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Quando un rivestimento inizia a staccarsi o a imbarcarsi, la prima reazione è pensare a un prodotto difettoso o a una posa sbagliata.
In realtà, nella maggior parte dei casi il problema è a monte: il supporto su cui è stato applicato il rivestimento non era compatibile.
Fessurazione pavimenti e rivestimento piastrelle - iStock
Capire perché accade è il primo passo per evitare di ritrovarsi a rifare tutto daccapo.
Le cause possono infatti essere molteplici, dai materiali di scarsa qualità passando per dei cedimenti strutturali in grado di compromettere la stabilità della struttura.
Non tutti i materiali si "parlano" bene tra loro.
Un rivestimento, che sia una piastrella, un laminato, un parquet o una resina, ha bisogno di un supporto che rispetti alcune caratteristiche fondamentali.
Fissaggio rivestimenti bagno - iStock
Queste caratteristiche riguardano planarità, assenza di umidità, stabilità dimensionale e adeguata resistenza meccanica.
Se anche solo una di queste condizioni non è soddisfatta, il rivestimento è destinato a cedere nel tempo.
A volte in pochi mesi, a volte dopo anni, ma il risultato non cambia.
Alcuni supporti sono notoriamente critici e richiedono attenzioni particolari prima della posa.
Il massetto fresco è tra i principali responsabili di distacchi e imbarcamenti.
Se non ha raggiunto il giusto grado di asciugatura, l'umidità residua continua a migrare verso l'alto, compromettendo l'adesione della colla o causando rigonfiamenti nei materiali sensibili come il laminato o il parquet.
I vecchi pavimenti esistenti rappresentano un altro caso frequente.
Posare sopra una piastrella già presente sembra una soluzione rapida, ma se il sottofondo originale è instabile o presenta già zone di distacco, il nuovo rivestimento eredita il problema.
I supporti in legno, specialmente se non trattati o soggetti a variazioni di umidità, si muovono stagionalmente.
Questo movimento viene trasmesso direttamente al rivestimento sovrastante, che nel tempo cede o si solleva.
L'umidità è la causa più sottovalutata di incompatibilità tra rivestimento e supporto.
Può provenire dal basso, come nel caso di solette a contatto con terreno non isolate, oppure essere residua nel massetto di nuova realizzazione.
Prima di qualsiasi posa, è fondamentale misurare il tasso di umidità con un igrometro a carbonuro o con sonde specifiche.
Tracce di umidità - iStock
I valori accettabili variano in base al tipo di rivestimento: per il parquet, ad esempio, si scende sotto il 2%, mentre per le piastrelle si tollera qualcosa in più.
Ignorare questa verifica è uno degli errori più costosi che si possano fare in un cantiere.
Un supporto non piano genera tensioni localizzate sotto il rivestimento.
Con le piastrelle di grandi dimensioni, oggi molto diffuse, anche uno scarto di pochi millimetri ogni due metri può causare il cosiddetto "effetto culla".
Livella per lavori tecnici- iStock
Si tratta di un effetto che nel tempo porta alla rottura o al distacco degli angoli.
Cosa decisamente non auspicabile, se si vogliono mantenere intatti i propri rivestimenti.
Per verificare la planarità si usa una livella o una riga di alluminio di almeno due metri.
Se i vuoti superano i 3 mm, il supporto va corretto prima della posa, non dopo.
Per porre rimedio ai rivestimenti che si staccano, esistono alcuni rimedi.
Per esempio, la rimozione e la riposa delle piastrelle.
Il fissaggio (ripetuto) dei rivestimenti, permetterà di correggere eventuali errori pregressi, o che si sono verificati in corso d'opera.
Riposa del pavimento - iStock
Le cosiddette piastrelle che "suonano a vuoto" possono invece essere ripristinate tramite delle iniezioni di resina epossidica ad hoc.
Qualunque sia il rimedio scelto, sarà fondamentale agire con largo anticipo, prima che la situazione possa peggiorare.
Appare evidente che, per certi versi, il problema appena descritto è culturale prima che pratico.
In molti cantieri, soprattutto nelle ristrutturazioni veloci, si tende a saltare le fasi di verifica del supporto per risparmiare tempo.
Pavimento in parquet - iStock
Il risultato è che il costo del rifacimento, spesso a distanza di uno o due anni, supera abbondantemente quello che si sarebbe speso per preparare correttamente il sottofondo.
Non esiste un rivestimento di qualità che tenga su un supporto sbagliato.
Si tratta di un concetto semplice, ma ancora troppo spesso ignorato.
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