrazioni più percepibili.
Il rumore, inoltre, si nota di più proprio perché il riscaldamento è spento: in assenza del normale funzionamento dell’impianto, anche piccoli ticchettii sembrano più anomali.
I radiatori vicini a finestre, pareti esterne o zone molto esposte sono spesso quelli più soggetti al fenomeno.
Piccoli ticchettii occasionali, schiocchi isolati e rumori che compaiono solo durante i cambi di temperatura sono generalmente compatibili con il normale comportamento dei materiali.
Diverso è il caso di colpi forti, vibrazioni continue, rumori metallici molto frequenti o suoni che aumentano progressivamente nel tempo.
In queste situazioni può esserci un vincolo meccanico eccessivo sulle tubazioni, una staffa troppo rigida, una valvola difettosa o una pressione non corretta nell’impianto.
Meritano attenzione anche i rumori accompagnati da perdite, radiatori che si scaldano in modo anomalo, gorgoglii persistenti o variazioni improvvise rispetto agli anni precedenti.
Non sempre è necessario intervenire.
Se il rumore è lieve, dura pochi secondi e compare solo in corrispondenza degli sbalzi termici, spesso è sufficiente monitorare il fenomeno.
A volte l'intervento del tecnico è necessario - Getty Images
Un controllo tecnico diventa più sensato quando il rumore è intenso, si ripete ogni giorno, interessa più radiatori o sembra provenire da pareti e pavimenti.
In questi casi il problema può dipendere dalle tubazioni incassate, dai fissaggi, dalla regolazione delle valvole o dalla pressione dell’impianto.
Prima di chiamare un tecnico, può essere utile annotare quando si verifica il rumore, da quale radiatore sembra partire, quanto dura e se cambia aprendo o chiudendo le valvole.
Queste informazioni aiutano a distinguere un semplice assestamento termico da un’anomalia reale.
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