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Se una presa esterna sembra funzionare quando il tempo è asciutto ma fa scattare il salvavita dopo la pioggia, l’umidità può aver raggiunto un componente elettrico.
Presa esterna sotto la pioggia - Daniele F. Toscana
Il guasto, però, non necessariamente nella presa visibile: l’acqua può arrivare da una scatola di derivazione, percorrere un tubo portacavi, bagnare una giunzione in un pozzetto oppure interessare una prolunga collegata all’impianto.
Prima di attribuire lo scatto a una dispersione è importante capire quale interruttore interviene nel quadro, perché differenziale e magnetotermico reagiscono a guasti diversi e richiedono verifiche tecniche mirate a individuare la causa dello scatto.
La correlazione con la pioggia resta un indizio prezioso, ma non identifica da sola il punto danneggiato.
Se il dispositivo continua a scattare, la presa è bagnata o sono presenti odori anomali e annerimenti, è prudente lasciare circuito fuori servizio interessato e chiedere una verifica a un elettricista.
Aspettare che tutto si asciughi può far scomparire temporaneamente il sintomo senza risolvere la via d’ingresso dell’acqua.
Nel linguaggio comune si chiama salvavita qualsiasi interruttore che lascia senza corrente, ma per individuare la causa bisogna distinguere i dispositivi.
L’interruttore differenziale confronta le correnti che percorrono i conduttori del circuito e interviene quando rileva uno squilibrio oltre la propria soglia: una corrente che trova un percorso non previsto, anche attraverso umidità e parti collegate a terra, può provocarne lo scatto.
Il magnetotermico, invece, interviene in caso di sovraccarico o cortocircuito.
Nel quadro può essere presente anche un apparecchio combinato con entrambe le funzioni; in alcuni modelli un indicatore aiuta a riconoscere quale protezione è intervenuta.
Per questo è più preciso dire che la pioggia può essere associata a un guasto elettrico, mentre la natura del guasto va verificata.
Se scatta il differenziale, l’elettricista cercherà anzitutto possibili dispersioni nei circuiti e negli apparecchi protetti.
Se interviene la protezione magnetotermica, la ricerca seguirà un percorso diverso.
Una fotografia leggibile dell’interruttore intervenuto può essere utile, senza aprire il quadro né toccarne le parti interne.
Quando lo scatto si ripete dopo la pioggia, riarmare continuamente l’interruttore non permette di localizzare il difetto.
Salvavita che scatta - Getty Images
Anche se al secondo tentativo il dispositivo rimane inserito, l’acqua può essere ancora presente e il problema ripresentarsi.
Se si può intervenire dal quadro in una posizione asciutta e sicura, è opportuno lasciare disalimentato il circuito interessato, quando è chiaramente identificabile, e contattare un elettricista.
Non bisogna toccare prese, spine o prolunghe bagnate per eseguire prove.
Se una spina può essere scollegata in condizioni asciutte e senza raggiungere parti umide, riferire quali apparecchi erano collegati aiuta la diagnosi; in caso contrario vanno lasciati come sono fino alla messa in sicurezza.
L’utente può controllare visivamente dall’esterno se lo sportello è rotto, se sulla parete compaiono colature e se un irrigatore o una grondaia dirigono acqua verso la zona.
Deve invece evitare di aprire scatole, applicare silicone su componenti bagnati o tentare l’asciugatura con un phon.
La priorità è impedire un nuovo utilizzo della parte sospetta finché non sia stata verificata.
Una presa esterna può lasciare entrare acqua dal fronte quando lo sportello protettivo non si chiude bene, la cerniera è danneggiata o la guarnizione non aderisce più.
Crepe, sporco e deformazioni possono ridurre la tenuta anche se la presa appare integra a una prima occhiata.
Le guarnizioni, inoltre, possono perdere elasticità senza avere rotture evidenti.
Il controllo dall’esterno consiste nell’osservare lo stato del contenitore, evitando di sollevare coperture o avvicinarsi a parti bagnate per cercare il guasto.
Va considerato anche l’uso con spina: uno sportello che protegge la presa quando è chiuso può lasciare i contatti più esposti durante il collegamento di una prolunga o di un apparecchio da giardino.
Alcuni prodotti sono progettati per mantenere una protezione definita anche con la spina inserita, altri richiedono condizioni di utilizzo differenti.
Se una pompa, una lampada o un sistema di irrigazione rimane collegato durante la pioggia, l’elettricista deve valutare la configurazione effettiva e non soltanto l’aspetto della presa inutilizzata.
Il grado IP descrive la protezione offerta da un involucro contro l’ingresso di corpi solidi e acqua nelle condizioni previste dalle relative prove.
Infografica grado IP per acqua - Daniele F. Toscana
Nella sigla, la prima cifra si riferisce ai corpi solidi, mentre la seconda riguarda l’acqua. Questo dato aiuta a scegliere un prodotto, ma non garantisce da solo che l’intera installazione resista all’esposizione presente sul posto.
Una guarnizione mancante, un ingresso del cavo eseguito male o una posa diversa da quella ammessa dal produttore possono compromettere la protezione del sistema.
Occorre inoltre verificare a quale configurazione si riferisce il valore dichiarato: la presa con sportello chiuso potrebbe comportarsi diversamente quando una spina rimane inserita.
Anche una posizione sotto un balcone va valutata in base a pioggia spinta dal vento, spruzzi, irrigazione e modalità di pulizia.
Non esiste un unico valore da applicare indistintamente a tutte le prese all’aperto; la scelta deve essere coerente con l’esposizione e con le istruzioni del componente.
Il grado IP non sostituisce quindi un montaggio corretto né la valutazione del percorso dell’acqua intorno alla presa.
Quando il frontale è asciutto, la pioggia può comunque raggiungere la parte interna della presa attraverso il retro del contenitore.
Su una parete irregolare, acqua che scorre lungo la facciata può trovare un passaggio vicino alla scatola o al foro attraverso cui entrano le tubazioni.
Se il foro non è stato realizzato e protetto correttamente, l’umidità può arrivare dall’interno della muratura anche dopo che la superficie esterna si è asciugata.
Negli impianti a vista conta anche il punto d’ingresso dei cavi: l’acqua può seguirne la superficie e raggiungere una scatola se il passaggio non mantiene la tenuta prevista.
Aloni e tracce di colatura sono indizi utili, ma la direzione dell’infiltrazione va accertata aprendo il contenitore soltanto dopo la messa in sicurezza del circuito.
Coprire indiscriminatamente con silicone tutto il perimetro non risolve necessariamente il problema e può ostacolare la manutenzione o il comportamento previsto dal prodotto.
La riparazione deve correggere il passaggio attraverso cui l’acqua entra, rispettando le istruzioni di posa e verificando lo stato dei componenti rimasti bagnati.
Una presa montata sotto un portico può bagnarsi anche quando la pioggia non la raggiunge direttamente.
Perdita nella parete - Daniele F. Toscana
Se una scatola più esposta lascia entrare acqua, questa può seguire una tubazione e raggiungere un altro punto dell’impianto.
Lo stesso può accadere in presenza di canalizzazioni che attraversano una parete o comunicano con zone soggette a infiltrazioni.
Il punto in cui il differenziale interviene, oppure quello in cui l’elettricista trova acqua, non coincide quindi sempre con il punto d’ingresso.
Per esempio, sostituire lo sportello di una presa riparata non serve se il liquido arriva da una scatola collocata più in alto sulla facciata.
Alcuni percorsi richiedono tempo: la presa può provocare lo scatto quando il temporale è finito e la parete sembra ormai asciutta.
Segnalare all’elettricista questa sequenza temporale può aiutarlo a seguire il tracciato delle canalizzazioni.
Dopo aver individuato la via percorsa dall’acqua occorre correggerne l’origine e controllare tutti i contenitori e i collegamenti che potrebbero essere stati interessati, invece di intervenire soltanto sulla presa visibile.
La presa esterna può essere integra mentre il guasto si trova in una scatola di derivazione sulla stessa linea.
Scatola di derivazione - Daniele F. Toscana
Un coperchio deformato, una guarnizione deteriorata o un passaggio dei cavi non adeguato possono esporre le connessioni all’umidità.
Negli impianti che attraversano il giardino vanno considerati anche i pozzetti interrati: la presenza d’acqua al loro interno non dimostra da sola un guasto, ma le giunzioni devono essere adatte alle condizioni in cui si trovano.
Se l’acqua raggiunge collegamenti improvvisati o privi della protezione necessaria, può comparire una dispersione associata alla pioggia.
Nastro isolante, morsetti lasciati liberi e contenitori non idonei non diventano impermeabili soltanto perché sono stati collocati dentro un pozzetto.
La ricerca deve comprendere le modifiche recenti dell’impianto: una connessione realizzata da poco può manifestare il problema soltanto al primo temporale intenso.
Per individuare la giunzione difettosa serve seguire la linea e verificare i punti accessibili in sicurezza, senza concludere che la presa più vicina al pozzetto sia necessariamente quella guasta.
Una presa incassata in facciata può essere raggiunta dall’acqua che attraversa la muratura circostante.
Infiltrazioni vicino a un balcone, a una soglia, a una copertina o a un punto di scarico possono inumidire la scatola anche quando lo sportello protegge correttamente il fronte.
Controlli sull'umidità di una parete - Getty Images
Intonaco gonfio, pittura sfogliata ed efflorescenze suggeriscono di controllare anche l’involucro edilizio, senza attribuire automaticamente ogni macchia all’impianto.
In questi casi sostituire il solo frutto può eliminare temporaneamente il sintomo elettrico, ma non impedisce all’acqua di raggiungere di nuovo il punto presa.
Occorre individuare il difetto della parete, ripararlo e valutare lo stato dei componenti che sono rimasti umidi.
L’intervento edilizio e quello elettrico devono quindi essere coordinati: una scatola asciutta al momento dell’ispezione può bagnarsi nuovamente alla pioggia successiva.
Se il problema compare soltanto con vento proveniente da una certa direzione o quando una grondaia trabocca, anche queste osservazioni aiutano a ricostruire il percorso dell’acqua senza eseguire prove sulla presa mentre piove.
Non tutta l’umidità trovata dentro una scatola proviene da una fessura attraversata dalla pioggia.
In alcune condizioni, aria umida e superfici fredde possono favorire la formazione di condensa; anche acqua penetrata durante un temporale può rimanere intrappolata e asciugarsi lentamente.
Questo spiega perché lo scatto possa comparire ore dopo la pioggia oppure ripetersi nei periodi umidi e sparire durante l’estate.
La cronologia è un indizio, non una prova sufficiente per distinguere condensa e infiltrazione.
Può essere utile annotare se il guasto si presenta con pioggia leggera, temporali intensi, vento, lavaggio del terrazzo o dopo più giorni consecutivi di maltempo.
L’asciugatura spontanea non equivale a una riparazione: l’isolamento può migliorare temporaneamente e peggiorare alla successiva esposizione all’acqua.
Anche sigillare ogni apertura senza valutare il sistema installato può lasciare umidità all’interno.
L’elettricista deve verificare la configurazione del contenitore, gli ingressi delle tubazioni e le possibili vie d’acqua, scegliendo una soluzione compatibile con il prodotto e con l’ambiente.
Prima di attribuire il guasto alla presa fissa bisogna considerare gli apparecchi collegati.
Una prolunga lasciata sul terreno, una presa mobile, una lampada da giardino, una pompa o un alimentatore possono bagnarsi e provocare l’intervento del differenziale.
Anche una spina rimasta sotto la pioggia può trasferire umidità verso i contatti quando viene inserita; asciugarne soltanto la superficie non basta se si sospetta che l’acqua sia entrata al suo interno.
Il fatto che lo scatto si verifichi quando si collega un determinato apparecchio è un indizio importante, ma non dimostra da solo che la presa fissa sia perfetta: l’utilizzo può rendere evidente anche un difetto del punto di collegamento.
Viceversa, se il dispositivo interviene mentre non ci sono apparecchi mobili collegati, la ricerca deve comprendere la linea fissa e gli utilizzatori permanenti, come illuminazione o automatismi.
Non occorre fare prove sotto la pioggia per capirlo.
È sufficiente riferire all’elettricista quali dispositivi erano in uso e quali collegamenti possono essere esaminati in condizioni sicure.
La stessa presa può comportarsi diversamente secondo la quantità e la direzione dell’acqua che riceve.
Irrigatore da giardino - Getty Images
Una pioggia battente spinta dal vento raggiunge punti riparati durante le precipitazioni ordinarie, mentre una grondaia che trabocca può convogliare acqua sulla parete soltanto nei temporali intensi.
Gli irrigatori, invece, possono colpire ogni giorno il contenitore da un’angolazione non prevista al momento della posa.
Anche il lavaggio di terrazzi e cortili richiede attenzione: un getto in pressione può sottoporre una presa a condizioni diverse da quelle della pioggia.
Spostare la direzione dell’irrigatore o correggere una colatura può ridurre l’esposizione, ma non sostituisce la verifica di un componente che ha già mostrato segni d’infiltrazione.
Durante la diagnosi è utile descrivere se il problema compare dopo una pioggia leggera, soltanto con vento, dopo il lavaggio o quando entra in funzione l’irrigazione.
L’elettricista potrà confrontare queste informazioni con le caratteristiche dichiarate per presa, scatola e accessori, verificando che montaggio e posizione siano adatti all’uso reale.
La verifica parte dall’identificazione del dispositivo intervenuto e dei circuiti che protegge.
Dopo aver messo in sicurezza le parti su cui deve lavorare, l’elettricista può controllare prese, scatole e connessioni, separando progressivamente le sezioni della linea per restringere la ricerca.
Elettricista a lavoro su una presa - Getty Images
Quando servono, le misure di isolamento aiutano a valutare lo stato dei circuiti e a individuare tratti compromessi; devono essere eseguite con strumenti e procedure appropriati, tenendo conto degli apparecchi collegati.
Può essere utile anche misurare le correnti di dispersione, perché più contributi presenti sotto lo stesso differenziale possono sommarsi: l’umidità di un componente esterno può aggravare una situazione già vicina alla soglia di intervento.
Il tasto di prova sul differenziale verifica l’intervento del dispositivo secondo le indicazioni del costruttore, ma non localizza il guasto nella presa e non sostituisce le verifiche sulla linea.
Per la stessa ragione, sostituire subito il differenziale perché scatta dopo la pioggia non è una diagnosi.
Anche il dispositivo può essere controllato, ma prima va chiarito che cosa ha causato gli interventi.
La riparazione deve eliminare la via d’ingresso dell’acqua e valutare i danni ai componenti.
Se lo sportello o la guarnizione non garantiscono più la chiusura prevista, può essere necessario sostituire il pezzo o l’intera presa con un sistema adatto all’esposizione.
Se l’acqua arriva da una canalizzazione o da una scatola a monte, intervenire soltanto sul punto presa non impedisce che il guasto ritorni.
Le giunzioni bagnate e i componenti ossidati richiedono un controllo: una volta asciutti, potrebbero non aver recuperato condizioni adeguate di contatto e isolamento.
Presa con annerimento - Daniele F. Toscana
Annerimenti e deformazioni impongono particolare attenzione perché possono indicare anche surriscaldamenti o connessioni deteriorate.
Un supporto metallico ossidato segnala un’esposizione all’umidità, ma il suo aspetto non permette da solo di stabilire da quanto tempo il fenomeno sia presente.
Prima della rimessa in servizio l’elettricista esegue le verifiche pertinenti ai guasti trovati e all’intervento effettuato.
Se l’umidità proviene dalla facciata, la riparazione elettrica va accompagnata dall’eliminazione dell’infiltrazione edilizia.
Una presa esterna affidabile richiede un componente adatto alle condizioni presenti e una posa che mantenga la protezione anche nei punti di ingresso di cavi e tubazioni.
Montaggio quadro elettrico - Getty Images
Occorre considerare pioggia battente, spruzzi, irrigazione, lavaggi e uso della presa con una spina inserita, verificando quanto dichiarato dal produttore per quella configurazione.
Se il guasto proveniva da una scatola di derivazione, da una giunzione in un pozzetto o dalla parete, la prevenzione deve riguardare il punto individuato, non la sola presa in facciata.
Durante una futura modifica dell’impianto può essere utile valutare con l’elettricista una suddivisione più chiara dei circuiti esterni: rende più agevole isolare una zona guasta e individuare la linea interessata, senza rappresentare automaticamente un obbligo per ogni impianto esistente.
Conviene infine conservare una descrizione del guasto e della riparazione, soprattutto quando la causa emerge soltanto con determinate condizioni meteorologiche.
Se dopo la pioggia lo scatto ritorna, aspettare che la presa si asciughi non basta: bisogna verificare nuovamente dove l’acqua raggiunge l’impianto.
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