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Se ci si accorge che le prese elettriche sono calde al tatto non bisogna assolutamente ignorare il problema.
Presa schuko impianto elettrico- Getty Images
Una presa che scalda non è mai una condizione normale, ma il segnale che in quel punto dell’impianto c’è una resistenza anomala, un contatto difettoso o un carico eccessivo.
Anche in assenza di scintille o odori evidenti, il calore può aumentare nel tempo e danneggiare componenti e materiali isolanti.
Le cause più comuni includono prese usurate, connessioni allentate, sovraccarichi prolungati o spine in cattive condizioni.
Intervenire presto riduce i rischi e rende la soluzione più semplice.
Il calore in una presa non nasce dal nulla.
Di solito è la conseguenza di resistenza elettrica dove non dovrebbe esserci: un contatto non perfetto, una connessione allentata, un componente usurato o un carico troppo elevato.
Stufa elettrica - Getty Images
Quando l’energia incontra un punto di passaggio non ottimale, una parte si trasforma in calore.
Importante sottolineare che non serve vedere scintille perché il problema sia reale.
Una presa può scaldare in modo progressivo, senza rumori e senza scatti del salvavita, e proprio questa normalità apparente spinge a rimandare.
Ad esempio, se si usa spesso la stessa presa per un apparecchio che assorbe molta potenza, come una stufa elettrica, un forno, un’asciugatrice o un condizionatore portatile e a presa non sembra dare subito problemi.
Dopo mezz’ora perà, la zona intorno diventa calda.
In situazioni così, il problema di solito non è l’apparecchio in sé, ma l’accoppiata tra potenza richiesta e stato reale di quella presa e dei suoi contatti interni.
Ci sono casi in cui non si tratta di “monitorare”, ma di interrompere subito l’uso e far controllare l’impianto.
Se si avverte odore di plastica calda o di bruciato, se si notano annerimenti, ingiallimenti improvvisi della placca, se la spina entra “molle” o fa contatto a intermittenza, oppure se si avvertono crepitii, c’è probabilmente un surriscaldamento anomalo e non va gestito con tentativi o prove.
Anche una presa che diventa molto calda in poco tempo, oppure che scalda con più dispositivi diversi, merita attenzione immediata.
In questi casi l’obiettivo non è capire da soli la causa, ma mettere in sicurezza e chiamare un elettricista qualificato.
Quando una presa è calda, la prima cosa sensata è ridurre le variabili.
Se è collegato un apparecchio, disogna smettere di usarlo e scollegare la spina solo possibilmente in sicurezza, senza forzare e senza contatti strani.
Se la presa è molto calda o si avverte un odore anomalo, è prudente togliere alimentazione dal quadro (interruttore generale o la linea interessata) e contattare, anche in questo caso, un professionista.
Quello che invece non conviene fare è darsi al fai da te, stringere viti, smontare la placca o infilare strumenti.
Una presa calda può essere il sintomo di un contatto difettoso e in quel caso, intervenire senza competenze aumenta il rischio.
Molte situazioni ricadono in pochi scenari ricorrenti.
La causa più frequente è il contatto allentato.
Con il tempo, vibrazioni, inserimenti ripetuti e micro-movimenti possono ridurre la qualità della connessione interna.
Questo crea resistenza e quindi calore, soprattutto quando l’apparecchio assorbe potenza elevata.
Presa elettrica danneggiata potrebbe essere un problema - Foto di Daniele F. Toscana
Un altro caso tipico è la presa usurata: se la spina non “tiene” bene e sembra ballare, il contatto non è stabile.
Anche qui, più resistenza equivale a più calore. Non è raro che il problema si manifesti prima come lieve tiepidezza e poi diventi più evidente.
C’è poi il tema del sovraccarico.
Non serve un impianto “sbagliato” per creare un sovraccarico: basta concentrare più assorbimenti su un punto, magari con adattatori e multiprese.
Il carico può restare sotto la soglia di intervento delle protezioni, ma scaldare presa e spine perché quel punto non è adatto a reggere a lungo quell’intensità.
Infine, un elemento sottovalutato è la spina del dispositivo: contatti ossidati, spine deformate o adattatori di qualità scarsa possono scaldare e trasferire calore alla presa.
A volte sembra “colpa della presa”, ma il problema è l’accoppiata presa–spina.
È facile pensare di sostituire la presa risolvendo tutto alla radice.
Certo a volte è davvero così, ma non sempre.
Cambiare presa non è spesso la soluzione - Foto Getty Images
Questo vale infatti solo se e la presa scalda per usura meccanica, la sostituzione può risolvere.
Se invece scalda perché dietro c’è una connessione non corretta, un serraggio che non tiene, un conduttore danneggiato o un problema di linea, cambiare solo il frutto rischia di essere un cerotto.
Il calore potrebbe ripresentarsi, magari dopo settimane e in quel caso la sensazione è di un problema misterioso quando in realtà è stato solo spostato.
Un elettricista serio, in questi casi, non guarda solo la presa, ma valuta anche come è alimentata quella linea e come viene utilizzata.
La prevenzione qui è fatta di buon senso e abitudini, non di paranoia.
Evitare di usare lo stesso punto presa per apparecchi molto energivori in modo continuativo, limitare l’uso di adattatori “a cascata”, sostituire multiprese stanche o deformate e non ignorare spine che entrano male sono attenzioni che riducono parecchio il rischio.
Un’altra cosa utile è non normalizzare questa situazione: se una presa è sempre calda quando usi un certo apparecchio, non è un carattere dell’impianto.
È altresì un segnale che lì c’è una resistenza anomala o un carico eccessivo, e che la situazione andrebbe verificata prima che peggiori.
Quando si chiama l’elettricista, è utile descrivere il problema con dettagli pratici: quando scalda, con quale dispositivo, dopo quanto tempo e se l’effetto è localizzato in quel punto o si presenta anche altrove.
Elettricista a lavoro su una presa di corrente - Foto Getty Images
Questo aiuta a capire se si tratta di un problema puntuale o di una gestione dei carichi da rivedere.
Tra le situazioni più comuni che val la pena citare c’è anche l’uso di prese multiple per alimentare più apparecchi contemporaneamente.
Presa multipla sovraccarica - Getty Images
Quando su una stessa multipresa vengono collegati dispositivi che assorbono molta potenza come stufette, forni elettrici, bollitori o condizionatori portatili, la corrente che passa in quel punto può essere superiore a quella che contatti e cavi riescono a gestire in modo continuo.
Anche se non intervengono subito le protezioni, con il tempo prese, spine e adattatori possono surriscaldarsi.
Il problema è ancora più probabile con multiprese economiche, vecchie o con adattatori inseriti a cascata, che aumentano le resistenze di contatto e quindi il calore generato.
Una presa elettrica raramente passa dal funzionare bene a diventare pericolosa all’improvviso.
Nella maggior parte dei casi manda segnali graduali che è utile imparare a riconoscere.
Una sensazione di tiepido che si ripete ogni volta che si usa un certo apparecchio non è un dettaglio da ignorare.
Anche se non ci sono odori o annerimenti, indica che in quel punto qualcosa sta lavorando con più resistenza del normale.
Con il tempo, quel calore può aumentare e coinvolgere plastiche e contatti interni.
Allo stesso modo, una presa che scalda poco ma sempre non va considerata sicura solo perché il fenomeno è lieve.
È proprio questa fase iniziale, silenziosa e apparentemente innocua, quella in cui intervenire è più semplice ed efficace, prima che il problema evolva in surriscaldamenti evidenti o danni più seri.
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