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Il bagno è uno degli ambienti domestici con il più alto livello di rischio elettrico.
La presenza simultanea di acqua, superfici metalliche e apparecchi elettrici crea condizioni potenzialmente pericolose, soprattutto in caso di guasti o dispersioni di corrente.
Il bagno di casa deve essere sicuro al 100% - Foto Getty Images
È per questo motivo che le normative tecniche dedicano particolare attenzione a questo locale, imponendo regole specifiche per la progettazione e la realizzazione degli impianti.
Tra le misure di sicurezza più importanti rientra la rete equipotenziale, definita dalla normativa come equipotenzialità supplementare (EQS), spesso poco conosciuta dai non addetti ai lavori ma essenziale per ridurre il rischio di shock elettrico.
La sua funzione non è quella di interrompere la corrente, bensì di prevenire la formazione di differenze di potenziale pericolose tra elementi conduttori accessibili.
La rete equipotenziale è un sistema di collegamenti elettrici che mette allo stesso potenziale tutte le masse e le masse estranee presenti in un ambiente.
Esempio di collegamento equipotenziale - Foto Sora
In termini pratici, significa collegare tra loro e all'impianto di terra, tutti gli elementi metallici che potrebbero entrare in contatto con una persona.
Nel bagno, questo riguarda tubazioni idriche, scarichi metallici, rubinetteria, strutture metalliche dei sanitari, telai, piatti doccia in acciaio o ghisa e, in alcuni casi, anche armature metalliche del solaio.
Collegando questi elementi, si evita che, in caso di dispersione, una persona possa trovarsi a contatto con due superfici a potenziale diverso.
Il principio è semplice: se tutto è allo stesso potenziale, anche in presenza di un guasto, la corrente non attraversa il corpo umano.
Uno degli errori più comuni riguarda l'idea che la rete equipotenziale interessi solo i sanitari.
EQS in bagno schema di esempio - Foto Sora
In realtà, il concetto è più ampio e coinvolge tutte le parti metalliche che possono introdurre un potenziale elettrico dall'esterno o che possono diventare attive in caso di guasto.
Le tubazioni dell'acqua, sia calda che fredda, sono tra gli elementi principali da collegare, così come le tubazioni del gas se presenti nel locale.
Anche i piatti doccia metallici, le vasche in ghisa o acciaio e le strutture portanti metalliche devono essere considerate.
Nei bagni moderni, con ampio uso di materiali plastici, il numero di elementi da collegare può ridursi, ma la valutazione va sempre fatta caso per caso.
In Italia, la realizzazione della rete equipotenziale è disciplinata principalmente dalla Norma CEI 64-8, che definisce i criteri di sicurezza per gli impianti elettrici utilizzatori.
Elettricista a lavoro - Getty Images
La norma stabilisce che nei locali contenenti vasca o doccia debba essere presente un collegamento equipotenziale supplementare.
Questo obbligo vale per i nuovi impianti e per le ristrutturazioni rilevanti, mentre negli edifici più datati la situazione può essere più complessa.
Tuttavia, anche in assenza di un obbligo retroattivo formale, l'adeguamento dell'impianto rappresenta una misura di sicurezza fortemente consigliata.
La mancanza della rete equipotenziale può emergere durante verifiche, perizie o controlli in fase di compravendita, diventando un elemento critico da risolvere.
Verificare la presenza della rete equipotenziale non è sempre immediato, soprattutto perché i collegamenti sono nascosti dietro rivestimenti o all'interno delle murature.
EQS in bagno - Sora
In alcuni casi è possibile individuare morsetti o conduttori giallo-verdi collegati alle tubazioni in prossimità dei sanitari o del collettore idraulico.
Un controllo più affidabile richiede l'intervento di un elettricista qualificato, che può utilizzare strumenti di misura per verificare la continuità elettrica tra le masse e l'impianto di terra.
Questo tipo di verifica è particolarmente importante negli edifici ristrutturati parzialmente, dove impianti nuovi e vecchi possono convivere senza una corretta integrazione.
Negli impianti più datati non è raro trovare reti equipotenziali incomplete o realizzate in modo improprio.
Impianto equipotenziale in un bagno - Sora
Un errore comune è il collegamento solo di alcuni elementi, lasciandone altri isolati.
In altri casi, il collegamento esiste ma non è effettivamente connesso all'impianto di terra, rendendo il sistema inefficace.
Capita anche che, durante ristrutturazioni successive, i collegamenti vengano rimossi o interrotti senza essere ripristinati, soprattutto quando si sostituiscono tubazioni metalliche con quelle in materiale plastico.
In questi casi, è fondamentale rivalutare l'intero sistema alla luce delle nuove condizioni.
Durante il rifacimento del bagno, la rete equipotenziale dovrebbe essere sempre verificata e, se necessario, adeguata.
Questo è uno degli interventi meno invasivi dal punto di vista economico, ma tra i più rilevanti in termini di sicurezza.
Integrare correttamente i collegamenti equipotenziali in fase di cantiere è più semplice e consente di evitare opere murarie aggiuntive.
Inoltre, garantisce che l'impianto elettrico sia coerente con le normative vigenti, facilitando anche il rilascio della dichiarazione di conformità.
Spesso la rete equipotenziale viene percepita come un dettaglio tecnico secondario, ma il suo ruolo è tutt'altro che marginale.
Prendere la scossa in bagno - Sora
È una protezione silenziosa, che non si vede e non si utilizza direttamente, ma che entra in gioco proprio nelle situazioni più critiche.
Comprendere il suo funzionamento aiuta anche i proprietari di casa a dialogare in modo più consapevole con i tecnici e a valutare correttamente la qualità di un intervento.
In un ambiente come il bagno, dove il rischio elettrico è intrinsecamente più elevato, la rete equipotenziale rappresenta una delle basi fondamentali della sicurezza domestica.
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