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Presscontrol e autoclave con vaso d'espansione

Per un corretto funzionamento dei dispositivi installati nella rete idrica degli alloggi, occorre mantenere costante la pressione del circuito impiantistico.
14 Aprile 2017 ore 15:10 - NEWS Impianti idraulici
pressostato , impianto idrico , autoclave , presscontrol

rubinetto miscelatore monocomandoCon l'avvento alcuni anni fa dei miscelatori monocomando, si è posta una rivoluzione (di ordine funzionale) nel settore impiantistico che ha soppiantato, in numerosi fabbricati, i tradizionali rubinetti con manovra a vite.

La differenza sostanziale tra i due dispositivi è necessariamente individuata su alcune caratteristiche costruttive e sul corretto funzionamento dovuto alla pressione dell'acqua che viaggia all'interno della rete idrica.

In epoche passate, e per fabbricati di modeste dimensioni, la pressione interna degli acquedotti, era determinata (per un fenomeno fisico), dall'altezza delle grandi cisterne comunali poste in prossimità del perimetro cittadino.

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Questa sistema, almeno per le semplici condizioni di impiego dell'epoca, permetteva il regolare funzionamento dell'impianto idrico all'interno delle abitazioni.

presscontrolRispetto a quel periodo, le caratteristiche funzionali dei nuovi prodotti industriali, richiedono una maggiore pressione dell'acqua, all'interno dei circuiti.

Da questa esigenza, sorge la necessità di collocare apparecchiature che consentono, tramite una pompa ad azionamento elettrico, di aumentare questo valore.

In commercio esistono due strumenti, studiati per questo impiego, come il Presscontrol o l'Autoclave con vaso di espansione.

Il primo dispositivo (controllato da un sistema di controllo), si compone di una parte elettronica e una meccanica, ed entra in funzione non appena la pressione dell'impianto idrico si abbassa.


serbatoio idrico collocato in terrazzoNon appena si determina questa condizione, un segnale consente l'accensione della pompa che, spingendo l'acqua con maggiore intensità, ristabilisce la perdita di tensione all'interno del circuito.

Solitamente quest'apparecchiatura, specie per chi non è del settore, è ritenuta tutt'una con la pompa, ma, nella realtà, sono due cose ben distinte.

L'autoclave con vaso di espansione, è uno strumento molto semplice dal punto di vista meccanico, ma che, rispetto al primo, richiede uno spazio maggiore all'interno del locale idrico.

È composto di un contenitore ermetico (vaso di espansione), dove si trova una camera d'aria posta a pressione e ripiena d'acqua.

punti di distribuzione idrica per allaccio pompa singolaSe all'interno di un alloggio è aperto un rubinetto (cucina e servizio igienico), o entra in funzione la lavatrice, lavastoviglie, ecc., la differenza di pressione tra l'interno del vaso di espansione e quella esterna (dal punto di erogazione), determinerà lo scorrimento dell'acqua all'interno della rete idrica.

All'origine di questo meccanismo, vi è una pompa che ha il compito di riempire l'interno del contenitore ermetico e di ristabilire, di volta in volta, le precedenti condizioni di pressione.

Questa caratteristica, molto semplice dal punto di vista meccanico, pone delle problematiche circa la perdita di tensione della membrana interna (con il trascorrere del tempo), e da qui la necessità di monitorare questo valore con la lettura periodica del manometro.

serbatoi idrici posti in apposito localeIn ultimo, riagganciandosi a quanto detto poc'anzi, le dimensioni di questo contenitore e il materiale metallico di cui è costituito obbligano a collocare l'autoclave in spazi interni e ben protetti dalle intemperie.

Questi aspetti hanno comportato, per i nuovi impianti idrici, a una maggiore attenzione sull'argomento, non solo per ciò che riguarda la rete di distribuzione interna e delle dorsali impiantistiche, ma anche nella definizione della riserva idrica e del sistema di approvvigionamento alle singole unità abitative.

Nei moderni stabili, ma anche nei piccoli fabbricati, in genere è predisposto un locale idrico separato, contenente i singoli serbatoi (uno per utente e solitamente in polietilene) e collegati, tramite linee di trasmissione, alle pompe (distinte per alloggio).


Con questa soluzione, ogni famiglia avrà una propria dorsale impiantistica (con serbatoio e pompa) e quindi nessuna condotta in comune (condominiale) con gli altri occupanti dello stabile.

Per un'ulteriore precauzione è possibile prevedere anche due elementi (per solo utente) per consentire, in caso di guasto di una singola pompa, di attivare l'altra apparecchiatura.

In alternativa a questo sistema, vi è la possibilità di collocare un gruppo pressurizzato (autoclave) ed una linea principale cui saranno collegate tutte le varie diramazioni degli alloggi.

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Vi sono tuttavia dei vecchi stabili, realizzati negli anni '60, dove vi era la consuetudine di prevedere una cisterna interrata e dei semplici motori che rinviano l'acqua a un serbatoio posto in sommità (terrazza o sottotetti).

pompa con presscontrol installato in un alloggioIn questi casi la pressione è determinata dall'altezza di questo contenitore rispetto ai punti di erogazione collocati alle varie quote.

Considerate le nuove esigenze domestiche (differenti rispetto al passato), e per ovviare a questo inconveniente, anche in considerazione di difficoltà operative, alcuni proprietari hanno risolto autonomamente il problema collocando, all'origine del punto di allaccio alla rete condominiale e su spazio privato (locali interni e ballatoi), delle pompe munite di presscontrol.

Con questa soluzione è possibile aumentare la pressione interna dell'impianto e consentire, tra l'altro, di utilizzare efficacemente i rubinetti con miscelatori monocomando oltre ad altre apparecchiature.

È evidente che, la maggiore difficoltà, rimane il punto dove collocare questa apparecchiatura all'interno degli alloggi, che comporta, evidentemente, vibrazioni e rumori trasmessi anche alle altre unità abitative.

riproduzione riservata
Articolo: Presscontrol e autoclave
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Presscontrol e autoclave: Commenti e opinioni



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Alert Commenti
  • Robby
    Robby
    Giovedì 25 Febbraio 2021, alle ore 14:15
    In giardino ho una cisterna di recupero dell' acqua piovana con la quale innaffio le piante in vaso.
    Tutti gli anni la svuoto per salvaguardarla dal gelo.
    Ora ho dei problemi a farla ripartire, o meglio lei parte ma non riesce a pescare acqua dalla cisterna, non carica, gira a vuoto.
    Ho controllato la membrana che apre e chiude in fondo al tubo nella vasca, è perfetta, il tubo attraverso un tappo lo riempio ed è pieno, ma non riesce a pescare l' acqua dalla cisterna.
    Sono disperato, mi ha sempre fatto tribolare ma mai come questo anno... cerco aiuto !
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Robby
      Lunedì 1 Marzo 2021, alle ore 12:32
      Se tutta la parte elettrica funziona, dovrebbe verificare la valvola di non ritorno. Altra verifica possibile da fare sono i sensori del troppo pieno. Le consiglio, comunque, di rifare tutte le manovre manuali facendo attenzione a non fare aria nel tubo di pescaggio. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Luigi24
    Luigi24
    Lunedì 1 Giugno 2020, alle ore 02:06
    Ho un appartamento al terzo piano acquistato da poco e ho preso la fregatura che non sale acqua.
    Ovviamente non lo sapevo a quest'ora non avrei comprato.
    In poche parole essendo un condominio anni 60 al piano terra non c'è da nessuna parte spazio per mettere un serbatoio.
    Ho provveduto quindi a mettere un serbatoio nella mia terrazza con un motore ma ci sono giorni che l'acqua non sale nemmeno la notte e per giorni rimango senza acqua.
    Ora mi chiedo, esiste un motore che si possa allacciare direttamente al tubo dell'acqua in modo che ogni notte posso riempirmi con certezza la vasca?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Luigi24
      Mercoledì 3 Giugno 2020, alle ore 19:04
      Le pompe senza serbatoio di accumulo esistono di vari tipi che funzionano da aspirazione e pompaggio (del tipo antincendio), ma sono vietate per usi diversi da questo. Potrebbe essere molto utile al condominio intero, un serbatoio di soli 1000 litri da posizionarsi orizzontalmente in un sottoscala o un luogo diverso e risolvere il problema. Diversamente sarà costretto a convivere. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Ugo piccioni
    Ugo piccioni
    Mercoledì 6 Novembre 2019, alle ore 09:00
    Ti ringrazio enormemente del tuo prezioso aiuto 
    rispondi al commento
  • Ugo piccioni
    Ugo piccioni
    Martedì 5 Novembre 2019, alle ore 16:32
    Grazi ancora. ma non conosco qusto tipo di sensore. mi puoi dire dove posso procurarmelo.Certamente che l'elettovalvola va posta sul tbo di adduzione e credo anche prima del rubinetto d'arresto manuale
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Ugo piccioni
      Mercoledì 6 Novembre 2019, alle ore 08:23
      Il sensore spia  può essere di tipo elettromeccanico o ad ultrasuoni: il primo costa sui 15 euro l'altro suo 50, reperibili sui noti motori di ricerca Internet oppure da un buon negozio di idraulica. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
  • Ugo piccioni
    Ugo piccioni
    Domenica 3 Novembre 2019, alle ore 11:24
    Ho un impianto come descritto ma mi è sorto il problema del troppo pieno della cisterna.
    Il galleggiante che dovrebbe chiudere l'acqua in entrata si è bloccato e pertanto ho avuto un abnorme consumo di acqua che si è dispersa.
    Vorrei sapere se si può bloccare l'erogazione dell'acqua non appena questa inizia a fuoriuscire dal troppopieno.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Ugo piccioni
      Martedì 5 Novembre 2019, alle ore 12:46
      Al galleggiante che chiude la mandata dell'acqua non c'è un altro sistema che quello della chiusura manuale o la sostituzione dello stesso. Un sistema alternativo è mettere un sensore/spia che monitora il livello dell'acqua nella cisterna che avverte, attraverso l'accensione di una luce o di un camapnello, il superamento della soglia  e quindi della tracimazione.  Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Ugo piccioni
        Ugo piccioni Pasquale
        Martedì 5 Novembre 2019, alle ore 14:50
        Grazie per la risposta. Io avevo pensato ad un'elettovalvola. Invece di far accendere la spia si attiva la chiusura con l'ettrovalvola. Se è possibile mi puoi spìegare come attuarlo. Grazie 
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Ugo piccioni
          Martedì 5 Novembre 2019, alle ore 15:32
          Si, l'idea è buona. Al posto della spia luminosa si può collegare una elettrovalvola che va montata sul tubo di adduzione dell'acqua  prima dell'ingresso al serbatoio. Cordiali saluti. 
          rispondi al commento
  • Angelo9
    Angelo9
    Giovedì 4 Gennaio 2018, alle ore 22:04
    La seconda foto partendo dall'alto, quella in blu dall'aspetto di una botte in orizzontale con dispositivo superiore, cosa e"?
    Marca, tipo e utilizzo.
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Angelo9
      Giovedì 18 Gennaio 2018, alle ore 13:41
      Sopra il serbatoio è montata la pompa ed il presscontrol. Quest'ultimo, al momento del calo di pressione (dovuta al prelevamento di acqua), dà lo start alla pompa di ripristinare la pressione impostata. La marca non è riportata in quanto foto dimostrativa. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
      • Angelo9
        Angelo9 Pasquale
        Venerdì 19 Gennaio 2018, alle ore 21:14
        Quindi sta funzionando come un'autoclave (ma senza vaso di espansione)?
        Il barilotto azzurro e' semplicemente un serbatoio sotto pressione?
        Nel caso di arrivo pressione bassa dalla linea alimentazione 1 atm. in uscita dal presscontrol e quindi dal serbatoio in pressione, si puo'avere una pressione piu'alta intorno a 4 - 5 atm.?
        rispondi al commento
        • Pasquale
          Pasquale Angelo9
          Sabato 20 Gennaio 2018, alle ore 13:04
          Esattamente. E' un piccolo serbatoio, anche non in pressione se la linea della rete di alimentazione non ha sufficiente pressione. In uscità si può avere la pressione che si vuole, 2-3-4 atmosfere. Questo monoblocco è indicato per untenze che hanno una pressione bassa e non riescono a soddisfare più richieste contemporaneamente (es. doccia, lavatrice e lavostoviglie). Cordiali saluti. 
          rispondi al commento
  • Giuppy1
    Giuppy1
    Mercoledì 25 Ottobre 2017, alle ore 00:28
    Dovrei portare l'acqua dalla linea principale situata a pian terreno in terrazza al 5° piano, cosa mi consiglia di montare ?
    rispondi al commento
  • Marcobirma
    Marcobirma
    Venerdì 12 Febbraio 2016, alle ore 15:52
    Chiarissimograzie
    rispondi al commento
  • Marcobirma
    Marcobirma
    Venerdì 12 Febbraio 2016, alle ore 11:08
    Buongiorno,per l'installazione ci vuole l' autorizzazione assembleare e posso procedere direttamente con l'istallazione?
    rispondi al commento
    • Pasquale
      Pasquale Marcobirma
      Venerdì 12 Febbraio 2016, alle ore 14:44
      Se il tutto rimane nel perimetro interno della Sua abitazione, non occorre nessuna autorizzazione. Diversamente, anche il semplice passaggio di una tubazione in facciata, necessita dell'approvazione del condominio. Cordiali saluti.
      rispondi al commento
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