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Una ringhiera esterna che arrugginisce di frequente è uno di quei lavori che danno l'impressione di non finire mai.
Carteggi, rivernici, sembra tutto a posto e dopo pochi mesi compaiono puntini arancioni, aloni scuri vicino alle saldature, piccole bolle sotto lo smalto.
Ringhiera esterna - Lavorincasa
La ruggine non è soltanto un problema estetico.
Si tratta di un processo di ossidazione del metallo che può riattivarsi facilmente quando sono presenti le condizioni favorevoli: superficie metallica esposta, umidità, ossigeno e in alcune aree, anche la presenza di salsedine nell'aria.
Quando la ruggine ricompare dopo poco tempo, nella maggior parte dei casi significa che il trattamento precedente non ha isolato completamente il metallo dall'umidità.
Anche una verniciatura ben eseguita può risultare insufficiente se sotto lo strato di finitura resta ossido attivo o se l'umidità rimane intrappolata nella superficie metallica.
In queste condizioni la corrosione tende a riemergere con il passare dei mesi.
Osservare dove parte la ruggine aiuta più di mille teorie.
Se la ruggine nasce soprattutto su saldature e giunti, spesso il problema è la rugosità e la porosità di quelle zone.
Lì la pittura fatica a creare uno strato continuo e l'acqua trova micro-passaggi.
Inizio ruggine su ringhiera in un giunto - Lavorincasa
Se compare lungo gli spigoli o sulle estremità dei tubolari, il sospetto è la copertura insufficiente nei punti critici: gli spigoli sono sempre più difficili da proteggere perché lo spessore di vernice tende a essere minore.
Se invece la ruggine si presenta a puntini su superfici ampie, spesso c'è contaminazione (polveri metalliche, residui, vecchie pitture non compatibili) oppure un ambiente molto aggressivo, come zone marine o esposizioni con condensa persistente.
Una ringhiera in ferro installata su un balcone molto esposto rappresenta una situazione tipica.
La pioggia può arrivare di taglio mentre il sole asciuga le superfici in modo irregolare, creando cicli continui di bagnato e asciutto.
Molte ringhiere sono realizzate con tubolari chiusi.
Se le estremità non sono perfettamente sigillate oppure mancano piccoli fori di drenaggio, l'umidità può penetrare all'interno del profilo metallico e rimanervi intrappolata per lunghi periodi.
All'esterno la superficie può essere riverniciata correttamente, ma all'interno del tubolare la corrosione continua a svilupparsi senza essere visibile.
Questo spiega perché alcuni interventi apparentemente eseguiti a regola d'arte finiscono per durare poco: non necessariamente per una verniciatura superficiale, ma perché la stessa struttura della ringhiera favorisce ristagni d'acqua nascosti.
In situazioni di questo tipo, l'efficacia dell'intervento dipende soprattutto dalla correzione dei dettagli costruttivi che consentono all'acqua di entrare o di restare all'interno dei profili.
Quando la ringhiera presenta ruggine diffusa, la rimozione dell'ossido deve essere effettiva e non soltanto superficiale.
Fase di carteggio di una ringhiera - Sora
Limitarsi a carteggiare le zone più visibili lasciando residui di ossido nei pori del metallo o nelle cavità significa lasciare attivo il processo di corrosione sotto lo strato di vernice, con il rischio che la pittura venga progressivamente sollevata.
Se la ruggine è presente solo in punti isolati, è possibile intervenire in modo localizzato, purché la pulizia sia accurata e l'ossido venga eliminato fino a raggiungere, dove possibile, il metallo sano, prestando particolare attenzione a spigoli, giunzioni e saldature.
Nel caso di corrosione più estesa o di vecchie vernici ormai sfogliate, spesso è necessario ricorrere a una preparazione più incisiva per poter applicare un ciclo di protezione realmente efficace.
Quando una ringhiera presenta ruggine, l'obiettivo principale è rimuovere o stabilizzare l'ossido prima di applicare il nuovo ciclo protettivo.
Eliminare ruggine dalla ringhiera con smerigliatrice - Getty Images
Il metodo più utilizzato è la rimozione meccanica, che avviene con carta abrasiva, spazzole metalliche manuali oppure con spazzole e dischi abrasivi montati su trapano o smerigliatrice.
Questo tipo di intervento permette di eliminare gran parte della corrosione e riportare il metallo a una superficie più pulita e stabile.
In presenza di ruggine superficiale o residui difficili da eliminare completamente, possono essere utilizzati i convertitori di ruggine.
Si tratta di prodotti chimici che reagiscono con l'ossido di ferro trasformandolo in uno strato più stabile e verniciabile.
Tuttavia non sostituiscono la pulizia del metallo quando la corrosione è spessa o diffusa.
Nei casi più gravi, quando la ruggine è estesa o le vecchie vernici sono deteriorate, la soluzione più efficace resta la sabbiatura o micro-sabbiatura, che permette di riportare il metallo quasi allo stato originale prima della verniciatura.
La scelta del ciclo di verniciatura deve essere coerente con l'esposizione all'esterno e con le condizioni ambientali in cui si trova la ringhiera.
Non conta soltanto il tipo di finitura, ma soprattutto la combinazione tra primer anticorrosivo e strato finale protettivo.
Dipingere la ringhiera esterna - Foto Getty Images
Il primer svolge la funzione principale di barriera contro l'umidità e l'ossigeno.
Quando questo passaggio viene trascurato oppure eseguito con prodotti poco adatti, la sola vernice di finitura difficilmente riesce a garantire una protezione duratura, in particolare su elementi metallici esposti agli agenti atmosferici.
Anche la compatibilità dei materiali è importante.
Alcune finiture troppo rigide o non progettate per l'esterno possono sviluppare microfessurazioni nel tempo a causa delle dilatazioni termiche del metallo, favorendo l'ingresso dell'umidità.
Particolare attenzione va dedicata ai punti più vulnerabili della struttura, come spigoli, saldature ed estremità dei profili, dove l'acqua tende a concentrarsi e dove la protezione deve essere applicata con maggiore cura.
Ci sono tre zone che meritano attenzione perché, se trascurate, rendono inutile anche un buon ciclo.
Il punto di contatto con la pavimentazione è un punto critico - Lavorincasa
Le estremità dei tubolari: se non sono sigillate o se non hanno una logica di drenaggio, l'acqua può entrare e restare.
Le saldature: spesso irregolari e porose, richiedono preparazione e copertura più accurata.
I punti di ristagno: dove la ringhiera appoggia su elementi orizzontali o dove si formano gocciolamenti continui, l'umidità insiste sempre nello stesso posto.
In presenza di condensa notturna frequente o salsedine, questi difetti diventano ancora più penalizzanti: la ruggine riparte più in fretta e sembra che nulla duri.
Se la ringhiera è stata riverniciata più volte e la ruggine torna rapidamente, a un certo punto ha senso valutare soluzioni più definitive.
La zincatura (se praticabile sul manufatto) è una delle opzioni più efficaci perché protegge il metallo anche se la finitura superficiale si graffia.
La verniciatura a polvere, se eseguita su supporto preparato correttamente e con ciclo idoneo, può dare risultati molto duraturi, soprattutto per ringhiere in contesti aggressivi.
In alcuni casi, specie in aree marine o molto esposte, può essere più razionale valutare la sostituzione con materiali meno sensibili all'ossidazione o con sistemi progettati per l'esterno.
Non è sempre necessario, ma è una scelta che evita di investire tempo e denaro ogni stagione.
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