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Recesso e recesso fuori dai locali commerciali

L'acquisto di un bene o di un servizio in un locale commerciale oppure fuori da esso, ad esempio tramite Internet, influisce e non poco sul diritto di recesso.
22 Gennaio 2014 ore 00:50 - NEWS Normative
recesso , diritto di recesso , acquisto , codice del consumo

AcquistoAcquistare mobili ed elettrodomestici entrando in un negozio è cosa diversa dal comprarli tramite Internet oppure in generale fuori dai locali commerciali.

S'è fatto riferimento allo stesso prodotto ma, in realtà, l'esempio è calzante anche se i prodotti acquistati appartengono a differenti categorie.

Ciò perché la legge italiana, più nello specifico il così detto codice del consumo (d.lgs n. 206/2005) appresta una specifica tutela, più incisiva e favorevole al consumatore, per il caso di acquisti effettuati fuori dai locali commerciali.

Motivo principale: acquistando fuori dal negozio, si suppone, il consumatore non ha potuto vagliare attentamente tutti gli aspetti che solitamente è in grado di considerare.

Non solo: nelle vendite fuori dagli esercizi commerciali spesso sono utilizzate tecniche di vendita particolarmente incisive, ossia tecniche in grado, sia pur nella correttezza dei comportamenti, di condizionare le scelte dell'acquirente-consumatore.


Recesso per acquisti in negozio


Tizio entra in un negozio vicino la sua abitazione ed acquista l'ultimo modello di una poltrona.

Quell'acquisto è catalogabile nell'ambito di un normalissimo contratto di compravendita che, per molto aspetti, è regolato dalle disposizioni del codice civile.

Tra di esse v'è quella connessa alla possibilità di effettuare il recesso, ossia di portare indietro il prodotto ed avere rimborsato il prezzo sostenuto per comperarlo.

Il codice civile consente il recesso solamente se le parti si sono accordate in tal senso (cfr. art. 1372, secondo comma, c.c.), magari prevedendo una penale (cfr. art. 1373 c.c.) o comunque nei casi consentiti dalla stessa legge.

Tra i casi consentiti dalla legislazione vigente in materia di acquisti nei locali commerciali non v'è il semplice cambio di idea.

Insomma se Tizio ha acquistato un bene (di qualunque genere, es. divano) e qualche ora o giorno dopo si pente dell'acquisto, egli non potrà recedere dal contratto (ossia dare indietro il divano e riavere il danaro, o parte di esso, utilizzato per acquistarlo) se non in due casi:

a) qualora abbia preventivamente raggiunto un accordo in tal senso con il venditore;

b) qualora raggiunga successivamente all'acquisto un accordo in tal senso.

Acquisto on-lineChiaramente stiamo parlando di ipotesi in cui il prodotto è perfettamente funzionante, altrimenti si applicano le norme sulla garanzia previste dal codice civile (es. risoluzione contratto, risarcimento danno) o del codice del consumo, se l'acquirente è un consumatore ed abbia preferito affidarsi alla tutela prevista dal d.lgs n. 206/05.

Stesso discorso per il cambio merce: salvo difetti o consegna di una cosa diversa da quella pattuita, infatti, non è possibile cambiare merce solamente perché quella acquistata non piace più.


Recesso per acquisti fuori dai locali commerciali


Per gli acquisti di beni per la casa avvenuti, in qualunque forma, fuori dai locali commerciali (salvo per particolari tipologie contrattuali, es. locazione beni immobili, contratti per beni alimentari, ecc. cfr. art. 46 d.lgs n. 206/2005), il consumatore – vale a dire la persona fisica che agisce al di fuori della propria attività professionale/artigianale – ha diritto a recedere dal contratto concluso senza alcuna spesa e senza che sia obbligato a specificare le ragioni del suo ripensamento.

In gergo tecnico quello che si chiama recesso ad nutum.

Il professionista è tenuto ad informare il consumatore del diritto di recedere dal contratto, non solo; tale obbligo comporta l'onere di fornire ben precise informazioni (cfr. art. 47 d.lgs n. 206/05) e non farlo consente al consumatore di poter recedere dal contratto con tempi più lunghi (cfr. art. 65 d.lgs n. 206/05).


Tempi e modi per l'esercizio del recesso


Entro quanto tempo, se si acquista un bene od un servizio fuori dai locali commerciali, è possibile esercitare il così detto diritto di recesso?

Ai sensi dell'art. 64 d.lgs n. 206/05:

Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall'articolo 65, commi 3, 4 e 5.


L'articolo 65 specifica la decorrenza del termine di dieci giorni in relazione alle specifiche modalità di conclusione del contratto.

Così, ad esempio, per un acquisto effettuato tramite internet, se v'è stata regolare informazione sul diritto di recesso, il termine per esercitarlo decorre dal momento di consegna del bene stesso.

La comunicazione dev'essere effettuata con racc. a.r. fax o posta elettronica: le parti possono prevedere un termine di recesso maggiore di quello indicato dalla legge, ma mai minore.

Sebbene l'avviso di ricevimento abbia notevole ma non fondamentale importanza per provare la comunicazione del recesso (cfr. art. 64, secondo comma, d.lgs n. 206/05) si consiglia di spedire sempre una raccomandata nel luogo indicato dal venditore per l'esercizio del diritto di recesso.

riproduzione riservata
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