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Quando si può installare un pozzo nero in un’abitazione isolata

Quando è consentito un pozzo nero per una casa unifamiliare, differenze con vasca Imhoff, autorizzazioni, calcolo del volume, posa, spurgo e alternative.
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Indice dei Contenuti

Pozzetto nero o pozzo nero: qual è il termine corretto


Nel linguaggio comune si parla talvolta di pozzetto nero per indicare qualsiasi manufatto interrato nel quale confluiscono gli scarichi domestici.

Esempio di pozzo nero Esempio di pozzo nero - Daniele F. Toscana



La definizione tecnicamente più corretta è pozzo nero oppure, nei progetti contemporanei, vasca di accumulo a tenuta con svuotamento periodico.

Il pozzetto è normalmente un elemento di dimensioni più contenute utilizzato per ispezionare una tubazione, raccogliere grassi, effettuare campionamenti o raccordare più condotte.

Il pozzo nero è invece un volume chiuso nel quale i reflui vengono conservati fino all’intervento dell’autospurgo.

La distinzione non è puramente terminologica: confondere un pozzetto, una vasca Imhoff, una fossa settica e una vasca a tenuta può portare a scegliere un manufatto inadatto e a presentare una pratica basata su un funzionamento diverso da quello reale.

Nel pozzo nero propriamente detto non deve esistere un’uscita verso il terreno, un fosso o un corso d’acqua.

Pareti e fondo devono essere impermeabili e tutto il contenuto deve essere periodicamente aspirato e conferito a un impianto autorizzato.


Come funziona un pozzo nero a tenuta


La vasca riceve i reflui attraverso una tubazione di ingresso e li conserva senza scaricarli nell’ambiente.


All’interno possono avvenire sedimentazione e fermentazione della sostanza organica, ma il manufatto non è un impianto di depurazione.

La parte liquida non viene resa idonea alla dispersione e non deve fuoriuscire attraverso troppo pieni, tubazioni nascoste o fondo drenante.

Quando il livello si avvicina alla quota massima, una ditta autorizzata aspira il contenuto e lo trasporta verso un impianto abilitato a riceverlo.

Alcune linee guida territoriali prevedono anche la registrazione dei quantitativi prelevati, delle date di trasporto e dell’impianto di destinazione.

Il sistema è semplice dal punto di vista del processo, ma impegnativo nella gestione.

La casa può produrre ogni giorno un volume considerevole di acque reflue e la vasca deve essere svuotata prima di raggiungere il livello di sicurezza.

Una vasca troppo piccola non depura meglio e non riduce i consumi: obbliga soltanto a effettuare spurghi più frequenti.


Pozzo nero, fossa settica e vasca Imhoff non sono la stessa cosa


La fossa settica trattiene i solidi sedimentabili e permette una parziale digestione dei fanghi. Il liquido chiarificato continua però verso un ulteriore sistema di trattamento o verso un recapito autorizzato.

Tipi di pozzo nero Tipi di pozzo nero - Daniele F. Toscana



La vasca Imhoff separa il comparto di sedimentazione da quello di digestione dei fanghi.

È normalmente inserita in un sistema composto anche da degrassatore e trattamento secondario, come sub-irrigazione, filtro percolatore, fitodepurazione o impianto biologico compatto.

Il pozzo nero non possiede invece un effluente in uscita ma accumula tutto ciò che riceve e richiede l’asportazione integrale o quasi integrale del contenuto.

Anche il pozzo assorbente è un’opera differente: in questo caso il liquido viene disperso nel terreno attraverso pareti o fondo permeabili.

Non può essere definito pozzo nero a tenuta e la sua ammissibilità deve essere verificata rispetto al trattamento a monte, alle caratteristiche del terreno e alle regole regionali.

Scegliere una vasca Imhoff quando serve un accumulo, o dichiarare come vasca a tenuta un manufatto che disperde liquidi, modifica completamente l’inquadramento ambientale.


La regola nazionale per le abitazioni isolate


Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce che, per insediamenti, installazioni o edifici isolati che producono acque reflue domestiche, siano le Regioni a individuare sistemi individuali o altri sistemi pubblici o privati capaci di assicurare un adeguato livello di protezione ambientale.

La norma nazionale non afferma quindi che ogni casa lontana dalla fognatura possa installare liberamente un pozzo nero.

Rinviene invece nella disciplina regionale e locale la definizione dei sistemi ammessi, delle condizioni di autorizzazione e dei criteri di adeguamento.

Il D.Lgs. 152/2006 vieta in linea generale gli scarichi sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo, salvo le eccezioni previste, tra cui i sistemi individuati per gli edifici isolati.

Un manufatto completamente a tenuta non produce uno scarico nel terreno durante il normale funzionamento.

La sua installazione non è tuttavia libera: Regione, Comune, autorità sanitaria e regolamenti del servizio idrico possono stabilire se la soluzione sia ammessa, con quali documenti e secondo quali modalità di gestione.


Quando la casa è raggiungibile dalla pubblica fognatura


Se l’abitazione si trova in una zona servita o raggiungibile dalla pubblica fognatura, occorre verificare sia l’obbligo di allacciamento sia la fattibilità tecnica dell’intervento.

Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce che gli scarichi domestici in fognatura siano ammessi nel rispetto delle regole fissate dal gestore e approvate dall’autorità competente.

Distanze, condizioni tecniche ed eventuali deroghe dipendono però dalla normativa regionale, dai regolamenti comunali e dal servizio idrico locale.

Diversi regolamenti vietano i pozzi neri nelle aree servite: il regolamento del Comune di Modena, per esempio, vieta in tali zone la realizzazione e l’utilizzo di pozzi neri e pozzi assorbenti.

Si tratta comunque di una disposizione locale, non applicabile automaticamente a tutti i Comuni.

La presenza di una condotta stradale non rende necessariamente immediato l’allacciamento. Il gestore deve verificarne modalità e fattibilità.

Se la rete si trova più in alto dell’abitazione, può servire un impianto di sollevamento, ma ciò non autorizza automaticamente una vasca a tenuta.


Quando il pozzo nero può essere ammesso


La vasca a tenuta può essere valutata, se ammessa dalla disciplina locale, per edifici non allacciabili alla fognatura e privi di un recapito idoneo per un sistema di trattamento autorizzabile.

Chiusino di un pozzo nero Chiusino di un pozzo nero - Daniele F. Toscana



La DGR Emilia-Romagna n. 1053/2003 la consente per abitazioni a uso saltuario e, anche in caso di occupazione continuativa, quando non sia disponibile un altro corpo recettore idoneo.

I liquami devono essere prelevati tramite autobotte e conferiti a un depuratore urbano o a un altro impianto autorizzato.

In altri territori la soluzione può essere vietata come ad esempio dal regolamento del Comune di San Donà di Piave, che vieta espressamente sia i pozzi neri a tenuta sia i pozzi perdenti.

L’ammissibilità non dipende quindi soltanto dal numero degli abitanti o dalla distanza dalla fognatura: occorre verificare Comune, Regione, disponibilità della rete, possibili recapiti e caratteristiche dell’immobile.


Il riferimento storico alle abitazioni senza acqua corrente


Le norme tecniche contenute nella deliberazione interministeriale del 4 febbraio 1977 ammettevano i pozzi neri soltanto per abitazioni o locali privi di distribuzione idrica interna, con dotazioni generalmente non superiori a 30-40 litri giornalieri per persona e con esclusione degli scarichi di lavabi, bagni, cucina e lavanderia.

Lo stesso criterio è ancora riportato in diverse linee guida e regolamenti territoriali. Le indicazioni pubblicate dal Comune di Vinci richiamano espressamente queste condizioni.

Il riferimento descrive un tipo di edificio molto diverso da una normale abitazione unifamiliare dotata di doccia, lavatrice, lavastoviglie e acqua corrente.

Per questo il vecchio criterio dimensionale di 300-400 litri per utente non deve essere applicato automaticamente a una casa contemporanea.

Una vasca da 1.600 litri calcolata per quattro persone secondo quel parametro storico potrebbe riempirsi in pochi giorni se ricevesse tutti gli scarichi di una normale abitazione.


Pozzo nero tradizionale e moderna vasca di accumulo


Nel progetto è opportuno distinguere il pozzo nero disciplinato secondo i criteri storici dalla moderna vasca a tenuta destinata a raccogliere l’intera portata reflua di una casa dotata di acqua corrente.

Sezione vasca di accumulo Sezione vasca di accumulo - Daniele F. Toscana



Il primo era pensato per quantità molto limitate e per scarichi prevalentemente provenienti dai servizi igienici.

La seconda deve essere calcolata sul consumo idrico e sull’effettivo intervallo tra gli spurghi.

Alcuni regolamenti mantengono il termine pozzo nero, mentre altri parlano di vasca di accumulo a svuotamento periodico o serbatoio stagno.

La denominazione utilizzata nella pratica dovrebbe coincidere con quella della disciplina locale, evitando di presentare come pozzo nero un sistema che raccoglie tutte le acque domestiche con criteri differenti.

Questa distinzione aiuta anche a comprendere i costi.

Il piccolo volume storico non è realistico per una casa con servizi completi; una vasca dimensionata sui consumi moderni può invece raggiungere dimensioni tali da rendere più conveniente un impianto di trattamento autorizzato.


Chi deve autorizzare l’opera


L’ente competente varia tra Regioni e può essere il Comune, la Provincia, l’ente di governo d’ambito o un altro soggetto individuato dalla normativa territoriale.

Per gli scarichi domestici fuori fognatura, alcuni Comuni rilasciano direttamente l’autorizzazione e richiedono che il sistema sia coordinato con la pratica edilizia.

Il portale del Comune di San Donà di Piave, per esempio, indica la competenza comunale per scarichi domestici in sub-irrigazione o in acque superficiali e collega l’autorizzazione a un impianto fognario approvato nell’ambito della pratica edilizia.

Nel caso di una vasca priva di uscita non esiste uno scarico finale nel suolo o in un corso d’acqua, ma possono essere comunque necessari l’approvazione del progetto, la verifica igienico-sanitaria e prescrizioni sulla gestione dei reflui accumulati.

Se il manufatto possiede invece un troppo pieno, un drenaggio o una condotta che rilascia liquidi, si configura uno scarico e si applicano le relative regole autorizzative.

L’articolo 124 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce come principio generale la preventiva autorizzazione degli scarichi.


Quali documenti possono essere richiesti


La domanda viene normalmente accompagnata da una relazione tecnica che descrive provenienza dei reflui, abitanti equivalenti, consumi previsti, volume della vasca, intervallo di svuotamento e modalità di conferimento.

Servono inoltre:

  • planimetria;
  • sezione del terreno;
  • posizione rispetto all’edificio;
  • confini;
  • pozzi;
  • condotte idriche;
  • percorso delle tubazioni;
  • chiusino d’ispezione;
  • ventilazione;
  • punto dal quale opererà l’autospurgo.


Il regolamento regionale pugliese sugli scarichi non recapitanti in fognatura, nei casi in cui viene prevista una vasca a tenuta, richiede tra gli elementi progettuali il calcolo del carico idraulico e inquinante da stoccare, il dimensionamento della vasca e le modalità di smaltimento delle acque reflue accumulate.

Pozzo nero Pozzo nero - Daniele F. Toscana



L’ente può chiedere una relazione geologica o idrogeologica, soprattutto quando il manufatto si trova vicino a falde, pozzi o terreni instabili.

La vasca non disperde intenzionalmente acqua, ma un cedimento o una perdita potrebbe interessare direttamente il sottosuolo.


Calcolare gli abitanti equivalenti della casa


Il numero degli abitanti equivalenti non coincide sempre con le persone che occupano la casa al momento della domanda.

Le regole locali possono calcolarlo attraverso posti letto, camere, superficie o capacità potenziale dell’edificio.

Il criterio serve a evitare che l’impianto venga dimensionato per due residenti quando l’abitazione può ospitarne stabilmente quattro o sei.

In una seconda casa utilizzata da una famiglia numerosa per brevi periodi, il carico massimo giornaliero può essere elevato anche se la presenza annuale è limitata.

Il volume deve quindi considerare sia la capacità ricettiva sia il calendario d’uso.

Per una casa destinata alla locazione turistica, il numero di persone autorizzate e il ricambio frequente degli occupanti possono incidere più del consumo medio annuo.

Il valore da utilizzare deve risultare dal regolamento dell’ente competente.

Non conviene acquistare la vasca prima di aver concordato questo dato nella relazione tecnica.


Il principio corretto per dimensionare una vasca a tenuta


Per una moderna vasca che raccoglie tutti gli scarichi domestici, il volume utile si ricava dal prodotto tra la quantità giornaliera di reflui e i giorni di autonomia richiesti, aggiungendo gli eventuali margini prescritti per sicurezza, livello non aspirabile e franco superiore.

Spurgo di un pozzo nero Spurgo di un pozzo nero - Daniele F. Toscana



La relazione generale può essere espressa come:

Volume utile di accumulo = portata reflua giornaliera × intervallo massimo tra gli svuotamenti

La portata giornaliera deve essere stabilita attraverso il criterio imposto dall’ente, il consumo idrico di progetto o dati attendibili sull’uso dell’immobile.

Le acque impiegate per irrigazione e altri utilizzi che non raggiungono la vasca possono essere considerate separatamente soltanto quando gli impianti permettono di dimostrarlo.

Il volume geometrico del serbatoio è maggiore del volume effettivamente disponibile. Una parte rimane sopra il massimo livello di esercizio e un’altra può non essere completamente aspirabile.

Per questo non è corretto acquistare una vasca indicata genericamente come 10.000 litri e considerare tutta la capacità nominale disponibile per i reflui.


Perché non esiste un volume nazionale valido per ogni casa


Le prescrizioni cambiano in modo molto ampio.

Il riferimento storico per i pozzi neri utilizzati senza distribuzione idrica interna prevedeva una capacità nell’ordine di 300-400 litri per persona e un numero limitato di utenti.
fitodepurazione
Per una vasca di accumulo destinata a un’abitazione con acqua corrente, alcune linee guida territoriali adottano criteri molto più severi.

Le indicazioni ARPA Emilia-Romagna pubblicate dal Comune di Imola prevedono, per esempio, almeno 45 giorni di autonomia calcolati su 200 litri giornalieri per abitante e una capacità minima di 10 m³.

È un criterio territoriale e non una regola nazionale, ma mostra la differenza tra il pozzo nero storico e l’accumulo di tutti i reflui di una casa moderna.

Applicando quel solo esempio locale a quattro persone, il volume utile raggiungerebbe 36 m³.

Una cisterna di queste dimensioni richiede spazio, scavo, verifiche strutturali e costi di gestione tali da rendere indispensabile il confronto con sistemi alternativi.


Scegliere l’intervallo tra gli spurghi del pozzo nero


Aumentare i giorni di autonomia riduce la frequenza degli interventi, ma comporta una vasca più grande.

Autospurgo Autospurgo per successivo allaccio fognario - Daniele F. Toscana



Ridurre il volume
abbassa il costo iniziale e aumenta quello gestionale.

Se il camion deve intervenire ogni settimana, basta un periodo di festività, maltempo o indisponibilità del servizio per avvicinarsi al riempimento massimo.

Il progetto deve considerare il tempo necessario per prenotare lo spurgo e un margine per eventuali ritardi.

Un allarme di livello non sostituisce la capacità di riserva: segnala la necessità di intervenire, ma non garantisce che l’autobotte arrivi immediatamente.

Nelle abitazioni utilizzate saltuariamente si può organizzare lo svuotamento al termine del periodo di permanenza.

Il volume deve comunque sopportare il massimo numero di occupanti durante l’intervallo più lungo previsto.

La frequenza indicata nella pratica non dovrebbe essere teorica.

Deve essere compatibile con accesso dell’automezzo, disponibilità del servizio e costo annuale sostenibile.


Un esempio di calcolo basato sui consumi reali


Si consideri una casa utilizzata da quattro persone nella quale il regolamento locale consenta una vasca a tenuta e il tecnico assuma una determinata produzione giornaliera sulla base dei criteri dell’ente.

Il consumo giornaliero complessivo viene moltiplicato per il numero di giorni stabilito tra due spurghi.

Dal volume interno si sottraggono il franco di sicurezza, la zona non utilizzabile sopra l’ingresso e il liquido che la pompa dell’autospurgo non riesce ad aspirare completamente.

Se l’abitazione è occupata soltanto nei fine settimana, non basta moltiplicare il consumo per i giorni di presenza media mensile.

Bisogna considerare il periodo più lungo durante il quale la casa può essere utilizzata senza svuotamento, includendo ospiti e permanenze estive.

Il piccolo scenario mostra perché il calcolo non possa essere ridotto al numero dei residenti anagrafici.

Una vasca lavora sui litri che riceve, non sulla frequenza media dichiarata dal proprietario.


Separare le acque meteoriche


Pluviali, griglie del cortile, drenaggi e acque di dilavamento non devono essere collegati alla vasca dei reflui domestici.

Le due reti devono essere separate Le due reti devono essere separate - Getty Images



Una pioggia intensa potrebbe riempire in poche ore un volume progettato per settimane di utilizzo della casa.

L’acqua meteorica diluisce inoltre il contenuto e aumenta inutilmente il quantitativo da trasportare e trattare.

Le linee guida per gli scarichi domestici specificano che i manufatti devono ricevere esclusivamente liquami provenienti dall’interno dell’abitazione, escludendo le acque meteoriche.

Le due reti devono essere separate fin dall’origine e chiaramente rappresentate nella planimetria. Un pozzetto comune posto prima della vasca rende difficile controllare eventuali collegamenti errati.

Durante una ristrutturazione è utile effettuare una prova sui pluviali e sulle caditoie, verificando che nessun apporto raggiunga la condotta nera.


Separare le acque grigie può ridurre il volume soltanto se autorizzato


Docce, lavabi, lavatrice e cucina producono le cosiddette acque grigie, mentre i WC generano acque nere.

L'acqua della doccia è considerata grigia L'acqua della doccia è considerata grigia - Getty Images



In un pozzo nero storico venivano escluse proprio le acque provenienti da bagno, cucina e lavanderia, salvo quelle dei servizi igienici nelle condizioni previste.

In una casa contemporanea non è possibile disperdere le acque grigie liberamente soltanto per ridurre gli spurghi.

Il loro trattamento o recapito deve essere autorizzato e progettato.

Possono essere previsti degrassatore, sistemi biologici, fitodepurazione o riuso, ma ogni soluzione dipende dalla disciplina locale e dalla qualità richiesta.

Se l’ente approva una rete separata, la vasca a tenuta può ricevere soltanto la frazione prevista e il dimensionamento cambia.

Senza tale approvazione, tutti i reflui domestici prodotti dagli apparecchi collegati devono essere inclusi nel calcolo.


Materiali della vasca


Le vasche possono essere realizzate in:

  • calcestruzzo armato prefabbricato;
  • calcestruzzo gettato in opera;
  • polietilene;
  • vetroresina;
  • altri materiali dichiarati adatti all’interramento e al contatto con reflui.


Il calcestruzzo offre massa e stabilità rispetto alla spinta della falda, ma giunti, riprese di getto e collegamenti delle tubazioni devono essere resi stagni.

Pozzo nero in calcestruzzo Pozzo nero in calcestruzzo - Daniele F. Toscana



Un manufatto formato da anelli sovrapposti senza una tenuta certificata non dovrebbe essere utilizzato come vasca di accumulo.

I serbatoi plastici sono resistenti alla corrosione e semplici da movimentare.

Devono però essere posati con letto, rinfianco e copertura conformi alle indicazioni del produttore, perché una pressione irregolare del terreno può deformarli.

La scelta dipende anche dalla possibilità di transito sopra la vasca.

Il solo serbatoio non è necessariamente capace di sopportare il peso di automobili o mezzi di spurgo; possono servire una soletta indipendente e chiusini della classe adeguata.


La tenuta deve riguardare anche tubazioni e chiusini


Una vasca impermeabile può perdere attraverso il giunto della condotta di ingresso, la prolunga del passo d’uomo o una fessura intorno al chiusino.

I collegamenti devono utilizzare guarnizioni e manicotti adatti ai movimenti del terreno.

Inserire il tubo in un foro e riempire lo spazio con malta non garantisce la tenuta nel tempo, soprattutto su un serbatoio plastico.

Il chiusino deve impedire l’ingresso delle acque superficiali e rimanere apribile per l’ispezione.

Una copertura sigillata permanentemente rende difficoltoso lo spurgo e può essere manomessa durante ogni intervento.

La prova di tenuta deve essere eseguita prima del completo reinterro, secondo le modalità previste dal progetto e dal produttore.

Una perdita individuata dopo la sistemazione del giardino richiede scavi più estesi e può avere già contaminato il terreno.


Verificare la spinta della falda


Una vasca vuota interrata in un terreno saturo può essere spinta verso l’alto dall’acqua.

Il rischio aumenta subito dopo lo spurgo, quando il serbatoio perde il peso del contenuto ma la falda rimane alta.

I manufatti leggeri possono sollevarsi, ruotare o rompere le tubazioni.

Il progetto deve conoscere la quota massima della falda e prevedere, se necessario, soletta di ancoraggio, cinghie e rinfianco dimensionati.

Non è sufficiente aumentare casualmente il calcestruzzo intorno alla vasca, perché la soluzione deve resistere senza deformare il serbatoio.

Anche terreni soggetti a ristagno stagionale devono essere considerati.

L’assenza d’acqua nello scavo durante l’estate non dimostra che la falda rimanga sempre bassa.


Collocare la vasca senza danneggiare l’edificio


La distanza da fondazioni, confini, pozzi e condotte idriche dipende dalle prescrizioni locali e dalle condizioni geotecniche.

Lo scavo del pozzo nero non deve indebolire il terrenoLo scavo del pozzo nero non deve indebolire il terreno - Getty Images



I vecchi riferimenti tecnici e i regolamenti comunali riportano distanze differenti.

Non è quindi prudente applicare una misura trovata in un manuale senza verificare la disciplina vigente nel Comune interessato.

Lo scavo non deve indebolire il terreno sul quale poggiano le fondazioni.

Una vasca profonda installata molto vicino alla casa può intercettare il bulbo delle pressioni o provocare cedimenti durante i lavori.

L’accesso deve essere esterno ai locali abitati e il chiusino non dovrebbe trovarsi sotto verande, ampliamenti o strutture che ne impediscono l’apertura.

La posizione va concordata anche con l’autospurghista: una vasca teoricamente accessibile ma posta dietro scale, muri o dislivelli può richiedere tubazioni di aspirazione molto lunghe e rendere l’intervento meno efficace.


Ventilazione e controllo degli odori


La fermentazione dei reflui produce gas che devono essere allontanati attraverso una ventilazione progettata.

La tubazione dovrebbe proseguire verso una zona nella quale gli odori non rientrino attraverso finestre, prese d’aria e porticati.

Un piccolo sfiato posto accanto al chiusino espone il giardino a emissioni localizzate e può risultare insufficiente.

La ventilazione non deve essere chiusa per eliminare gli odori.

Se il problema compare all’esterno, bisogna controllare percorso, altezza e terminazione dello sfiato, oltre alla tenuta dei chiusini.

Odori persistenti in casa possono indicare sifoni vuoti, giunti difettosi o una rete interna non correttamente ventilata.

Aggiungere prodotti chimici nella vasca non corregge questi problemi.


Installare un allarme di massimo livello


Un sensore permette di segnalare che il contenuto ha raggiunto una quota prestabilita.

La soglia di allarme deve lasciare un volume residuo sufficiente per continuare a usare i servizi durante il tempo necessario a organizzare lo spurgo.

Collocarla pochi centimetri sotto il troppo pieno non offre una vera sicurezza.

Il dispositivo può attivare una spia, un segnale acustico o una notifica remota.

Alimentazione, cavo e componenti devono essere adatti all’ambiente della vasca e installati senza creare vie di perdita.

Il sensore richiede prove periodiche ed incrostazioni, corpi galleggianti e guasti elettrici possono impedire la segnalazione.

Non dovrebbe esistere un tubo di emergenza diretto nel terreno.

Quando la vasca è piena, l’unica risposta corretta è interrompere o ridurre gli utilizzi e procedere allo svuotamento.


Accesso per lo svuotamento del pozzo nero


Il camion deve poter raggiungere una posizione stabile senza danneggiare pavimentazioni, prati, cancelli e impianti interrati.

L'accesso al pozzo nero deve essere studiato bene L'accesso al pozzo nero deve essere studiato bene - Getty Images



La distanza tra automezzo e chiusino deve essere verificata con l’impresa che effettuerà il servizio.

Una lunga linea di aspirazione riduce l’efficienza e può impedire la rimozione dei depositi più consistenti.

Il chiusino deve essere abbastanza grande per introdurre la tubazione e controllare l’interno, ma sicuro contro aperture accidentali.

Non deve trovarsi sotto un’auto parcheggiata o un arredo fisso.

È utile predisporre un punto di lavaggio o una procedura che eviti la dispersione di residui nel giardino.

L’area deve poter essere pulita senza convogliare l’acqua verso la vasca o un pozzo.


Gestione dei reflui estratti


Il contenuto non può essere scaricato in un campo, in un fosso o in un tombino stradale.

Deve essere prelevato da un operatore autorizzato e conferito a un depuratore o a un impianto abilitato.

Le linee guida per le vasche di accumulo prevedono espressamente il trasporto mediante autobotte e, in alcuni casi, la tenuta di un registro delle operazioni.

Il proprietario dovrebbe conservare fatture, formulari o altra documentazione rilasciata, secondo quanto richiesto dalla disciplina applicabile.

Questi documenti dimostrano che il volume prodotto è stato gestito correttamente.

Una frequenza di svuotamento incompatibile con i consumi della casa può insospettire in sede di controllo.

Se una famiglia utilizza stabilmente l’abitazione ma richiede lo spurgo soltanto una volta all’anno, è necessario verificare se la vasca perda o disponga di un’uscita non dichiarata.


Quanto costa gestire un pozzo nero


Il costo annuale dipende dal volume prodotto, dalla capacità dell’autobotte, dalla distanza dell’impianto di conferimento e dalle tariffe locali.

Una vasca piccola comporta più viaggi ma una molto grande richiede un investimento iniziale superiore e potrebbe comunque dover essere svuotata con più carichi, perché l’automezzo non può trasportare tutto il contenuto in una sola volta.

Il confronto economico deve essere svolto su più anni, sommando scavo, vasca, opere strutturali, allarme, manutenzione e spurghi.

In una casa abitata stabilmente, il costo di trasportare tutta l’acqua utilizzata può diventare rapidamente elevato.

È questo il principale limite del sistema: il pozzo nero non elimina il refluo, lo trasferisce periodicamente su strada.


Manutenzione e controlli periodici del pozzetto nero


Il livello deve essere monitorato senza attendere rigurgiti nei sanitari.

Durante lo spurgo si controllano pareti, fondo, giunti, tubazioni e stato del chiusino.

Crepe, deformazioni e infiltrazioni d’acqua esterna richiedono un intervento prima di rimettere la vasca in pieno esercizio.

La pioggia non dovrebbe aumentare visibilmente il livello e se accade, è probabile che entrino acque meteoriche dal chiusino, dalle tubazioni o da collegamenti errati.

Un abbassamento anomalo del contenuto senza svuotamento può indicare una perdita.

La vasca deve essere sottoposta a una verifica di tenuta e il terreno circostante controllato secondo le indicazioni dell’autorità.

Il proprietario può osservare livelli e allarmi; apertura, accesso interno e riparazioni devono essere affidati a operatori qualificati.

Entrare in una vasca è estremamente pericoloso per la presenza di gas, carenza di ossigeno e rischio biologico.


Cosa non deve essere immesso nella vasca


La rete deve ricevere soltanto i reflui ammessi nel progetto.

Oli da cucina, solventi, vernici, carburanti, pesticidi, medicinali e sostanze chimiche non devono essere eliminati attraverso gli scarichi domestici.
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Possono creare pericoli durante lo spurgo e rendere più difficile l’accettazione del contenuto nell’impianto di trattamento.

Salviette, pannolini e materiali non degradabili si accumulano e possono bloccare tubazioni e pompe.

Anche l’installazione di un trituratore sotto il lavello non riduce il volume da smaltire.

Trasforma i residui in particelle che raggiungono la vasca e aumentano il carico organico.


Utilizzo saltuario e chiusura stagionale


Una seconda casa può produrre reflui soltanto per alcune settimane all’anno, rendendo più plausibile l’impiego di una vasca a tenuta dove la disciplina locale lo consente.

Il volume deve però essere calcolato sul periodo di massima occupazione. Una casa utilizzata da otto persone in agosto non può essere dimensionata sui due proprietari che vi soggiornano occasionalmente nel resto dell’anno.

Al termine della stagione può essere opportuno effettuare lo spurgo, lasciando il manufatto nelle condizioni stabilite dal produttore e dal tecnico.

Una vasca leggera non dovrebbe essere completamente svuotata in presenza di una falda alta senza verificare il rischio di galleggiamento.

L’allarme e l’aerazione devono rimanere funzionanti anche nei periodi in cui l’edificio non è occupato.


Pozzo nero in una casa isolata utilizzata tutto l’anno


Una famiglia valuta un pozzo nero perché la rete fognaria dista alcune centinaia di metri e il terreno non dispone di un corso d’acqua superficiale.

Il primo progetto prevede una vasca di pochi metri cubi, scelta sulla base del numero dei residenti e di un vecchio criterio espresso in litri per persona.

La verifica comunale chiarisce però che quel riferimento riguarda abitazioni prive di distribuzione idrica interna e non è applicabile a una casa con cucina, docce e lavatrice.

Il calcolo basato sui reflui giornalieri e sull’autonomia richiesta porta a una vasca molto più grande, con frequenti costi di trasporto.

Un’indagine sul terreno dimostra nel frattempo che è possibile realizzare un trattamento con vasca Imhoff, filtro e dispersione autorizzata in un’area idonea della proprietà.

L’impianto alternativo richiede più componenti e controlli sul terreno, ma riduce drasticamente il volume da trasportare.

La vasca a tenuta viene mantenuta soltanto come ipotesi nel caso in cui l’autorità non approvi il recapito.

La soluzione apparentemente più semplice si rivela quindi la più onerosa nella gestione.

Il dimensionamento non serve soltanto a scegliere la cisterna: mostra se il sistema abbia senso per l’uso reale della casa.


Vasca Imhoff e trattamento nel terreno


Quando il terreno e le distanze lo consentono, un sistema individuale può trattare i reflui e disperdere l’effluente negli strati superficiali del suolo secondo il progetto autorizzato.

Sezione acqua ImhoffSezione acqua Imhoff - Daniele F. Toscana



La vasca Imhoff svolge il trattamento primario, ma non è normalmente sufficiente da sola.

Deve essere seguita dal sistema stabilito dalla disciplina regionale, come sub-irrigazione, filtro percolatore, fitodepurazione o altra unità appropriata.

Il dimensionamento si basa sugli abitanti equivalenti e sulle caratteristiche del terreno.

Una prova di percolazione o un’indagine idrogeologica può essere necessaria per stabilire lunghezza e posizione delle condotte disperdenti.

Questa soluzione richiede manutenzione e periodica estrazione dei fanghi, ma non trasporta con autobotte tutta l’acqua utilizzata in casa.


Impianti biologici compatti


Un piccolo depuratore a fanghi attivi o a biomassa adesa può trattare le acque domestiche in uno spazio relativamente contenuto.
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Richiede alimentazione elettrica, controllo dei componenti, gestione dei fanghi e una portata sufficientemente regolare.

Le case utilizzate saltuariamente devono scegliere tecnologie capaci di sopportare lunghi periodi senza carico.

Il confronto con la vasca a tenuta deve comprendere investimento iniziale, energia, assistenza e costo degli spurghi residui.


Che cos'è la fitodepurazione


La fitodepurazione utilizza letti riempiti con materiali filtranti e vegetazione, attraversati dai reflui pretrattati.

Può offrire un funzionamento con consumi elettrici limitati, ma richiede superficie, corrette quote idrauliche e manutenzione della vegetazione.

Non è un’aiuola nella quale scaricare direttamente i liquami.

Deve essere dimensionata sugli abitanti equivalenti, preceduta dai trattamenti necessari e collegata a un recapito approvato.

In una proprietà ampia può rappresentare un’alternativa alla vasca a svuotamento periodico, soprattutto quando l’edificio è isolato e il terreno consente l’opera.


Collegamento alla fognatura con sollevamento


Una rete posta a quota superiore può essere raggiunta mediante una stazione di pompaggio.

La vasca di raccolta ha in questo caso un volume molto inferiore rispetto a un pozzo nero destinato a settimane di autonomia.

Le pompe trasferiscono periodicamente i reflui nella condotta pubblica.

Servono alimentazione elettrica, allarme, valvola di ritegno e, quando necessario, una seconda pompa o un volume di emergenza.

Il sistema deve essere concordato con il gestore della rete.

La distanza dal collettore e il costo dello scavo possono essere elevati, ma l’investimento elimina il trasporto continuativo dei reflui mediante autobotte.



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Pozzo nero per casa unifamiliare: quando è ammesso e come dimensionarlo
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