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Un rubinetto o uno scarico che gocciola solo in alcune ore della giornata spesso viene sottovalutato rispetto a una perdita continua.
La mattina si trova qualche goccia nel lavabo, nel sottolavello o sul piatto doccia, poi durante il giorno tutto sembra asciutto.
Oppure il problema compare la sera, dopo l’uso dell’acqua calda, e scompare poche ore dopo.
Rubinetto e perdita acqua
in alcuni momenti della giornata - Getty Images
Si può pensare a un episodio isolato, magari condensa o una piccola svista dopo l’uso.
In realtà, può essere il primo segnale di un componente che non chiude più perfettamente o di una guarnizione che sta perdendo efficacia.
In un bagno ristrutturato da alcuni anni, ad esempio, comparivano piccole gocce sotto il sifone del lavabo la sera, dopo l’uso prolungato dell’acqua calda, mentre al mattino il mobile risultava asciutto.
Il problema era una guarnizione compressa male che, al passaggio di acqua calda, lasciava fuoriuscire qualche goccia.
Tubi, raccordi, sifoni, guarnizioni e parti metalliche o plastiche reagiscono alle variazioni di temperatura.
Quando passa acqua calda, i materiali si scaldano e si dilatano leggermente, mentre quando l’impianto si raffredda, tornano alla condizione iniziale.
In un sistema perfettamente stabile questi movimenti sono assorbiti senza conseguenze dalla rubinetteria, però se una guarnizione è usurata, un raccordo è poco serrato o un componente è già deformato, può comparire la perdita d'acqua.
Perdita che si manifesta dopo l'uso prolungato di acqua calda - Getty Images
Il fenomeno è più evidente nei punti sottoposti a cambi rapidi di temperatura, come lavabo, bidet, doccia, cucina, in generale, gli scarichi collegati ad acqua calda.
A volte basta una variazione minima per modificare l’aderenza di una guarnizione, ecco perché il difetto risulta intermittente e difficile da individuare.
Un’altra causa riguarda la pressione dell’acqua che può variare nell'arco della giornata, soprattutto in contesti condominiali, zone servite da autoclave o impianti dove molti utenti usano acqua negli stessi orari.
Quando la pressione aumenta, una valvola o una guarnizione già al limite può iniziare a perdere.
Molteplici utenti nella stessa fascia oraria nei contesti condominiali - Getty Images
Il problema si manifesta generalmente nelle fasce orarie in cui l’impianto subisce più variazioni.
Se il gocciolamento riguarda un rubinetto chiuso, il difetto può essere nella cartuccia, nella guarnizione interna o nel vitone.
Se invece la perdita compare sotto il lavabo o vicino allo scarico, occorre controllare i raccordi.
In cucina, ad esempio, un rubinetto può gocciolare dopo l’uso della lavastoviglie o dopo l’apertura prolungata dell’acqua calda.
Nel bagno, invece, il fenomeno può presentarsi dopo la doccia, quando temperatura, vapore e pressione interna dell’impianto cambiano contemporaneamente.
Nei miscelatori moderni, una delle cause più frequenti è la cartuccia interna.
Quando la cartuccia si usura o si incrosta di calcare, non sempre produce una perdita continua e il problema si presenta solo in determinate condizioni:
Si nota una goccia dal beccuccio ogni tanto, oppure un piccolo accumulo d’acqua nel lavabo anche se il rubinetto non è stato usato da ore.
Il calcare peggiora la situazione perché impedisce alle superfici interne di chiudere in modo uniforme e questo accade frequentemente nelle zone con acqua dura.
Quando il gocciolamento compare sotto lavabo, lavello o bidet, la causa può essere nel sifone o nei raccordi dello scarico.
Qui il problema riguarda il passaggio di acqua calda, detergenti, residui e piccoli movimenti del sistema.
I sifoni in plastica, acquistabili anche su Amazon, possono allentarsi leggermente con il tempo, soprattutto se vengono urtati durante le pulizie o se nel mobile sottolavello vengono spostati detersivi e contenitori.
Tubo di scarico flessibile in plastica - Amazon
Le guarnizioni possono indurirsi, schiacciarsi o perdere elasticità: il risultato è una perdita che appare solo quando passa una certa quantità d’acqua.
Un segnale tipico è trovare il fondo del mobile appena umido, perché la fuoriuscita avviene durante l’uso, poi l’acqua evapora o viene assorbita da polvere, legno, oggetti.
Dopo qualche settimana, possono comparire odore di umido, rigonfiamento del fondo del mobile o aloni vicino ai raccordi.
In bagno e in cucina, soprattutto nei cambi di stagione, è possibile confondere una piccola perdita con la condensa.
Tubazioni fredde, ambienti umidi, docce calde possono creare goccioline su superfici metalliche o plastiche.
Tuttavia, la condensa tende a formarsi su superfici estese e fredde, mentre una perdita vera si concentra quasi sempre in un punto preciso.
Se la goccia compare sempre sotto lo stesso raccordo, alla base del rubinetto o lungo una giunzione, è più probabile che si tratti di una perdita.
Se invece l’umidità si distribuisce su tutta la superficie del tubo o del sifone, può essere condensa, soprattutto dopo docce o cotture prolungate.
La distinzione è importante perché porta a interventi diversi, dalla ventilazione dell'ambiente alla regolazione di un raccordo.
Non sempre il gocciolamento arriva dal beccuccio o dallo scarico.
A volte l’acqua si infiltra alla base del rubinetto, soprattutto in cucina e nei lavabi da appoggio.
Quando si usa il miscelatore, piccole quantità d’acqua possono scorrere attorno al foro del piano e arrivare nel mobile sottostante.
Il problema si nota solo in alcune ore perché dipende dall’uso.
Dopo aver lavato stoviglie, capelli, mani, l’acqua può depositarsi attorno alla base del rubinetto e infiltrarsi lentamente.
Dopo qualche tempo la superficie si asciuga, ma il mobile sotto trattiene l’umidità.
In questi casi, il difetto potrebbe riguardare la sigillatura, la guarnizione di appoggio o il modo in cui l’acqua ristagna sul piano.
La presenza di un alone o una traccia di calcare circolare attorno alla base del rubinetto possono indicare che l’acqua si ferma lì con regolarità.
Nelle docce il gocciolamento intermittente può interessare piletta, raccordi sotto piatto, giunzioni del box o collegamenti nascosti.
Il problema può comparire solo dopo l’uso perché l’acqua impiega tempo a raggiungere il punto debole, soprattutto se passa sotto il piatto o lungo una sigillatura.
Gocciolamento intermittente dalla doccia - Getty Images
Una perdita di questo tipo è più delicata perché non sempre è ispezionabile.
Il pavimento può restare asciutto, mentre l’acqua finisce sotto il piatto doccia o dietro il rivestimento.
I segnali indiretti di questa perdita nascosta sono:
Se il gocciolamento compare solo dopo la doccia, è opportuno osservare sia lo scarico sia le sigillature del box.
La prima cosa da fare è capire quando avviene il gocciolamento: se dopo aver utilizzato acqua calda, dopo molte ore di inutilizzo o se dopo l’uso di un sanitario specifico.
In questo modo, si può individuare la fonte del problema nell'impianto idraulico, se trattasi della cartuccia del rubinetto, del raccordo dello scarico oppure se è condensa o infiltrazione dal piano.
In cucina la perdita può verificarsi dopo l'uso della lavastoviglie - Getty Images
Un controllo semplice ma efficace consiste nell’asciugare bene la zona sospetta e avvolgere temporaneamente un piccolo pezzo di carta assorbente attorno al raccordo o sotto il punto critico.
Se la carta si bagna sempre nello stesso punto, la perdita è localizzata; invece, se resta asciutta ma il mobile si inumidisce altrove, il percorso dell’acqua potrebbe essere diverso da quello immaginato.
Il consiglio è evitare di stringere eccessivamente raccordi e ghiere, perché alcune parti in plastica possono deformarsi o creparsi se eccessivamente forzate.
Un gocciolamento intermittente va controllato con più urgenza se si trova dentro un mobile, vicino a pannelli in legno, dietro la lavatrice, sotto la lavastoviglie o in prossimità di pareti e pavimenti delicati.
Poche gocce ma ripetute quotidianamente possono gonfiare mobili, rovinare fondi, generare cattivi odori e favorire la formazione di muffa.
Regolazione di tubi e controllo delle guarnizioni - Getty Images
È opportuno intervenire prontamente se il fenomeno aumenta, se compare calcare nel punto di gocciolamento, se il rubinetto diventa più duro da chiudere o se lo scarico emette odori.
Altrettanta urgenza va dedicata alle tubazioni non accessibili, scarichi doccia o perdite che possono interessare pareti e pavimenti.
Meglio evitare che il gocciolamento sporadico diventi continuo, perché significa che l'acqua sta agendo da tempo sulle superfici vicine, danneggiandole.
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