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Una pompa sommersa che parte e si ferma di continuo non è necessariamente guasta, perché nei pozzetti di raccolta il funzionamento a cicli è normale e dipende dalla variazione del livello dell’acqua.
Motivi malfunzionamenti della pompa sommersa - Daniele F. Toscana
Il problema nasce quando gli avviamenti diventano molto ravvicinati, la pompa lavora soltanto per pochi secondi oppure si arresta mentre nel pozzetto è ancora presente acqua sufficiente.
Le cause più comuni comprendono una regolazione del galleggiante non corretta, il ritorno dell’acqua attraverso la tubazione, una valvola di ritegno inefficiente, una vasca troppo piccola, ostruzioni e interventi della protezione termica.
Nei sistemi utilizzati per alimentare un’abitazione possono invece entrare in gioco pressostato, vaso di espansione e perdite sulla rete.
Per individuare il problema è quindi importante osservare come varia il livello prima, durante e dopo ogni ciclo, evitando di concentrarsi soltanto sul rumore del motore.
Anche portata, prevalenza e dimensionamento dell’impianto possono incidere sulla frequenza degli avviamenti.
Il controllo più utile consiste nell’osservare da una posizione sicura ciò che accade nel pozzetto durante un intero ciclo di funzionamento.
Se la pompa si avvia, il livello dell’acqua scende fino alla normale quota di arresto e subito dopo torna rapidamente a salire, il sistema di comando potrebbe funzionare correttamente e la causa deve essere cercata nel rapido riempimento della vasca o nel ritorno dell’acqua dalla mandata.
Se invece il livello rimane pressoché invariato mentre il motore si spegne, bisogna considerare un possibile problema elettrico, termico o meccanico.
Un altro indizio significativo si presenta quando, subito dopo l’arresto, si vede o si sente una quantità d’acqua rientrare attraverso la tubazione: in questa situazione la valvola di ritegno diventa uno dei primi componenti da verificare.
Osservare insieme avvio, abbassamento del livello, arresto e successiva risalita permette quindi di restringere rapidamente il campo delle possibili cause.
Anche la durata dei cicli può essere annotata, perché un cambiamento improvviso rispetto al normale comportamento dell’impianto può indicare che qualcosa è variato.
Nelle pompe sommerse da drenaggio l’avviamento e l’arresto sono spesso controllati da un galleggiante che segue il livello dell’acqua.
Estrazione di un'elettropompa - Comid mod. con IA
Tra la quota di accensione e quella di spegnimento deve esserci un intervallo sufficiente a evitare che pochi litri provochino continuamente un nuovo ciclo.
Se il cavo del galleggiante è fissato con una corsa troppo ridotta, oppure il pozzetto è così piccolo da limitarne il movimento, la pompa può eliminare una quantità minima d’acqua, spegnersi e ripartire immediatamente.
Il galleggiante può inoltre urtare pareti e tubazioni, rimanere impigliato nei cavi o essere ostacolato da foglie, sedimenti e altri materiali presenti nella vasca.
Non tutte le pompe adottano però il tradizionale galleggiante a cavo: alcuni modelli utilizzano galleggianti integrati, elementi verticali scorrevoli o sistemi elettronici di rilevamento.
Sporco e incrostazioni possono interferire anche con questi dispositivi.
Prima di modificare qualsiasi regolazione è quindi necessario identificare il sistema montato e rispettare le indicazioni del produttore, perché abbassare arbitrariamente la quota di arresto può portare la pompa a lavorare con un livello d’acqua non compatibile con le sue caratteristiche.
La valvola di ritegno, chiamata anche valvola di non ritorno, viene installata sulla tubazione di mandata per impedire che l’acqua già sollevata torni verso la pompa quando il motore si arresta.
Valvola di ritegno o di non ritorno - Comid
Se il componente non chiude correttamente, parte della colonna d’acqua contenuta nella tubazione può rifluire nel pozzetto, facendo risalire il livello fino a provocare un nuovo avviamento.
Il comportamento tipico è quindi una sequenza nella quale la pompa svuota regolarmente la vasca, si spegne e poco dopo riparte senza che sia entrata una quantità significativa di nuova acqua. Il difetto può dipendere da sporco sulla sede di chiusura, usura, montaggio non corretto o danneggiamento della valvola.
Un gorgoglio o il rumore dell’acqua che ritorna subito dopo l’arresto possono rappresentare ulteriori indizi, anche se non costituiscono da soli una diagnosi.
Per la scelta di valvole di ritegno, pompe e componenti destinati agli impianti idrici è possibile rivolgersi anche a fornitori specializzati come Comid , che nei propri schemi d’installazione per elettropompe sommerse prevede espressamente la presenza della valvola sulla linea di mandata.
Il ritorno dell’acqua nel pozzetto non dipende necessariamente dalla valvola di ritegno.
Una tubazione lesionata, un raccordo non perfettamente serrato o una giunzione danneggiata all’interno della vasca possono riportare direttamente verso la pompa una parte della portata appena sollevata.
In questo caso il motore può sembrare funzionare normalmente, ma il livello scende lentamente oppure ricomincia a salire subito dopo lo spegnimento.
Anche una tubazione parzialmente ostruita modifica le condizioni di lavoro: sedimenti, incrostazioni e corpi estranei riducono la sezione utile, mentre nei tubi flessibili una curva troppo stretta o uno schiacciamento possono limitare sensibilmente il passaggio.
Se sull’impianto è presente una valvola manuale, bisogna inoltre verificare che sia nella posizione prevista e non sia rimasta parzialmente chiusa.
Questi difetti aumentano le perdite di carico e possono ridurre la portata reale della pompa, allungare i tempi di funzionamento o contribuire all’intervento delle protezioni.
Quando il comportamento cambia improvvisamente dopo un lungo periodo di funzionamento regolare, il percorso di mandata dovrebbe quindi essere controllato insieme alla pompa e al galleggiante.
Un numero elevato di avviamenti non indica sempre un guasto.
Se il pozzetto raccoglie drenaggi, infiltrazioni o acque meteoriche, durante precipitazioni intense può ricevere acqua quasi continuamente.
La pompa abbassa il livello fino alla quota di arresto, si spegne e poco dopo riparte perché la vasca si è nuovamente riempita.
In queste condizioni bisogna valutare il rapporto tra portata in ingresso, volume utile del pozzetto e capacità della pompa.
Una vasca piccola contiene infatti pochi litri tra la quota di avvio e quella di spegnimento, rendendo inevitabilmente più frequenti i cicli.
Lo stesso impianto installato in un pozzetto più capiente potrebbe invece mantenere la pompa accesa più a lungo e prevedere intervalli maggiori tra un avviamento e l’altro.
Il fenomeno è particolarmente significativo quando gli avviamenti frequenti sono presenti fin dalla prima installazione e non sono comparsi successivamente.
In questo caso è opportuno verificare se il volume utile disponibile sia coerente con la quantità d’acqua che può entrare nella vasca.
Modificare semplicemente la posizione del galleggiante non rappresenta sempre una soluzione, perché bisogna conservare margini adeguati sia contro l’allagamento sia contro un livello eccessivamente basso.
Una pompa con portata molto elevata non rappresenta automaticamente una soluzione migliore.
Elettropompa Pedrollo - Comid
In un pozzetto con poco volume utile può abbassare il livello in pochi secondi, raggiungere rapidamente la quota di arresto e ripartire poco dopo perché nel frattempo continua ad arrivare acqua.
Una pompa eccessivamente potente può quindi aumentare il numero di avviamenti, mentre un modello troppo piccolo tende a produrre un problema differente: se la portata pompata è appena superiore o inferiore a quella in ingresso, il livello scende lentamente e durante eventi intensi potrebbe continuare a salire.
Nel dimensionamento bisogna inoltre considerare la prevalenza effettiva, perché la portata dichiarata dal produttore varia in funzione dell’altezza di sollevamento e delle perdite prodotte da lunghezza, diametro, curve e componenti della tubazione.
Non è quindi corretto scegliere l’apparecchio considerando soltanto il valore massimo di portata riportato sulla scheda tecnica.
Per confrontare pompe sommerse, curve caratteristiche e componenti dell’impianto ci si può rivolgere a operatori specializzati come Comid, valutando sempre il prodotto sulla base delle reali condizioni di installazione e delle indicazioni del produttore.
Un pozzetto che raccoglie acqua dal terreno, da superfici esterne o da sistemi di drenaggio tende nel tempo ad accumulare fango e altri materiali sul fondo.
Quando lo strato di sedimenti aumenta, il volume della vasca disponibile tra avvio e arresto diminuisce e la pompa può iniziare a effettuare cicli più frequenti anche senza variazioni nella regolazione del galleggiante.
Foglie, fibre, capelli, frammenti di plastica e altri corpi estranei possono inoltre raggiungere la griglia di aspirazione oppure ostacolare la girante, soprattutto nelle installazioni che movimentano acque sporche.
Una girante parzialmente bloccata può ridurre la portata, modificare il rumore della macchina e aumentare le sollecitazioni sul motore.
La pompa non dovrebbe inoltre sprofondare nel fango né aspirare materiali oltre quelli ammessi dal modello utilizzato.
Durante la manutenzione è quindi opportuno verificare griglia di aspirazione, condizioni del fondo e stabilità della posizione della pompa.
Qualsiasi pulizia o rimozione di detriti deve essere eseguita esclusivamente con l’apparecchio disalimentato e secondo le procedure indicate dal produttore, senza intervenire sulla macchina mentre rimane collegata alla rete elettrica.
Abbassare la quota di arresto con l’obiettivo di lasciare meno acqua possibile nel pozzetto può peggiorare il funzionamento anziché migliorarlo.
Pompa sommersa in sezione - Comid mod. con IA
Ogni modello prevede determinate condizioni di esercizio e può richiedere un livello minimo per garantire aspirazione, raffreddamento e funzionamento nelle condizioni previste dal costruttore.
Alcune pompe possono lavorare anche con livelli residui molto bassi o soltanto parzialmente immerse, mentre altre richiedono condizioni differenti.
Se l’aspirazione si trova troppo vicina alla superficie possono inoltre formarsi vortici che trascinano aria all’interno della pompa.
Il flusso diventa quindi irregolare, la portata può diminuire e possono comparire gorgoglii o variazioni del rumore.
Questo comportamento non deve essere confuso con un problema elettrico o con un difetto del galleggiante.
Prima di modificare quota di spegnimento o posizione del dispositivo di livello bisogna perciò consultare le indicazioni del modello installato.
Una regolazione che permette di svuotare maggiormente il pozzetto non è necessariamente migliore se costringe la macchina a operare fuori dalle condizioni per le quali è stata progettata.
Quando la pompa si arresta mentre l’acqua è ancora nettamente sopra la normale quota di spegnimento, il problema non può essere attribuito automaticamente al galleggiante.
Molti motori dispongono di sistemi di protezione che interrompono il funzionamento quando vengono rilevate condizioni anomale e possono consentire una successiva ripartenza dopo il raffreddamento.
La sequenza può quindi sembrare un normale ciclo di avvio e arresto, anche se il livello dell’acqua non ha provocato la fermata.
Un intervento ripetuto della protezione può essere collegato a sovraccarico, girante ostacolata, condizioni di raffreddamento non corrette, problemi di alimentazione o anomalie del motore.
Un indizio importante si ottiene osservando il galleggiante: se rimane nella posizione che richiede il funzionamento mentre la pompa si spegne, il comando di livello non giustifica l’arresto.
In questa situazione non è opportuno continuare ad avviare ripetutamente la macchina nella speranza che il problema scompaia.
Bisogna invece interrompere le prove e individuare la causa, perché il ripetersi dell’arresto segnala una condizione di funzionamento che potrebbe danneggiare il motore o gli altri componenti.
Un collegamento deteriorato, una tensione anomala, un cavo danneggiato oppure un componente di comando difettoso possono provocare arresti e successive ripartenze non legate al livello dell’acqua.
Elettropompa Lowara Domo - Comid
La presenza contemporanea di elettricità e acqua richiede particolare cautela e limita notevolmente i controlli che possono essere eseguiti senza competenze specifiche.
Il cavo elettrico non deve essere utilizzato per sollevare la pompa, perché la trazione può danneggiare l’ingresso stagno o i collegamenti interni.
Anche prolunghe improvvisate e connessioni volanti esposte all’umidità non rappresentano una soluzione adeguata per un’installazione permanente.
Prima di manipolare la pompa deve essere esclusa l’alimentazione in condizioni di sicurezza e gli interventi sull’impianto elettrico devono essere affidati a personale abilitato.
Per gli impianti posti al servizio degli edifici rimane applicabile il DM 37/2008, mentre per la progettazione e realizzazione degli impianti elettrici in bassa tensione il riferimento tecnico generale è la norma CEI 64-8 nella sua edizione vigente.
Se durante il funzionamento intervengono protezioni elettriche, compaiono segni di surriscaldamento o il cavo presenta danni visibili, la pompa non dovrebbe essere rimessa ripetutamente in servizio senza una verifica.
Non tutte le pompe sommerse vengono utilizzate per svuotare un pozzetto.
Una pompa installata in un pozzo o in un serbatoio può alimentare la rete idrica attraverso pressostato, vaso di espansione, inverter o dispositivi elettronici che controllano pressione e portata.
In queste configurazioni il continuo avvio e arresto può avere cause completamente diverse da quelle tipiche di una pompa comandata dal galleggiante.
In un sistema tradizionale il vaso di espansione contribuisce a limitare il numero degli avviamenti accumulando una quantità d’acqua utilizzabile prima che la pressione scenda fino alla soglia di partenza della pompa.
Se il vaso non svolge correttamente questa funzione, il motore può avviarsi quasi immediatamente anche per piccoli prelievi e fermarsi nuovamente poco dopo.
Anche una perdita nella rete, un rubinetto che gocciola o una cassetta WC che continua lentamente a caricarsi possono provocare una graduale diminuzione della pressione.
Nei sistemi dotati di controllo elettronico, invece, bisogna verificare sensori e configurazione secondo le indicazioni del dispositivo installato, evitando di modificare parametri a tentativi.
La variazione del livello dell’acqua permette di distinguere molti problemi senza smontare immediatamente la pompa.
Elettropompa sommersa Pedrollo - Comid
Se il livello scende normalmente, la pompa si arresta e subito dopo l’acqua ritorna dalla mandata, bisogna verificare soprattutto valvola di ritegno, raccordi e tubazioni.
Se invece il pozzetto torna a riempirsi perché continua ad arrivare acqua dal drenaggio, diventano importanti portata in ingresso, volume della vasca e capacità dell’apparecchio.
Un galleggiante che commuta dopo spostamenti minimi del livello richiede invece un controllo della sua libertà di movimento e dell’intervallo tra avvio e arresto.
Quando il motore si spegne pur rimanendo acqua sufficiente e il galleggiante continua a richiedere il funzionamento, bisogna sospettare un problema meccanico o elettrico e interrompere le prove.
Anche un aumento improvviso della rumorosità, vibrazioni insolite o suoni metallici meritano attenzione, perché possono indicare la presenza di corpi estranei nella girante o altri problemi meccanici.
Osservare il comportamento complessivo dell’impianto è quindi più utile che attribuire automaticamente ogni ciclo breve a un guasto della pompa.
La manutenzione non dovrebbe riguardare soltanto la pompa, perché il funzionamento dipende dall’intero sistema composto da vasca, galleggiante, aspirazione, tubazione e dispositivi di scarico.
Il pozzetto dovrebbe rimanere sufficientemente accessibile da consentire controlli periodici e la rimozione dei sedimenti che possono ridurre il volume disponibile.
Durante l’ispezione è utile verificare la libertà del galleggiante, le condizioni della mandata e l’eventuale presenza di acqua che ritorna nella vasca dopo ogni arresto.
Negli impianti destinati a proteggere seminterrati o locali sensibili può essere utile prevedere anche un sensore indipendente di alto livello, capace di segnalare che l’acqua ha superato la normale quota di funzionamento.
Nei sistemi più critici può essere installata una seconda pompa di emergenza o di supporto, ma la ridondanza non deve essere utilizzata per compensare problemi già presenti nell’impianto principale.
Una seconda macchina, infatti, non corregge una valvola che perde, una mandata ostruita o un pozzetto sottodimensionato, che devono comunque essere individuati e risolti.
Senza smontare la pompa, il proprietario può osservare il livello durante il funzionamento, controllare se il galleggiante dispone dello spazio necessario per muoversi e verificare visivamente la presenza di molto fango o di evidenti ostacoli nella vasca.
Lavori su un pozzetto in giardino - Getty Images
Può inoltre annotare la durata dei cicli, verificare se dopo lo spegnimento l’acqua ritorna chiaramente dalla mandata e controllare, quando accessibile senza rischi, che il tubo non presenti schiacciamenti o perdite visibili.
Non bisogna invece mettere le mani nell’acqua quando la pompa è alimentata, intervenire sui collegamenti elettrici o modificare le protezioni.
Un idraulico può controllare galleggiante, valvola di ritegno, mandata, portata e corretto dimensionamento della pompa rispetto al pozzetto.
Quando il motore si arresta con livello ancora alto, intervengono le protezioni, il cavo risulta danneggiato o esistono dubbi sull’alimentazione, è necessaria anche una verifica della parte elettrica da parte di personale qualificato.
La distinzione tra problema idraulico, meccanico ed elettrico permette di intervenire sulla causa effettiva senza sostituire inutilmente una pompa che potrebbe essere ancora perfettamente funzionante.
Le pompe per pozzi sommerse sono dei dispositivi di aspirazione per trattare acque chiare e acque nere, ossia ogni genere di refluo, scarico e liquame che dir si voglia con fanghi o residui in sospensione.
Per avere un'ampia scelta sulle tipologie e sui modelli disponibili sul mercato di pompa per acque nere e non solo è possibile rivolgersi a Comid azienda specializzata da oltre 25 anni in forniture ad acquedotti, industrie ed aziende impiantistiche operanti nel servizio idrico integrato, è inoltre in grado di risolvere le problematiche impiantistiche più complesse, creando al tempo stesso un vero rapporto di partnership con i propri clienti in termini di professionalità e supporto tecnico e logistico.