• preventivi
  • ristrutturazione
  • progetto
  • cadcasa
  • caldaia
  • clima
  • forum
  • consulenza
  • prezzi
  • computo
sp

Come proteggere la casa dalle anomalie della rete elettrica

Come proteggere elettrodomestici e impianti da sovratensioni, fulmini, sottotensioni, microinterruzioni e blackout con SPD, relè, UPS e corretta messa a terra.
Pubblicato il
Indice dei Contenuti

Come proteggere gli elettrodomestici da sbalzi di tensione e blackout


Per proteggere gli elettrodomestici dagli sbalzi di tensione non basta il normale magnetotermico o il differenziale.

Elettrodomestici di casa a rischio sbalzi Elettrodomestici di casa a rischio sbalzi - Getty Images



Le sovratensioni impulsive provocate da fulmini e manovre di rete richiedono scaricatori SPD; le tensioni troppo alte o troppo basse che durano più a lungo richiedono POP o relè di minima e massima tensione; le microinterruzioni e i blackout possono essere gestiti con UPS, sistemi di accumulo o generatori.

La scelta dipende dal tipo di anomalia, dall’impianto di terra, dalla presenza di fotovoltaico, dalle linee dati e dagli apparecchi che devono continuare a funzionare.

Frigoriferi, pompe di calore e climatizzatori possono inoltre beneficiare di un ritardo di riaccensione, mentre computer, modem e NAS richiedono continuità e protezione dei dati.

Una protezione efficace nasce quindi dal coordinamento di più dispositivi, installati da un elettricista abilitato dopo aver verificato quadro, terra, circuiti, collegamenti esterni e caratteristiche della fornitura.


Perché non tutte le anomalie elettriche sono uguali


Quando un elettrodomestico smette di funzionare dopo un temporale o un’interruzione della corrente, si parla spesso genericamente di sbalzo di tensione.


Dietro lo stesso effetto possono però esserci fenomeni differenti, che non vengono gestiti dallo stesso dispositivo.

Una sovratensione transitoria è un impulso molto breve, capace di raggiungere valori elevati.

Può essere provocata da un fulmine diretto o indiretto, da manovre sulla rete o dalla commutazione di carichi elettrici.

Gli scaricatori SPD servono a limitare questi impulsi e a deviare parte della corrente lungo un percorso controllato.

La CEI EN IEC 61643-11, in vigore dal gennaio 2026, disciplina gli SPD collegati ai circuiti di alimentazione in corrente alternata contro gli effetti delle fulminazioni e delle altre sovratensioni transitorie.


Sovratensioni prolungate, sottotensioni e interruzioni


Una sovratensione a frequenza di rete può durare secondi o minuti e derivare, per esempio, da un guasto del neutro o da un’anomalia della distribuzione.

Blackout in casa Blackout in casa - Getty Images



In questa situazione non basta limitare un impulso: occorre scollegare l’impianto finché la tensione non rientra nei valori ammessi.

La sottotensione è invece una riduzione prolungata della tensione: un buco di tensione presenta una durata minore, mentre una microinterruzione interrompe l’alimentazione per un intervallo molto breve.

Questi fenomeni possono spegnere alimentatori elettronici, bloccare schede di controllo e provocare riavvii ripetuti.

Il blackout consiste nella completa assenza di alimentazione per un periodo più lungo.

Per continuare a utilizzare determinate apparecchiature occorre una fonte di energia alternativa, come un UPS, un sistema di accumulo con uscita di backup o un gruppo elettrogeno correttamente collegato.


Che cosa stabilisce la CEI EN 50160


La CEI EN 50160 descrive le caratteristiche della tensione nei punti di alimentazione delle reti pubbliche.
sistema di accumulo
Considera frequenza, ampiezza, forma d’onda, simmetria e altri parametri della fornitura.

La norma indica le condizioni attese durante il funzionamento ordinario, ma non garantisce che ogni apparecchio riceva in ogni momento una tensione perfettamente stabile.

Guasti, manutenzioni, eventi atmosferici eccezionali e condizioni anomale possono produrre interruzioni, buchi di tensione o sovratensioni.

Per questo la conformità della rete non sostituisce le protezioni installate nell’abitazione.

L’impianto domestico deve essere progettato tenendo conto delle apparecchiature collegate, delle conseguenze di un eventuale fermo e delle caratteristiche delle linee in ingresso.


Apparecchi maggiormente esposti agli sbalzi di tensione


Gli elettrodomestici moderni contengono alimentatori elettronici, schede di controllo, inverter, sensori e moduli di comunicazione.

Il computer è un dispositivo ad alto rischio Il computer è un dispositivo ad alto rischio - Getty Images



Frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni, climatizzatori e pompe di calore non sono costituiti soltanto da resistenze e motori.

Una sovratensione può distruggere immediatamente un componente oppure indebolirlo senza causare un guasto visibile.

L’apparecchio continua a funzionare, ma la vita utile della scheda o dell’alimentatore può ridursi.

Computer, NAS, modem e sistemi di videosorveglianza possono invece perdere dati o configurazioni anche in assenza di un danno hardware.

Un’interruzione improvvisa può lasciare incompleto un aggiornamento o corrompere un file in uso.

Caldaie, cancelli, pompe di sollevamento, autoclavi e allarmi richiedono attenzione anche per il servizio che interrompono.

La protezione deve quindi considerare non soltanto il valore dell’apparecchio, ma anche le conseguenze del suo arresto.


Perché magnetotermico e differenziale non bastano


Il magnetotermico protegge i circuiti dalle sovracorrenti: la parte termica interviene durante un sovraccarico prolungato, mentre quella magnetica reagisce rapidamente ai cortocircuiti.

Montaggio quadro elettrico Montaggio quadro elettrico - Getty Images



Non è progettato per limitare una sovratensione impulsiva che dura pochi microsecondi.

Può inoltre non intervenire quando la tensione è troppo alta ma la corrente rimane inferiore alla soglia dell’interruttore.

Il differenziale confronta la corrente che entra nel circuito con quella che ritorna.

Quando rileva una dispersione verso terra superiore alla soglia prevista, apre il circuito per ridurre il rischio di scossa elettrica e incendio.

Una sovratensione può provocarne indirettamente l’intervento danneggiando l’isolamento, ma ciò non significa che il differenziale abbia protetto l’elettrodomestico dall’impulso.

Magnetotermico, differenziale, SPD e dispositivi di controllo della tensione svolgono quindi funzioni differenti.


Che cosa sono gli scaricatori SPD


Gli SPD vengono collegati tra i conduttori attivi e il sistema di protezione secondo la configurazione dell’impianto.

Scaricatore di tensione Scaricatore di tensione - Gloca



Durante il normale funzionamento non devono interferire in modo significativo con l’alimentazione.

Quando arriva una sovratensione impulsiva, lo scaricatore limita la tensione che prosegue verso le apparecchiature e devia parte della corrente verso terra o tra i conduttori.

L’efficacia non dipende soltanto dal prodotto ma contano il tipo di SPD, la posizione, la lunghezza dei collegamenti, il coordinamento con le protezioni a monte, l’impianto di terra e la distanza dalle utenze sensibili.

La CEI 64-8, giunta alla nona edizione nel 2024, rappresenta il principale riferimento italiano per la progettazione e l’esecuzione degli impianti elettrici di bassa tensione.

Comprende prescrizioni relative alla scelta e all’installazione delle protezioni contro le sovratensioni.


Differenze tra SPD di Tipo 1, Tipo 2 e Tipo 3


Lo SPD di Tipo 1 viene utilizzato quando deve essere gestita una parte della corrente di fulmine.

SPD Tipo 3SPD Tipo 3 - Finder



Trova applicazione, per esempio, negli edifici dotati di un sistema esterno di protezione contro i fulmini o nei casi individuati dalla valutazione del rischio.

Lo SPD di Tipo 2 è il dispositivo più comune nei quadri residenziali: protegge soprattutto dalle sovratensioni indotte e da quelle generate dalle manovre sulla rete.

Può essere installato all’origine dell’impianto o nei quadri secondari.

Lo SPD di Tipo 3 viene collocato vicino alle apparecchiature sensibili e riduce ulteriormente la tensione residua e può essere integrato in prese, dispositivi fissi o multiprese specifiche.

I tre tipi non rappresentano livelli crescenti di qualità ma rispondono a sollecitazioni e posizioni differenti e devono essere coordinati all’interno dello stesso sistema.


Quando utilizzare uno SPD combinato


In alcuni quadri vengono installati dispositivi combinati Tipo 1+2 o Tipo 2+3.

Questa soluzione permette di integrare più funzioni nello stesso modulo, ma non rende automaticamente superflue le protezioni collocate più vicino ai carichi.
spd tipo 3
Una villetta con quadro generale vicino al punto di consegna e circuiti brevi richiede una configurazione diversa rispetto a un’abitazione con quadro principale in autorimessa, quadri secondari ai piani e linee esterne verso cancello, giardino o dependance.

Quando la distanza tra lo SPD principale e un’apparecchiatura sensibile è elevata, può essere necessario un ulteriore dispositivo nel quadro di zona o vicino al carico.

La configurazione deve essere valutata considerando sistema di distribuzione, rischio da fulmine, lunghezza delle linee e caratteristiche delle apparecchiature.

Il numero dei moduli installati, da solo, non dimostra la qualità della protezione.


Perché i collegamenti degli SPD devono essere corti


Durante un impulso molto rapido, anche un tratto di conduttore apparentemente breve può introdurre una caduta di tensione significativa.

I collegamenti tra SPD, conduttori attivi, barra di terra e dispositivi di protezione devono quindi essere corti e diretti.

Un buon scaricatore collegato mediante lunghi anelli di cavo può lasciare arrivare agli elettrodomestici una tensione superiore a quella prevista.

La disposizione interna del quadro diventa così parte integrante della prestazione.

Non è consigliabile inserire autonomamente uno SPD in uno spazio libero del quadro.

Occorre verificare posizione, sezione dei conduttori, protezione associata, corrente di cortocircuito e compatibilità con il sistema di terra.

Anche la protezione di riserva dello scaricatore deve essere coordinata con le indicazioni del produttore e con gli interruttori già presenti nell’impianto.


Il ruolo dell’impianto di terra


Lo SPD deve poter deviare la corrente impulsiva attraverso un percorso controllato.

Un impianto di terra assente, interrotto o caratterizzato da collegamenti inadeguati limita l’efficacia della protezione.

Il controllo deve comprendere dispersore, conduttori di protezione, collegamenti equipotenziali, masse e continuità del conduttore PE.

La semplice presenza di un cavo giallo-verde nel quadro non dimostra che l’impianto sia efficiente.

La resistenza di terra è soltanto uno dei parametri da valutare.

Durante le sovratensioni impulsive contano anche geometria, lunghezza dei collegamenti ed equipotenzialità.

Prima di installare nuovi SPD in un impianto datato è opportuno eseguire le verifiche previste dalla Parte 6 della CEI 64-8.

Giunzioni deteriorate, conduttori interrotti o dispersori mai controllati possono compromettere il funzionamento dell’intero sistema.


Proteggere anche linee dati, telefono e antenna


Le sovratensioni non entrano necessariamente soltanto dalla linea elettrica ma possono raggiungere:

  • router;
  • televisori;
  • allarmi.


Possono altresì raggiungere videocamere attraverso cavi telefonici, Ethernet, coassiali, antenne e collegamenti verso apparecchi esterni.

Proteggere l’alimentazione del modem lasciando esposta la linea di telecomunicazione può creare un percorso attraverso l’apparecchio.

Lo stesso vale per un televisore collegato contemporaneamente alla rete elettrica e all’antenna.

Gli SPD per i sistemi di telecomunicazione devono essere compatibili con tensione, frequenza, velocità dei dati, connettore e alimentazione eventualmente trasportata dal cavo, come avviene nelle reti PoE.

Le protezioni devono essere coordinate con lo stesso sistema equipotenziale.

Uno scaricatore della linea dati collegato a una terra distante può produrre pericolose differenze di potenziale durante l’impulso.


Le multiprese protette sono sufficienti?


Una multipresa dotata di varistori o altri componenti può offrire una protezione aggiuntiva vicino a computer, televisori e apparecchi audio.

Non sostituisce però un sistema coordinato installato nel quadro.

Multipresa Multipresa - Getty Images



Le prestazioni dipendono dai componenti utilizzati, dallo schema interno, dal corretto collegamento dell’impianto e dall’energia dell’impulso.

Quando la protezione utilizza il conduttore PE, un impianto di terra efficiente è indispensabile.

Dopo ripetuti impulsi, i componenti possono degradarsi senza impedire il normale funzionamento della presa.

Un indicatore luminoso è utile soltanto se segnala realmente lo stato della protezione e non la semplice presenza della tensione.

Una ciabatta con interruttore non è automaticamente protetta dalle sovratensioni.

Devono essere dichiarati in modo chiaro funzione, caratteristiche elettriche e conformità alle norme applicabili.


Come controllare lo stato degli SPD


Molti scaricatori modulari presentano una finestrella frontale.

Il cambio di colore indica che la cartuccia non è più in grado di assicurare la protezione prevista e deve essere sostituita.

Alcuni modelli dispongono anche di un contatto per la segnalazione remota, utile quando il quadro si trova in un locale tecnico poco frequentato.

Lo SPD può esaurirsi senza interrompere la corrente; gli elettrodomestici continuano a funzionare, ma l’impianto rimane privo della protezione prevista.

Per questo l’indicatore deve essere controllato periodicamente e dopo eventi particolarmente intensi.

La sostituzione deve avvenire con una cartuccia compatibile con base, caratteristiche elettriche e coordinamento del sistema.

Non è sufficiente scegliere un modulo che entri meccanicamente nell’alloggiamento.


Protezione dalle sovratensioni prolungate


Una tensione troppo alta che permane per secondi o minuti non viene gestita come un impulso transitorio.

Per queste condizioni si utilizzano POP o dispositivi di controllo della massima tensione.

La CEI EN IEC 63052:2022 disciplina i POP destinati alle applicazioni domestiche e similari.

Il dispositivo può lavorare insieme a un interruttore principale oppure integrare i mezzi necessari per aprire il circuito, secondo la configurazione prevista dal prodotto.

Il POP non deve essere confuso con lo SPD: lo scaricatore limita sovratensioni molto rapide, mentre il POP provoca la disconnessione quando la tensione a frequenza di rete supera le condizioni ammesse per il tempo previsto.

In uno stesso impianto possono essere necessari entrambi, perché intervengono su fenomeni differenti.

La scelta deve essere coordinata con interruttore generale, sistema di distribuzione e modalità di riarmo.


Relè di minima e massima tensione


Il relè di controllo misura continuamente la tensione della rete.

Quando il valore scende sotto una soglia o supera il limite impostato, comanda l’apertura di un contattore o di un dispositivo di sgancio.

Protettore massima e minima tensione Protettore massima e minima tensione - JoyElec



Dopo il ritorno della tensione entro i valori ammessi può attendere un intervallo prima di rialimentare i carichi.

Questo ritardo evita riavvii durante una rete ancora instabile e protegge apparecchi dotati di compressore.

Soglie, ritardi e isteresi non devono essere impostati casualmente ma essere coordinati con le caratteristiche della fornitura e degli apparecchi collegati.

Molti relè non sono progettati per interrompere direttamente tutta la corrente dell’abitazione e devono comandare un contattore adeguatamente dimensionato.

Negli impianti trifase il controllo deve considerare tutte le fasi, la perdita del neutro, lo squilibrio e l’eventuale sequenza errata.


Quali problemi può causare una sottotensione


Una tensione troppo bassa non provoca necessariamente un danno immediato ma gli alimentatori elettronici possono spegnersi o tentare di riavviarsi ripetutamente.

Controllo di un quadro elettrico Controllo di un quadro elettrico - Getty Images



Nei motori asincroni che continuano a lavorare sotto carico, una tensione ridotta può aumentare corrente e scorrimento, diminuire la coppia disponibile e favorire il surriscaldamento.

Un relè di minima tensione può scollegare pompe, compressori, autoclavi e altre apparecchiature quando il valore scende sotto la soglia prevista.

La rialimentazione avviene soltanto dopo un ritorno stabile.

Prima di aggiungere nuove protezioni è però necessario escludere un difetto interno.

Morsetti allentati, cavi sottodimensionati, contatti ossidati e linee troppo lunghe possono produrre cadute di tensione che non dipendono dalla rete pubblica.


Come gestire microinterruzioni e riavvii


Le microinterruzioni possono essere quasi impercettibili sulle lampade, ma provocare il riavvio di modem, computer, caldaie, sistemi di allarme e dispositivi domotici.

Ripetute aperture e richiusure della rete possono lasciare alcuni apparecchi bloccati in errore, cancellare impostazioni o interrompere aggiornamenti.

Per modem, router, NAS, computer e piccoli sistemi elettronici è generalmente indicato un UPS.

Per frigoriferi, climatizzatori e pompe può essere più utile un relè dotato di ritardo di ripartenza.

Non è prudente alimentare un apparecchio con motore mediante un UPS da scrivania senza aver verificato potenza di avviamento, forma d’onda e compatibilità.

Il picco iniziale può essere molto superiore all’assorbimento nominale indicato sull’etichetta.


A cosa serve un gruppo di continuità UPS


L’UPS contiene un sistema di accumulo e continua ad alimentare i carichi quando la rete manca o esce dalle condizioni previste.

Sistema di accumulo casalingo Sistema di accumulo casalingo - EcoFlow



Può anche correggere alcune variazioni di tensione, a seconda della tecnologia.

I modelli standby alimentano normalmente il carico dalla rete e passano alla batteria in caso di interruzione.

Presentano un breve tempo di commutazione e vengono impiegati soprattutto per postazioni informatiche non critiche.

Gli UPS line-interactive correggono alcune variazioni senza utilizzare continuamente la batteria e sono spesso adatti a computer, modem, NAS e sistemi di videosorveglianza.

Gli UPS online a doppia conversione alimentano normalmente il carico attraverso una conversione continua e offrono un maggiore disaccoppiamento dalle variazioni della rete.

Questo non implica necessariamente la presenza di isolamento galvanico. Sicurezza e prestazioni degli UPS sono disciplinate dalla serie CEI EN IEC 62040.


Come dimensionare un UPS


La potenza dell’UPS deve essere confrontata con potenza attiva, potenza apparente, fattore di potenza e picchi dei carichi, non basta sommare i watt nominali riportati sulle etichette.

L’autonomia dipende dalla capacità delle batterie e dall’assorbimento elo stesso UPS può mantenere acceso un modem per diverse ore e sostenere un computer potente soltanto per pochi minuti.

Per una postazione informatica l’obiettivo può essere il tempo necessario a salvare i dati e spegnere correttamente il sistema.

Per un allarme o un modem può servire un’autonomia maggiore.

Pompe e compressori richiedono invece la verifica della corrente di spunto e della compatibilità con la forma d’onda.

Le batterie invecchiano anche se intervengono raramente e devono essere controllate e sostituite secondo le indicazioni del produttore.


Perché un normale UPS non alimenta tutta la casa


Un UPS domestico è progettato per carichi selezionati, non per sostenere contemporaneamente forno, piano a induzione, asciugatrice, pompa di calore e climatizzatori.

L’alimentazione di backup dell’intera abitazione richiede un sistema composto da accumulo, inverter, protezioni, commutazione e circuiti dedicati.

Deve essere stabilito quali utenze resteranno attive e per quanto tempo.

Separare i carichi essenziali è spesso più conveniente: frigorifero, modem, allarme, illuminazione minima, cancello e una presa di servizio possono essere inseriti in circuiti di emergenza, lasciando esclusi gli apparecchi ad alto assorbimento.

Un impianto fotovoltaico ordinario si spegne durante il blackout per evitare di alimentare la rete pubblica.

La casa rimane alimentata soltanto se inverter e accumulo dispongono di una funzione di backup progettata per funzionare in isola.


Sistemi di accumulo con uscita di backup


I sistemi di accumulo domestici possono fornire energia durante un’interruzione.

Alcuni alimentano una sola presa o un piccolo quadro dedicato, mentre altri possono sostenere più circuiti o l’intera abitazione entro determinati limiti.
sistema accumulo domestico
Il progetto deve verificare potenza dell’inverter, capacità energetica, picchi di avviamento e durata prevista.

Una batteria capiente ma collegata a un inverter poco potente può non riuscire ad avviare pompe e compressori.

La commutazione deve impedire che l’impianto domestico alimenti la rete pubblica durante il blackout.

Accumuli e generatori devono separare l’abitazione dalla rete attraverso schemi e dispositivi appropriati.

L’uscita di emergenza deve essere provata periodicamente. La presenza della batteria non garantisce che tutti i circuiti desiderati siano realmente collegati al backup.


Gruppi elettrogeni e sicurezza


Un generatore può alimentare l’abitazione durante interruzioni prolungate, ma richiede un commutatore che impedisca il collegamento contemporaneo con la rete pubblica.

Collegare il generatore a una presa domestica per alimentare l’impianto in senso inverso è estremamente pericoloso.

Può mettere in tensione conduttori considerati disalimentati, sovraccaricare i circuiti ed esporre a rischi tecnici e soccorritori.

Il generatore deve essere collocato all’aperto, lontano da finestre e aperture: i motori a combustione producono monossido di carbonio e non devono funzionare in autorimesse, cantine o locali parzialmente chiusi.

Messa a terra, neutro, differenziali e potere di cortocircuito devono essere verificati in base allo schema utilizzato.

I watt indicati sulla confezione non sono sufficienti per stabilire la compatibilità con l’impianto.


Dispositivi di richiusura automatica


Alcuni sistemi possono verificare le condizioni dell’impianto e tentare la richiusura automatica dopo l’intervento di un differenziale o di un magnetotermico.

Questi dispositivi, indicati come ARD, sono disciplinati dalla CEI EN 63024 per applicazioni domestiche e similari.

Possono essere utili nelle seconde case, negli impianti frigoriferi e nei sistemi di sicurezza, dove un distacco intempestivo provocherebbe la perdita di un servizio importante.

La richiusura automatica non protegge dagli sbalzi di tensione e non sostituisce SPD, POP o relè di controllo. Non è adatta a ogni circuito.

La possibile ripartenza senza presenza umana deve essere valutata soprattutto per macchinari, resistenze, cancelli, pompe e apparecchi capaci di generare movimento o calore.


Proteggere frigoriferi e congelatori dalle anomalie della rete elettrica


Frigoriferi e congelatori devono rimanere alimentati, ma non richiedono necessariamente un UPS per l’intera durata del blackout.

Se le porte restano chiuse, l’isolamento conserva la temperatura per un certo periodo.

Pozzetto Pozzetto - Getty Images



Il rischio più frequente è la rapida sequenza di interruzione e ritorno della corrente.

Un dispositivo con ritardo evita che il compressore tenti di ripartire prima che le pressioni del circuito frigorifero si siano riequilibrate.

La presa dovrebbe essere servita da un circuito chiaramente identificato e non condividere un unico differenziale con tutte le utenze esterne o con apparecchi soggetti a dispersioni frequenti.

Nelle seconde case può essere utile un sistema di allarme temperatura o una presa con segnalazione remota.

Il dispositivo deve però disporre di una batteria o di un’alimentazione indipendente, altrimenti non potrà comunicare durante il blackout.


Caldaie, climatizzatori e pompe di calore


Questi apparecchi contengono schede elettroniche, inverter e, nel caso dei climatizzatori e delle pompe di calore, compressori.

Devono essere protetti sia dalle sovratensioni transitorie sia dalle alimentazioni instabili.

Lo SPD installato nel quadro limita gli impulsi provenienti dalla rete, ma le unità esterne possono essere raggiunte da linee lunghe ed esposte.

Può quindi servire un secondo dispositivo coordinato nel quadro dedicato o vicino all’apparecchio.

Un relè di minima e massima tensione può impedire il funzionamento fuori dalla fascia prevista e introdurre un ritardo dopo il ritorno dell’alimentazione.

Un piccolo UPS non è normalmente adatto a sostenere una pompa di calore.

Potenza, picchi e caratteristiche dell’inverter richiedono un sistema progettato appositamente.


Fotovoltaico e sovratensioni in corrente continua


L’impianto fotovoltaico introduce linee in corrente continua che partono dai moduli e raggiungono l’inverter.

Impianto fotovoltaico Impianto fotovoltaico - Getty Images



Questi circuiti richiedono SPD specifici per corrente continua, scelti in funzione della tensione massima del generatore e dello schema utilizzato.

La CEI EN 61643-31 riguarda gli SPD destinati al lato in corrente continua degli impianti fotovoltaici.

La protezione sul lato alternato non sostituisce quella eventualmente necessaria sul lato fotovoltaico.

Devono essere considerati anche inverter, ottimizzatori, accumulo e linee di comunicazione.

Quando l’edificio dispone di un sistema parafulmine esterno, distanze di separazione, equipotenzialità e scelta degli SPD richiedono una valutazione coordinata secondo la serie CEI EN IEC 62305.


Wallbox, cancelli e linee esterne


Wallbox, cancelli, pompe da giardino, illuminazione esterna e dependance possono essere collegati mediante linee lunghe e maggiormente esposte alle sovratensioni indotte.

Telecamera di sicurezza Telecamera di sicurezza - Getty Images



Uno scaricatore installato soltanto nel quadro principale può non essere sufficiente per un apparecchio distante decine di metri.

Quadri secondari e linee esterne devono quindi essere inclusi nel coordinamento.

Anche citofonia, rete dati, sensori e comandi che collegano edifici differenti possono introdurre sovratensioni.

Quando praticabile, la fibra ottica elimina la continuità elettrica del collegamento dati.

Le alimentazioni degli apparati terminali rimangono comunque esposte e devono essere protette.

La CEI 64-8 contiene prescrizioni specifiche per l’alimentazione dei veicoli elettrici e per la protezione contro le sovratensioni.


Quando valutare un impianto parafulmine


Il sistema esterno di protezione contro i fulmini, indicato come LPS, intercetta la scarica e la conduce verso terra e non deve essere installato automaticamente su ogni abitazione.

La necessità deriva da una valutazione del rischio che considera caratteristiche dell’edificio, posizione, linee entranti, frequenza attesa delle fulminazioni e conseguenze dei danni.

La serie CEI EN IEC 62305, pubblicata dal CEI nel 2025, comprende principi generali, gestione del rischio, protezione delle strutture e protezione degli impianti elettrici ed elettronici.

Un LPS esterno non protegge da solo gli apparecchi interni: sono necessari collegamenti equipotenziali, SPD e misure coordinate. Installare semplicemente un’asta metallica sul tetto senza progetto può aumentare il pericolo anziché ridurlo.


Perché suddividere l’impianto in più circuiti


La continuità del servizio migliora quando l’abitazione non dipende da un solo differenziale e da poche linee.

Un guasto sulla lavatrice non dovrebbe spegnere frigorifero, modem, allarme e tutta l’illuminazione.

La suddivisione può prevedere circuiti distinti per cucina, lavanderia, climatizzazione, apparecchi esterni, prese, illuminazione e utenze essenziali.

L’obiettivo non è aumentare indiscriminatamente il numero degli interruttori, ma limitare l’estensione del fuori servizio e facilitare la ricerca del guasto.

Anche SPD e relè possono essere distribuiti su più livelli: il quadro principale protegge l’origine dell’impianto, mentre i quadri secondari e i carichi sensibili ricevono ulteriori misure quando necessarie.


Cosa fare durante un temporale per proteggere i dispositivi elettrici


Scollegare fisicamente gli apparecchi non indispensabili prima dell’arrivo del temporale riduce i percorsi attraverso i quali una sovratensione può raggiungerli.

Temporale Temporale - Getty Images



Per televisori, modem e computer può essere utile scollegare anche antenna, linea telefonica ed Ethernet, quando l’operazione può essere eseguita in sicurezza prima della fase più intensa.

Spegnere l’interruttore della multipresa non equivale a staccare la spina.

Alcuni modelli aprono un solo conduttore, mentre neutro, terra e linee dati possono rimanere collegati.

Durante una forte attività elettrica non bisogna toccare quadri, prese, antenne o apparecchi esterni.

Il distacco manuale non è inoltre una soluzione per frigoriferi, allarmi, caldaie e servizi che devono restare attivi: per questi occorrono protezioni permanenti.


Cosa fare dopo un blackout


Al ritorno della corrente è prudente evitare l’avvio contemporaneo di tutti i carichi pesanti.

Forno, piano a induzione, climatizzatori e lavatrici possono essere riattivati gradualmente.
relè
Se l’alimentazione ritorna e scompare più volte, è preferibile lasciare spenti i motori e le elettroniche non indispensabili finché la situazione non appare stabile.

Prima di riarmare un interruttore bisogna valutare se l’apertura è stata provocata da un guasto interno. Se scatta nuovamente, non deve essere forzato.

Odore di bruciato, prese annerite, scintille, ronzii o apparecchi insolitamente caldi richiedono il distacco dell’alimentazione e l’intervento di un elettricista.

Un elettrodomestico che non riparte può essere entrato in protezione: prima di smontarlo è opportuno controllare alimentazione, codici di errore e procedura indicata dal produttore.


Come riconoscere un problema del neutro


Una lampada che diventa improvvisamente molto luminosa mentre un’altra si attenua, apparecchi che si guastano contemporaneamente e tensioni molto differenti tra i circuiti possono indicare un problema del neutro.

La situazione è particolarmente pericolosa negli impianti trifase o nelle reti che alimentano più utenze.

Non bisogna continuare a usare l’impianto né limitarsi a riarmare gli interruttori.

È opportuno disalimentare per quanto possibile e contattare un elettricista e il distributore.

Il guasto può trovarsi nel quadro, nella colonna montante, nel contatore o nella rete pubblica.

Un POP o un relè di massima tensione può limitare i danni scollegando l’impianto, ma non sostituisce l’individuazione e la riparazione del collegamento difettoso.


Capire se il difetto è interno o sulla rete


Quando l’anomalia riguarda una sola presa o un solo circuito, è più probabile che il problema si trovi nell’impianto domestico.

Riaccensione corrente in casa Riaccensione corrente in casa - Getty Images



Se interessa tutta la casa e contemporaneamente anche le abitazioni vicine, la causa può dipendere dalla rete pubblica.

È utile annotare data, ora, durata, apparecchi coinvolti e comportamento delle luci.

Queste informazioni aiutano elettricista, venditore e distributore a ricostruire l’evento.

Un multimetro utilizzato senza competenza espone al rischio di contatto con parti in tensione e può fornire una misura poco rappresentativa.

Per i disturbi intermittenti servono strumenti capaci di registrare tensione, buchi, interruzioni e sovratensioni.

ARERA pubblica indicatori relativi alla continuità del servizio e alla qualità della tensione, distinguendo durata e numero delle interruzioni dagli altri parametri della fornitura.


Come richiedere la verifica della tensione


Quando si sospetta che la tensione fornita non rispetti i limiti tecnici, il cliente può presentare una richiesta al proprio venditore.

Il venditore informa il cliente su tempi ed eventuali costi e trasmette la richiesta al distributore territorialmente competente.

Se la verifica rileva valori non conformi, il distributore deve intervenire secondo le modalità e i tempi previsti dalla regolazione.

Quando la tensione risulta conforme, può essere addebitato il contributo previsto.

Prima di richiedere la prova è opportuno far controllare l’impianto interno.

Morsetti allentati, contatti deteriorati, linee lunghe e cavi sottodimensionati possono produrre anomalie che non dipendono dalla rete.


Perché serve un elettricista abilitato


Installare SPD, POP, relè, contattori, dispositivi di riarmo e sistemi di backup comporta modifiche al quadro e alle protezioni dell’impianto.

Elettricista a lavoro Elettricista a lavoro - Getty Images



Il DM 37/2008 richiede che installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti siano affidati a imprese abilitate.

Al termine devono essere rilasciati i documenti previsti per il lavoro eseguito.

L’installatore deve verificare corrente di cortocircuito, sezioni dei cavi, sistema di distribuzione, coordinamento con magnetotermici e differenziali, spazio disponibile e condizioni dell’impianto di terra.

In un quadro molto vecchio può essere necessario ampliare o sostituire l’involucro.

Comprimere cavi e moduli in uno spazio insufficiente ostacola dissipazione del calore, ispezione e manutenzione.


Errori che rendono inefficace la protezione


La protezione rimane incompleta quando si considera il magnetotermico capace di intervenire contro ogni sbalzo oppure si confonde il differenziale con uno scaricatore.

Anche installare uno SPD senza controllare terra, collegamenti e protezione associata può fornire una sicurezza soltanto apparente.

Una multipresa protetta non sostituisce il quadro, così come un relè di tensione impostato casualmente non protegge correttamente l’abitazione.

Devono essere considerate anche linee dati, antenna, fotovoltaico e collegamenti esterni.

Un UPS sottodimensionato non è adatto a pompe e compressori, mentre un normale impianto fotovoltaico non mantiene automaticamente alimentata la casa durante il blackout.

Sono pericolosi anche il riarmo ripetuto di un interruttore, la richiusura automatica applicata a circuiti inadatti e il collegamento di un generatore attraverso una presa domestica.

Infine, SPD e batterie devono essere controllati: continuare a vedere gli apparecchi accesi non significa che le protezioni siano ancora efficienti.


Come progettare una protezione domestica completa


Una protezione efficace parte dal rilievo dell’impianto: quadro, terra, alimentazione monofase o trifase, fotovoltaico, linee esterne e servizi che non possono rimanere senza corrente.

Cancello elettrico in giardino Cancello elettrico in giardino e necessità protezione dai fulmini - Getty Images



Gli SPD vengono scelti e coordinati per limitare le sovratensioni transitorie, comprendendo quando necessario quadri secondari, linee dati e circuiti fotovoltaici.

Le sovratensioni prolungate richiedono POP o dispositivi di massima tensione, mentre le sottotensioni vengono gestite mediante relè di minima tensione o apparecchi che integrano entrambe le funzioni.

UPS e sistemi di backup devono essere riservati ai carichi essenziali e dimensionati in base a potenza, spunto e autonomia.

La suddivisione dei circuiti limita le conseguenze dei guasti e permette di mantenere attivi frigorifero, modem, allarme e illuminazione essenziale. SPD, batterie, dispositivi di commutazione, sistemi di riarmo e collegamenti di terra devono infine essere controllati periodicamente.

Nessun singolo interruttore protegge da fulmini, cali, microinterruzioni e blackout: serve un sistema coordinato.



riproduzione riservata
Proteggere gli elettrodomestici da sbalzi di tensione, fulmini e blackout
Valutazione: 5.00 / 6 basato su 1 voti.
gnews
  • whatsapp
  • facebook
  • x

Inserisci un commento



ACCEDI, anche con i Social
per inserire immagini
Alert Commenti
349.163 UTENTI
SERVIZI GRATUITI PER GLI UTENTI
SEI INVECE UN'AZIENDA? REGISTRATI QUI
barra utenti
social
Facebook Pinterest X Youtube Linkedin

Testata Giornalistica online registrata al Tribunale di Napoli n.19 del 30-03-2005

Copyright 2026 © MADEX Editore S.r.l.
P.IVA IT06813071211. Iscrizione REA 841143/NA del 26-01-2011 Capitale Int. Vers. 10K. Iscrizione R.O.C. n.31997. MADEX Editore Srl adotta un modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001. LAVORINCASA e il logo associato sono marchi registrati 2000-2026 MADEX Editore S.r.l. Tutti i diritti riservati.