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Ciabatte elettriche e prolunghe sono strumenti che tutti usiamo in casa ogni giorno, spesso senza pensarci troppo, per alimentare qualsivoglia dispositivo elettrico.
Prolunga elettrica da 5 metri - BTicino
Il problema non è la loro presenza, ma l’abitudine a considerarle una soluzione definitiva invece che temporanea.
Sovraccarichi, cavi arrotolati, collegamenti in cascata o posizionamenti in ambienti umidi sono errori comuni che nel tempo possono mettere sotto stress l’impianto.
C’è poi un aspetto che non va sottovalutato: la qualità. In questo caso il detto “più spendi, meno spendi” dovrebbe essere una regola ferrea.
Risparmiare pochi euro su una prolunga o su una multipresa può tradursi in materiali scadenti, maggiore usura e rischi evitabili.
Sull’impianto elettrico di casa non conviene fare economia al ribasso (ed in generale su tutto quel che è tecnologico).
Quando si acquistano una prolunga o una multipresa, il prezzo non dovrebbe essere il criterio principale.
Prolunga elettrica avvolgibile - Vimar
Prodotti troppo economici spesso utilizzano cavi con sezione ridotta, plastiche sottili e contatti interni di bassa qualità, elementi che nel tempo possono deformarsi o perdere efficienza.
Il rischio non è immediato, ma aumenta con l’uso quotidiano, soprattutto in presenza di carichi importanti.
È fondamentale verificare la presenza del marchio CE autentico, che indica la conformità alle normative europee in materia di sicurezza elettrica.
Attenzione però alle imitazioni: il logo deve avere proporzioni precise e non essere confuso con simboli simili.
Una prolunga certificata, con indicazione chiara di potenza massima e sezione del cavo, costa qualche euro in più ma offre una maggiore affidabilità nel tempo.
Sull’impianto elettrico domestico, risparmiare oggi può significare pagare molto di più domani.
Una prolunga avvolgibile di buona qualità parte generalmente da circa 20 euro e può arrivare a 40 euro.
Il tutto, in base alla lunghezza del cavo, alla sezione dei conduttori e agli eventuali optional come protezione termica, attacchi multipli o prese con coperchio.
Per una prolunga elettrica lineare da 5 metri è consigliabile non scendere sotto i 10 euro.
I prezzi in questo caso si alzano a 12 e i 20 euro e variano essenzialmente in funzione della lunghezza e delle caratteristiche tecniche.
Per una ciabatta multipresa base, il prezzo sotto il quale è meglio non scendere è intorno ai 15 euro.
Al di sotto di questa soglia è facile imbattersi in prodotti con plastiche leggere, contatti interni poco robusti e cavi di sezione ridotta.
Il range di prezzo può arrivare tranquillamente oltre i 50 euro quando si parla di modelli più evoluti.
Esistono infatti ciabatte a torre, multipresa con porte USB integrate, dotate di illuminazione integrata e soprattutto dispositivi dotati di protezione da sovratensione.
Quest’ultima funzione è consigliabile, perché aiuta a proteggere computer, televisori ed elettrodomestici da sbalzi improvvisi di corrente, aumentando la sicurezza complessiva dell’impianto domestico.
Usare una ciabatta multipresa, magari di aziende come bticino e Vimar, in modo corretto, significa prima di tutto non considerarla un’estensione permanente dell’impianto.
Bisogna fare attenzione a non caricare troppo la ciabatta - Foto Daniele F. Toscana
Prima di collegare più apparecchi è utile sommare i loro consumi in watt e verificare di non superare la potenza massima indicata.
La multipresa va sempre posizionata in un punto ben aerato, lontano da tappeti, tende o materiali che trattengono calore.
È importante evitare di coprirla o schiacciarla dietro mobili pesanti, perché il surriscaldamento è uno dei rischi principali.
Inoltre, non andrebbe mai collegata a un’altra ciabatta in cascata.
Infine, controllare periodicamente spine e interruttore aiuta a intercettare eventuali anomalie prima che diventino un problema serio.
Per verificare che una ciabatta multipresa non sia sovraccaricata, il primo passo è controllare la potenza massima supportata, indicata sull’etichetta o sul corpo del dispositivo (ad esempio 3.500 watt).
Ciabatta elettrica a torretta - Foto Acodot
Poi bisogna leggere il consumo di ciascun apparecchio collegato.
Il dato è riportato sulla targhetta tecnica o nel manuale ed è espresso in watt (W). A questo punto si sommano semplicemente i valori.
Se, ad esempio, colleghiamo un bollitore da 2.000 W, un forno da 1.200 W e un tostapane da 800 W, il totale è 4.000 W: in questo caso la potenza massima verrebbe superata e la configurazione andrebbe modificata.
Usare una prolunga in modo corretto, anche in questo caso nemmeno a dirlo, significa prima di tutto considerarla una soluzione temporanea e non strutturale.
Una prolunga elettrica deve avere una sezione dei cavi adeguata al carico che deve sostenere.
Collegare elettrodomestici ad alto assorbimento a un cavo sottile è una delle cause più frequenti di surriscaldamento.
È importante controllare sempre la potenza massima indicata dal produttore e non superarla sommando i consumi dei dispositivi collegati.
Particolare attenzione va riservata alla prolunga avvolgibile.
Quando alimenta apparecchi potenti, il cavo va completamente srotolato per permettere la corretta dissipazione del calore.
Lasciarlo arrotolato può far aumentare la temperatura interna e danneggiare l’isolante nel tempo.
Inoltre, è buona norma anche in questo frangente, evitare collegamenti multipli tra più prolunghe e verificare periodicamente lo stato di spine e prese, soprattutto se la prolunga viene usata con frequenza.
Uno degli errori più comuni è posizionare la multipresa o la prolunga in ambienti umidi o a rischio di contatto con l’acqua.
Ciabatta multipresa con luce - Foto Sameriver
Sistemare una ciabatta dietro la lavatrice, vicino alla lavastoviglie o addirittura sotto il lavandino per nasconderla può sembrare una soluzione pratica, ma espone i contatti elettrici a umidità, condensa o piccole perdite invisibili.
L’acqua aumenta il rischio di cortocircuiti e ossidazione dei componenti interni.
Anche appoggiare una prolunga a terra in bagno o in cucina, dove possono verificarsi schizzi accidentali, è una scelta da evitare.
I dispositivi elettrici andrebbero sempre collocati in zone asciutte, ventilate e facilmente ispezionabili.
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