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I pozzetti del giardino si riempiono dopo i temporali perché l'acqua piovana, scorrendo sul terreno o sulle pavimentazioni esterne, trascina con sé tutto ciò che incontra: terra, foglie, sabbia, ghiaia, aghi di pino, residui di potatura e piccoli detriti vegetali.
Lavori in giardino nel pozzetto - Getty Images
Il problema diventa frequente quando il giardino ha pendenze poco corrette, aiuole senza bordure, vialetti in ghiaia non stabilizzata o griglie troppo esposte allo sporco.
In questi casi il pozzetto non raccoglie solo acqua, ma diventa il punto finale verso cui confluiscono materiali solidi.
Anche una tubazione parzialmente ostruita o un sistema di drenaggio sottodimensionato può peggiorare la situazione, rallentando il deflusso e favorendo accumuli sul fondo.
Per questo, quando il fenomeno si ripete dopo ogni pioggia intensa, non basta svuotare il pozzetto ma bisogna capire da dove arrivano i detriti.
La griglia del pozzetto è il primo elemento da controllare quando, dopo ogni temporale, si accumulano terra, foglie e detriti.
Griglia di un pozzetto - Getty Images
Se le fessure sono troppo larghe, lasciano passare materiale solido che finisce direttamente sul fondo o nella tubazione.
Se invece sono troppo strette, possono ostruirsi in superficie in pochi minuti, impedendo all'acqua di entrare correttamente.
Anche la quota della griglia è importante: se è troppo bassa rispetto al terreno raccoglie più sporco del necessario, mentre se è troppo alta l'acqua può aggirarla e ristagnare ai lati.
Bisogna verificare anche che sia stabile, integra e facile da rimuovere per la pulizia.
Nei giardini con molte foglie o ghiaia può essere utile installare un cestello raccogli-detriti, così da trattenere lo sporco prima che raggiunga lo scarico.
Se il pozzetto si riempie soprattutto di terra e fango, la causa può essere nelle aiuole vicine, più che nello scarico stesso.
Durante i temporali, l'acqua scorre sulla superficie del terreno e può trascinare terriccio, sabbia, pacciamatura leggera e piccoli residui vegetali verso il punto più basso del giardino.
Il fenomeno è frequente nelle aiuole senza bordure, nei prati diradati, nelle zone appena sistemate o nei punti in cui il terreno resta nudo e poco compatto.
Anche una leggera pendenza verso il pozzetto può bastare per portare materiale solido sulla griglia e poi all'interno della caditoia.
Per ridurre il problema servono contenimenti semplici ma efficaci:
Se dopo la pioggia si notano piccoli solchi, accumuli di fango o bordi erosi, il giardino sta perdendo materiale verso il pozzetto.
Foglie, aghi di pino, rametti, fiori secchi e residui di potatura sono tra le cause più comuni dei pozzetti pieni dopo un temporale.
Sezione di un pozzetto intasato da materiale vegetale - Daniele F. Toscana
Il problema non riguarda solo l'autunno visto che anche in altre stagioni il vento, pioggia intensa e manutenzione del verde possono spostare molto materiale verso le griglie.
Una volta bagnate, le foglie tendono a compattarsi e possono formare una barriera sulla superficie della caditoia, impedendo all'acqua di entrare correttamente.
Il rischio aumenta se il pozzetto si trova sotto alberi, vicino a siepi fitte o in punti bassi dove il vento accumula i residui.
Per ridurre gli intasamenti conviene pulire l'area prima dei periodi più piovosi, rimuovere gli scarti dopo le potature e controllare spesso la parte inferiore della griglia.
Nei punti più esposti può essere utile un cestello interno raccogli-foglie, purché resti facile da estrarre e pulire.
Le pendenze del giardino influenzano direttamente il comportamento dell'acqua piovana.
Se il terreno, il vialetto o la pavimentazione esterna scaricano verso un unico punto, il pozzetto riceve una quantità eccessiva di acqua e detriti.
In condizioni normali può sembrare sufficiente, ma durante un temporale intenso la griglia rischia di riempirsi rapidamente di foglie, fango, sabbia o ghiaia.
Il problema diventa più serio se il punto basso si trova vicino alla casa, a un garage, a una scala esterna o a una porta del seminterrato.
In questi casi il pozzetto diventa l'ultima barriera prima del ristagno o dell'allagamento.
Per capire l'origine del problema bisogna osservare il percorso dell'acqua durante la pioggia e verificare se arriva sempre dalla stessa direzione.
I vialetti in ghiaia e le pavimentazioni drenanti possono contribuire al riempimento dei pozzetti, soprattutto dopo piogge intense.
Pozzetto in un vialetto con ghiaia - Getty Images
La ghiaia, se non è ben stabilizzata o contenuta da bordure, può essere spostata dall'acqua e finire direttamente sulla griglia o all'interno della caditoia.
Lo stesso può accadere con sabbia, polvere, terriccio e piccoli detriti presenti tra le fughe delle pavimentazioni esterne.
Anche le superfici drenanti infatti, perdono efficacia se gli spazi di passaggio dell'acqua si riempiono di sporco.
A quel punto l'acqua non filtra più correttamente e scorre in superficie, trascinando materiale verso il pozzetto.
Per limitare il problema servono bordi di contenimento, pulizia periodica delle fughe, stabilizzazione della ghiaia e griglie facili da ispezionare.
Se nel pozzetto si accumulano sassolini, non vanno lasciati sul fondo perché riducono il volume utile di raccolta.
Un problema di questo tipo può annidarsi anche nelle tubazione di scarico.
Sezione con tubo di scarico intasato - Foto Daniele F. Toscana
Se foglie, terra, sabbia o piccoli sassi superano la griglia, possono accumularsi nel tubo e ridurre gradualmente lo spazio disponibile per il passaggio dell'acqua.
All'inizio il deflusso rallenta appena, poi l'acqua comincia a restare nel pozzetto più a lungo, fino a risalire durante le piogge più intense.
Il segnale da osservare è proprio questo ovvero, se la griglia è pulita ma il livello dell'acqua resta alto, il problema potrebbe essere sotto la superficie.
Le cause possono essere depositi di fango, radici entrate nella tubazione, curve strette, pendenze insufficienti o tratti schiacciati.
In questi casi pulire solo il pozzetto serve a poco ma bisognerà verificare dove scarica l'acqua e se la linea è libera.
Non sempre terra, foglie e residui presenti nel pozzetto arrivano dal giardino.
In molti casi il materiale scende dall'alto, attraverso pluviali e grondaie.
Pulizia della grondaia dalle foglie - Getty Images
Foglie secche, aghi di pino, muschio, sabbia delle tegole, frammenti vegetali e piccoli detriti portati dal vento possono accumularsi nelle gronde e finire poi nello scarico durante un temporale.
Il problema è, per ovvi motivi, più frequente nelle case circondate da alberi, soprattutto se la manutenzione del tetto viene trascurata.
Se il pozzetto alla base del pluviale si riempie spesso di materiale scuro, foglie compatte o residui provenienti dall'alto, conviene controllare quindi anche grondaie e discendenti.
Pulire solo il pozzetto può risolvere il disagio nell'immediato, ma non elimina la causa.
Una gronda ostruita continuerà a mandare sporco nel sistema di raccolta dell'acqua piovana.
Per pulire correttamente i pozzetti del giardino bisogna prima rimuovere la griglia e se presente, il cestello raccogli - detriti.
Foglie, terra, ghiaia, fango e residui vegetali vanno tolti manualmente con guanti, paletta e secchio, evitando di spingerli nello scarico.
Un'idropulitrice può essere utile, ma solo dopo aver eliminato il materiale solido.
Può servire per lavare le pareti interne, i bordi del pozzetto e la griglia, soprattutto se sono presenti fango compatto o residui aderenti.
Usarla subito invece, rischia di mandare sporco, sabbia e sassolini nella tubazione, peggiorando l'intasamento.
Dopo la pulizia si può verificare il deflusso versando acqua pulita nel pozzetto.
Se il livello resta alto o scende lentamente, il problema potrebbe trovarsi nella tubazione.
In quel caso non conviene insistere con il getto, ma valutare un controllo dello scarico.
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