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La rasatura armata è uno strato di regolarizzazione e protezione della facciata nel quale viene incorporata una rete in fibra di vetro, generalmente resistente agli alcali.
Stratigrafia di una rasatura pareti armata - Daniele F. Toscana
La sua funzione è distribuire meglio le tensioni superficiali e limitare la ricomparsa di cavillature e microfessure sulla nuova finitura.
Viene utilizzata soprattutto nel recupero di intonaci esistenti con cavillature stabilizzate, rappezzi o supporti costituiti da materiali differenti, ma rappresenta anche un elemento fondamentale dei sistemi di isolamento termico a cappotto (ETICS).
La rete deve essere completamente inglobata nel rasante secondo le modalità previste dal ciclo utilizzato e non semplicemente applicata sulla parete e ricoperta.
La rasatura armata migliora quindi la continuità e la resistenza dello strato superficiale, ma non è strutturale e non può risolvere crepe provocate da cedimenti, infiltrazioni o movimenti ancora attivi della muratura.
Una rete in fibra di vetro inserita in pochi millimetri di rasante esterno non deve essere confusa con un intervento destinato al consolidamento strutturale della muratura.
La distinzione è particolarmente importante negli edifici esistenti, dove una fessura può avere origini molto differenti.
Se una parete presenta lesioni causate da cedimenti, movimenti strutturali, perdita di ammorsamento, deformazioni significative o altri dissesti, una normale rasatura armata può eventualmente completare il ciclo di finitura dopo che il problema è stato affrontato, ma non risolve da sola la causa che produce il movimento.
Esistono sistemi nei quali reti, malte e connettori collaborano effettivamente al rinforzo della muratura, come alcune soluzioni CRM e altre tecnologie progettate per il consolidamento, ma si tratta di interventi diversi per materiali, spessori, collegamenti e verifiche.
La rete utilizzata nella normale rasatura di una facciata svolge invece una funzione prevalentemente superficiale: distribuisce determinate tensioni all'interno dello strato di finitura e può limitare la ricomparsa di microfessure stabilizzate, purché il supporto sottostante sia sufficientemente sano.
Utilizzarla sopra una lesione ancora attiva senza comprenderne l'origine rischia soltanto di nascondere temporaneamente un fenomeno che tornerà a manifestarsi.
Prima di decidere se realizzare una rasatura armata è necessario osservare il tipo di discontinuità presente sulla facciata.
Crepe su facciata - Daniele F. Toscana
Le cavillature superficiali sono generalmente aperture molto fini che interessano gli strati più esterni e possono dipendere dal ritiro dell'intonaco, dall'essiccazione, da condizioni di posa sfavorevoli o da differenze locali nel comportamento del supporto.
Talvolta formano una trama irregolare simile a una ragnatela e rimangono sostanzialmente stabili nel tempo.
Una fessura più evidente può invece attraversare l'intonaco e proseguire negli strati sottostanti, indicando un fenomeno che richiede maggiore attenzione.
Anche posizione e andamento forniscono informazioni utili: una linea diagonale che parte dall'angolo di una finestra, una crepa verticale lungo l'unione tra due corpi di fabbrica oppure una fessura che continua a modificarsi non possono essere trattate automaticamente come una semplice cavillatura.
Quando esistono dubbi sull'origine del fenomeno è opportuno ricorrere alla valutazione di un tecnico, perché una crepa attiva non viene resa stabile dalla rete.
Solo dopo aver individuato e, quando possibile, eliminato la causa del movimento si può stabilire se la rasatura armata sia adatta a completare il ciclo di ripristino.
Una situazione tipica è quella di una facciata ancora complessivamente stabile ma interessata da numerose microfessure superficiali, vecchie riparazioni e leggere disomogeneità.
Se l'intonaco conserva una buona adesione, demolirlo completamente può risultare inutile, mentre una semplice nuova tinteggiatura rischia di lasciare riemergere in breve tempo il disegno delle vecchie cavillature.
Dopo aver verificato il supporto e riparato le parti realmente degradate, una rasatura estesa con rete può creare una superficie più omogenea e distribuire meglio le tensioni sul nuovo strato.
Prodotti specifici prevedono infatti l'utilizzo di reti alcali-resistenti anche nel recupero di intonaci microfessurati o cavillati.
Questo non significa però che ogni edificio con qualche piccola crepa debba essere completamente armato.
Una facciata sana che richiede soltanto una nuova finitura può essere trattata con cicli molto più semplici, mentre una parete fortemente lesionata necessita prima di una diagnosi.
La convenienza della rasatura armata dipende quindi dalla condizione reale dell'intonaco, dalla diffusione dei difetti e dalla presenza di discontinuità che potrebbero tornare a segnare la nuova finitura.
Le zone nelle quali cambiano materiali e caratteristiche del supporto sono tra i punti più delicati di una facciata.
Lavori di rasatura della parete esterna - Getty Images
Una stessa parete può comprendere muratura in laterizio, pilastri e travi in calcestruzzo, tamponamenti realizzati in epoche differenti, tracce impiantistiche richiuse e numerosi rappezzi di intonaco.
Questi materiali reagiscono in maniera diversa alle variazioni di temperatura, umidità e deformazione e possono creare tensioni localizzate che con il tempo diventano visibili sulla finitura.
Quando durante una ristrutturazione vengono eliminate soltanto le porzioni deteriorate dell'intonaco, la superficie finale può inoltre trasformarsi in un mosaico di parti vecchie e nuove.
Se le riparazioni sono poche, può essere sufficiente preparare correttamente i singoli raccordi; quando le transizioni diventano numerose, una rasatura armata estesa consente invece di creare un nuovo strato più continuo.
La rete attraversa i cambi di supporto senza interrompersi in corrispondenza di ogni riparazione e limita la tendenza della finitura a evidenziarne immediatamente i bordi.
Anche in questo caso, però, il sottofondo stabile rimane indispensabile: nessuna rete può mantenere in posizione un rappezzo che si muove oppure un intonaco che ha già perso adesione.
La riuscita dell'intervento dipende in larga parte dagli strati che rimangono sotto la nuova rasatura.
Un intonaco che suona a vuoto, si muove o presenta parti distaccate non diventa affidabile semplicemente perché viene ricoperto con una rete.
Le zone non aderenti devono quindi essere individuate, rimosse e ripristinate prima di procedere.
Lo stesso principio riguarda la vecchia pittura: se perde presa, si sfoglia o forma bolle, entra a far parte di una catena di adesione troppo debole per sostenere correttamente il nuovo ciclo.
Anche una superficie apparentemente integra ma molto sfarinante richiede una preparazione specifica, perché il rasante finirebbe altrimenti per aderire soprattutto alle particelle superficiali poco coese.
Pulizia, eventuale rimozione dei rivestimenti degradati e utilizzo di fondi consolidanti devono essere stabiliti in funzione delle condizioni reali e delle indicazioni del sistema scelto.
Un consolidante può essere utile quando il problema interessa soltanto lo strato superficiale, ma non può salvare un intonaco che si disgrega in profondità.
Prima della nuova armatura deve quindi rimanere un supporto sufficientemente solido, pulito e compatibile con il rasante che verrà applicato.
Una rasatura armata non costituisce automaticamente un sistema contro infiltrazioni, risalita capillare o altre forme di umidità.
Efflorescenze causate da umidità - Getty images
Se l'acqua raggiunge la parete attraverso un pluviale difettoso, una copertina, un terrazzo, un raccordo mal eseguito o una fessura, continuerà a interessare il supporto anche dopo l'applicazione della rete.
Lo stesso problema può verificarsi nella parte bassa della facciata in presenza di umidità dal terreno.
Efflorescenze e accumuli di sali possono inoltre compromettere l'adesione e la durabilità dei nuovi strati, provocando nel tempo rigonfiamenti, sfogliamenti o distacchi.
Coprire una parete ancora sottoposta a un importante apporto d'acqua rischia quindi di trasformare una vecchia facciata cavillata in una superficie apparentemente rinnovata che torna presto a deteriorarsi.
Prima dell'intervento devono essere individuati e, per quanto possibile, corretti i principali percorsi dell'acqua, lasciando poi ai materiali il tempo necessario per raggiungere condizioni compatibili con il ciclo previsto.
Anche la scelta di rasante, fondo e rivestimento finale deve tenere conto del comportamento igrometrico della parete, soprattutto negli edifici nei quali la capacità di smaltire il vapore assume un ruolo significativo.
I rasanti a base minerale possono creare un ambiente alcalino capace di degradare nel tempo una comune fibra di vetro non opportunamente protetta.
Per questo le reti destinate alle rasature vengono prodotte con caratteristiche specifiche e con trattamenti che ne migliorano la resistenza agli alcali.
Non è quindi corretto sostituire una rete prevista per il sistema con una generica rete plastica o con un prodotto in fibra di vetro destinato ad altri impieghi soltanto perché dimensioni e aspetto sembrano simili.
La scelta dipende anche da grammatura, dimensione delle maglie, resistenza a trazione e comportamento del materiale dopo l'esposizione all'ambiente alcalino.
Non esiste però un unico valore valido per qualsiasi facciata. Una rete più pesante non è automaticamente migliore, perché può richiedere spessori differenti, risultare più difficile da inglobare e modificare il comportamento complessivo della rasatura.
Nei sistemi a cappotto possono inoltre essere previste armature specifiche nelle zone maggiormente esposte agli urti oppure configurazioni con strati aggiuntivi.
La rete deve quindi essere scelta insieme al rasante compatibile e, nel caso di un ETICS, all'interno della configurazione indicata dal produttore.
Alcuni rasanti contengono fibre disperse nella malta con lo scopo di migliorarne determinate caratteristiche e contribuire al controllo del ritiro o della microfessurazione.
Questa soluzione non equivale però necessariamente a una rasatura realizzata con rete continua.
Le fibre si distribuiscono all'interno della matrice del materiale, mentre una rete presenta trama e ordito organizzati e attraversa in modo continuo una parte estesa della superficie, modificando il modo in cui lo strato redistribuisce le sollecitazioni.
Se un ciclo di recupero o un sistema ETICS prevede l'utilizzo della rete, non è quindi corretto eliminarla semplicemente perché sulla confezione del rasante compare la dicitura fibrorinforzato.
Occorre verificare la funzione attribuita dal produttore ai singoli componenti e rispettare la configurazione con la quale il sistema è stato progettato.
Lo stesso vale nel ragionamento opposto: la presenza della rete non consente di utilizzare qualsiasi malta disponibile, perché anche adesione e spessore dipendono dalle caratteristiche del rasante.
Il comportamento finale deriva dalla combinazione dei materiali e dalla loro corretta posa, non dalla presenza isolata di un singolo componente considerato particolarmente resistente.
Per lavorare correttamente la rete deve essere inglobata nello strato di rasante e non semplicemente fissata al muro per essere poi coperta superficialmente.
Rete su angolo esterno - Daniele F. Toscana
In un ciclo tipico il materiale viene steso sul supporto preparato, quindi la rete viene inserita nel rasante ancora fresco e successivamente ricoperta fino a risultare completamente incorporata.
Una posa nella quale l'armatura rimane appoggiata contro il fondo e viene solamente velata all'esterno non corrisponde alla normale logica di una rasatura armata.
Anche la posizione nello spessore non dovrebbe essere stabilita con una regola universale.
Nei sistemi ETICS alcuni produttori richiedono, per esempio, che la rete rimanga nella parte più esterna dello strato di base, mentre in altri cicli la configurazione può essere differente.
È quindi necessario seguire la documentazione dello specifico prodotto.
Al termine della lavorazione le maglie non dovrebbero rimanere visibili e lo strato sopra l'armatura deve conservare lo spessore previsto.
Una rete troppo vicina al supporto oppure quasi affiorante può non collaborare correttamente con l'intera rasatura.
Anche aggiungere materiale oltre gli spessori previsti non migliora automaticamente il risultato: posizione e spessore devono appartenere alla configurazione scelta.
Poiché un'intera facciata non può essere rivestita con un solo telo, i diversi pezzi di rete devono essere collegati in modo da non creare linee di debolezza.
Se venissero semplicemente accostati bordo contro bordo, ogni giunzione costituirebbe una discontinuità nello strato armato.
I sistemi prevedono quindi una sovrapposizione dei teli, la cui dimensione deve essere quella indicata nella scheda tecnica del prodotto utilizzato.
Nei sistemi ETICS sono frequenti valori intorno ai 10 centimetri, ma non è opportuno trasformare questa misura in una regola universale applicabile a qualsiasi rete e rasante.
Oltre alla larghezza della sovrapposizione è importante organizzare correttamente la disposizione dei teli.
Accumulare molti lembi nello stesso punto crea ispessimenti difficili da regolarizzare e può lasciare difetti visibili dopo la finitura.
La rete deve inoltre rimanere distesa, senza pieghe, bolle o arricciamenti che costringerebbero ad aggiungere ulteriore rasante per nasconderla.
Il principio fondamentale è mantenere una armatura continua e uniforme, evitando che la facciata venga trattata come una serie di rettangoli indipendenti separati da giunzioni poco controllate.
Le aperture interrompono la continuità della parete e creano zone nelle quali le tensioni tendono a concentrarsi.
I vertici di finestre e porte sono infatti punti nei quali possono comparire caratteristiche fessure diagonali, soprattutto quando il supporto è costituito da materiali differenti o quando lo strato di finitura non è stato correttamente rinforzato.
Nei sistemi ETICS vengono normalmente previste armature diagonali aggiuntive da installare in corrispondenza degli angoli delle aperture prima della rete principale.
Esistono elementi presagomati oppure porzioni di rete predisposte secondo geometrie e dimensioni stabilite dal sistema.
Non è utile improvvisare grandi rinforzi pensando che una maggiore quantità di materiale garantisca automaticamente una maggiore sicurezza, perché sovrapposizioni eccessive possono creare spessori difficili da regolarizzare.
Anche nel recupero di una normale facciata, una fessura che parte ripetutamente dall'angolo di una finestra merita una valutazione specifica prima di essere coperta.
La rete generale può contribuire alla distribuzione delle tensioni, ma non sostituisce i dettagli locali previsti e soprattutto non risolve eventuali movimenti del supporto che continuano a concentrarsi in quel punto.
Una finestra non è soltanto un'apertura rettangolare nel muro, perché intorno al serramento sono presenti spallette laterali, architrave, davanzale, profili e materiali differenti che interrompono la continuità del rivestimento.
Taglio della rete per rasatura - Foto Getty Images
Nei sistemi a cappotto vengono utilizzati accessori specifici per raccordare la rasatura agli spigoli e agli elementi della facciata, mentre anche nel recupero di un intonaco tradizionale è importante evitare che il nuovo strato termini in modo casuale contro telaio, pietra o metallo.
Gli spigoli esterni possono essere protetti mediante paraspigoli con rete, che contribuiscono sia a mantenere una geometria regolare sia a garantire continuità con l'armatura generale.
La scelta dell'accessorio deve però essere compatibile con il rasante e con l'esposizione prevista, evitando componenti non adatti all'esterno che potrebbero favorire corrosione, macchie o distacchi.
Nei sistemi ETICS è generalmente preferibile utilizzare profili e accessori appartenenti alla configurazione del produttore.
Molti problemi di durabilità nascono proprio nei raccordi perimetrali, dove pochi centimetri eseguiti male possono permettere infiltrazioni o creare discontinuità più problematiche rispetto alla parte centrale, apparentemente perfetta, della facciata.
Una rete continua è efficace nel distribuire piccole tensioni all'interno dello strato superficiale, ma non deve trasformarsi in un collegamento rigido sopra un punto progettato per consentire il movimento.
Se sulla facciata esiste un giunto strutturale, questo deve essere rispettato anche nel nuovo ciclo mediante il dettaglio previsto, interrompendo o configurando rete e rasante in modo compatibile con il movimento delle parti.
Ricoprire completamente il giunto per ottenere una superficie apparentemente continua rischia semplicemente di trasferire la deformazione alla nuova finitura, dove comparirà una fessura.
Un problema analogo può presentarsi nelle abitazioni ampliate nel tempo, quando la linea di unione tra il vecchio edificio e il nuovo corpo di fabbrica rimane visibile sulla facciata.
Prima di armare la superficie è necessario capire se si tratti soltanto di una discontinuità dell'intonaco oppure di due strutture che conservano movimenti indipendenti.
Nel secondo caso la continuità apparente ottenuta con una rete superficiale non elimina la necessità di un dettaglio capace di assorbire correttamente gli spostamenti.
La rasatura deve accompagnare il comportamento dell'edificio, non tentare di annullarlo.
Durante una ristrutturazione possono essere realizzate nuove tracce per impianti oppure ripristinate porzioni di facciata che comprendono travi, pilastri e frontalini in calcestruzzo.
Lavori di ristrutturazione - Foto Getty Images
Una traccia richiusa con un materiale differente dalla muratura circostante può diventare visibile dopo alcuni cicli termici, soprattutto se il riempimento non ha completato il proprio ritiro prima della finitura.
Una rasatura armata estesa può aiutare a uniformare il comportamento superficiale, ma soltanto dopo che la riparazione è sufficientemente stabile e maturata.
Diversa è la situazione del calcestruzzo degradato.
Se sono presenti ferri corrosi, espulsione del copriferro, parti incoerenti o altre forme di deterioramento, la rete da rasatura non costituisce il necessario ciclo di ripristino.
Le zone danneggiate devono essere trattate con materiali e procedure adatti al calcestruzzo e solo successivamente possono essere raccordate con il resto della facciata.
Nascondere semplicemente ruggine e distacchi sotto il nuovo rasante significa rimandare il problema, perché l'espansione prodotta dalla corrosione continuerà ad agire.
La preparazione corretta delle diverse parti della parete rimane quindi indispensabile prima di cercare di uniformarne l'aspetto con l'armatura.
Le caratteristiche meccaniche del nuovo strato non possono essere scelte ignorando completamente il supporto esistente.
Una malta molto rigida applicata sopra un vecchio intonaco più debole e deformabile può creare un comportamento poco equilibrato e spostare le tensioni verso lo strato meno resistente.
La UNI EN 13914-1:2016, tuttora in vigore, riguarda progettazione, preparazione e applicazione degli intonaci esterni, compresi gli interventi su supporti esistenti, manutenzione e riparazione.
La UNI EN 998-1:2016 riguarda invece le malte per intonaci interni ed esterni prodotte in fabbrica; non deve quindi essere considerata una norma generale specifica per qualsiasi prodotto definito commercialmente come rasante.
Per il materiale effettivamente impiegato occorre verificare la destinazione d'uso dichiarata dal produttore e la relativa documentazione tecnica.
Nella pratica, il rasante deve risultare idoneo al tipo di supporto, allo spessore previsto e al ciclo di finitura.
La compatibilità meccanica è particolarmente importante nelle ristrutturazioni, dove sotto pochi millimetri di nuovo materiale possono trovarsi intonaci realizzati con composizioni e caratteristiche molto differenti rispetto ai prodotti moderni.
Pareti in pietra, laterizio antico o murature miste possono essere rivestite con intonaci a base di calce caratterizzati da una rigidezza e da un comportamento nei confronti dell'umidità molto differenti rispetto a quelli di alcuni prodotti cementizi moderni.
Applicare una rasatura molto compatta e poco permeabile sopra un sistema tradizionale può modificare il modo in cui la parete assorbe e restituisce l'umidità, con conseguenze che non si limitano alla sola adesione iniziale.
Il fatto che un prodotto riesca ad aderire fisicamente al supporto non significa quindi che rappresenti sempre la soluzione più adatta alla sua conservazione nel tempo.
Su queste murature devono essere considerate permeabilità al vapore, compatibilità meccanica e natura degli strati esistenti, evitando di trasformare automaticamente un intervento di manutenzione in un ciclo troppo rigido rispetto alla costruzione originaria.
Negli edifici sottoposti a tutela possono inoltre esistere prescrizioni specifiche riguardanti materiali, colori e modalità d'intervento.
In presenza di facciate storiche o particolarmente delicate è quindi prudente valutare il ciclo nel suo insieme, scegliendo rete e rasante non soltanto in base alla capacità di coprire le cavillature, ma anche alla compatibilità complessiva con la muratura.
In un sistema di isolamento termico esterno il pannello isolante non viene semplicemente fissato alla parete e poi pitturato.
Lavori di ristrutturazione parete esterna - Daniele F. Toscana
Sopra l'isolante viene realizzato uno strato di base nel quale è incorporata la rete, seguito dagli ulteriori prodotti di preparazione e dalla finitura prevista dal sistema.
La rasatura armata svolge quindi una funzione essenziale nella protezione dell'isolante e nella capacità della superficie di resistere alle normali sollecitazioni meccaniche e termiche.
La UNI/TR 11715:2018, tuttora in vigore, fornisce indicazioni per la progettazione e la posa dei sistemi ETICS su supporti in muratura, calcestruzzo, legno e strutture leggere.
Nel cappotto è particolarmente importante considerare i componenti come parti di una configurazione coordinata: rete, rasante, profili, accessori e rivestimento finale non dovrebbero essere scelti singolarmente soltanto perché presentano caratteristiche apparentemente simili a quelle del materiale originario.
Anche piccoli dettagli, come rinforzi presso le aperture, raccordi agli spigoli e protezione del basamento, contribuiscono al comportamento complessivo del sistema.
La continuità dell'armatura e il rispetto degli spessori indicati diventano quindi parte della corretta realizzazione dell'intero involucro e non una semplice precauzione aggiuntiva.
Una rete può sembrare un elemento facilmente intercambiabile, soprattutto quando due prodotti presentano la stessa grammatura nominale o una dimensione simile delle maglie.
In un ETICS, però, le prestazioni derivano dall'interazione tra diversi materiali sottoposti a valutazione come sistema.
Sostituire la rete, utilizzare un rasante non previsto oppure cambiare profili e accessori può modificare adesione e resistenza dello strato armato anche se i singoli componenti sembrano equivalenti.
La UNI/TR 11715:2018 richiama l'importanza di utilizzare materiali idonei all'impiego nel sistema e di rispettare la configurazione prevista.
Per questo, soprattutto durante la manutenzione di un cappotto esistente, è utile identificare quando possibile il sistema originario prima di decidere come intervenire.
Se le informazioni non sono disponibili, la compatibilità dei nuovi prodotti deve essere valutata con maggiore attenzione anziché essere presunta sulla base del solo aspetto.
Questo principio riguarda anche primer e rivestimento finale, perché il comportamento all'acqua, al vapore e alle deformazioni interessa l'intero pacchetto.
Nel cappotto la compatibilità del sistema conta quindi più della semplice presenza di componenti che, considerati separatamente, sembrano possedere buone caratteristiche tecniche.
Non tutte le fessure osservabili su un cappotto interessano lo stesso strato.
Fase di rasatura della parete - Getty Images
Una microfessurazione limitata alla finitura presenta un problema diverso rispetto a una crepa che segue regolarmente i giunti tra i pannelli oppure a un distacco dello strato armato.
Se sulla facciata diventano chiaramente leggibili i contorni delle lastre isolanti, se alcune parti suonano a vuoto oppure se sono presenti deformazioni e aperture significative, aggiungere semplicemente una nuova rete all'esterno può non essere sufficiente.
Prima dell'intervento occorre capire a quale livello si trovi il difetto e se il sistema esistente conservi ancora una buona adesione.
La manutenzione di un ETICS può infatti variare dalla semplice sostituzione della finitura fino alla ricostruzione dello strato armato o a interventi più profondi, in funzione delle condizioni reali.
Applicare una nuova rasatura senza questa verifica rischia di affidare lo strato appena realizzato a un supporto già compromesso.
Anche in questo caso vale quindi lo stesso principio utilizzato per gli intonaci tradizionali: la rete superficiale può distribuire determinate tensioni, ma non può rendere stabile ciò che sotto continua a distaccarsi o deformarsi.
Lo spessore della rasatura viene definito dal prodotto e dalla configurazione utilizzata e non dovrebbe essere determinato soltanto dalla necessità di nascondere la rete.
Lo scopo è ottenere uno strato continuo capace di lavorare in modo uniforme sulla facciata.
Se in una zona il materiale rimane molto sottile e in quella accanto diventa eccessivamente spesso, cambiano essiccazione, ritiro e comportamento del sistema.
Le irregolarità importanti del supporto devono quindi essere corrette prima dell'armatura quando il ciclo lo richiede, evitando di utilizzare il rasante come materiale per colmare grandi cavità se non è espressamente destinato anche a questa funzione.
Durante la posa la rete deve essere distesa senza pieghe, sacche o arricciamenti e non deve essere tirata come un tessuto da mettere in tensione.
Anche la successiva passata di materiale deve essere eseguita secondo tempi e modalità indicati dal produttore, evitando lavorazioni che possano spostare o riportare in superficie l'armatura.
Una carteggiatura troppo profonda può infine ridurre lo spessore protettivo sopra la rete; se le maglie diventano visibili, lo strato deve essere correttamente ripristinato prima della finitura.
Una facciata esterna è esposta a condizioni molto diverse nel corso della stessa giornata.
Rasatura della parete esterna - Getty Images
Una parete colpita direttamente dal sole può raggiungere temperature sensibilmente superiori rispetto all'aria, mentre il vento accelera l'evaporazione dell'acqua contenuta nel materiale.
Se il rasante asciuga troppo rapidamente può diventare più difficile ottenere la lavorazione e la maturazione previste dal produttore.
Anche pioggia e freddo possono provocare problemi differenti, soprattutto nelle prime fasi dopo l'applicazione.
Non esiste però una temperatura limite universale valida per qualsiasi prodotto: intervalli di posa, tempi di protezione e condizioni ammesse devono essere verificati sulla documentazione dello specifico ciclo.
Nei cantieri di facciata vengono spesso utilizzati teli sul ponteggio proprio per limitare l'esposizione diretta a sole, vento e precipitazioni, compatibilmente con le esigenze di sicurezza.
Anche il calendario delle lavorazioni dovrebbe tenere conto delle previsioni meteorologiche, perché una superficie completata nel pomeriggio può ricevere pioggia poche ore dopo.
Proteggere correttamente il lavoro durante la prima maturazione è quindi parte della posa e può incidere sulla durabilità quanto la corretta disposizione della rete.
Dopo la maturazione dello strato armato vengono applicati i prodotti previsti per preparare e proteggere la superficie.
Il primer può uniformare l'assorbimento della rasatura e facilitare la successiva applicazione del rivestimento, ma non deve essere considerato un prodotto indipendente scelto senza tenere conto della finitura.
Nei cicli coordinati e nei sistemi ETICS è preferibile rispettare la combinazione prevista, perché anche assorbimento e adesione dipendono dall'interazione tra gli strati.
Il fondo non può inoltre correggere difetti già presenti nella rasatura, come sfarinamento, rete affiorante, scarsa maturazione o irregolarità importanti.
La finitura deve a sua volta essere scelta considerando esposizione alla pioggia, comportamento all'acqua e, quando rilevante, diffusione del vapore.
Esistono rivestimenti capaci di tollerare determinate microfessurazioni superficiali, ma questa caratteristica non sostituisce la corretta preparazione del supporto né l'armatura quando necessaria.
Anche il colore e la granulometria possono influenzare il risultato estetico finale.
La finitura protettiva deve quindi accompagnare il comportamento della rasatura e del supporto sottostante anziché trasformarsi in uno strato utilizzato per nascondere lavorazioni eseguite in modo non corretto.
La parte bassa della facciata è più esposta rispetto alle zone superiori a urti, spruzzi d'acqua, biciclette, attrezzature da giardino e altri contatti accidentali.
Nei sistemi ETICS possono quindi essere previste configurazioni con resistenza meccanica maggiore, ottenute attraverso reti o strati specifici.
Non significa però che sia sufficiente aggiungere casualmente una seconda rete standard, perché numero, posizione e tipo delle armature devono appartenere al sistema adottato.
Nella stessa zona deve essere considerato anche il comportamento nei confronti dell'acqua.
Quota del terreno, impermeabilizzazione, profilo di partenza, finitura e materiali utilizzati devono essere appropriati all'esposizione prevista.
Portare una normale rasatura direttamente a contatto con terreno costantemente umido senza un dettaglio adeguato può provocarne il deterioramento anche se la rete è stata posata correttamente.
Nella zoccolatura occorre quindi affrontare contemporaneamente gli aspetti meccanici e igrometrici, evitando di pensare che una maggiore robustezza superficiale possa risolvere infiltrazioni, risalita o ristagni.
È una zona nella quale l'efficacia dell'armatura dipende in modo particolare dalla corretta progettazione dei raccordi con terreno, pavimentazioni e altri elementi esterni.
Intervenire soltanto con un piccolo rettangolo di rete intorno a una zona fessurata può sembrare la soluzione più semplice, ma il bordo della riparazione rischia di rimanere leggibile dopo la finitura, soprattutto quando il resto della parete presenta caratteristiche molto differenti.
Lavori di rasatura parete esterna - Daniele F. Toscana
Anche il cambio di rigidezza tra area trattata e superficie circostante può concentrare nuove tensioni proprio lungo il margine dell'intervento.
Questo non significa che la rasatura estesa debba essere sempre applicata a tutta la facciata.
La dimensione della zona da trattare dovrebbe essere scelta osservando la distribuzione dei difetti e sfruttando, quando possibile, limiti architettonici naturali come spigoli, marcapiani o aperture.
Una porzione completa di parete può risultare più semplice da uniformare rispetto a una piccola toppa nel mezzo di un campo continuo.
Sulle facciate molto rattoppate può inoltre essere utile realizzare un campione di finitura prima di completare tutto il lavoro, soprattutto quando occorre replicare una texture o raccordare superfici vecchie e nuove.
Il campione permette di verificare granulometria, copertura e aspetto finale senza trasformare questa pratica in un obbligo generalizzato per qualsiasi intervento.
Prima del cantiere il proprietario può osservare da terra, in condizioni di sicurezza, la distribuzione delle fessure e documentarla mediante fotografie.
È utile verificare se i difetti compaiano soprattutto vicino a finestre, cambi di materiale, marcapiani, vecchi rappezzi oppure lungo specifiche linee della facciata.
Anche macchie di umidità, colature, sfogliamenti e zone nelle quali la finitura cambia colore possono fornire indicazioni utili per orientare le successive verifiche.
La valutazione ravvicinata dell'adesione dell'intonaco, la scelta del ciclo di ripristino e l'eventuale diagnosi di un problema strutturale spettano invece a tecnici e operatori competenti.
Sulle facciate alte non è opportuno improvvisare controlli da scale, finestre o balconi assumendo posizioni non sicure.
Durante i lavori può inoltre essere utile fotografare le fasi che successivamente verranno nascoste dalla finitura, come sovrapposizioni della rete, rinforzi diagonali e trattamento delle riparazioni.
Questa documentazione fotografica non sostituisce il controllo del cantiere, ma può aiutare a ricostruire in futuro come è stato realizzato l'intervento, soprattutto nel caso di cappotti e facciate sottoposti a successive manutenzioni.
Anche una facciata correttamente realizzata rimane esposta nel tempo a variazioni termiche, umidità, piccoli movimenti e normale invecchiamento dei materiali.
Dopo alcuni anni può quindi comparire una cavillatura localizzata senza che questo significhi automaticamente che l'intera rasatura armata abbia perso efficacia.
Prima di programmare interventi estesi è necessario capire se il difetto interessa soltanto la finitura superficiale, lo strato di rasante oppure gli elementi sottostanti.
Una piccola microfessura stabilizzata viene affrontata in modo diverso rispetto a un distacco generale o a una lesione che continua ad aprirsi.
La manutenzione periodica serve proprio a individuare questi fenomeni quando sono ancora circoscritti, verificando contemporaneamente che non siano presenti infiltrazioni o altre cause capaci di peggiorarli.
La rete riduce la concentrazione delle normali tensioni dello strato superficiale, ma non costituisce una garanzia assoluta contro qualsiasi futura fessurazione.
Il risultato dipende dalla stabilità del supporto, dalla corretta preparazione, dalla compatibilità dei materiali, dalla posa e dalle condizioni alle quali la facciata viene esposta.
Una rasatura ben eseguita deve quindi essere valutata per la capacità di migliorare il comportamento complessivo della superficie, non per la promessa irrealistica di eliminare definitivamente ogni possibile crepa.
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