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Un pozzetto pulito può non scaricare bene perché il problema non si trova sempre nella griglia o nel vano visibile, ma nella tubazione interrata o nel punto finale di smaltimento.
Pozzetto troppo pieno dopo un temporale - Daniele F. Toscana
Se dopo la pioggia l'acqua resta alta, scende lentamente, produce gorgoglii o torna indietro, è possibile che il tubo a valle sia parzialmente ostruito da fango, sabbia, foglie, radici o sedimenti fini.
In altri casi il difetto può dipendere da una pendenza insufficiente, da un tratto schiacciato, da una rottura o da un recapito finale non più efficiente.
Per questo pulire solo la superficie del pozzetto spesso non basta: bisogna osservare come si comporta l'acqua durante e dopo la pioggia, verificare l'imbocco del tubo e, se il problema si ripete, controllare anche la linea di scarico collegata.
Il primo segnale da osservare è il livello dell'acqua dopo la fine della pioggia.
Una piccola quantità sul fondo può essere normale, soprattutto se il pozzetto è sifonato o se lo scarico non parte esattamente dalla quota più bassa.
Diverso è trovare il vano pieno o quasi pieno per ore, anche quando la griglia è libera e non ci sono foglie evidenti.
In quel caso l'acqua entra nel pozzetto, ma non riesce a proseguire con la giusta velocità nella tubazione collegata.
La causa può essere un'ostruzione parziale, un deposito di sedimenti, una pendenza insufficiente o un punto a valle che non riceve correttamente.
Per capire se il problema è localizzato, conviene osservare anche gli altri pozzetti della stessa linea.
Se quello a monte resta pieno e quello successivo riceve poca acqua, il blocco potrebbe trovarsi nel tratto intermedio.
Durante un temporale, il pozzetto può emettere gorgoglii, rumori di risucchio o piccole bolle che risalgono dall'imbocco del tubo.
Pozzetto per acque piovane - Getty Images
Sono segnali da non ignorare, perché possono indicare che l'acqua non sta defluendo liberamente nella tubazione.
Quando il tubo è parzialmente ostruito, pieno di sedimenti o collegato a un recapito già saturo, il flusso incontra resistenza e l'aria resta intrappolata nella linea.
In alcuni casi l'acqua entra nel pozzetto, sembra fermarsi e poi torna indietro con movimenti irregolari.
Il ritorno d'acqua è un indizio ancora più evidente: significa che a valle qualcosa rallenta o blocca lo scarico.
Può trattarsi di fango accumulato, radici, una curva ostruita, una pendenza insufficiente o un punto finale non efficiente.
Se il fenomeno si ripete sempre nello stesso pozzetto, conviene controllare tutta la linea collegata.
Quando l'acqua ristagna sempre nello stesso punto del giardino o del cortile, il problema non va attribuito solo alla pioggia intensa.
Pendenza errata vicino ad un pozzetto - Foto Daniele F. Toscana
Una pozzanghera ricorrente vicino alla griglia, davanti al garage, lungo un vialetto, alla base di una scala esterna o accanto a un muro indica spesso un difetto localizzato nel sistema di raccolta.
Se il ristagno si forma prima del pozzetto, la causa può essere una pendenza errata, una griglia troppo alta o una pavimentazione che non accompagna l'acqua verso lo scarico.
Se invece l'acqua si accumula attorno al pozzetto mentre la griglia è libera, il problema può trovarsi nella tubazione a valle.
In questi casi il pozzetto riceve l'acqua, ma non riesce a smaltirla abbastanza velocemente.
Con il tempo possono comparire fango, muschio, aloni, terreno molle o piccoli avvallamenti nelle zone più esposte.
Un pozzetto può sembrare pulito perché non contiene foglie, rami o residui evidenti, ma avere comunque sul fondo uno strato di sabbia, limo o fango fine.
Ostruzione a causa di sedimenti - Daniele F. Toscana
Sono materiali meno visibili, ma spesso più insidiosi, perché l'acqua li trascina facilmente verso la tubazione collegata.
A ogni pioggia una piccola quantità può finire nel tubo e depositarsi nei tratti con poca pendenza, nelle curve o nei punti in cui il flusso rallenta.
Il problema è frequente vicino ad aiuole senza bordura, vialetti in ghiaia, pavimentazioni con fughe larghe, rampe carrabili o terreni soggetti a dilavamento.
Il segnale da osservare è la ricomparsa rapida di fanghiglia dopo ogni pulizia.
In questi casi non basta togliere lo sporco dal vano visibile: se i sedimenti sono già entrati nella linea, il deflusso può ridursi progressivamente fino a causare ristagni.
Non tutti i problemi di deflusso dipendono da foglie, fango o sedimenti.
A volte la causa è un difetto fisico della tubazione interrata, difficile se non impossibile da individuare guardando solo dentro il pozzetto.
Le radici possono entrare da giunti non ben sigillati, piccole fessure o tubi vecchi, creando una rete che trattiene terra e residui vegetali.
Un tubo può anche schiacciarsi per assestamenti del terreno, passaggio di veicoli, lavori successivi o posa non corretta.
In altri casi il problema nasce da una pendenza insufficiente, da una contropendenza o da un tratto disallineato, dove l'acqua rallenta e i depositi si accumulano.
I segnali possono essere indiretti:
In queste situazioni una semplice manutenzione superficiale raramente è sufficiente.
Una tubazione parzialmente ostruita può sembrare ancora funzionante durante piogge leggere, ma andare in crisi con temporali più forti.
Pozzetto in un vialetto con ghiaia - Getty Images
Il motivo è semplice, il tubo riesce a smaltire piccoli volumi d'acqua, ma non ha più la capacità necessaria per gestire un flusso abbondante e improvviso.
In questi casi il pozzetto si riempie rapidamente, l'acqua resta alta e il deflusso diventa lento, anche se la griglia è libera.
Il problema non va attribuito automaticamente all'eccezionalità della pioggia, soprattutto se il fenomeno si ripete più volte o se in passato il sistema funzionava meglio.
Una perdita di efficienza progressiva può dipendere da sedimenti accumulati, radici, curve ostruite, pendenze deboli o tratti deformati.
La differenza nel tempo è un indizio importante, un pozzetto che prima scaricava bene e ora fatica segnala spesso un peggioramento della linea.
Il pozzetto può essere pulito e la tubazione iniziale libera, ma l'acqua può comunque defluire male se il problema si trova nel recapito finale.
Lavori in giardino su un pozzetto ostruito - Getty Images
La linea potrebbe scaricare in un altro pozzetto, in una canaletta, in una vasca di raccolta, in una trincea drenante, in un fosso o in una rete di smaltimento non più efficiente.
Se questo punto è ostruito, pieno di fango, invaso da radici o non riesce a ricevere acqua durante le piogge intense, tutto il sistema rallenta.
Il segnale più evidente è la difficoltà di più pozzetti collegati alla stessa linea: non si riempie solo un punto, ma l'intero percorso sembra scaricare con fatica.
In questi casi pulire il primo pozzetto serve a poco.
Bisogna capire dove va l'acqua e controllare anche l'ultimo tratto del sistema.
Prima di chiamare un tecnico, conviene fare alcuni controlli semplici sul pozzetto delle acque piovane.
Griglia di un pozzetto acque bianche - Getty Images
La prima cosa è rimuovere griglia, foglie, fango e sedimenti dal fondo, evitando di spingerli nella tubazione con un getto d'acqua.
Poi si può osservare l'imbocco del tubo: se è coperto da sabbia, radici, piccoli detriti o fanghiglia, il deflusso può essere già parzialmente ridotto.
Una prova con poca acqua può aiutare a capire se lo scarico scende subito o se il livello tende a salire, ma non sostituisce l'osservazione durante una pioggia reale.
È utile anche controllare gli altri pozzetti della stessa linea e capire dove finisce l'acqua raccolta.
Se il problema si ripete, se compaiono gorgoglii, ristagni o ritorni d'acqua, può servire una disostruzione o una videoispezione della tubazione.
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