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Quali rivestimenti senza fughe si possono usare nella doccia

Rivestimenti senza fughe per la doccia: materiali, vantaggi, limiti, impermeabilizzazione, posa e criteri per scegliere la soluzione più adatta al bagno.
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Rivestimenti senza fughe per la doccia


I rivestimenti senza fughe per la doccia permettono di ottenere superfici continue o quasi continue, riducendo le linee di stuccatura tipiche delle piastrelle tradizionali.

Doccia senza fughe Bagno doccia senza fughe - Getty Images mod con AI



Tra le soluzioni disponibili ci sono microcemento, resine, microresine, pannelli in solid surface o materiali compositi, pannelli specifici per ambienti umidi e grandi lastre in gres porcellanato.

Non tutti, però, possono essere definiti tecnicamente senza fughe nello stesso modo.

Alcuni formano una superficie continua, mentre altri eliminano soprattutto la griglia di giunti tipica dei piccoli formati.

Inoltre, l'assenza di fughe non rende automaticamente impermeabile una doccia: la tenuta all'acqua dipende dal ciclo di posa, dalla preparazione del supporto, dall'impermeabilizzazione e dalla corretta gestione di angoli e raccordi.

La scelta deve quindi tenere conto non soltanto dell'estetica, ma anche della posizione del rivestimento, distinguendo tra pareti e pavimento, della presenza di vecchie piastrelle e del livello di manutenzione che si è disposti ad affrontare.


Quali rivestimenti senza fughe si possono usare nella doccia


I rivestimenti realmente continui che si possono usare nella doccia sono soprattutto il microcemento e i sistemi in resina o microresina specificamente progettati per ambienti bagnati.


A questi si aggiungono pannelli in resina acrilica, solid surface, compositi minerali e alcuni sistemi in PVC o laminato destinati espressamente alle zone doccia.

Le grandi lastre in gres porcellanato consentono invece di ottenere pareti visivamente quasi continue, ma tecnicamente mantengono fughe e giunti.

Non basta quindi scegliere un materiale definito impermeabile o resistente all'acqua: bisogna verificare che l'intero sistema sia indicato per l'esposizione diretta e ripetuta all'acqua.

Microcemento e resina offrono la maggiore continuità visiva, i pannelli semplificano la ristrutturazione e il gres di grande formato privilegia robustezza e facilità di manutenzione.

Le normali pitture lavabili o idrorepellenti, invece, non dovrebbero essere considerate automaticamente adatte all'interno del box doccia se la relativa documentazione tecnica non ne prevede espressamente questo impiego.


Cosa significa rivestimento doccia senza fughe


L'espressione rivestimento doccia senza fughe viene utilizzata per prodotti molto diversi tra loro e può creare qualche equivoco.

Una superficie in microcemento o resina viene applicata in più strati e può risultare realmente continua, senza la tradizionale successione di elementi separati da stuccature.

Un pannello di grandi dimensioni, invece, elimina gran parte delle fughe, ma deve comunque essere raccordato agli angoli, al piatto doccia, alla rubinetteria e agli eventuali pannelli adiacenti.

Il gres di grande formato riduce ulteriormente le linee visibili, ma rimane un rivestimento ceramico posato con giunti.

Anche nelle superfici continue possono inoltre essere presenti giunti strutturali o di movimento che non possono essere semplicemente eliminati.

Per questo motivo è più corretto distinguere tra assenza di fughe decorative e assenza completa di discontinuità costruttive.

Il vantaggio estetico rimane notevole: meno linee interrompono la superficie, lo spazio appare più uniforme e vengono ridotte le zone nelle quali normalmente si accumulano calcare, residui di detergente e sporco.


Microcemento per rivestire la doccia senza fughe


Il microcemento in doccia è una delle soluzioni che meglio risponde alla richiesta di una superficie continua.

Doccia senza fughe in microcemento Doccia senza fughe in microcemento - Getty Images



Viene applicato in strati molto sottili e alcuni sistemi raggiungono uno spessore complessivo di pochi millimetri, caratteristica particolarmente utile durante una ristrutturazione.

Può essere impiegato sulle pareti e, quando il ciclo lo consente, anche sul pavimento della doccia.

Uno dei principali vantaggi è la possibilità di lavorare sopra diversi supporti esistenti, comprese vecchie piastrelle ben aderenti, evitando in alcuni casi la demolizione del rivestimento.

Non significa però poter stendere il materiale direttamente sulla ceramica: possono essere necessari preparazione meccanica, primer, rasature, rete di rinforzo e impermeabilizzazione.

Nel box doccia il microcemento decorativo non deve infatti essere confuso con la barriera contro le infiltrazioni.

Il sistema completo deve prevedere anche la corretta protezione degli angoli e dei raccordi e una finitura superficiale compatibile con l'acqua e con i detergenti utilizzati quotidianamente.


Resina e microresina sulle pareti della doccia


Anche resina e microresina permettono di realizzare una doccia senza fughe visibili, ma il termine resina identifica una famiglia molto ampia di prodotti.

Doccia con pareti in resina senza fughe Doccia con pareti in resina senza fughe - Daniele F. Toscana



Esistono formulazioni epossidiche, poliuretaniche, prodotti all'acqua e sistemi decorativi costituiti da più strati, con caratteristiche anche molto differenti.

Per questo motivo non è sufficiente verificare che una resina possa essere applicata in bagno: la scheda tecnica deve indicare l'idoneità del ciclo nella zona direttamente raggiunta dall'acqua.

Primer, fondo, strati decorativi e protezione finale concorrono infatti alla prestazione complessiva.

Le superfici in resina hanno il vantaggio di essere sottili, uniformi e prive della normale stuccatura tra piastrelle, caratteristica che facilita la pulizia e permette di ottenere effetti estetici contemporanei.

Alcuni sistemi possono inoltre aderire alla ceramica esistente dopo un'adeguata preparazione.

Rimane importante verificare la compatibilità con il supporto e la capacità di gestire eventuali movimenti o fessurazioni.

Una resina rigida applicata sopra un fondo instabile non risolve il problema sottostante e può a sua volta manifestare difetti superficiali.


Pannelli in solid surface e materiali compositi per la doccia


Una soluzione diversa è rappresentata dai pannelli di grande formato specifici per rivestire le pareti della doccia.

Doccia con pannelli solid surfaceRivestimenti per doccia solid surface - Getty Images mod con AI



Possono essere realizzati in resine acriliche, solid surface oppure materiali composti da cariche minerali e resine.

Vengono prodotti industrialmente, tagliati nelle dimensioni necessarie e installati direttamente sulle superfici da rivestire secondo il sistema previsto.

Il loro principale vantaggio è la rapidità della posa: rispetto a un rivestimento applicato a spatola richiedono meno lavorazioni in cantiere e permettono di coprire una parete con uno o pochi elementi.

Il risultato è quindi quasi continuo e privo della tradizionale griglia di fughe delle piastrelle.

Anche in questo caso, però, senza fughe non significa monolitico.

Due pannelli affiancati necessitano di un raccordo e devono essere trattati correttamente anche gli angoli, il collegamento con il piatto doccia e i fori attraversati da rubinetti o tubazioni.

Sono particolarmente interessanti nelle ristrutturazioni veloci e nei lavori nei quali si vuole limitare la quantità di opere umide e demolizioni.


Pannelli in PVC e HPL possono essere messi nella doccia


PVC, vinile e laminati HPL possono essere utilizzati nelle zone umide, ma occorre evitare di considerare equivalenti tutti i prodotti realizzati con questi materiali.
soffione doccia
Essere resistente all'acqua non significa necessariamente essere adatto come rivestimento interno di una doccia.

Un normale pannello decorativo o un rivestimento destinato al pavimento del bagno potrebbe non essere progettato per sopportare getti ripetuti, permanenza dell'umidità e infiltrazioni attraverso i bordi.

Per essere impiegato nella zona direttamente bagnata è preferibile scegliere un sistema la cui documentazione indichi espressamente l'utilizzo in docce o ambienti costantemente umidi.

È inoltre necessario seguire le istruzioni relative ad adesivi, giunzioni, profili e sigillature.

I pannelli specifici possono essere particolarmente pratici durante una ristrutturazione perché hanno poco spessore e, a seconda del sistema, possono essere incollati sopra superfici esistenti.

La parte centrale del pannello raramente rappresenta il dettaglio più delicato: l'attenzione maggiore va riservata alle giunzioni, agli angoli e ai punti attraversati dagli impianti.


Gres porcellanato di grande formato nella doccia


Le grandi lastre in gres porcellanato sono spesso inserite tra le soluzioni senza fughe per la doccia, anche se tecnicamente la definizione non è corretta.

Gres porcellanato di grande formato Gres porcellanato di grande formato - Getty Images



Il vantaggio deriva dalle dimensioni: una singola lastra può rivestire una parte molto ampia della parete e, in alcuni casi, quasi tutta la sua altezza, lasciando visibili pochissime linee di separazione.

Il gres mantiene inoltre le caratteristiche tipiche della ceramica, tra cui un assorbimento d'acqua molto ridotto e una buona resistenza all'usura, alle macchie e agli agenti chimici.

La posa a giunto unito, però, non è ammessa dalla normativa tecnica relativa alle piastrellature.

Anche utilizzando elementi rettificati e in condizioni favorevoli deve essere mantenuto un giunto, che può essere ridotto ma non annullato.

Rimangono inoltre necessari i giunti di movimento e quelli perimetrali.

Per questo le maxi lastre rappresentano soprattutto una soluzione a fughe ridotte, particolarmente interessante per chi desidera l'effetto di una parete uniforme ma preferisce affidarsi alle caratteristiche e alla manutenzione tipiche di un materiale ceramico.


Pitture e smalti impermeabili sono adatti alla doccia


Le normali pitture destinate al bagno richiedono maggiore prudenza quando devono essere applicate all'interno del box doccia.

Termini come lavabile, idrorepellente e impermeabile non sono sinonimi.

Una pittura lavabile è progettata per sopportare la pulizia della superficie, mentre un prodotto idrorepellente limita l'assorbimento dell'acqua.

Una vera impermeabilizzazione, invece, fa parte di un sistema concepito per impedire all'acqua di raggiungere il supporto.

Per questo motivo un comune smalto antimuffa o resistente all'umidità non dovrebbe essere utilizzato automaticamente sulla parete investita quotidianamente dal getto della doccia.

Serve una dichiarazione esplicita di idoneità a questo impiego e devono essere indicate anche preparazione del fondo, primer, numero di mani e trattamento dei punti di raccordo.

Esistono inoltre membrane liquide impermeabilizzanti specifiche per docce, ma normalmente costituiscono lo strato collocato sotto il rivestimento finale e non una pittura decorativa destinata a rimanere esposta.

In assenza di indicazioni tecniche precise, è quindi preferibile non considerare una normale pittura da bagno un'alternativa equivalente a microcemento, resina, pannelli o ceramica.


Si può rivestire la doccia senza togliere le vecchie piastrelle


In molti casi è possibile realizzare un rivestimento doccia sopra le vecchie piastrelle, ma prima bisogna verificare accuratamente lo stato della superficie esistente.

Doccia con piastrelle Doccia con piastrelle -

Getty Images

Microcemento, alcuni sistemi in resina, determinati pannelli e anche un nuovo rivestimento ceramico possono essere applicati sopra la ceramica già presente, evitando demolizioni e riducendo tempi, polvere e produzione di macerie.

Il requisito essenziale è che le vecchie piastrelle siano solide, ben aderenti e prive di movimenti.

Una superficie che presenta elementi distaccati, zone che suonano a vuoto, crepe importanti oppure infiltrazioni deve essere risanata prima della nuova posa.

Anche planarità, pulizia e presenza di residui devono essere controllate.

Con i rivestimenti applicati a spatola può essere necessario carteggiare o preparare meccanicamente la ceramica, utilizzare primer specifici e inserire una rete nelle rasature.

Rivestire direttamente un fondo problematico serve soltanto a nasconderlo temporaneamente: il nuovo strato non può bloccare movimenti o distacchi già presenti e i difetti possono successivamente ripresentarsi sulla superficie.


L'impermeabilizzazione resta necessaria anche senza fughe


Una delle convinzioni più rischiose è considerare un rivestimento continuo automaticamente sufficiente per impermeabilizzare la doccia.

La continuità estetica della superficie e la tenuta all'acqua sono due aspetti differenti.

Sotto microcemento, resina o piastrelle può essere previsto uno specifico strato impermeabile, mentre angoli e cambi di piano devono essere trattati con soluzioni adatte a mantenere la continuità della protezione.

I punti più delicati sono il raccordo parete-pavimento, il collegamento con il piatto o con lo scarico, le nicchie, gli attraversamenti della rubinetteria e le zone nelle quali cambiano i materiali del supporto.

Anche una piccola fessura può diventare una via di passaggio per l'acqua se la stratigrafia sottostante non è stata realizzata correttamente.

Nei sistemi continui è quindi importante ragionare sul ciclo completo anziché sul solo strato decorativo visibile.

Preparazione del fondo, eventuale impermeabilizzazione, rinforzi, finitura e protettivo devono essere compatibili tra loro e applicati nelle quantità e con i tempi previsti.

La stessa logica vale per la ceramica, che non sostituisce l'impermeabilizzazione prevista nel progetto.


Angoli e giunti non scompaiono con un rivestimento continuo


L'assenza delle fughe delle piastrelle non significa che una doccia possa essere realizzata ignorando tutti i giunti.

Giunto  tra piatto doccia e pavimento Giunto tra piatto doccia e pavimento - Daniele F. Toscana



Pareti, massetti e strutture possono essere soggetti a piccoli movimenti dovuti a dilatazioni, assestamenti o variazioni termoigrometriche.

Un rivestimento continuo deve quindi riuscire a gestire questi fenomeni attraverso il ciclo e i dettagli costruttivi previsti.

I raccordi tra parete e pavimento, gli angoli e gli eventuali giunti presenti nel supporto rappresentano zone particolarmente importanti.

Ricoprire rigidamente un giunto strutturale nel tentativo di ottenere una superficie perfettamente uniforme può provocare successivamente una fessurazione.

Nei pannelli, invece, le discontinuità rimangono soprattutto in corrispondenza dei bordi, delle unioni fra elementi e del perimetro.

Con il gres esistono sia le fughe tra le lastre sia i giunti necessari per consentire i movimenti del sistema.

In pratica, quindi, un progetto senza fughe deve puntare a ridurre le interruzioni visive senza eliminare i dettagli tecnici indispensabili.

È proprio il corretto trattamento di queste zone a incidere sulla durabilità della doccia.


Quale rivestimento usare sul pavimento della doccia


Sul pavimento della doccia le esigenze sono più severe rispetto alle sole pareti perché, oltre all'acqua, bisogna considerare usura, detergenti, pendenza verso lo scarico e soprattutto rischio di scivolamento.

Doccia senza fugheDoccia senza fughe - Daniele F. Toscana



Microcemento
e alcuni sistemi in resina possono essere utilizzati anche sul piano di calpestio quando il ciclo lo prevede, ma la finitura deve possedere caratteristiche adeguate all'uso in ambiente bagnato.

Non è sufficiente scegliere un prodotto genericamente definito antiscivolo: le prestazioni devono riferirsi alla specifica finitura utilizzata, perché superfici lisce e materiche della stessa famiglia possono comportarsi in modo differente.

Il gres permette a sua volta di scegliere prodotti con caratteristiche di scivolosità documentate.

Un'altra soluzione consiste nell'utilizzare il rivestimento continuo soltanto sulle pareti e abbinarlo a un piatto doccia realizzato industrialmente con superficie antiscivolo.

Questa configurazione mantiene gran parte dell'effetto estetico senza fughe riducendo le criticità del pavimento.

La UNI EN 16165 raccoglie i metodi utilizzati per valutare la resistenza allo scivolamento delle superfici pedonali.


Come pulire microcemento, resina e pannelli della doccia


L'assenza di numerose fughe rende generalmente più semplice la pulizia dei rivestimenti continui della doccia, perché calcare e residui di sapone incontrano meno incavi nei quali depositarsi.
spugna pulizie non abrasiva
Questo non significa però che tutte le superfici possano essere trattate con qualsiasi detergente.

Nel caso di microcemento e resina occorre preservare soprattutto la finitura protettiva superficiale.

Prodotti molto aggressivi, sostanze abrasive e spugne eccessivamente ruvide possono deteriorare alcuni cicli e rendere necessario un intervento di ripristino.

Le indicazioni di manutenzione devono quindi essere quelle previste per il sistema effettivamente installato.

Nei pannelli la superficie centrale richiede normalmente una manutenzione semplice, mentre conviene controllare nel tempo giunzioni, silicone, angoli e raccordi con gli impianti.

Il gres è generalmente poco impegnativo, ma mantiene fughe e sigillature elastiche che devono essere periodicamente ispezionate.

Muffa persistente, rigonfiamenti, crepe, distacchi del sigillante o alterazioni insolite non dovrebbero invece essere semplicemente ricoperti.

Possono indicare infiltrazioni o movimenti del supporto che devono essere individuati prima di intervenire sulla finitura.


Quanto costa un rivestimento senza fughe per la doccia


Il costo di un rivestimento senza fughe per la doccia può partire indicativamente da alcune decine di euro al metro quadrato e, per i cicli professionali più articolati, superare i 100 euro/m².

Soffione della doccia Soffione della doccia - Getty Images



Si tratta però soltanto di ordini di grandezza, perché confrontare i prezzi al metro quadrato può essere fuorviante: alcune quotazioni comprendono la posa, mentre altre si riferiscono esclusivamente al materiale.

Inoltre, in una doccia di pochi metri quadrati incidono in modo significativo la preparazione del supporto, l'impermeabilizzazione, il trattamento di angoli e raccordi, eventuali tagli e le lavorazioni minime di cantiere.

Microcemento e resine richiedono generalmente più passaggi applicativi, mentre per pannelli e grandi lastre il prezzo varia anche in funzione di formato, lavorazioni su misura e difficoltà di movimentazione.

Per confrontare correttamente più preventivi conviene quindi verificare quali lavorazioni siano comprese e, soprattutto per una singola doccia, chiedere anche un prezzo complessivo dell'intervento anziché basarsi soltanto sul costo al metro quadrato.


Quali norme riguardano i rivestimenti della doccia


Per le piastrellature ceramiche il riferimento principale è la UNI 11493-1:2025, relativa alla progettazione, posa e manutenzione delle piastrellature.

Tra gli aspetti trattati rientrano supporti, giunti, materiali e corretta esecuzione; proprio per questo la posa delle piastrelle a giunto unito non deve essere considerata una soluzione per ottenere un gres realmente senza fughe.

La UNI EN 14891:2017 riguarda invece i prodotti impermeabilizzanti applicati allo stato liquido sotto piastrellature ceramiche incollate, particolarmente importanti negli ambienti umidi.

Per gli adesivi il riferimento è la UNI EN 12004-1, mentre la UNI EN 13888-1 riguarda i materiali utilizzati per le fughe.

Le caratteristiche delle piastrelle ceramiche sono considerate dalla UNI EN 14411 e la UNI EN 16165 contiene metodi per la determinazione della resistenza allo scivolamento delle superfici pedonali.

Per microcemento e resine, invece, non esiste un'unica norma che trasformi genericamente qualsiasi prodotto di questa categoria in un rivestimento da doccia: occorre verificare documentazione e prestazioni delle singole componenti del ciclo.


Come scegliere il rivestimento in base al risultato desiderato


La scelta cambia in base alla priorità del progetto: per ottenere una parete realmente continua e senza linee visibili, microcemento e resina rappresentano le alternative più coerenti, purché si utilizzino cicli espressamente compatibili con la doccia e applicati su un fondo correttamente preparato.

I pannelli sono particolarmente utili quando si vuole ridurre la durata del cantiere o coprire rapidamente superfici esistenti, accettando la presenza di raccordi e occasionali giunzioni.

Chi privilegia invece resistenza, prevedibilità della posa e semplicità di manutenzione può orientarsi verso grandi lastre in gres, tenendo presente che le fughe vengono drasticamente ridotte ma non eliminate.

Per una ristrutturazione sopra vecchie piastrelle possono essere valide più tecnologie, a condizione che il rivestimento esistente sia stabile.

Sul pavimento della doccia è opportuno attribuire maggiore importanza a scivolosità, impermeabilizzazione e corretta pendenza rispetto alla sola continuità estetica.

In molti casi, per esempio, un rivestimento continuo sulle pareti abbinato a un piatto doccia antiscivolo permette di ottenere un buon equilibrio tra estetica e praticità.


Quali errori evitare con una doccia senza fughe


L'errore più comune è scegliere il prodotto soltanto in base all'aspetto finale, senza considerare cosa si trova sotto il rivestimento.

Una superficie uniforme può nascondere per qualche tempo un supporto instabile, ma non può correggere piastrelle distaccate, fessure attive, problemi di impermeabilizzazione o movimenti strutturali.

Un altro errore consiste nel considerare equivalenti le definizioni lavabile, resistente all'acqua e impermeabile, soprattutto nel caso di pitture, laminati e pannelli.

Un altro riguarda i rivestimenti continui: microcemento e resina devono essere considerati sistemi composti da diversi strati e non semplici finiture decorative da applicare direttamente alla parete.

Anche eliminare o coprire rigidamente un giunto necessario può causare successivamente crepe e distacchi.

Prima della posa conviene quindi verificare l'idoneità del materiale all'interno del box doccia, la stratigrafia prevista, i supporti ammessi, il trattamento di angoli e raccordi e, se il rivestimento viene posato sul pavimento, la documentazione relativa alla scivolosità.

In una doccia senza fughe, la qualità dei dettagli nascosti conta almeno quanto quella della superficie visibile.


Realizzazione di una doccia senza piastrelle


È possibile realizzare una doccia senza piastrelle utilizzando rivestimenti continui o pannelli specificamente progettati per gli ambienti umidi.

Doccia con rivestimento in resina Doccia con rivestimento in resina - Getty Images mod con AI



Tra le alternative più comuni ci sono microcemento, resina e microresina, che permettono di ottenere pareti prive della tradizionale griglia di fughe, oltre a pannelli in solid surface, resine acriliche, materiali compositi e sistemi in PVC o HPL espressamente indicati per la zona doccia.

La scelta di un materiale alternativo alla ceramica non elimina però la necessità di progettare correttamente l'impermeabilizzazione.

Il rivestimento visibile può infatti essere continuo senza costituire, da solo, la barriera contro le infiltrazioni.

Angoli, raccordi tra parete e pavimento, collegamento con il piatto doccia e attraversamenti della rubinetteria devono essere trattati secondo il ciclo previsto.

Anche i pannelli, pur eliminando quasi completamente le fughe cementizie, mantengono giunzioni e sigillature nei punti di raccordo.

Una doccia senza piastrelle è quindi tecnicamente possibile, ma la scelta deve ricadere su un sistema dichiarato idoneo all'esposizione diretta all'acqua, non semplicemente su un materiale resistente all'umidità.


Da cosa dipende la durata di un rivestimento senza fughe nella doccia


Non esiste una durata standard in anni: la durata dipende soprattutto dalla qualità del supporto, dalla corretta impermeabilizzazione, dalla posa e dalla manutenzione prevista per lo specifico sistema.

Microcemento e resina, per esempio, possono richiedere particolare attenzione alla finitura protettiva, che non dovrebbe essere sottoposta a detergenti o strumenti abrasivi incompatibili con il prodotto.

Nei pannelli, invece, i punti da controllare maggiormente nel tempo sono sigillature, raccordi, angoli e fori della rubinetteria.

Anche un rivestimento molto resistente può manifestare problemi se viene applicato sopra piastrelle distaccate, crepe attive o un supporto soggetto a movimenti.

Segnali come rigonfiamenti, silicone che si stacca, crepe o muffa ricorrente non indicano necessariamente un problema del materiale superficiale: possono dipendere dalla presenza di acqua o da movimenti degli strati sottostanti e richiedono quindi una verifica prima di procedere con semplici ripristini estetici.



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Rivestimenti senza fughe nella doccia: materiali e soluzioni realizzabili
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